ricerca e sviluppo – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 14:39:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png ricerca e sviluppo – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Veeam espande il proprio centro di Ricerca e Sviluppo di Praga https://www.datamanager.it/2018/06/veeam-espande-il-proprio-centro-di-ricerca-e-sviluppo-di-praga/ Wed, 20 Jun 2018 08:18:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149864 L’espansione della sede nella Repubblica Ceca amplia la presenza di Veeam in Centro Europa con nuove figure professionali dedicate alla progettazione e allo sviluppo prodotti Veeam Software ha annunciato l’ampliamento della propria presenza in Centro Europa grazie all’apertura di un nuovo centro di Ricerca e Sviluppo a Praga, la cui attività sarà focalizzata sullo sviluppo di […]

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L’espansione della sede nella Repubblica Ceca amplia la presenza di Veeam in Centro Europa con nuove figure professionali dedicate alla progettazione e allo sviluppo prodotti

Veeam Software ha annunciato l’ampliamento della propria presenza in Centro Europa grazie all’apertura di un nuovo centro di Ricerca e Sviluppo a Praga, la cui attività sarà focalizzata sullo sviluppo di tecnologie innovative per il data management, l’automazione e la Hyper-Availability. Veeam ha in programma di aumentare i propri investimenti sui talenti locali, con un piano di assunzioni in ruoli quali marketing, sviluppo e progettazione software, vendite e risorse umane.

Situato nel moderno quartiere del design, Holešovice, il nuovo ufficio di Veeam avrà dimensioni doppie rispetto a quello attuale, raggiungendo i 3.000 metri quadri. Questa espansione riflette la crescita aggressiva che l’azienda ha avuto negli ultimi anni: Veeam ha infatti annunciato 39 trimestri consecutivi di crescita a due cifre in termini di ordini ricevuti ed è il leader indiscusso nella fornitura di soluzioni di intelligent data management per la Hyper-Available enterprise.

“La maggior parte dei nuovi posti di lavoro che creiamo a Praga saranno caratterizzati da alta specializzazione, ruoli high-tech e quality assurance all’interno dei nostri team di R&S”, ha dichiarato Anton Gostev, Vice President of Product Management di Veeam. “Assumeremo persone capaci di dare vita alla nostra prossima grande idea, per rendere l’economia digitale in cui viviamo “always-on” e hyper-available creando nuove esperienze per i clienti, trasformando i modelli di business e dando vita nuovi modi di lavorare. Questi ruoli sono assolutamente fondamentali per la continua crescita di Veeam e per il rafforzamento della nostra posizione di leadership nel settore della gestione intelligente dei dati”.

Il nuovo, modernissimo, spazio di lavoro ospiterà oltre 500 persone in tre piani ed è poco distante dal precedente ufficio di Veeam a Karlin. Gli esperti nelle soluzioni di Hyper-Availability hanno l’obiettivo di attrarre i migliori talenti della Repubblica Ceca per ricoprire i ruoli che presto verranno resi noti.

Le peculiarità del distretto Holešovice di Praga sono state fondamentali nella scelta di Veeam perché, come prosegue Gostev: “un luogo come questo, con una popolazione istruita, ricco di investimenti culturali e dotato di buone infrastrutture ricreative è fondamentale per consentirci di assumere candidati in linea con la cultura e l’ethos di Veeam”.

Dalla sede di Praga, Veeam segue i mercati della maggior parte dei paesi della regione e sta attivamente ampliando la propria rete di distributori e partner per poter espandere ulteriormente la propria presenza. Oltre a sviluppare il pluripremiato software Veeam, i dipendenti del centro di ricerca e sviluppo Veeam di Praga stanno creando prodotti di livello enterprise e offrendo software pronti all’uso per il mercato B2B. Nella Repubblica Ceca Veeam conta attualmente 2.830 clienti, 98 partner certificati nell’ambito del programma Veeam Cloud & Service Provider (VCSP) e 394 ProPartner.

Rapida crescita delle vendite

Il successo globale di Veeam ha avuto un impatto positivo sul team che opera nella Repubblica Ceca, che ha annunciato una crescita di fatturato anno su anno del 26 percento nel primo trimestre 2018. Come recentemente confermato da IDC, Veeam ha mantenuto la sua posizione di leadership nel mercato ceco del software per la protezione e il recovery dei dati nel 2017, con un market share del 23,1 percento. IDC prevede che questa quota di mercato crescerà ulteriormente nel corso del 2018.

“Presso il centro di Ricerca e Sviluppo situato a Praga, lavora un team di professionisti tecnologici altamente qualificato, che sviluppa le soluzioni di Hyper-Availability che rispondono alle esigenze di 300.000 clienti nel mondo”, ha commentato Olivier Robinne, Senior Vice President EMEA di Veeam. “Quando si parla di dati, la Hyper-availability è la nuova aspettativa del mondo business. I dati devono spostarsi dal modello odierno basato su soluzioni legacy per il Backup e il Recovery – che copiano i dati ad intervalli prefissati – verso un nuovo sistema di gestione intelligente dei dati, in cui i dati stessi imparano a rispondere in modo istantaneo ed appropriato a ciò che avviene in un qualunque punto dell’infrastruttura, non in base a policy prestabilite, ma identificando autonomamente le problematiche”.

Robinne conclude: “Esattamente come avviene nel resto del mondo, anche nella Repubblica Ceca è in corso una trasformazione digitale che porterà il Paese a incrementare la sua produttività, la sua competitività e la crescita complessiva della sua economia. I prossimi anni saranno particolarmente interessanti e ricchi di crescita e siamo lieti di poter espandere il nostro team nella città di Praga. L’annuncio odierno dimostra il nostro impegno verso questo Paese e verso il suo progetto di sfruttare tutti i benefici derivanti dalla trasformazione digitale, posizionandosi come uno dei player di riferimento nel settore tech in Europa”.

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2,3% del fatturato delle imprese ICT in Italia investito in ricerca e sviluppo https://www.datamanager.it/2017/04/23-del-fatturato-delle-imprese-ict-italia-investito-ricerca-sviluppo/ Fri, 14 Apr 2017 13:20:32 +0000 http://www.datamanager.it/?p=123212 I dati presentati da Anitec e Invitalia a Milano confermano che gli Investimenti in R&S, i Brevetti, i Fondi per le Start Up e le Infrastrutture Digitali sono ancora insufficienti: ad esempio in Italia si investe poco più dell’1% del Pil in R&S, contro quasi il 3% della Germania. Ci sono però segnali di miglioramento […]

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I dati presentati da Anitec e Invitalia a Milano confermano che gli Investimenti in R&S, i Brevetti, i Fondi per le Start Up e le Infrastrutture Digitali sono ancora insufficienti: ad esempio in Italia si investe poco più dell’1% del Pil in R&S, contro quasi il 3% della Germania. Ci sono però segnali di miglioramento e su questi dobbiamo accelerare

Dal 2004 al 2014 la spesa R&S in Italia è cresciuta complessivamente del 31%. Nello stesso periodo l’incremento della spesa R&S nelle imprese è stato pari al 52%: L’81,6% delle attività di ricerca e sviluppo sviluppate nelle imprese sono autofinanziate per oltre 10 miliardi di euro L’incidenza è dello 0,3% sul fatturato e dell’1,5% sul valore aggiunto. Focalizzandoci però solo sul settore Ict, l’incidenza sul fatturato sale al 2,3%, mentre quella sul valore aggiunto passa al 5,3%. La spesa nazionale in R&S delle aziende del settore ICT rappresenta (con 2.120.266). oltre il 21% del totale degli investimenti intra-muros compiuti dalle imprese in tutti i settori.

Sono alcuni dei dati emersi da un’analisi elaborata da ANITEC, l’associazione confindustriale dell’ICT e dell’Elettronica di Consumo, e presentata oggi a Milano dal Presidente di ANITEC, Stefano Pileri, e dall’Amministratore Delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, all’interno dell’incontro dal titolo “Ricerca e Innovazione per l’industria ICT in Italia”, tenutosi nella sede dell’associazione.

Nel 2015 l’Italia con l’1,33% del Pil si collocava al 4° posto in Europa dopo Germania (quasi 3%), Francia (poco oltre il 2%) e Regno Unito (poco oltre l’1,5%) per spesa in Ricerca e Sviluppo.

Quanto ai brevetti, in Italia nel 2016 sono stati 4.166 (registrando il secondo maggiore incremento in Europa, con  il 4,5%) , contro 5.142 del Regno Unito, 6.889 dei Paesi Bassi, 7.293 della Svizzera, 10.486 della Francia e ben 25.086 della Germania. Nel 2016 il settore Digital Communications in Italia ha comunque visto un incremento nell’attività brevettuale di oltre il 17%.

Guardando più in generale la situazione sulla digitalizzazione del nostro Paese, l’indice DESI ((Digital Economy and Society Index) testimonia di un processo ancora in fase arretrata (Italia al 25° posto della classifica europea); il posizionamento dell’indice in DTEI ci pone tuttavia al 16° posto a testimonianza del riconoscimento comunque della presenza dei fattori abilitanti alla trasformazione digitale.

In parallelo l’Italia dà all’Europa più di quanto riceve in finanziamenti: il nostro Paese contribuisce al bilancio Ue per oltre 14,23 miliardi di euro, ma ne riceve in finanziamenti 12,34 miliardi (dei quali solo l’8,59% per R&S, contro il 21,31% del Regno Unito, il 17,37% della Germania e una media Ue del 10%).

Quindi è di tutta evidenza la necessità di migliorare le condizioni per garantire gli investimenti nella trasformazione digitale e nelle attività di ricerca e sviluppo.

“Il tema della Ricerca, Sviluppo e Innovazione” dichiara Stefano Pileri, Presidente di Anitec “è da sempre centrale nelle attività di ANITEC e delle aziende associate quali principali interpreti e fornitori delle tecnologie, apparati, soluzioni e servizi innovativi ed evoluti. Proprio per questo, abbiamo voluto approfondire e sottolineare, attraverso la presentazione di alcuni rilevanti dati, incentrati sulla ricerca e innovazione nel settore ICT, che l’innovazione è il volano essenziale per la crescita della competitività e rappresenta il futuro del nostro Paese e la capacità di investire in ricerca rappresenta un elemento vitale per le imprese. Abbiamo evidenziato inoltre che nonostante la buona performance dell’attività brevettuale in Italia, il numero di brevetti nelle applicazioni ICT è ancora lontano dai valori europei”.

“Mai come in questo momento” continua Pileri ”dobbiamo accelerare la trasformazione digitale in Italia sia guardando alle Aree Strategiche del Digitale per la Vita (Sanità e Assistenza), per i Luoghi dove viviamo (le città e le nostre case) e per lo sviluppo dell’Economia (Industria 4.0, Agrifood, Energia, Made in Italy) sia investigando sugli abilitatori digitali (la Banda Ultra Larga, il 5G, l’Intelligenza Artificiale, l’Internet delle Cose e dei Dati). Questa trasformazione sì avviata ma va ancora sostenuta, all’interno delle Imprese e della Pubblica Amministrazione, per allinearsi a quella dei maggiori paesi europei, investendo anche e soprattutto in competenze digitali. In questa direzione sono estremamente importanti i Piani Strategici Banda Ultra Larga, Industria 4.0 e l’avvio delle sperimentazioni 5G”

Secondo l’AD di Invitalia, Domenico Arcuri, “le politiche di ricerca e innovazione dovranno sempre più essere finalizzate a favorire e rafforzare l’integrazione tra i settori, selezionando e premiando pochi ma significativi progetti in grado di generare valore per i territori. Spetta dunque alle amministrazioni nazionali e regionali italiane il compito di individuare un numero ristretto di ambiti tecnologici prioritari, con le conseguenti traiettorie di sviluppo in grado di valorizzare competenze scientifiche e produttive e rafforzare la competitività delle nostre imprese. Invitalia, che offre il proprio supporto alla definizione delle policies nazionali e regionali in questo settore,  si propone di dare impulso alla crescita economica del Paese anche come soggetto attuatore che gestisce strumenti e misure destinate a promuovere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriale di elevato contenuto tecnologico e come finanziatore di spin-off e start up nel campo della ricerca”

Nell’incontro, infine, è emersa l’esigenza di  favorire azioni per le sinergie tra PMI e grandi imprese, anche nell’ottica dell’open innovation; accelerare le iniziative di Trasformazione Competitiva Digitale della nostra economia; migliorare gli strumenti per favorire le partnership pubblico/privato ed il coinvolgimento del sistema bancario; produrre maggiore allineamento con i progetti in ambito Horizon 2020 e con le linee strategiche del PNR in termini di contenuti e programmazione dei follow-up; accelerare e semplificare le procedure di approvazione dei finanziamenti dando maggiore certezza dei tempi, sin dal momento di emissione dei bandi; sfruttare maggiormente le opportunità offerte dalla PA digitale.

Sono intervenuti al covegno, tra gli altri, Nicoletta Amodio, Responsabile Politiche Industriali di Confindustria, e Luigi Gallo, Responsabile Area Innovazione e Competitività Invitalia.

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Lorenzo Anzola (Mapei), l’innovazione che serve alle aziende https://www.datamanager.it/2016/07/linnovazione-serve-alle-aziende/ Fri, 15 Jul 2016 15:43:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=106254 Per le piste di atletica delle Olimpiadi di Montreal del 1976 furono utilizzati i materiali Mapei. Quaranta anni dopo, i Giochi di Rio 2016 non fanno eccezione. «Innovazione, specializzazione e internazionalizzazione» sono i tre pilastri del successo di Mapei, come ci spiega Lorenzo Anzola, corporate IT director del Gruppo, che oggi rappresenta una delle realtà […]

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Per le piste di atletica delle Olimpiadi di Montreal del 1976 furono utilizzati i materiali Mapei. Quaranta anni dopo, i Giochi di Rio 2016 non fanno eccezione. «Innovazione, specializzazione e internazionalizzazione» sono i tre pilastri del successo di Mapei, come ci spiega Lorenzo Anzola, corporate IT director del Gruppo, che oggi rappresenta una delle realtà industriali più dinamiche del sistema produttivo italiano. L’azienda nasce nel 1937 alla periferia di Milano per iniziativa di Rodolfo Squinzi. Nel giro di due generazioni, la piccola impresa familiare nota come “Materiali ausiliari per l’edilizia e l’industria”, diventa Mapei, gruppo leader nella produzione di adesivi e prodotti chimici per l’edilizia. La crescita di Mapei negli ultimi quarant’anni ricorda la tenacia con cui Felice Gimondi vinceva il Giro d’Italia nel 1976, una corsa a tappe con salite impegnative, ma coronata da grandi successi.

Lavoro, organizzazione e persone

Fatturato da record nel 2015 con il superamento della soglia dei due miliardi di euro, realizzati soprattutto all’estero, che per il Gruppo vale il 75% dei ricavi. L’attività di ricerca e sviluppo è svolta in 18 laboratori sparsi nel mondo che puntano su tecnologia e sostenibilità. Visione del futuro e focalizzazione sul lungo periodo fanno di Mapei un modello di innovazione tecnopratica che mette al centro i valori della cultura d’impresa del lavoro, dell’organizzazione e delle persone. «Per essere più efficienti – racconta Anzola – e dovendo gestire una filiera logistica molto corta (la maggioranza della produzione è a km zero) tra gli impianti di produzione e la distribuzione, i gestionali legacy erano ormai troppo appesantiti e frammentati: abbiamo quindi deciso un cambio del nostro ERP per aiutare la trasformazione dei processi gestionali che non erano più in grado di rispondere alle esigenze del mercato. Gestiamo 73 stabilimenti produttivi, sparsi nei cinque continenti, e questo significa disporre di sistemi informativi in grado di supportare una governance centrale con le stesse regole e la medesima cultura aziendale».


Lorenzo Anzola CIO di #Mapei L’innovazione che serve alle aziende
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Semplificare e facilitare l’accesso alle informazioni

«L’innovazione in Mapei – dichiara Anzola – è una leva per uniformare la cultura, misurare i risultati, migliorare la comprensione e l’approccio al business soprattutto a livello di differenti canali e aree geografiche, con un’elevata automazione EDI e propensione al rapporto cliente / venditore con uso massivo di CRM». In questo contesto, il CIO deve essere in grado «di gestire la combinazione di infrastruttura e applicazione» per ottenerne il massimo beneficio. «Semplificare e facilitare l’accesso alle informazioni – continua Anzola – è il primo passo per la creazione di un ecosistema dell’innovazione in grado di coinvolgere attivamente sia gli utenti interni sia gli stakeholder esterni. Oggi, Mapei ha un unico database centralizzato che copre ogni tipo di prodotto venduto. Tutto il mondo commerciale Mapei può accedere a questo patrimonio governato dalla Ricerca & Sviluppo e dal Marketing dal quartier generale milanese. L’introduzione di un nuovo ERP è attualmente nella fase di go-live nella capogruppo e in 11 filiali operative in Europa, Far East, America Latina. Tra i principali benefici di questo progetto ci sono il consolidamento delle regole di cost accounting e la gestione delle anagrafiche prodotti finiti per una migliore comprensione del mercato, in un’ottica di business analytics di supporto alle decisioni. Inoltre ci siamo aperti al cloud per i primi progetti di email esterna e per il possibile utilizzo del cloud a supporto della infrastruttura tecnologica distribuita».

Barriere allo sviluppo

Per Anzola, la barriera costante e più grave allo sviluppo è «la disponibilità di connettività senza “intrusioni” esterne di controlli per lo più in aree estere. Per quanto riguarda l’Italia, il sogno è la banda larga disponibile e accessibile realmente. Per avere una migliore comprensione della realtà e dell’urgenza di cambiamento sarebbe utile applicare l’indice di copertura non solo in percentuale sulla popolazione, ma sul territorio coperto. Infatti, alcuni business si sviluppano in aree geografiche scarsamente popolate». E secondo Anzola, renderebbe più facile il lavoro dei CIO anche un chiarimento su tutte le regolamentazioni che “impongono” che i dati debbano risiedere nel paese di sede anagrafica delle società con buona pace del cloud. Ma non solo. «Un reale, efficace ed effettivo consolidamento e snellimento di normative burocratiche e fiscali – conclude Anzola – aiuterebbe le imprese a competere meglio a livello Europeo».

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L’Europa che cambia https://www.datamanager.it/2014/11/leuropa-cambia/ Thu, 20 Nov 2014 09:46:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64588 Ecco le principali tematiche che verranno messe a bando prossimamente dal programma “l’Unione Europea in un mondo che cambia” di H2020. Oltre 112 milioni di euro di finanziamento diretto a fondo perduto per imprese e organizzazioni Il programma “HORIZON 2020” (H2020) è operativo dall’inizio dell’anno con una articolata road map di bandi già pianificati fino […]

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Ecco le principali tematiche che verranno messe a bando prossimamente dal programma “l’Unione Europea in un mondo che cambia” di H2020. Oltre 112 milioni di euro di finanziamento diretto a fondo perduto per imprese e organizzazioni

Il programma “HORIZON 2020” (H2020) è operativo dall’inizio dell’anno con una articolata road map di bandi già pianificati fino tutto il 2015. Gli inviti a presentare proposte di “progetto competitivo” sono pubblicati periodicamente, tenendo conto in particolare della necessità di trasparenza e non discriminazione, nonché di una flessibilità adeguata alla natura variegata dei settori della ricerca e dell’innovazione (R&I – Ricerca e Innovazione). La Commissione europea ha avviato il programma H2020 come piano settennale (2014-2020) di finanziamento a fondo perduto della R&I in Europa con un budget totale di circa 80 miliardi di euro.

INNOVARE L’UNIONE EUROPEA

L’obiettivo del programma “l’Unione Europea in un mondo che cambia” di H2020 è quello di “affrontare le grandi sfide sociali, economiche e politiche poste alla UE dalle interdipendenze globali e dalle trasformazioni senza precedenti, che influenzano fortemente la capacità di garantire la crescita economica, i posti di lavoro, la stabilità sociale e una posizione diplomatica in questioni mondiali”. Su tali grandi tematiche verranno aperti nel 2015 nove call for proposals specifici con scadenza 28 maggio 2015 e un budget complessivo di oltre 112 milioni di euro. Il capitolato richiede proposte di progetto competitivo sui seguenti 26 temi di R&I raggruppati in cinque grandi aree tematiche.

“New Forms of Innovation” (INSO-2015)

  • INSO-01-2015: ICT come tecnologia abilitante per l’open government.
  • INSO-04-2015: nuovi sistemi per l’innovazione aperta e la scienza 2.0: al fine di rafforzare le strutture e i meccanismi per l’innovazione tra università e imprese e di fornire piattaforme di formazione liberamente accessibili.
  • INSO-05-2015: nuovi sistemi per stimolare e sostenere la creazione di comunitaria sull’innovazione sociale composte da ricercatori, innovatori sociali, utenti finali (cittadini) e responsabili politici.

“Reflective societies: cultural heritage and european identities” (REFLECTIVE-2015)

  • REFLECTIVE-02-2015: laricerca si concentrerà sul patrimonio culturale europeo in una prospettiva storica e nel modo migliore per trasmetterlo. Verranno presi in considerazione anche i contenuti, le metodologie di formazione e i programmi, così come il ruolo delle nuove tecnologie e dei media.
  • REFLECTIVE-03-2015: ricerche multidisciplinari, geograficamente equilibrate e comparative con lo scopo di esplorare la coesione europea, le politiche regionali e urbane e la percezione del concetto di Europa.
  • REFLECTIVE-04-2015: ricerche comparative per esaminare i diversi tipi di movimento di opposizione e le attività culturali nei paesi ex socialisti – potenziali futuri stati membri dell’UE – e sostenere tali movimenti culturali.
  • REFLECTIVE-05-2015: ricerche multidisciplinari, geograficamente equilibrate e comparative con lo scopo di esplorare il complesso rapporto che le società europee contemporanee hanno con il patrimonio culturale materiale e immateriale dei maggiori conflitti armati combattuti sul loro territorio nel ventesimo secolo.
  • REFLECTIVE-06-2015: realizzareecosistemi di innovazione dei beni culturali digitali, promuovendo l’accesso e il riuso delle risorse culturali digitali (collezioni scientifiche, archivi, musei, biblioteche e siti del patrimonio culturale).
  • REFLECTIVE-08-2015: azione di supporto per favorire il dialogo e la cooperazione tra i ricercatori e tra questi e altre parti interessate (responsabili politici, istituzioni pubbliche, la società civile, i sindacati , professionisti, etc.), in una prospettiva multidisciplinare con focalizzazione sulla ricerca e innovazione, inclusione e crescita e la valorizzare dell’impatto dei risultati della ricerca.
  • REFLECTIVE-11-2015: analizzare le potenzialità e le sfide delle scienze sociali eumanistiche (SSH) valorizzandole a livello europeo e sviluppare soluzioni per promuovere l’applicazione pratica dei risultati della ricerca, dei metodi e delle competenze delle SSH in prodotti e servizi.

“The young generation in an innovative, inclusive and sustainable Europe” (YOUNG-SOCIETY-2015)

  • YOUNG-03-2015: apprendimento permanente per i giovani adulti: migliori politiche per la crescita e l’inclusione in Europa.
  • YOUNG-04-2015: analizzare le norme, valori e atteggiamenti dei giovani in Europa, così come le loro aspettative e gli atteggiamenti in materia di ordine pubblico e di organizzazione della vita economica, sociale e privata.

“Overcoming the crisis: new ideas, strategies and governance structures for Europe” (EURO-2015)

  • EURO-05-2015: fornire strumenti e metodi per rendere le aree urbane più sostenibili, aperte, innovative e inclusive e consentire una migliore comprensione delle dinamiche della società urbana e dei cambiamenti sociali e del nesso tra energia, ambiente, trasporti e uso del territorio.
  • EURO-06-2015: risolvere le nuove esigenze della società attraverso l’utilizzo delle tecnologie emergenti nel settore pubblico.

“Europe as a global actor” (INT-2015)

  • INT-01-2015: potenziare le attività di ricerca e di cooperazione per l’innovazione con i principali paesi partner internazionali dell’Unione – proposte rivolte a Australia, Stati Uniti, Brasile, Sud Africa, Ucraina.
  • INT-02-2015: incoraggiare la cooperazione nella ricerca e innovazione tra l’Unione e i partner regionali selezionati – proposte rivolte ai paesi del mediterraneo e del vicino oriente.
  • INT-03-2015: come l’UE puòcontribuire a un ordine globale basato sui valori europei.
  • INT-04-2015: come l’UE puòcontribuire allo sviluppo globale e alla ricerca di maggiore coerenza politica.
  • INT-05-2015: ripensare i meccanismi di risposta alle crisi dell’UE alla luce dei recenti conflitti.
  • INT-06-2015: ripensare e rinvigorire la partnership tra le due sponde del Mediterraneo.
  • INT-07-2015: contribuire a un nuovo ordine geopolitico nella regione del Mediterraneo meridionale e orientale.
  • INT-08-2015: l’UE eilpartenariato con i paesi dell’Europa orientale e caucasica.
  • INT-09-2015: l’UE eilpartenariato con la Turchia e il suo vicinato: sfide e opportunità.
  • INT-10-2015: le sfide dell’UE nella integrazione con i paesi balcanici.
  • INT-11-2015: la diplomazia europea della cultura e della scienza: sfruttare il potenziale della cultura e della scienza europee nelle relazioni esterne all’UE.
  • INT-12-2015: la dimensione culturale, scientifico e sociale delle relazioni UE-LAC (America Latina e Caraibi).

FINANZIAMENTO

Le attività finanziabili interessano l’intero ciclo di vita che va dalla ricerca di base al mercato, con un forte accento sulle attività connesse all’innovazione, quali le azioni pilota, le dimostrazioni, i test a sostegno e anche la commercializzazione. Le disposizioni finanziarie relative al contributo dell’Unione sotto forma di sovvenzioni prevedono un’unica percentuale di finanziamento in funzione della tipologia di progetto, senza distinzione tra i partecipanti (almeno tre entità indipendenti di tre paesi europei): 100% dei costi diretti ammissibili e 70% (100% per le organizzazioni non profit) per le attività di innovazione. I costi indiretti ammissibili, invece, sono determinati applicando un tasso forfettario del 25% del totale dei costi diretti, con la possibilità, unicamente per i soggetti giuridici senza scopo di lucro, di dichiarare i costi effettivamente sostenuti. Le proposte presentate entro la chiusura dei bandi sono valutate e selezionate mediante procedure formalizzate sulla base dei seguenti criteri di aggiudicazione: a) eccellenza; b) impatto; c) qualità ed efficienza dell’attuazione. Nella fase di valutazione tecnica, la Commissione si avvale di esperti indipendenti e le proposte sono alla fine classificate sulla base dei risultati della valutazione.

 

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Dell è l’azienda di tecnologia integrata a più rapida crescita del mercato https://www.datamanager.it/2014/11/dell-lazienda-tecnologia-integrata-rapida-crescita-mercato/ Wed, 05 Nov 2014 17:30:41 +0000 http://www.datamanager.it/?p=64371 Come azienda privata, Dell ha accelerato gli investimenti in ricerca e sviluppo, nel canale, nella customer experience e nelle vendite al fine di offrire crescita e innovazione Con la capacità di perseguire una strategia di lungo termine con un focus dedicato al 100% sul cliente, l’azienda è sempre più sola al vertice tra i fornitori […]

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Come azienda privata, Dell ha accelerato gli investimenti in ricerca e sviluppo, nel canale, nella customer experience e nelle vendite al fine di offrire crescita e innovazione

Con la capacità di perseguire una strategia di lungo termine con un focus dedicato al 100% sul cliente, l’azienda è sempre più sola al vertice tra i fornitori di soluzioni end-to-end a cui i clienti sono interessati.

“Oggi Dell è l’azienda IT integrata a più rapida crescita del mercato. La nostra strategia viene accolta con interesse dai clienti di tutto il mondo alla ricerca di un fornitore di soluzioni end-to-end affidabile e stabile che soddisfi le loro esigenze IT e di business”, commenta Michael Dell, chairman e CEO. “Dall’end-point al data center fino al cloud, clienti e partner avvalorano sicurezza, facilità e prevedibilità legate alla collaborazione con Dell”.

Dell supera i concorrenti nella crescita di soluzioni end-to-end

  • Dell è stata il primo fornitore di storage nella prima metà del 2014 in base ai terabyte totali commercializzati per storage interno ed esterno, secondo IDC.
  • Dell ha mantenuto la seconda posizione nel mercato globale x86 e ha riguadagnato la prima posizione in Asia-Pacific-Japan, sempre secondo dati IDC. Inoltre, per il secondo trimestre, Dell è stata l’unico vendor a generare una crescita anno su anno sia nel server rack che blade (dati IDC).
  • Dell Software ha registrato una crescita del fatturato a doppia cifra a mano a mano che l’azienda continua a sviluppare il proprio business software rafforzando le aree della sicurezza e dell’information management, comprese analisi dati e integrazione applicativa. Dall’ingresso della divisione software nel programma Dell PartnerDirect un anno fa, il fatturato derivante dal canale è cresciuto anch’esso a doppia cifra.
  • Il successo di Dell nel comparto ‘client solution’ è continuato nel terzo trimestre 2014, registrando il settimo trimestre consecutivo di crescita anno su anno in termini di quote globali e – sulla base di dati preliminari recentemente rilasciati da IDC – è cresciuta più dei due principali concorrenti USA insieme. Questi dati confermano una crescita delle spedizioni di PC Dell a livello mondiale nel trimestre in salita del 10% anno su anno.
  • Dell viene posizionata al primo posto da Gartner nei Worldwide IT Services for Heathcare Provider, sulla base del fatturato 2013.
  • Con una significativa espansione nelle quote di mercato, Dell Services si è qualificata come major contender nel report Everest Group Banking IT Outsourcing PEAK Matrix, continuando a potenziare i servizi finanziari, a investire in tecnologie innovative, a siglare accordi, e ad acquisire target strategici per soddisfare le esigenze tecnologiche crescenti e complesse di banche e istituzioni finanziarie.

Dell amplia la presenza di solution center per i clienti enterprise

  • Dell ha annunciato l’intenzione di aprire un nuovo solution center a Chicago a inizio 2015. Con nuovi centri a Dubai e San Paolo già varati nel 2014, l’investimento di Chicago darà all’azienda un totale di 15 centri in tutto il mondo affinché partner e clienti possano facilmente testare e valutare soluzioni e servizi end-to-end.
  • Dall’apertura del primo centro a Limerick in Irlanda nel 2011, Dell ha completato quasi 20.000 engagement con clienti e partner, influenzando oltre $4 miliardi di vendite. Il fatturato di ogni centro sta incrementando: negli ultimi 18 mesi i centri hanno ospitato più di 11.000 clienti e partner.
  • I clienti che si avvalgono dei solution center Dell spaziano dalle grandi aziende, alle realtà della pubblica amministrazione fino alle aziende medie e piccole, così come i partner.
  • I centri svolgono un ruolo critico nell’abilitare clienti e partner a esplorare, sviluppare e testare soluzioni e tecnologie che soddisfano le loro esigenze specifiche, aiutandoli a migliorare il giro d’affari e il vantaggio competitivo.
  • Funzionalità chiave che contraddistingue Dell è la sua rete dedicata che permette a qualunque centro di collegarsi con gli altri, offrendo a clienti e partner la reale potenza di una rete globale per analizzare le applicazioni sfruttando l’infrastruttura di Dell.

Dell spinge l’innovazione a livelli di prestazioni senza eguali con Dell Research

  • Dell Research ha messo a punto una soluzione proof-of-concept denominata Velocity Cloud che può, secondo analisi Dell, supportare tutto il traffico mobile di una città di medie dimensioni, quali Austin, con server rack Dell e relativi apparati di rete.
  • High Velocity Cloud ottimizza i server standard per l’elaborazione di pacchetti ad alte prestazioni e abilita un miglioramento 20x nella capacità dei server virtuali di gestire funzioni network-intensive.
  • Con i partner, Dell Research ha recentemente stabilito un record di prestazioni dimostrando che, con High Velocity Cloud, un server Dell R920 standard virtualizzato con adattatori di rete standard e senza hardware speciale può costituire l’infrastruttura di un sistema in grado di supportare 214Gb/s di banda, lasciando ancora il 90% della CPU del server libera per gestire carichi di lavoro intensi.
  • L’innovazione assicurata da High Velocity Cloud è esponenziale. Per esempio, un servizio che impiegava 6 mesi, oggi potrebbe essere implementato in pochi minuti. Questo approccio apre enormi potenzialità e spingerà le organizzazioni a ripensare completamente i loro modelli di business, allocazione di risorse e linee di prodotto.

Dell aiuta i clienti ad acquisire tecnologie che aumentano il valore del business con Dell Financial Services

  • Dell Financial Services (DFS) si è estesa al Sud America nell’ottobre 2014 con DFS Mexico per servire clienti e partner della zona. Oggi DFS offre servizi a clienti in 19 paesi.
  • Nel suo primo anno in Europa, DFS ha supportato oltre 4.700 clienti a investire in tecnologie Dell.
  • DFS vede il suo business di canale crescere più velocemente di qualunque altro segmento, lavorando oggi con più di 2.000 partner per finanziare soluzioni tecnologiche per gli utenti finali.
  • DFS aiuta a rimuovere molte delle barriere finanziarie legate all’acquisizione di nuove tecnologie di modo che clienti e partner possano focalizzarsi sui risultati di business.

Dell dà forma al futuro dell’IT con Dell Ventures

  • Gli investimenti Dell Ventures permetteranno a Dell di restare all’apice dell’innovazione per i suoi clienti, supportando gli imprenditori che stanno dando forma al futuro dell’IT.
  • Dal lancio del fondo Strategic Innovation Venture Fund di $300 milioni dello scorso anno, Dell ha annunciato investimenti in Invincea, Lastline, Formation Data Systems e Nexenta. Il fondo investe in aziende che operano in aree tecnologiche tra cui storage, cloud computing, big data, next generation data centre, sicurezza e mobilità.
  • Dell Ventures continua a lavorare con le business unit Dell, riunendo team multifunzionali trasversali in aree di focus strategico. Questi team ampliano l’abilità di identificare, investire, collaborare e contribuire al successo di imprenditori e startup con avanzate soluzioni tecnologiche.
  • Dell porta valore alle startup con consulenza tecnica e commerciale, accesso a brand, clienti, partner e accordi di commercializzazione, oltre a soluzioni OEM.

“Dell continua a enfatizzare la propria promessa volta a creare le soluzioni IT più sicure e gestibili. Queste aree sono critiche per qualunque dipartimento IT, così come lo è l’esigenza di soddisfare l’utente finale”, aggiunge Patrick Moorhead, fondatore, presidente e analista principale in Moor Insights & Strategy. “Dell ha arricchito i suoi punti di forza IT con nuovi prodotti interessanti che assicurano massima produttività in molteplici casi d’uso”

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Huawei riceve il premio “Invest in Lombardy” per l’impegno in Ricerca e Sviluppo https://www.datamanager.it/2014/10/huawei-riceve-premio-invest-in-lombardy-per-limpegno-in-ricerca-sviluppo/ Wed, 08 Oct 2014 10:29:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62405 Nell’ambito della tre giorni organizzata da Regione Lombardia, Unioncamere e Promos sul tema degli investimenti in Lombardia e in Italia, l’azienda è stata premiata per il suo Centro Globale di Ricerca e Sviluppo di Segrate nel settore delle tecnologie microwave per il settore delle telecomunicazioni Huawei ha ricevuto l’”Invest in Lombardy Award” in una cerimonia […]

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Nell’ambito della tre giorni organizzata da Regione Lombardia, Unioncamere e Promos sul tema degli investimenti in Lombardia e in Italia, l’azienda è stata premiata per il suo Centro Globale di Ricerca e Sviluppo di Segrate nel settore delle tecnologie microwave per il settore delle telecomunicazioni

Huawei ha ricevuto l’”Invest in Lombardy Award” in una cerimonia alla presenza del Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e dell’Assessore Attività produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini.

La multinazionale cinese, che celebra quest’anno il decennale della sua presenza in Italia, è stata premiata nell’ambito della categoria Lombardia Know How, per il suo investimento nel centro di Ricerca & Sviluppo sulle tecnologie Microwave, il primo esempio di Centro Globale di competenza di Huawei al di fuori della Cina. La decisione di investire in Lombardia è stata frutto degli ottimi risultati raggiunti dall’azienda negli ultimi anni e facilitata dall’elevatissimo livello di competenze in materia disponibili sul territorio.

[blockquote style=”4″]“Siamo onorati di ricevere questo premio” ha dichiarato Renato Lombardi, Vice President Eureopean Research Center, “che dimostra come l’Italia e la Lombardia possano giocare un ruolo di primo piano nell’esportazione di expertise tecnologico pregiato nel mondo. Stabiliamo i nostri centri R&D dove individuiamo le competenze migliori, perché per fare ricerca è necessario essere inseriti in un ecosistema costituito da università, politecnici, realtà industriali innovative. Speriamo di potere costituire una best practice nei confronti di altre multinazionali che vogliano investire nella nostra Regione” ha concluso Lombardi.[/blockquote]

Il centro, che impiega oggi un centinaio di persone, è nato nel 2008 come polo di Ricerca e Sviluppo e ha progressivamente ampliato il suo ruolo inglobando anche le funzioni di marketing, solution sales, service, fino alla decisione dell’azienda di delocalizzare le attività Microwave a Milano, attribuendogli funzioni di quartier generale, con responsabilità a livello globale, facendo del capoluogo lombardo la capitale mondiale delle microonde nell’organizzazione di Huawei.

Il premio “Invest in Lombardy” si colloca nell’ambito degli “Invest in Lombardy Days” che mirano a stimolare le relazioni e il dibattito fra multinazionali, istituzioni centrali a e locali, economisti, PMI e banche sul tema degli investimenti nella regione. L’iniziativa è promossa da Regione Lombardia, Unioncamere e Promos.

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Huawei investirà oltre 4 miliardi di dollari in tecnologie a banda larga fissa nei prossimi tre anni https://www.datamanager.it/2014/10/huawei-investira-4-miliardi-dollari-in-tecnologie-banda-larga-fissa-prossimi-anni/ Wed, 01 Oct 2014 15:07:30 +0000 http://www.datamanager.it/?p=61957 Huawei annuncia un investimento di oltre 4 miliardi di dollari nella ricerca e sviluppo di tecnologie a banda larga fissa nel corso dei prossimi tre anni L’investimento si concentrerà su prodotti e soluzioni in grado di supportare i clienti a fornire un’esperienza ottimale agli utenti finali. L’annuncio è stato fatto nel corso del Huawei Ultra-Broadband […]

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Huawei annuncia un investimento di oltre 4 miliardi di dollari nella ricerca e sviluppo di tecnologie a banda larga fissa nel corso dei prossimi tre anni

L’investimento si concentrerà su prodotti e soluzioni in grado di supportare i clienti a fornire un’esperienza ottimale agli utenti finali. L’annuncio è stato fatto nel corso del Huawei Ultra-Broadband Forum – dal tema “Dream Broader, Band Together” – tenutosi a Londra, che ha riunito i principali professionisti del settore per analizzare le tematiche più importanti e attuali in questo ambito.

Ryan Ding, Presidente Products and Solutions di Huawei, ha commentato: “Huawei si concentra da sempre sulle esigenze dei clienti e intende offrire valore aggiunto attraverso tecnologie di ultima generazione e continua innovazione. In qualità di leader del settore ICT, Huawei individua nella banda larga fissa una tecnologia fondamentale verso cui indirizzare investimenti strategici e continuerà ad aumentare il suo impegno per lo sviluppo di questi prodotti e soluzioni e delle tecnologie correlate. Il nostro investimento darà impulso a nuovi progressi tecnologici e aiuterà i clienti ad aumentare la loro competitività e ridurre i costi operativi complessivi”.

L’industria globale della banda larga fissa è destinata a svilupparsi con l’aumento degli investimenti ICT. Le tecnologie esistenti stanno cambiando; si stanno sviluppando soluzioni High-Efficiency Video Coding, i panel 4k e i costi di produzione dei contenuti si stanno riducendo e stanno crescendo tecnologie video 4k. Visto il progressivo processo di implementazione di tecnologie LTE e 5G, gli operatori si aspettano reti ad alta qualità ed elevate prestazioni che garantiscano un’esperienza utente superiore. Inoltre le soluzioni a banda larga fissa si svilupperanno grazie all’utilizzo di tecnologie innovative come i Big Data, i data center e il cloud computing.

Huawei continuerà a espandere la sua capacità di trasporto dati attraverso innovazione e investimenti in chip, algoritmi, fotonica in silicio e altre tecnologie di base. Allo stesso tempo, Huawei continuerà a implementare la tecnologia Software Defined Networking e la Network Functions Virtualization per sviluppare reti a banda ultra larga aperte e intelligenti che aiutino i clienti a semplificare le operazioni, la gestione, la realizzazione di servizi ultraveloci e migliorare al tempo stesso l’efficienza della rete. Per quel che riguarda le infrastrutture di nuova generazione, Huawei continuerà a impegnarsi nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, architetture IP e reti ottiche, elevando la qualità delle banda larga fissa.

Huawei prevede che nei prossimi tre anni ci sarà una svolta nel settore della banda larga fissa. Se le prospettive per l’industria restano positive, ci sono aree in cui la cooperazione industriale è essenziale. Huawei spera che, attraverso importanti investimenti e partnership strategiche, si possa costruire un sistema ultra-broadband vincente, favorendo al contempo la crescita sistematica della banda larga fissa a livello mondiale.

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Trasporto integrato https://www.datamanager.it/2014/09/trasporto-integrato/ Fri, 12 Sep 2014 13:13:06 +0000 http://www.datamanager.it/?p=60120 Ecco le principali tematiche messe a bando quest’anno dal programma trasporti integrati di HORIZON 2020. Duecentoquattordici milioni di euro di finanziamento diretto a fondo perduto dall’Unione europea per imprese e organizzazioni che operano in modo innovativo nei trasporti Il programma “HORIZON 2020” (H2020) è operativo dall’inizio dell’anno con un’articolata roadmap di bandi già pianificati fino […]

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Ecco le principali tematiche messe a bando quest’anno dal programma trasporti integrati di HORIZON 2020. Duecentoquattordici milioni di euro di finanziamento diretto a fondo perduto dall’Unione europea per imprese e organizzazioni che operano in modo innovativo nei trasporti

Il programma “HORIZON 2020” (H2020) è operativo dall’inizio dell’anno con un’articolata roadmap di bandi già pianificati fino a metà 2015. Gli inviti a presentare proposte di “progetto competitivo” sono pubblicati periodicamente, tenendo conto in particolare della necessità di trasparenza e non discriminazione, nonché di una flessibilità adeguata alla natura variegata dei settori della ricerca e dell’innovazione. La Commissione europea ha avviato il programma H2020 come piano settennale (2014-2020) di finanziamento a fondo perduto della R&I in Europa con un budget totale di circa 80 miliardi di euro.

LE TEMATICHE DEI TRASPORTI -L’obiettivo del programma “trasporti intelligenti, verdi e integrati” di H2020 è quello di realizzare un sistema europeo dei trasporti efficiente in termini di risorse ed ecologia, sicuro e a beneficio di tutti i cittadini e società europee. Per il 2014-15 sono considerate quattro grandi linee di attività eleggibili per il finanziamento:

  1. trasporto efficiente, in termini di consumi e rispetto dell’ambiente;
  2. migliore mobilità, meno traffico e più sicurezza;
  3. leadership globale dell’industria europea dei trasporti;
  4. ricerca socioeconomica e comportamentale lungimirante per le decisioni politiche nei trasporti.

Su tali grandi tematiche sono aperti quattro call for proposals con scadenza 31 marzo e 27 agosto 2015 e un budget complessivo di 214 milioni di euro. Il capitolato richiede proposte di progetto competitivo sui seguenti 16 temi di R&I raggruppati in quattro aree:

“Mobility for Growth” (MG-2015 -sottomissione in due fasi):

  • MG-1.2-2015: riduzione delle emissioni e del rumore, accelerando lo sviluppo di tecnologie verdi per l’aeromobile e i suoi motori, incluso l’impatto dell’uso di fonti energetiche alternative;
  • MG-3.6a-2015: applicazioni di guida automatizzate e progressivamente autonome nel settore dei trasporti su strada, con interazioni attive in ambiente intelligente, impatto ambientale più basso e maggiore sicurezza stradale;
  • MG-4.3-2015: nuovi processi di progettazione e di produzione marittima, con minimi costi totali durante il ciclo di vita che, per le attività marittime (navi e strutture marittime), va da 20 a 50 anni;
  • MG-5.4-2015: rafforzare le conoscenze e le capacità delle autorità locali al fine di avviare una trasformazione della pianificazione della mobilità urbanaversola mobilità sostenibile che richiede una strategia e una pianificazione a lungo termine;
  • MG-5.5a-2015: nuove tecnologie, innovazioni e basi di conoscenza per raggiungere gli obiettivi del libro bianco sui trasporti. Le città esitano infatti a implementare soluzioni innovative perché sono disponibili poche informazioni sulla loro efficacia e sul modo di superare le barriere al successo;
  • MG-6.3-2015: soluzioni per consentire agli attori della logistica pan-europea di prendere decisioni rapide e ben informate interne e tra imprese. Il progetto riguarda la realizzazione di un sistema aperto e di un’architettura che faciliti in tempo reale lo scambio di informazioni e la cooperazione tra agenti della rete logistica;
  • MG-8.4a-2015: la sfida principale qui è quella di superare la mancanza di un quadro comune di governance, gestione e finanza di progetto per le infrastrutture di trasporto (comprese le metodologie e la modellazione) con lo scopo di consentire e ottimizzare l’investimento;

“Mobility for Growth” (MG-2015 – single stage A):

  • MG-1.8-2015: stabilire e approfondire i legami tra i paesi nella R&I aeronautica, basandosi anche sulle cooperazioni precedentemente avviate, con l’obiettivo di individuare temi di interesse comune e di reciproco vantaggio;
  • MG-9.1-2015: stabilire un forum per la comunicazione, la collaborazione, la costruzione di relazioni e interazioni multi-stakeholder e produrre un piano d’azione per soluzioni e opzioni innovative per il trasporto e la mobilità al fine di far avanzare l’agenda del settore dei trasporti e della società in generale;
  • MG-9.5-2015: facilitare la cooperazione trans-nazionale tra NCP (National Contact Points) nella sfida sui trasporti con l’obiettivo di individuare e condividere le buone pratiche e l’innalzamento del livello generale di sostegno ai partecipanti;

“Mobility for Growth” (MG-2015 – single stage B):

  • MG-3.6b-2015:applicazioni di guida automatizzate e progressivamente autonome nel settore dei trasporti su strada, attraverso l’interazione con l’ambiente intelligente, con impatto ambientale più basso e maggiore sicurezza stradale;
  • MG-5.5b-2015: azioni di innovazione sulla mobilità sostenibile condotte da consorzi guidati da municipalità e composti da 4-5 comuni che si impegnino a stabilire laboratori live in cui le soluzioni possano essere implementate e sperimentate;
  • MG-8.3-2015: miglioramento e potenziamento delle capacità in materia di appalti pubblici di soluzioni innovative nelle infrastrutture di trasporto che porti alla realizzazione delle migliori soluzioni;
  • MG-8.4b-2015: la sfida principale nella innovazione delle infrastrutture dei trasporti è quella di superare la mancanza di un quadro comune di governance, gestione e finanza di progetto (comprese le metodologie e la modellazione) con lo scopo di consentire l’ottimizzazione basata sulla valutazione del rischio e la trasparenza degli investimenti all’interno e tra le varie modalità di trasporto;

“Green Vehicles” (GV-2015):

  • GV-6-2015: metodi per ottimizzare il controllo dei motopropulsori dei “veicoli verdi” e delle emissioni, tenendo conto dei compiti di trasporto specifici. Ciò può essere ottenuto utilizzando informazioni fornite dai sistemi di navigazione di nuova generazione e sensori di emissione collegati al sistema di diagnosi a bordo. La strategia utilizzerà i dati come l’assegnazione trasporto (peso totale, configurazione del veicolo, etc.), condizioni di traffico e meteorologiche, topografia e rete stradale del percorso scelto, modelli di guida dei veicoli vicini, lo stato del motore a combustione e il monitoraggio delle emissioni;
  • GV-8-2015: il range di guida limitato dei veicoli elettrici è una delle più grandi sfide per l’elettromobilità. La riprogettazione ex novo è necessaria per sfruttare appieno i gradi di libertà possibili e le opportunità nella definizione, nello sviluppo dell’architettura e dei componenti elettrici ed elettronici e anche verso veicoli completamente elettrici (FEV).

FINANZIAMENTO HORIZON 2020– Le attività finanziabili interessano l’intero ciclo di vita che va dalla ricerca di base al mercato, con un forte accento sulle attività connesse all’innovazione, quali le azioni pilota, le dimostrazioni, i test a sostegno e anche la commercializzazione. Le disposizioni finanziarie relative al contributo dell’Unione sotto forma di sovvenzioni prevedono un’unica percentuale di finanziamento in funzione della tipologia di progetto, senza distinzione tra i partecipanti (almeno tre entità indipendenti di tre paesi europei): 100% dei costi diretti ammissibili e 70% (100% per le organizzazioni non profit) per le attività di innovazione. I costi indiretti ammissibili, invece, sono determinati applicando un tasso forfettario del 25% del totale dei costi diretti, con la possibilità, unicamente per i soggetti giuridici senza scopo di lucro, di dichiarare i costi effettivamente sostenuti. Le proposte presentate entro la chiusura dei bandi sono valutate e selezionate mediante procedure formalizzate sulla base dei seguenti criteri di aggiudicazione: a) eccellenza; b) impatto; c) qualità ed efficienza dell’attuazione. Nella fase di valutazione tecnica, la Commissione si avvale di esperti indipendenti e le proposte sono alla fine classificate sulla base dei risultati della valutazione.

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Creare lavoro https://www.datamanager.it/rivista/creare-lavoro-56338.html Wed, 04 Jun 2014 09:46:54 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/06/creare-lavoro/ Puntare su ricerca e sviluppo. Non solo flessibilità e riforme Non bastano le regole burocratiche o le leggi che favoriscano gli imprenditori a non temere gli oneri inestinguibili. Bisogna creare occupazione per fare lavori difficili, addestrare tanti giovani (e anche non giovani) a sapere di più e saper fare di più. Gli imprenditori investono meno […]

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Puntare su ricerca e sviluppo. Non solo flessibilità e riforme

Roberto Vacca - Chief inspiration OfficerNon bastano le regole burocratiche o le leggi che favoriscano gli imprenditori a non temere gli oneri inestinguibili. Bisogna creare occupazione per fare lavori difficili, addestrare tanti giovani (e anche non giovani) a sapere di più e saper fare di più. Gli imprenditori investono meno degli enti pubblici in ricerca e sviluppo. Si devono svegliare. Alcuni sono ben svegli – a parte quelli famosi. Cercate Superpartes (www.superpartes.biz) di Brescia e Gruppo Loccioni (www.loccioni.com) di Angeli di Rosora in provincia di Ancona.

Il 13% dei lavoratori sono disoccupati. Matteo Renzi ha detto: «Occorrono flessibilità e riforme». Ma non sembra probabile che si creino posti di lavoro solo abolendo Senato e Province e snellendo la pubblica amministrazione. La rivista Spectrum dell’Institute of Electrical and Electronics Engineers pubblica una serie di articoli sull’aumento della domanda di ingegneri elettronici. Un uomo chiave Microsoft dice: «Le abilità valgono più delle credenziali accademiche». Nell’ambiente di Google si parla di Scoiattoli Viola: un paradigma di animali rarissimi che si applica al tipo di ingegneri eccellenti e moderni ai quali il lavoro non manca. Sono specialisti in: cibersicurezza, robotica, tecnologia dell’informazione, software, app mobili, griglie smart, cloud, big data. È vitale che sappiano integrarsi in squadre e che mirino all’eccellenza personale. Sono richiesti non solo in USA, ma anche in Europa e in Asia.

Per creare lavoro, dunque, ci vogliono: educazione e istruzione più diffuse e di migliore livello – ricerca scientifica – sviluppo industriale. Le statistiche dimostrano che l’occupazione è più alta dove i livelli di innovazione sono più elevati. La Commissione Europea ha appena pubblicato la classifica al 2013 dei 27 paesi dell’Unione in base al livello di innovazione raggiunto, espresso da un indice (compreso fra 0 e 1) funzione di 25 indicatori (lauree, ricerca scientifica, investimenti pubblici e privati in R&D, brevetti…). In Italia, gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo sono lo 0,53 del PIL (0,71 della media europea) e quelli privati sono lo 0,69 del PIL (0,52 della media europea). Questo divario dura da più di 30 anni. Non è solo questione di investimenti, ma di cultura media. La percentuale della popolazione che ha completato l’educazione terziaria è in Italia il 21,7%. La media europea è 35,8%; Irlanda 51,1%; Cipro, Lussemburgo, Lituania: 50%; UK 47,1%; Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Francia, Belgio: 44%. A livello più basso dell’Italia c’è solo la Turchia. L’Italia è, dunque, carente nei livelli di istruzione e negli investimenti in ricerca e sviluppo particolarmente nel settore privato. Diminuire gli investimenti e le spese (che creano lavoro), aumentare le imposte e i tassi di interesse sono politiche di austerità inopportune: non favoriscono la ripresa e aggravano la depressione. I 4 paesi europei più innovatori (Svezia, Danimarca, Germania, Finlandia) hanno un PIL pro capite del 25% più alto del nostro e il loro PIL cresce ogni anno di 4 punti percentuali più del nostro. Se innovassimo come loro, ogni anno il PIL crescerebbe di 60 miliardi di euro, rispetto ai quali certi risparmi – di cui si parla molto (pure opportuni) – appaiono trascurabili. Gli imprenditori, quindi, non hanno ragione di chiedere solo flessibilità negli adempimenti burocratici (che pure ci vuole). Devono raddoppiare gli investimenti in ricerca e sviluppo e assumere giovani eccellenti che inventino. Devono creare reti di collaborazione con industrie grandi e piccole, italiane e straniere. Lavoro e prosperità si creano studiando e inventando.

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Settore Sanitario: le opportunità della tecnologia e il suo impatto su Ricerca e Sviluppo https://www.datamanager.it/news/settore-sanitario-le-opportunit-della-tecnologia-e-il-suo-impatto-su-ricerca-e-sviluppo.html Tue, 11 Mar 2014 14:24:55 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/03/settore-sanitario-le-opportunita-della-tecnologia-e-il-suo-impatto-su-ricerca-e-sviluppo/ Uno studio condotto dall’Economist Intelligence Unit e sponsorizzato da Ricoh mette in evidenza come nel Settore Sanitario la tecnologia sia alla base del cambiamento, ma i dirigenti temono l'impatto su Ricerca e Sviluppo

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Uno studio condotto dall’Economist Intelligence Unit e sponsorizzato da Ricoh mette in evidenza come nel Settore Sanitario la tecnologia sia alla base del cambiamento, ma i dirigenti temono l’impatto su Ricerca e Sviluppo

Il 51% dei dirigenti europei del Settore Sanitario afferma che nei prossimi tre anni l’IT avrà un forte impatto sui modelli di business. I dirigenti del settore sono però convinti che questo rapido cambiamento comporti dei rischi in particolare nei seguenti ambiti:

1) tecnologico

2) Ricerca e Sviluppo (R&D)

La maggior parte del campione (71%) pensa che la propria organizzazione debba riuscire a trasformarsi più rapidamente nei prossimi tre anni se vuole essere pronta per il futuro e il 78% dei dirigenti si sta impegnando affinché questo cambiamento si attui il prima possibile.

Questo è quanto emerge dal nuovo studio The Challenge of Speed (La sfida della velocità), condotto dall’Economist Intelligence Unit e sponsorizzato da Ricoh. Il campione di indagine è composto da dirigenti di strutture ospedaliere, di aziende produttrici di dispositivi medicali e del settore farmaceutico.

Carsten Bruhn, Executive Vice President di Ricoh Europe, afferma: “I leader del Settore Sanitario sanno che c’è molto da fare e sentono la necessità di un rapido cambiamento. Anche l’eHealth Action Plan della Commissione Europea evidenzia molti ambiti che necessitano di innovazione, dai diritti dei pazienti all’assistenza sanitaria transfrontaliera al finanziamento di attività di ricerca e sviluppo per garantire che le cartelle sanitarie elettroniche siano compatibili a livello internazionale”.

Ma da dove deve partire il cambiamento affinché Ricerca e Sviluppo siano tutelati?

Lo studio rivela che i dirigenti del Settore Sanitario hanno differenti opinioni e le loro risposte sono frammentarie. Quando è stato chiesto loro in quali aree la capacità di adattarsi al cambiamento fosse fondamentale hanno attribuito la stessa importanza a:

– miglioramento dei processi legati al core business (34%);

– assunzione di nuovo personale (34%);

– acquisizione e fidelizzazione dei clienti (34%);

– ottimizzazione della supply chain (34%);

– adozione di nuove tecnologie (32%).

Tuttavia, quando si concentrano sulle aree in cui si aspettano di vedere i maggiori cambiamenti nei prossimi tre anni, la risposta più diffusa tra dirigenti sanitari è “migliorare i processi legati al core business”. Inoltre, quasi la metà del campione è convinto che le tecnologie per l’analisi dei dati abbiano un grande potenziale per migliorare l’assistenza sanitaria nei prossimi tre anni, una percentuale molto più alta rispetto agli altri settori (42% rispetto a una media del 29% in tutti gli altri).

Carsten Bruhn commenta: “Migliorare i processi del core business è senza dubbio il punto di partenza. È anche certo che l’analisi dei dati giocherà un ruolo assolutamente rilevante nella prevenzione e nel futuro della ricerca e sviluppo. I leader del Settore Sanitario devono inoltre focalizzarsi sulla trasformazione digitale delle cartelle cliniche dei pazienti. In questo modo migliora l’accesso e la gestione delle informazioni nel rispetto della riservatezza dei dati. Una gestione ottimale delle informazioni permette al personale medico di dedicare più tempo alla cura dei pazienti”.

I leader del Settore Sanitario evidenziano due ostacoli che rallentano la corsa all’innovazione e la realizzazione dell’eHealth Action Plan. Il primo ostacolo riguarda la mancanza di un “business case” strutturato, mentre il secondo deriva dal fatto che non sempre i professionisti dei Settore Sanitario hanno il tempo necessario da dedicare all’innovazione. Oltre alle barriere appena evidenziate, la ricerca evidenzia ulteriori colli di bottiglia che rallentano l’agilità del Settore Sanitario nel suo complesso. Al primo posto vi è la difficoltà di interconnettere le diverse tecnologie, mentre al secondo viene citata la presenza di differenti iniziative potenzialmente in conflitto tra loro.

Il Settore Sanitario è alle prese con una sfida importante quando si tratta di velocizzare il progresso della trasformazione digitale. Come mostra questa ricerca, le piattaforme tecnologiche avranno un forte impatto sui modelli aziendali, ma i leader di questo settore sono convinti che gli ostacoli e le barriere non dipendano dalla tecnologia.

Carsten Bruhn spiega: “Il Settore Sanitario non è frenato dalla mancanza di tecnologie innovative. Al contrario, come mostra lo studio, l’innovazione e il cambiamento dipendono dai processi e dalla presenza di un business case strutturato. Con un supporto adeguato è possibile analizzare i processi esistenti e sviluppare un progetto di miglioramento. I sistemi IT già in uso possono quindi essere interconnessi in modo più efficiente e i processi amministrativi, spesso complessi, possono essere notevolmente semplificati. Grazie a una maggiore efficienza e a risparmi di tempo, i professionisti della sanità potranno focalizzarsi sulle attività di R&D e sul miglioramento dei servizi”.

 

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