protezione dei dati – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 07 Nov 2018 14:41:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png protezione dei dati – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Google+ e la violazione dei dati, ecco i consigli di Norton by Symantec https://www.datamanager.it/2018/10/google-e-la-violazione-dei-dati-ecco-i-consigli-di-norton-by-symantec/ Wed, 10 Oct 2018 14:15:24 +0000 http://www.datamanager.it/?p=176518 A seguito delle notizie di ieri relative all’esposizione dei dati di circa 500.000 profili di Google+, il team di Norton by Symantec ha sviluppato alcuni suggerimenti che consentono agli utenti di avere un maggior controllo sulla sicurezza e la privacy dei propri dati online Dopo una violazione dei propri dati, gli utenti dovrebbero essere cauti […]

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A seguito delle notizie di ieri relative all’esposizione dei dati di circa 500.000 profili di Google+, il team di Norton by Symantec ha sviluppato alcuni suggerimenti che consentono agli utenti di avere un maggior controllo sulla sicurezza e la privacy dei propri dati online

Dopo una violazione dei propri dati, gli utenti dovrebbero essere cauti e seguire i consigli elencati di seguito:

  • Diffidare di qualsiasi email che si possa in qualche modo ricollegare alla violazione stessa: accade spesso, specie in casi di violazioni “importanti”, che si registri un’impennata dei tentativi di phishing.
  • Prestare attenzione ai siti Web che offrono la possibilità di verificare se i dettagli del proprio profilo sono inclusi nella violazione. Operatori privi di scrupoli potrebbero usare i dettagli inviati per identificare le persone che sono preoccupate per la violazione stessa, e trarli in inganno con tentativi di estorsione. E’ consigliabile utilizzare strumenti gratuiti, come Norton Safe Web, per verificare la reputazione del sito.
  • Non pagare nessuno che si offre pe “ripulire” il profilo personale dalla lista dei dati violati, semplicemente perché ciò non può essere fatto. Queste informazioni, infatti, sono già di pubblico dominio e ne esistono più copie.

In generale ci sono diverse procedure importanti che gli utenti possono seguire per proteggere i propri dati. Di seguito un elenco delle migliori procedure da seguire:

  • Usare password sicure: non smetteremo mai di ripeterlo. Usare sempre password “forti” e uniche per i propri account e dispositivi, e aggiornale regolarmente, preferibilmente ogni tre mesi. Non usare mai la stessa password per più account.
  • Applicare con continuità buone prassi di sicurezza: le password sono le chiavi del tuo regno. È consigliabile utilizzare software di gestione delle password per creare password uniche e forti per ogni sito che si visita e mantenere tutti i propri device, inclusi gli smartphone, aggiornati con la versione più recente del software per la sicurezza.
  • Essere vigili: esaminare con regolarità gli estratti conto bancari e delle carte di credito per rilevare eventuali irregolarità, prestare attenzione quando si gestiscono email della cui provenienza non si è sicuri e prestare attenzione alle offerte online che sembrano troppo belle per essere vere, non lo sono praticamente mai.
  • Conoscere con chi si lavora: acquisire familiarità con le politiche dei rivenditori e dei servizi online che possono richiedere informazioni bancarie o personali e assicurarsi di capire come utilizzeranno i dati. Assicuratevi sempre di visitare il sito Web ufficiale dell’azienda (mai fare clic su un collegamento inviato tramite email), in particolare se è necessario condividere informazioni sensibili.

Nick Shaw, vice president e general manager di Norton EMEA

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Windows 10 October Update potrebbe cancellare i file dal disco https://www.datamanager.it/2018/10/windows-10-october-update-potrebbe-cancellare-i-file-dal-disco/ Mon, 08 Oct 2018 13:39:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=165383 Il problema è stato già evidenziato da alcuni utenti, che si sono ritrovati con un sistema pulito. Fin troppo Sarebbe legata al processo di installazione di Windows 10 October Update la spiacevole conseguenza a cui stanno andando diversi utenti Microsoft. Come si riporta nelle ultime ore, a seguito dell’aggiornamento al big update dell’OS, può capitare […]

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Il problema è stato già evidenziato da alcuni utenti, che si sono ritrovati con un sistema pulito. Fin troppo

Sarebbe legata al processo di installazione di Windows 10 October Update la spiacevole conseguenza a cui stanno andando diversi utenti Microsoft. Come si riporta nelle ultime ore, a seguito dell’aggiornamento al big update dell’OS, può capitare di ritrovarsi tra le mani un computer, desktop, notebook o 2-in-1 che sia, con un disco più leggero del solito, perché completamente formattato.

Sia su forum che sul frequentatissimo Reddit, cominciano ad essere abbastanza le richieste di spiegazione da parte degli increduli che pensavano di poter semplicemente passare al più recente software senza incorrere in problematiche del genere. Sembra che a sparire siano soprattutto i file conservati nelle cartelle Documenti e Immagini che, se non salvati altrove magari sul cloud, diventano certamente irrecuperabili.

Di chi è la colpa

Qualche tecnico sembra essere giunto alla sorgente del problema. Per quello che racconta MSPoweruser, la debolezza è la stessa incontrata dagli insider, che provano le versioni di Windows 10 prima del rilascio globale, nei mesi scorsi, quando a causa di un malfunzionamento di OneDrive, l’installazione provocava già l’eliminazione involontaria dei file. A entrare in gioco sarebbe la funzionalità Storage Sense, sviluppata per effettuare in modo automatico l’upload sul cloud dei file usati raramente dagli utenti, per liberare spazio in memoria.

A questo punto, pare si metta in moto un’azione per cui, durane l’aggiornamento, è come se One Drive volesse caricare i contenuti sulla nuvola ma invece di adempiere il lavoro, semplicemente li elimina dagli archivi. Microsoft non ha ancora rilasciato commenti ma è probabile che una soluzione arriverà entro domani, quando l’update diverrà consigliabile tramite i tool di reminder di Windows 10.

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Facebook rassicura sulla violazione dei profili https://www.datamanager.it/2018/10/facebook-rassicura-sulla-violazione-dei-profili/ Fri, 05 Oct 2018 18:30:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=161779 Nessuna evidenza per il breach di sicurezza che ha messo a rischio 50 milioni di iscritti, con 90 milioni disconnessi Non poteva passare inosservata la violazione che Facebook ha subito qualche giorno fa, quando oltre 90 milioni di iscritti si sono visti scollegare dalla piattaforma. Un numero alto seppur minore a quei 50 milioni che, […]

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Nessuna evidenza per il breach di sicurezza che ha messo a rischio 50 milioni di iscritti, con 90 milioni disconnessi

Non poteva passare inosservata la violazione che Facebook ha subito qualche giorno fa, quando oltre 90 milioni di iscritti si sono visti scollegare dalla piattaforma. Un numero alto seppur minore a quei 50 milioni che, secondo l’azienda, hanno davvero rischiato di vedersi violate la propria identità digitale. Dopo le verifiche del caso, il team di sicurezza del social network ha affermato l’assenza di evidenze circa la possibilità che gli hacker abbiano avuto accesso alle informazioni inerenti le app di terze parti collegate al profilo di Facebook.

“Abbiamo ricevuto un bel po’ di domande circa le conseguenze che la falla avrebbe generato, visto che la funzione interessata era quella del Facebook Login. Una volta analizzati i log, possiamo dire che non c’è nessun segnale di un furto dei dati inerenti app di terze parti” – ha spiegato Guy Rose, vice presidente della gestione prodotti di Facebook.

Cosa sappiamo

Quindi sembra che mentre i token di accesso a Facebook siano stati cancellati, gli stessi non sono serviti ai cybercriminali per andare più a fondo nei profili degli utenti. Ciò dovrebbe essere il primo risultato di un nuovo approccio attuato dall’azienda a supporto degli sviluppatori e software house. Nel prossimo futuro, come accaduto per la disconnessione dal sito e app per dispostivi mobili, i developer potranno forzare il logout dell’abbinamento tra i loro programmi e Facebook. dopo aver rilevato un tentativo, riuscito o meno, di violazione del network.

Di certo, Zuckerberg deve ancora lavorare sodo per mettere al sicuro il tesoro digitale che si ritrova tra le mani. Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, le persone vedono più rischi che benefici dalla loro presenza sulla rete, tanto che sono nati vari gruppi che mirano a sensibilizzare sulle opportunità offerte da una cancellazione del profilo, sia in termini di protezione dei dati che di stop alla profilazione continua e multipiattaforma.

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Protezione dei dati aziendali: SailPoint svela quali sono le nuove frontiere dell’identity governance https://www.datamanager.it/2018/08/protezione-dei-dati-aziendali-sailpoint-svela-quali-sono-le-nuove-frontiere-dellidentity-governance/ Wed, 29 Aug 2018 12:00:10 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152401 La sicurezza dei dati aziendali è in costante evoluzione e le imprese faticano a tenere il passo con questi continui cambiamenti nella sicurezza informatica. SailPoint Technologies Holdings, azienda leader nell’enterprise identity governance, spiega quali sono le nuove sfide della gestione delle identità che attendono le aziende che vogliono portare avanti la loro evoluzione digitale in […]

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La sicurezza dei dati aziendali è in costante evoluzione e le imprese faticano a tenere il passo con questi continui cambiamenti nella sicurezza informatica.

SailPoint Technologies Holdings, azienda leader nell’enterprise identity governance, spiega quali sono le nuove sfide della gestione delle identità che attendono le aziende che vogliono portare avanti la loro evoluzione digitale in modo sicuro: gestione degli utenti, delle applicazioni e dei dati.

“Le violazioni dei dati e il rispetto della conformità alla legge non sono le uniche sfide che dobbiamo affrontare nel nostro settore, anche la pressione per la trasformazione digitale delle imprese riveste un’importanza sempre crescente”, ha dichiarato Mark McClain, CEO e co-fondatore di SailPoint. “Il nostro mondo è cambiato profondamente, i dati stanno esplodendo nel volume e continuano a evolversi in nuovi formati e a spostarsi in nuove ubicazioni. La gestione dell’identità deve evolversi coerentemente per affrontare questo nuovo mondo in cui viviamo, disciplinando l’accesso di tutti gli utenti, a tutte le applicazioni e a tutti i dati. SailPoint sta estendendo i limiti di queste tre nuove frontiere dell’identità”.

Le nuove frontiere dell’identità

SailPoint ritiene che vi siano tre frontiere che le organizzazioni devono superare nel loro percorso di governance dell’identità:

  • La sfida degli utenti: Estendere l’identità oltre l’essere umano

I programmi di enterprise identity governance sono tradizionalmente incentrati su tre utenti primari: dipendenti, collaboratori a contratto e partner. Nel nuovo mondo delle aziende, gli utenti non umani – come i software bot e le tecnologie di RPA (Robotic Process Automation) – introducono un nuovo tipo di identità. Le imprese moderne devono ripensare all’identità, superando il concetto di essere umano, e comprendendo come queste entità non umane interagiscono con le applicazioni aziendali e con i dati, e applicando i controlli di governance adeguati.

  • La sfida delle applicazioni: Scalabilità per le realtà odierne

Le organizzazioni moderne gestiscono centinaia di applicazioni. Queste comprendono un numero crescente di applicazioni SaaS, insieme alle tradizionali applicazioni legacy. L’identity governance deve evolversi semplificando l’introduzione delle nuove applicazioni, per consentire all’organizzazione di agire in modo più agile.

  • La sfida dei dati: Protezione dell’accesso ai dati nei file

Nel passato, la maggior parte dei dati sensibili era memorizzata in applicazioni e database come i sistemi di CRM, delle risorse umane e finanziari. Oggi gli utenti finali scaricano, estraggono e copiano i dati nei file e quindi memorizzano quei dati in aree di condivisione, come SharePoint e i sistemi di cloud storage come Box e Google Drive, spesso lasciando i dati ampiamente non protetti. Questo apre nelle organizzazioni un’ampia area di esposizione, che deve essere affrontata attraverso l’identity governance, rendendo i dati la terza, e forse la più critica, nuova frontiera dell’identità.

“Dal momento che la tecnologia e l’innovazione stanno cambiando il nostro modo di lavorare, la natura degli utenti aziendali è in continua evoluzione, mentre il volume dei dati e delle applicazioni cresce vertiginosamente. SailPoint è in prima fila nello sviluppo di metodi innovativi per offrire un’identity governance completa, per proteggere le identità digitali di tutti gli utenti, per tutte le applicazioni e per tutti i dati”, ha aggiunto McClain. “Questa è la nostra visione ed è il solo cammino che le imprese globali di oggi possono intraprendere”.

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Cybercrime e protezione dei dati online: nasce “Digitale Sicuro” di Europ Assistance https://www.datamanager.it/2018/08/cybercrime-e-protezione-dei-dati-online-nasce-digitale-sicuro-di-europ-assistance/ Mon, 13 Aug 2018 12:00:03 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152144 Vivere sempre più connessi e usufruire di servizi digitali per qualsiasi aspetto della nostra vita porta inevitabilmente alla condivisione dei nostri dati in internet e su una molteplicità di piattaforme digitali. Basti pensare all’e-commerce, ai social network, ai siti di prenotazione di viaggi e molto altro. Stando ai dati di una recente ricerca di Lexis […]

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Vivere sempre più connessi e usufruire di servizi digitali per qualsiasi aspetto della nostra vita porta inevitabilmente alla condivisione dei nostri dati in internet e su una molteplicità di piattaforme digitali. Basti pensare all’e-commerce, ai social network, ai siti di prenotazione di viaggi e molto altro.

Stando ai dati di una recente ricerca di Lexis Research per Europ Assistance il 90% degli italiani naviga quotidianamente, ma solo il 58% utilizza antivirus sul proprio smartphone e quasi la metà degli intervistati (49%) dichiara di utilizzare sempre la stessa password su siti e per servizi online diversi, compromettendo il livello di sicurezza dei propri dati.

Per rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più digitale e non sempre consapevole dei possibili rischi ad esso connessi, Europ Assistance lancia Digitale Sicuro, il programma, fruibile da Pc o da mobile, volto alla protezione dal furto di identità e frutto di un’esperienza di quindici anni sviluppata dalla filiale americana.

PROTEZIONE ON E ASSISTENZA OFF-LINE

Digitale Sicuro consente di educare, prevenire, monitorare ed informare l’utente in caso di rilevamento di dati in ambiente non sicuro fornendo indicazioni sul comportamento più appropriato da mettere in atto, e si compone di due elementi principali: protezione dati e assistenza su tutti i device di casa.

Con Digitale Sicuro è possibile navigare in Internet in tutta tranquillità, la piattaforma ospita la Online Data Security Suite, software che protegge l’utente da frodi online e furti d’identità, resi possibili dall’intercettazione fraudolenta dei dati digitati sulla tastiera oppure dall’accesso alla webcam integrata nei computer.

La versione Mobile, disponibile sia per dispositivi Android che iOS, protegge anche la digitazione di dati sensibili, come password o numeri di carta di credito.

Oltre al software di protezione dati, con Digitale Sicuro ci si garantisce anche l’assistenza completa a tutti i device di casa. Grazie ad IT Assistance, gli utenti sono messi in contatto con tecnici specializzati in grado di offrire supporto per la risoluzione di problematiche relative a qualsiasi dispositivo, come guasti e mal funzionamenti.

IL MONITORAGGIO – UN ULTERIORE VALORE AGGIUNTO

Digitale Sicuro offre agli utenti un monitoraggio costante della propria “impronta” sul web. Basta infatti inserire nel portale, alla sezione specifica, i dati personali che si vuole monitorare e la piattaforma si occuperà di tracciarli sia nel public web che nel dark web, la “rete oscura” non accessibile attraverso i canali di navigazione standard e che è spesso l’ambiente ideale dei crimini informatici.  In caso di rilevazione di un dato personale in un ambiente non sicuro, l’utente riceve dal portale una notifica via e-mail o sms, in questo caso potrà consultare il Team Digitale Sicuro di Europ Assistance, operativo 24/7, per ricevere indicazioni sul comportamento più idoneo da adottare in caso di alert.

La Dashboard di Digitale Sicuro consente di conoscere in ogni momento il grado di rischio a cui sono esposti i propri dati personali posti sotto monitoraggio. A questo si affianca un report mensile, inviato via e-mail, che riepiloga all’utente gli alert che gli sono stati notificati dal portale nel mese precedente.

“Come spesso accade gli Stati Uniti sono un importante banco di prova per questo genere di prodotto che mette al centro innovazione e animo digitale – dice Fabio Carsenzuola, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Europ Assistance Italia. Abbiamo quindi scelto di avvalerci dell’esperienza sviluppata dalla nostra filiale americana per portare in Italia una soluzione  al problema dei  rischi legati al cybercrime. Europ Assistance è costantemente impegnata a disegnare prodotti e servizi che incontrino esigenze dei consumatori in continuo cambiamento e Digitale Sicuro è solo l’ultimo esempio della nostra strategia: rispondere in modo semplice ad esigenze concrete delle persone. Una proposta unica che integra ad un servizio di navigazione sicura e protetta dai furti di identità, la possibilità di ricevere assistenza su tutti i device di casa”.

Digitale Sicuro, la cui proposta può essere completata da un pacchetto assicurativo di Tutela legale a beneficio del cliente rimasto vittima di un furto d’identità, è attualmente disponibile per i Business Partner di Europ Assistance sia sotto forma di assicurazione che a servizio.

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Mantenere il controllo sui dati personali https://www.datamanager.it/2018/07/mantenere-il-controllo-sui-dati-personali/ Tue, 24 Jul 2018 13:31:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151966 Lo scandalo Cambridge Analytica, che ha coinvolto 87 milioni di utenti di Facebook in una fuga di dati in violazione delle norme sulla privacy della piattaforma, ci ha portato a riflettere su quanto siano preziosi i nostri dati e su come proteggerli meglio. Le disposizioni del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) sono un […]

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Lo scandalo Cambridge Analytica, che ha coinvolto 87 milioni di utenti di Facebook in una fuga di dati in violazione delle norme sulla privacy della piattaforma, ci ha portato a riflettere su quanto siano preziosi i nostri dati e su come proteggerli meglio. Le disposizioni del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) sono un passo nella giusta direzione – ma da sole non bastano

Di Massimo Dino Ceresoli, Head of Global Services Southern Europe di Orange Business Services

Il GDPR è il maggiore cambiamento degli ultimi vent’anni nella protezione dei dati personali, finalmente al passo con l’era digitale in cui le persone forniscono i loro dati per una serie di motivi, spesso in cambio di servizi “gratuiti”.

Il GDPR offre agli individui molta più visibilità e trasparenza sul modo in cui vengono utilizzati i loro dati, con pesanti sanzioni per le organizzazioni che non lo rispettano. Rafforzerà e unificherà senza dubbio la protezione dei dati per i cittadini dell’UE e aggiornerà i regolamenti per l’esportazione dei dati al di fuori della regione. lI GDPR riguarda sia i cosiddetti “data controller”, cioè coloro che raccolgono dati personali, sia le organizzazioni che li elaborano.

Il GDPR espande la definizione di dati personali per includere identificatori online come ad esempio gli indirizzi IP, con questo riflettendo l’uso sempre più pervasivo della tecnologia. Dati sensibili come origine etnica, opinioni politiche e salute, insieme a due nuove categorie – dati genetici e dati biometrici – richiedono un consenso esplicito per l’elaborazione.

Per la prima volta, il GDPR richiede alle organizzazioni di sviluppare la protezione dei dati “per impostazione predefinita e per progettazione” nell’intera azienda e nei processi. Questa è una grande notizia per i singoli individui, ma in ultimo tocca a noi assumerci la responsabilità dei nostri dati.

La blockchain semplifica le decisioni sui dati

Attualmente le grandi aziende come Facebook hanno il controllo dei dati forniti dagli utenti e li monetizzano a proprio vantaggio, gli utenti non traggono alcun valore dai propri dati a meno che non optino per i servizi offerti. Ma sicuramente il fondamento di un’economia libera è l’essere in grado di controllare i nostri dati e fare esattamente ciò che vogliamo con essi.

In un futuro non troppo distante, saremo in grado di avere pieno controllo sui nostri dati, così da poterli monetizzare. La tecnologia blockchain può essere la risposta: è un libro mastro digitale aperto e protetto che abbiamo imparato a conoscere con le criptovalute ma che potrebbe potenzialmente controllare le future transazioni di dati.

As esempio, in futuro potremmo disporre di una cassaforte digitale sicura che contiene i nostri dati da portare sempre con noi. Quando un utente vorrà effettuare una transazione, sarà sufficiente consegnare i dati necessari prendendoli dalla cassaforte: per comprare un caffè, fornisco i dati di pagamento. Se il barista è disposto a offrirmi il prossimo caffè gratuitamente in cambio di alcuni dati extra – come il luogo dove vivo – potrò scegliere di consegnare anche questi. D’un tratto cedendo i miei dati ottengo valore reale.

Le organizzazioni devono restituire

Secondo le stime, entro il 2020 ci saranno 20 miliardi di dispositivi connessi sul pianeta, dalle auto alle lavatrici: tutti saranno in possesso di dati degli utenti, che inizieranno a chiedere qualcosa in cambio.

Servirà pensare in modo diverso a come monetizzare i dati: stiamo rapidamente comprendendo meglio il loro valore, e nel futuro le organizzazioni di successo saranno quelle pronte a offrire qualcosa in cambio. Ma in questo momento sono le aziende che riescono a riutilizzare i dati velocemente a essere in vantaggio.

Ad esempio Uber, che è essenzialmente un intermediario di dati, ha iniziato come impresa di taxi. Ha costruito una piattaforma “senza contanti” per gli autisti e conti bancari integrati così da poter pagare direttamente i conducenti e fornire finanziamenti per le auto. Così si è trovata ad avere un sistema per i pagamenti, un ruolo da banca e una piattaforma di prestito. Molti non se ne rendono conto, ma come “banca” Uber sta crescendo più velocemente di molte altre banche start-up. Con i dati che possiede potrebbe anche facilmente riposizionarsi nel mercato assicurativo.

Lo stesso vale per Airbnb, che potrebbe reinventarsi compagnia di assicurazioni di viaggio. Ovviamente avranno bisogno dell’autorizzazione degli utenti per utilizzare questi dati sotto GDPR, a meno che non siano completamente anonimizzati. Gli utenti hanno anche il diritto alla portabilità dei dati che include il trasferimento a un’altra società.

Una società può essere nota come servizio taxi o come banca, ma in questo mondo di “concorrenza non intenzionale” le organizzazioni che dispongono di molti dati possono rapidamente riutilizzarli per sfidare le imprese tradizionali. Amazon, venditore di libri che è diventato un’azienda IT, è un ottimo esempio di questa concorrenza inaspettata.

Le banche sono state uno dei settori finora molto lenti nel cambiamento: alcune realtà aziendali parlano di eccezionale customer experience, ma poi chiudono le sedi o filiali. Eppure in genere hanno ciò che serve: dati in abbondanza e la fiducia necessaria per riutilizzarli e riposizionarsi. Ma finora molti hanno fallito.

Naturalmente, se questa rivoluzione dei dati dovesse verificarsi, tutti noi in qualità di titolari dei dati cercheremo di monetizzare grazie a sconti, offerte speciali – e persino del denaro contante. Raptr, ad esempio, offre ricompense mirate in cambio di dati sulle abitudini di gioco.

Se c’è un risultato che il GDPR ha ottenuto fino ad ora è stato costringerci a ripensare in modo approfondito ai dati. Le organizzazioni tradizionali, come le banche, che non iniziano ad aprirsi al potere dei dati resteranno indietro. Saranno coloro che hanno il coraggio di distinguersi e premiare i clienti per i dati che sono disposti a cedere ad avere successo nel futuro.

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Come proteggere il tuo smartphone: le 11 regole di buon senso da Samsung https://www.datamanager.it/2018/07/come-proteggere-il-tuo-smartphone-le-11-regole-di-buon-senso-da-samsung/ Fri, 13 Jul 2018 09:32:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151293 Ecco 11 regole di buon senso da seguire per proteggere i propri dati sullo smartphone Italiani tra i più entusiasti dello smartphone ma quanto ne sanno in fatto di sicurezza? Samsung attraverso il suo Trend Radar, ha individuato usi e consumi degli italiani in fatto di smartphone ed identificato le 11 regole d’oro per tenere […]

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Ecco 11 regole di buon senso da seguire per proteggere i propri dati sullo smartphone

Italiani tra i più entusiasti dello smartphone ma quanto ne sanno in fatto di sicurezza? Samsung attraverso il suo Trend Radar, ha individuato usi e consumi degli italiani in fatto di smartphone ed identificato le 11 regole d’oro per tenere al sicuro i propri dati.

È l’amico tecnologico più amato dal 62% degli italiani, lo usiamo per almeno un’ora e mezza al giorno tutti i giorni (34%) ed è l’ultimo contatto con il modo prima di addormentarsi (77%), molti di noi ne hanno più di uno e il 46% degli italiani ne ha cambiati almeno 3 negli ultimi 5 anni. Semplici telefoni, computer, navigatori, gestori delle nostre agende, assistenti personali, portafogli virtuali, custodi della nostra privacy e il nostro ausilio per condurre rapporti personali e lavorativi – in pratica la nostra vita in tasca – questo sono oggi gli smartphone: una miniera di dati, un tesoro di informazioni personali potenzialmente esposte all’attacco di virus. Pericolo questo, che però pare sia sottovalutato da circa l’87% degli italiani secondo l’indagine.

Nonostante il 39% di noi si considera un esperto ed il 41% si considera un buon intenditore di smartphone solo il 10% circa degli italiani pensa all’eventualità di rischi legati alla sicurezza dei dati contenuti nello smartphone. Ma gli attacchi contro i privati esistono o sono solo fantascienza? Purtroppo, oggi gli attacchi da parte di hacker o mail di fishing sono pratiche che possono capitare veramente a tutti anche ai cittadini comuni.

“Lo smartphone è il dispositivo preferito da 6 italiani su 10, supera tutti i dispositivi hi-tech nell’utilizzo quotidiano: in viaggio o in ufficio, è difficile resistere al suo richiamo per fare shopping, navigare in rete o per chattare. Ma per 1 italiano su 3 è anche lo strumento principale per svolgere pratiche legate a salute, tempo libero e conti bancari”, ha commentato Carlo Barlocco, Presidente di Samsung Electronics Italia, che prosegue – “Come Samsung non solo mettiamo a disposizione sistemi di protezione dei dati ma ci impegniamo per fare ‘cultura’ e sensibilizzare consumatori, aziende e istituzioni sul tema della sicurezza informatica”.

Le 11 regole per avere lo smartphone sempre in ordine e al sicuro sono regole di buon senso come essere accorti nell’uso delle password, attivare il controllo da remoto del cellulare, aggiornare il telefono e prestare attenzione a messaggi e mail sospette.

Qui di seguito le tip stilate dai tecnici Samsung.

11 REGOLE SEMPLICI PER PORTEGGERE IL PROPRIO SMARTPHONE

BLOCCO E PROTEZIONE – IMPRONTA DIGITALE O IRIDE MEGLIO DELLA PASSWORD

  1. Impostare una tipologia di blocco dello schermo: il modo migliore di proteggere lo smartphone è utilizzare la lettura della impronta digitale o dell’iride. Se proprio volete utilizzare una password, evitate di usare 123456 o 000000 o il vostro nome, quello di vostro figlio o del vostro cane. Chiunque, anche uno sconosciuto al parco, potrebbe indovinare;
  2. Non disattivare il PIN di blocco della SIM per garantire anche la massima protezione della scheda stessa e dei dati che contiene. Se proprio non vi ricordate il PIN che avete ricevuto con la carta SIM cambiatelo con quattro cifre che potete ricordare facilmente evitando naturalmente di mettere numeri scontati (vedi sopra);
  3. Cifratura, quella sconosciuta… per avere uno smartphone a prova di hacker, l’ultimo passo è crittografare i dati del proprio telefono. Significa inserire, solo alla accensione, un ulteriore codice di sblocco dei dati che sarebbe meglio fosse diverso dall’eventuale codice di sblocco dello schermo. In questo modo solo voi che avete il codice di sblocco dei dati potrete accedervi, mentre un malintenzionato non riuscirebbe. Anche i dati memorizzati sulla MicroSD vengono protetti. Per attivare la ‘cifratura’ su uno Smartphone Samsung basta andare alle Impostazioni ͢  Schermata Sblocco Sicuro͢ Avvio Protetto ed inserire un codice di almeno 6 cifre fatto di lettere e numeri. Per qualsiasi altro smartphone la procedura dovrebbe essere molto simile.

ATTIVARE IL CONTROLLO DA REMOTO

  1. Abilitare il controllo remoto del proprio dispositivo: avere la possibilità di geolocalizzare oppure bloccare il proprio telefono a distanza è importante per proteggere i dati personali in caso di smarrimento o furto. Su qualsiasi smartphone di ultima generazione si può impostare questa funzione accedendo alle impostazioni o al proprio account o apposito sito del brand, nel caso di Samsung, il sito per l’accesso è www.findmymobile.samsung.com;

AGGIORNARE IL TELEFONO E TENERLO SEMPRE IN ORDINE

  1. Mantenere il dispositivo mobile sempre aggiornato: gli aggiornamenti spesso includono funzioni nuove o aggiornate contro eventuali vulnerabilità, oltre a garantire la perfetta funzionalità del prodotto nel tempo;
  2. Installare le applicazioni solo dagli store ufficiali: Google Play Store, Apple App Store e Samsung Galaxy Apps rappresentano la scelta più sicura ed offrono maggior protezione rispetto ad applicazioni provenienti da sorgenti non ufficiali;
  3. Stare attenti a quando si scarica una nuova app: quando scarichi una app è possibile che ti chieda l’accesso a dati e funzioni del telefono, come la fotocamera, la rubrica oppure il calendario – anche quando non serve! Prima di autorizzare a cuor leggero l’accesso a queste funzioni è quindi importante leggere attentamente le richieste di autorizzazione per decidere se consentirne o meno l’accesso. Da una parte sono spesso richieste di autorizzazioni necessarie a far funzionare meglio la app, ma dall’altra è importante decidere se sia accettabile che quest’ultima acceda a questi dati presenti sullo smartphone;

PROTEGGERSI ED ESSERE ACCORTI CONTRO I MALINTENZIONATI

  1. Prestare attenzione quando si forniscono informazioni personali: il phishing è un tipo di truffa attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima fingendosi un ente affidabile spesso attraverso email sospette specialmente se includono link o allegati. Verificate direttamente con il mittente se avete sospetti prima di cliccare il link. Se dovesse risultare essere una mail di phishing cancellatela subito;
  2. Attivare l’antivirus: questa soluzione vi aiuterà a proteggere i vostri dati. Solitamente negli smartphone più recenti queste soluzioni sono integrate nelle impostazioni, basta attivarle;
  3. I pagamenti via smartphone sia per fare shopping online con le carte di credito o debito, sia per i pagamenti contact-less, possono essere ulteriormente protetti: al di là del pin e delle chiavette previste dalle carte di credito e dalle banche, è possibile impostare il riconoscimento dell’impronta digitale e dell’iride. Sembra complicato ma è davvero semplice aggiungere queste misure di sicurezza;
  4. Ripristinare il dispositivo prima di rivenderlo: se si ha l’intenzione di rivendere l’attuale smartphone come usato, bisogna assicurarsi di ripristinarlo alle condizioni di fabbrica, per evitare che rimangano informazioni e contenuti personali al suo interno. Basta andare sulle impostazioni, poi in gestione generale e in fine cliccare ripristina ‘dati di fabbrica’ così da cancellare ogni traccia dei propri dati. Ovviamente dovete ricordarvi prima di salvare i dati che volete conservare su un altro vostro device.

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7 consigli pratici per non perdere i tuoi dati e passare un’estate tranquilla https://www.datamanager.it/2018/07/7-consigli-pratici-per-non-perdere-i-tuoi-dati-e-passare-unestate-tranquilla/ Tue, 10 Jul 2018 10:51:47 +0000 http://www.datamanager.it/?p=150980 Nei mesi estivi gran parte delle persone che lavorano partono per le vacanze. Nel 2017, l’Istat ha stimato che il numero complessivo di viaggi effettuati dagli italiani è stato pari a 66 milioni. Oltre il 41% di essi è stato fatto tra agosto e settembre. Può capitare che durante le vacanze si debba gestire qualche […]

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Nei mesi estivi gran parte delle persone che lavorano partono per le vacanze. Nel 2017, l’Istat ha stimato che il numero complessivo di viaggi effettuati dagli italiani è stato pari a 66 milioni.

Oltre il 41% di essi è stato fatto tra agosto e settembre. Può capitare che durante le vacanze si debba gestire qualche lavoro, ad esempio rispondere a email urgenti da luoghi che potrebbero esporre il computer a pericolose minacce informatiche a noi sconosciute.

Le minacce sono sempre più sofisticate. Naturalmente, solo le tecnologie più avanzate sono in grado di proteggerci da questi attacchi mirati ma anche l’utente meno esperto e le piccole aziende possono proteggersi efficacemente seguendo pochi semplici passaggi. E ciò vale soprattutto durante le vacanze, quando siamo fuori ufficio e non utilizziamo una rete aziendale sicura.

Ecco 7 semplici ma importanti suggerimenti da tenere presente per non esporsi a rischi.

  • Non fidatevi della sicurezza delle reti Wi-Fi pubbliche: non ci si può affidare al 100% a una rete Wi-Fi accessibile pubblicamente e non protetta. Il rischio è che a quella stessa rete si connetta un dispositivo infetto in grado di raggiungere il tuo dispositivo e diffondere quindi il virus nella rete aziendale. Se devi rispondere urgentemente a una email di lavoro usa la VPN (vedi sotto) o piuttosto utilizza una rete dati mobile.
  • Usa connessioni VPN: se devi inviare un documento di lavoro dal tuo computer utilizzando una rete Wi-Fi o una rete cablata al di fuori della rete aziendale, utilizza una virtual private network (VPN). Come funziona? Il tuo computer si comporta esattamente come se fosse collegato alla rete aziendale. Se sai che dovrai lavorare durante le vacanze, chiedi al responsabile IT dell’azienda per cui lavori di configurarti una connessione VPN. L’attuale tendenza nella protezione delle connessioni da remoto si chiama secure internet gateway e ha il compito di proteggere i dispositivi che si connettono senza una VPN.
  • Prima di partire, fai il backup dei dati: il backup è una componente fondamentale della sicurezza. Se lavori per un’azienda, assicurati che tutti i dati che ti serviranno per lavorare siano archiviati sulla rete aziendale. Se sei un libero professionista fai un back dei dati su un hard disk esterno che hai a casa.
  • Non fidarti delle pagine web HTTPS: gira il falso mito che i siti criptati (etichettati con la sigla HTTPS e contrassegnati con l’icona di un lucchetto sbarrato) siano totalmente sicuri. Sebbene la crittografia migliori la privacy dell’utente, è sempre più utilizzata anche dagli hacker. Oggi, il 50% dei siti web sono cifrati. Tuttavia, trovare un file dannoso nelle comunicazioni cifrate è molto difficile e in ogni caso può essere individuato solo da soluzioni di sicurezza avanzate che utilizzano il machine learning o l’intelligenza artificiale. Ecco perché devi controllare bene il sito a cui ti stai collegando, perché a un primo sguardo potrebbe sembrati sicuro.
  • Non lavorare mai da un dispositivo pubblico: non usare dispositivi che non siano quelli aziendali. Non mandare messaggi e documenti di lavoro da computer presenti in luoghi pubblici come ad esempio negli internet café, non puoi avere certezza che siano protetti adeguatamente.
  • Usa solo account aziendali: le policy aziendali precisano che tutte le comunicazioni di lavoro devono avvenire tramite gli account aziendali – sia che si tratti di email che di altri strumenti di lavoro. Tuttavia, può capitare di dover inviare urgentemente qualcosa di importante e di avere problemi con l’account aziendale. Anche in questa situazione è bene pensarci bene e considerare il rischio che si potrebbe correre inviando il file in altro modo. Sono già molte le persone che hanno causato danni all’azienda per cui lavorano per aver utilizzato l’account di posta elettronica privato. L’email è la piattaforma di comunicazione più utilizzata ma è anche il mezzo più diffuso con cui il software infetto entra nel dispositivo. Una buona alternativa all’email oggi sono gli strumenti di collaborazione che utilizzano cifratura e protezione proprietarie. È bene dunque utilizzare questi strumenti per interagire con colleghi, partner o clienti.
  • Non inviare dati sensibili a chiunque: questa regola non è valida solo durante le vacanze, ma anche durante quei periodi particolarmente intensi in cui si tende a guardare velocemente l’email, rischiando così di non riconoscere messaggi ingannevoli che mirano alle tue informazioni sensibili – dati bancari piuttosto che password di accesso – per utilizzarle in modo illecito. Durante le vacanze anche il personale amministrativo dovrebbe prestare maggiore attenzione. Potrebbero verificarsi situazioni in cui i criminali informatici approfittando dell’assenza del responsabile dell’azienda chiedano un falso pagamento.  E ovviamente, chi vuole disturbare il capo in vacanza? Nessuno, e così il capo diventa inconsapevolmente la vittima di quella email.

3 suggerimenti per le aziende

Se le aziende non vogliono avere brutte sorprese dai loro dipendenti, la prima cosa da fare è dotarsi di una soluzione che protegga la comunicazione via email. Un’altra opzione è il secure internet gateway che fornisce sicurezza direttamente dal cloud, continuando a garantire protezione ai dipendenti anche quando lavorano al di fuori del perimetro delle reti aziendali e che non si connettono con VPN. Una terza opzione interessante in grado di evitare che i dipendenti in vacanza diventino una minaccia per i dati aziendali è utilizzare strumenti di gestione delle identità e strumenti di protezione avanzata degli endpoint che permettono di controllare chi, quando, dove, da quali dispositivi e da dove si accede, bloccando automaticamente il software infetto e dando agli amministratori visibilità di ciò che sta accadendo nella rete aziendale. La soluzione ideale è la combinazione di tutti questi strumenti. La chiave per una protezione di successo oggi è rappresentata dal Threat Intelligence, un servizio di intelligence in cloud che monitora tutte le attuali minacce nel mondo, invia dati alle soluzioni di sicurezza e infine aggiorna e protegge da nuovi malware.

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Acronis festeggia 15 anni di sicurezza informatica con l’ampliamento della sua sede centrale in Svizzera https://www.datamanager.it/2018/06/acronis-festeggia-15-anni-di-sicurezza-informatica-con-lampliamento-della-sua-sede-centrale-in-svizzera/ Thu, 07 Jun 2018 17:00:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149136 Acronis, leader mondiale nella protezione dei dati informatici, è orgogliosa di festeggiare il suo 15° anniversario con l’ampliamento della sede centrale di Sciaffusa e la creazione di nuovi posti di lavoro nella zona elvetica dell’Alto Reno. L’inizio ufficiale dei festeggiamenti per il 15° anniversario coincide con un periodo di forte crescita delle attività cloud e di […]

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Acronis, leader mondiale nella protezione dei dati informatici, è orgogliosa di festeggiare il suo 15° anniversario con l’ampliamento della sede centrale di Sciaffusa e la creazione di nuovi posti di lavoro nella zona elvetica dell’Alto Reno.

L’inizio ufficiale dei festeggiamenti per il 15° anniversario coincide con un periodo di forte crescita delle attività cloud e di espansione continua nel mondo. Solo nell’ultimo anno, Acronis ha definito una serie di collaborazioni di alto profilo con giganti del settore tecnologico a livello mondiale come Google, e ha dato impulso a eccezionali attività di ricerca in Microsoft. Acronis ha inoltre fatto registrare una crescita anno su anno del 200% dei dispositivi protetti e del 151% dei clienti aziendali. Le soluzioni di protezione dei dati informatici Acronis – semplici, affidabili, efficienti, sicure e riservate – sono utilizzate dal 46% delle aziende Fortune 250, e la presenza della società continua a crescere.

Singularity City

Oggi, in occasione dei festeggiamenti per il 15° anniversario di Acronis a Sciaffusa, la società ha annunciato che sta pensando alla Svizzera come possibile sede della Singularity City, un progetto nuovo e ambizioso per la fondazione di un’università privata e di un polo tecnologico. L’università concentrerà la sua attività sulla ricerca e lo sviluppo di software in base alle esigenze del settore nel campo dell’intelligenza artificiale, dell’informatica quantistica e della blockchain. Il polo tecnologico fungerà da incubatore aziendale e da risorsa per la ricerca e lo sviluppo (R&S) per imprese consolidate e per start-up. Acronis prevede di investire 10 milioni di euro e di rendere il progetto autosufficiente nei prossimi 10 anni.

L’impegno nell’automobilismo e nel settore automobilistico

I prodotti Acronis sono particolarmente adatti agli ambienti di produzione del settore automobilistico e industriale più in generale, che richiedono elevate prestazioni e affidabilità. Le tecnologie di backup, di storage e anti-ransomware di Acronis sono utilizzate per proteggere i dati tecnici, delle linee di produzione, di ricerca e sviluppo e delle prove sul campo. Poiché oltre il 30% dell’aumento di fatturato da clienti aziendali proviene da questi settori, Acronis continua a investirvi, in particolare nell’automobilismo, per stimolare ulteriormente la crescita e il riconoscimento del marchio. Oggi, 51 su 100 dei più importanti marchi industriali e 41 su 100 delle principali case automobilistiche proteggono i dati con le soluzioni Acronis. È in aumento anche il numero delle scuderie automobilistiche di livello internazionale che adottano soluzioni Acronis, come Renault e.dams in Formula E e Williams Martini Racing e Sahara Force India in Formula 1.

“I dati sono una delle cose più importanti, nella vita come nelle gare automobilistiche. E ogni anno aumentano e diventano ancora più importanti. È qui che la protezione offerta dalle soluzioni Acronis si dimostra particolarmente preziosa, e lo sarà ancora di più negli anni a venire. Acronis è diventata parte integrante del nostro mondo in Formula E e Formula 1. È un’azienda solida, aspetto questo molto rilevante, perché dobbiamo avere la certezza che i nostri dati continuino a essere protetti anche in futuro. Auguri per il vostro 15° anniversario e grazie per la collaborazione che ci avete offerto quest’anno”, ha dichiarato Alain Prost, quattro volte Campione del mondo di Formula 1 e cofondatore della scuderia Renault e.dams di Formula E.

Una storia significativa di protezione dei dati informatici

Acronis è stata fondata a Singapore nel 2003 ed è stata registrata in Svizzera cinque anni dopo. Negli ultimi 15 anni, l’azienda è diventata leader mondiale nella protezione dei dati informatici. Oggi le soluzioni Acronis possono contare su oltre 100 brevetti e sono sviluppate da più di 500 tecnici in 26 sedi in 18 paesi diversi.

“Acronis si basa su un principio di ottimismo, ovvero che la causa di tutti i mali sia una mancanza di conoscenze. Le conoscenze sono dati, e proteggendo i dati Acronis protegge le conoscenze. Fin dal lancio del nostro primo prodotto nel 2003, il nostro obiettivo è stato rendere la protezione dei dati semplice, affidabile, efficiente, sicura, riservata e accessibile a tutti. Oggi festeggiamo i 15 anni di Acronis, anni ricchi di innovazioni e di soluzioni leader del settore che garantiscono una sicurezza eccezionale a milioni di utenti in tutto il mondo”, ha commentato Serguei Beloussov, cofondatore e CEO di Acronis.

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La conformità al GDPR è percepita come un vantaggio competitivo, ma le aziende non sono ancora pronte, https://www.datamanager.it/2018/05/la-conformita-al-gdpr-e-percepita-come-un-vantaggio-competitivo-ma-le-aziende-non-sono-ancora-pronte/ Thu, 31 May 2018 10:55:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148617 Una ricerca globale di NetApp ha evidenziato che i decision maker IT negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia e in Germania ritengono che la conformità al GDPR sia positiva per la propria attività in termini di vantaggio competitivo. Ma mentre quasi la metà (44%) crede che l’aderenza al GDPR migliorerà la propria posizione […]

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Una ricerca globale di NetApp ha evidenziato che i decision maker IT negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia e in Germania ritengono che la conformità al GDPR sia positiva per la propria attività in termini di vantaggio competitivo.

Ma mentre quasi la metà (44%) crede che l’aderenza al GDPR migliorerà la propria posizione tra tutti i competitor, le aziende davvero pronte, nonostante la scadenza sia già passata, sono meno: quasi i due terzi (61%), ad esempio, non sono pronti a soddisfare il requisito dell’anonimizzazione dei dati personali. Nonostante questo, i risultati della ricerca dimostrano comunque che negli ultimi due anni è stato ottenuto un alto livello di preparazione.

I principali risultati evidenziano che:

  • Il 44% degli intervistati crede che il GDPR offrirà un maggiore vantaggio competitivo alla propria azienda
  • Il 63% afferma che la propria infrastruttura dati è pronta per i requisiti di crittografia dei dati personali imposta dal GDPR, ma il 61% non è ancora pronto per l’anonimizzazione

Le aziende globali si aspettano un incremento di business dal GDPR, ma non tutte sono pronte

A livello globale, le speranze di una maggiore competitività grazie al GDPR sono elevate. Tuttavia, le prospettive regionali sono più polarizzate, con gli Stati Uniti che mostrano il maggior ottimismo e gli intervistati del Regno Unito che esercitano maggiori cautele:

  • Quasi i due terzi (65%) degli intervistati statunitensi dichiarano di ritenere che la conformità al GDPR migliorerà la propria posizione rispetto ai competitor. Lo stesso succede in Francia e Germania, dove il 42% e il 36% delle aziende è d’accordo.
  • Al contrario, i dati del Regno Unito evidenziano una prospettiva più pessimista, con solo il 30% delle imprese che afferma che il GDPR potrebbe migliorare la propria posizione competitiva.
  • Globalmente, la percentuale media di intervistati che ritiene che GDPR non offrirà alcun vantaggio competitivo è del 6%.

I requisiti del GDPR – anonimizzazione, notifiche di violazione e crittografia

La conformità al GDPR si basa su un complesso insieme di requisiti, che influenzeranno le aziende in modo diverso. I risultati dell’indagine mostrano che due degli elementi più comunemente citati – l’anonimizzazione e la capacità di informare le autorità di una violazione dei dati entro 72 ore – sono attualmente i parametri meno rispettati dalle imprese, mentre la possibilità di crittografare i dati è uno dei requisiti per cui le imprese sono più pronte:

  • Oltre la metà (58%) delle imprese tedesche non soddisfa il requisito dell’anonimizzazione dei dati personali. Nel frattempo, il 61% delle imprese negli Stati Uniti, il 66% nel Regno Unito e il 69% delle imprese francesi non dispongono ancora dell’infrastruttura adeguata per garantire l’anonimato.
  • Analogamente, quasi i due terzi (il 65%) delle imprese tedesche non sono pronti a soddisfare il requisito di notifica di una violazione entro 72 ore e lo stesso vale per il 55% degli intervistati negli Stati Uniti e il 54% nel Regno Unito.
  • Le aziende si comportano invece meglio quando si tratta di crittografare i dati personali. Oltre i due terzi (69%) delle aziende del Regno Unito sono pronti per la crittografia e lo sono anche il 64% delle imprese negli Stati Uniti, il 63% in Francia e il 57% delle imprese tedesche.

Alexander Wallner, Senior Vice President & General Manager EMEA, NetApp, ha commentato: “È fantastico vedere come l’ottimismo sui vantaggi del GDPR trascenda i confini geografici. Secondo la ricerca NetApp, negli ultimi due anni le imprese si sono impegnate per preparare la strada alla conformità e loro attitudini stanno cambiando: le imprese hanno infatti capito di avere molto da guadagnare da una revisione approfondita delle proprie pratiche di gestione dei dati. E, grazie ad un vantaggio competitivo potenziato, l’applicazione dei requisiti del GDPR è una situazione win-win sia per le aziende e che per i consumatori, per molti anni a venire”.

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