smart city – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 10 Aug 2022 12:21:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png smart city – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Smart city, la mobilità sostenibile per lo sviluppo turistico dei territori https://www.datamanager.it/2022/08/smart-city-la-mobilita-sostenibile-per-lo-sviluppo-turistico-dei-territori/ Wed, 10 Aug 2022 08:45:36 +0000 https://www.datamanager.it/?p=221095 Cicloturismo, 400 milioni di investimenti in arrivo dal PNRR per realizzare 1.235 di chilometri aggiuntivi dal 2022 al 2026. Cloud, IoT, analytics at the Edge e AI trasformano la bicicletta in un hub di dati e servizi Via libera della Conferenza Unificata al primo Piano Generale della Mobilità Ciclistica 2022-2024, predisposto dal Mims, che prevede […]

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Cicloturismo, 400 milioni di investimenti in arrivo dal PNRR per realizzare 1.235 di chilometri aggiuntivi dal 2022 al 2026. Cloud, IoT, analytics at the Edge e AI trasformano la bicicletta in un hub di dati e servizi

Via libera della Conferenza Unificata al primo Piano Generale della Mobilità Ciclistica 2022-2024, predisposto dal Mims, che prevede un finanziamento, già assegnato, pari a 943 milioni di euro, su un valore complessivo di 1,2 miliardi. Il piano (previsto dalla legge 2/2018) contiene una programmazione di lungo periodo per migliorare e potenziare i sistemi di mobilità ciclistica urbana e interurbana, in linea con le indicazioni europee. L’obiettivo è di realizzare il “Sistema Nazionale della Mobilità Ciclistica” (SNMC) per rendere la modalità una componente fondamentale del sistema di mobilità sostenibile, con caratteristiche di accessibilità, innovazione, impatto ambientale positivo e basso costo economico.


#Smartcity 400 milioni di investimenti in arrivo dal PNRR. La #bicicletta si trasforma in un hub di dati e servizi
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La bicicletta si trasforma in un hub di dati e servizi all’interno della mobilità connessa abilitata da cloud, IoT, applicazioni di analytics at the Edge e intelligenza artificiale. Il mercato della bikeconomy vale 44 miliardi di euro con una previsione di crescita del 5,5% all’anno fino al 2022, secondo i dati del rapporto “Italia in bici: scenari, protagonisti e indotto” realizzato da Repower e in collaborazione con Università IULM. Con oltre 3,2 milioni di pezzi fabbricati nel 2021, l’Italia è il primo produttore europeo di biciclette e leader della smart mobility (dati “Ecosistema della Bicicletta” di Banca Ifis). Il comparto italiano della bicicletta è caratterizzato da un alto tasso di innovazione: il 25% dei produttori ha aumentato la quota degli investimenti nel biennio 2020-2021 e un altro 70% li ha mantenuti proseguendo sul percorso di trasformazione digitale.

Il piano illustra gli interventi in ambito urbano, metropolitano ed extraurbano (provinciale o intercomunale, regionale, nazionale ed europeo): aumento della sicurezza dei ciclisti, miglioramento della segnaletica, creazione di uno spazio condiviso tra i diversi utenti della strada, creazione di percorsi ciclabili nei centri urbani e a livello extraurbano anche per promuovere lo sviluppo turistico dei territori.

Per questi interventi sono previsti complessivamente 600 milioni di euro. In particolare, per le ciclovie turistiche il PNRR prevede 400 milioni di investimenti negli anni 2022-2026 per realizzare almeno 1.235 di chilometri aggiuntivi ed effettuare opere di manutenzione straordinaria sulla rete esistente. Per le ciclovie urbane. Inoltre, il PNRR stanzia 200 milioni di euro per la realizzazione, entro giugno 2026, di 565 chilometri di percorso in ambito urbano e per rafforzare i collegamenti tra le stazioni ferroviarie e le università.

Qui puoi trovare il Piano Generale della Mobilità Ciclistica

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Smart City: iscrizioni aperte per assistere alla nuova tavola rotonda di Data Manager https://www.datamanager.it/2022/03/smart-city-iscrizioni-aperte-per-assistere-alla-nuova-tavola-rotonda-di-data-manager/ Wed, 02 Mar 2022 15:49:15 +0000 https://www.datamanager.it/?p=217073 Presidenza del Consiglio dei Ministri, ENI, A2A, Comune di Milano, Università di Cagliari e ACI Informatica dibatteranno sul tema della città a misura d’uomo “digitale”. Quale è il significato reale del concetto di “Smart City”? Quale ruolo possono e devono ricoprire le istituzioni pubbliche e le aziende private? La tecnologia e il digitale come possono […]

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Presidenza del Consiglio dei Ministri, ENI, A2A, Comune di Milano, Università di Cagliari e ACI Informatica dibatteranno sul tema della città a misura d’uomo “digitale”.

Quale è il significato reale del concetto di “Smart City”? Quale ruolo possono e devono ricoprire le istituzioni pubbliche e le aziende private? La tecnologia e il digitale come possono aiutare il processo di creazione di una “smart city”? Che ruolo giocano le infrastrutture centrali e locali?

ASSISTI GRATUITAMENTE

I cittadini vogliono poter vivere in modo “smart”.
Le amministrazioni centrali e locali devono quindi fornire da un lato infrastrutture abilitanti e dall’altro servizi adeguati.

Quali sono i punti cardine su cui si fonda il concetto di “smart city”?
Una città diventa smart quando tutti gli attori, privati e pubblici, cittadini, imprenditori e istituzioni lavorano assieme per costruire servizi efficienti, facili da usare, alla portata di tutti, sostenibili – sia a livello economico che sociale che ambientale, efficienti e che semplificano la vita ai proprio abitanti. Solo con una convergenza di intenti e una collaborazione di tutti gli operatori del territorio una città può veramente diventare “smart” nel senso positivo del termine senza rischiare di “far male”.

Data Manager chiama i suoi interlocutori a discutere, in forma spontanea e interattiva, su questo tema affrontandolo in maniera interdisciplinare, avvalendosi della presenza di accademici, nonché esponenti del settore privato e pubblico.

Saranno con noi:
Luciano Guglielmi – Moderatore

Mauro Minenna – Capo Dipartimento della Trasformazione Digitale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

Marco Moretti – CIO & Digital Enablement – A2A e founder di A2A Smart City

Guido Arnone – CTO – Direttore Innovazione Tecnologica e Digitale – Comune di Milano

Luigi Mundula – Università di Cagliari – Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura (DICAAR) – Professore aggregato di Geografia Economica

Francesco Castanò – Deputy General Manager – Vice Direttore Generale – ACI Informatica

Piergiorgio Cimmino – Senior Director – Tibco South Europe

Paolo Micheli – Sindaco – Comune di Segrate

Vincenzo Pinto – Client Executive Health & Local Public Sector – Almaviva

Alessandro Bertoli – Customer Service & ICT Director – Sorgenia

Luca Daniele – Chief Financial Officer Telepass & Chief Executive Officer Telepass Pay

La tavola rotonda sarà “in presenza” ma abbiamo lasciato la possibilità per voi di seguirla in streaming, previa registrazione gratuita a questo link

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A Milano il primo Tech Bus https://www.datamanager.it/2021/05/a-milano-il-primo-tech-bus/ Thu, 06 May 2021 14:15:50 +0000 https://www.datamanager.it/?p=209571 Mobilità urbana assistita e connessa: iniziata la sperimentazione sul primo filobus della linea 90/91, per migliorare la regolarità e sicurezza grazie alla tecnologia Politecnico di Milano, ATM e Comune di Milano annunciano TECH BUS Il Comune di Milano, ATM e il Politecnico di Milano, insieme a Vodafone e IBM, annunciano TECH BUS, il primo filobus […]

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Mobilità urbana assistita e connessa: iniziata la sperimentazione sul primo filobus della linea 90/91, per migliorare la regolarità e sicurezza grazie alla tecnologia

Politecnico di Milano, ATM e Comune di Milano annunciano TECH BUS

Il Comune di Milano, ATM e il Politecnico di Milano, insieme a Vodafone e IBM, annunciano TECH BUS, il primo filobus sviluppato attraverso un innovativo progetto di ricerca sulla mobilità che implementa tecnologie cloud ibride connesse alla rete 5G per la guida assistita.

Si tratta del primo passo del percorso verso la guida autonoma, con l’obiettivo di elevare ancora di più i livelli di regolarità e sicurezza del trasporto pubblico locale. 

“A Milano investiamo sull’innovazione, verso una mobilità sempre più sostenibile ma anche più connessa, fluida, in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini. Questa sperimentazione – dichiara Marco Granelli Assessore alla Mobilità del Comune di Milano – rappresenta un’interessante approccio collaborativo fra pubblico e privato, fra aziende che lavorano in modo diverso ma sono tutte interessate a confrontarsi con una realtà molto complessa, non un laboratorio, ma una città fatta di reti di vie, piazze e incroci, flotte di mezzi pubblici e privati, persone che usano la strada per un futuro dove muoversi diventi sempre più facile e sicuro grazie all’integrazione tra l’uomo e l’intelligenza artificiale”.

TECH BUS è uno dei primi risultati del progetto sviluppato nell’ambito del JRL, Joint Research Lab per la mobilità urbana: un’iniziativa di ricerca per Milano, città sempre più “intelligente” e green, sperimentando una mobilità connessa, elettrica e semi-autonoma, con un lavoro condotto in partnership con i leader in ricerca, tecnologia e trasporti, per migliorare l’integrazione e la sicurezza degli spostamenti dei cittadini e dei visitatori della città. Del JRL fanno parte oltre ai già citati Comune di Milano, ATM, Politecnico di Milano, IBM e Vodafone, anche la Fondazione Politecnico di Milano, la CCIAA di Milano, Brembo, Enel X, Pirelli, Solaris Bus & Coach, STMicroelectronics.

Il primo TECH BUS guidato dall’innovazione è un filobus della flotta ATM sulla linea filoviaria 90/91”: i sensori intelligenti a bordo utilizzano la comunicazione V2I (Vehicle to Infrastructure) per consentire al mezzo di dialogare costantemente lungo il percorso con i semafori e l’infrastruttura stradale, contribuendo a creare un ecosistema di mobilità cooperativa in cui le tecnologie permettono di migliorare la sicurezza stradale   e pone le basi per la nuova frontiera della guida autonoma.

All’esterno, una livrea riconoscibile realizzata ad hoc sarà caratterizzata da colori che rappresentano l’evoluzione tecnologica, l’indaco e il blu, e la sostenibilità ambientale che rappresenta per definizione il mezzo a trazione elettrica, il verde.

Un team di ricercatori, ingegneri e tecnici del JRL ha installato a bordo del filobus di ATM strumentazioni sofisticate che consentono grazie alla rete 5G Vodafone e alle Interfacce applicative IBM, basate sulla piattaforma di integrazione aperta IBM Watson IoT, il dialogo e uno scambio continuo di informazioni tra veicolo e infrastrutture stradali.

In questa prima fase del progetto, l’obiettivo è ottimizzare i processi della mobilità verso una guida assistita nella gestione dei semafori e degli incroci, per migliorare la regolarità e la frequenza della circolazione dei mezzi.

Nell’evoluzione futura del progetto, la bassissima latenza e l’elevata affidabilità del 5G Vodafone garantiranno la continua disponibilità di informazioni aggiuntive ai sistemi di bordo e al conducente, contribuendo ad aumentare così la sicurezza stradale; l’utilizzo del Multi-Access Edge Computing (MEC) di Vodafone per gestire i sofisticati algoritmi V2I de i servizi cooperativi in una infrastruttura sicura in grado di garantirà un’infrastruttura sicura in grado di gestire una “regia” centrale del traffico cittadino.

Dispositivi per lo storage dei dati e la connessione con il filobus saranno installati anche su lampioni, semafori e pensiline. In questa fase, IBM e il Politecnico hanno simulato i flussi di queste informazioni.

Gli strumenti a terra e sul mezzo consentiranno una continua trasmissione di informazioni tra le infrastrutture stradali e il mezzo in movimento, garantendo la creazione di una mappa spaziale dei veicoli e di eventuali pedoni e biciclette in transito.

L’obiettivo è fornire al conducente informazioni aggiuntive per supportare la guida in sicurezza con una visibilità aumentata e anticipando eventuali criticità. 

Il progetto sperimentale TECH BUS riguarda la linea 90/91 poiché gran parte del percorso avviene in corsia preferenziale dedicata. In particolare, la prima tratta allestita con le infrastrutture di comunicazione è quella di viale Abruzzi.

“ATM è sempre in prima linea nella sperimentazione e applicazione di progetti tecnologici e all’avanguardia, indispensabili per disegnare la mobilità del futuro – dichiara Arrigo Giana, Direttore Generale di Atm. L’innovazione tecnologica è infatti al centro delle scelte strategiche dell’Azienda impegnata a offrire un servizio di trasporto sempre più attrattivo e basato sulle esigenze dei cittadini.  Una sfida, che insieme alla sostenibilità, rappresenta uno dei pilastri su cui si concentrano i nostri investimenti anche per favorire l’evoluzione e il rilancio di Milano”.

La tabella di marcia attualmente prevede che fra due anni il progetto si possa estendere agli altri filobus della flotta ATM in servizio sulla linea 90/91, che entraranno progressivamente nella sperimentazione. 

Tech Bus, i vantaggi prioritari delle prime aree di sviluppo sono:

  • La precedenza semaforica – La soluzione fornisce al conducente lo stato dei semafori lungo il percorso e consigliano la velocità adeguata per sincronizzarsi con l’onda verde semaforica, migliorando così comfort dei passeggeri ed efficienza del servizio. È previsto lo sviluppo di un sistema di controllo dinamico della segnalazione semaforica su rete 5G che permetterà di dare priorità al mezzo pubblico ad esempio durante la fascia di picco o in caso di ritardo sulla tabella oraria.
  • La gestione degli incroci e le informazioni sul traffico – Grazie agli algoritmi che elaborano in tempo reale immagini video e informazioni raccolte dai sensori lungo la strada sara’ possibile segnalare al conducente e al filobus la presenza di ostacoli che ostruiscono il percorso, oppure di un veicolo in arrivo al successivo incrocio, o ancora dell’approssimarsi di persone al prossimo attraversamento pedonale. In questi casi il conducente, grazie a un monitor accanto alla postazione di guida, viene allertato con un segnale visivo o acustico e può così essere aiutato a prestare particolare attenzione nel procedere lungo il tragitto.
  • Il controllo delle fermate – La strumentazione tecnologica presente alle pensiline informa il conducente, ad esempio, su quanti siano i passeggeri in attesa, se l’area intorno alla fermata sia pienamente accessibile e quale sia il flusso di salita e discesa dei passeggeri dal filobus. Inoltre, è possibile l’invio dal filobus alla pensilina di informazioni sullo stato di carico del veicolo.

TECH BUS rappresenta un ulteriore progresso nello scacchiere della New Urban Mobility, che coniuga tecnologia e sostenibilità verso l’avanguardia del trasporto pubblico milanese.

Il progetto avanza in uno scenario che mette al centro gli investimenti per l’innovazione, driver nelle scelte e nelle politiche strategiche delle Istituzioni e delle Aziende, per sostenere il cambiamento di Milano verso una mobilità sempre più elettrica, connessa e sicura: dal presente, con i treni senza conducente della M5 e della prossima M4, verso la guida assistita dei mezzi di superficie, che in futuro potrà essere anche autonoma.

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Smart city, la città dei dati e delle persone https://www.datamanager.it/2021/04/smart-city-la-citta-dei-dati-e-delle-persone/ Wed, 14 Apr 2021 12:44:42 +0000 https://www.datamanager.it/?p=208566 Intelligente e iperconnessa, ma soprattutto sostenibile, sicura e “safe”. A2A, ATAC Roma, Axians Italia, Comune di Firenze, Denodo, Ferrovie dello Stato, SEA Aeroporti di Milano e Trend Micro Italia si confrontano su progetti, tecnologie e servizi per ridisegnare il futuro della città dopo la pandemia, ricominciando dal suo ruolo strategico come modello di governo, dove […]

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Intelligente e iperconnessa, ma soprattutto sostenibile, sicura e “safe”. A2A, ATAC Roma, Axians Italia, Comune di Firenze, Denodo, Ferrovie dello Stato, SEA Aeroporti di Milano e Trend Micro Italia si confrontano su progetti, tecnologie e servizi per ridisegnare il futuro della città dopo la pandemia, ricominciando dal suo ruolo strategico come modello di governo, dove infrastrutture, ambiente, economia, cultura e comunità dialogano sullo stesso piano utilizzando i dati

Guarda la registrazione della tavola rotonda

La tecnologia e le informazioni digitali pervadono ormai molti aspetti della nostra vita nelle aree a forte urbanizzazione. Finora, il dibattito intorno a questa fondamentale tematica si è concentrato sulle questioni proprie alla distribuzione di energia, il teleriscaldamento/condizionamento, l’illuminazione, i trasporti, il traffico privato, la sicurezza e la prevenzione. E di come gestire la regia complessiva di questi servizi in una modalità sempre più centralizzata e automatizzata, puntando soprattutto su due fattori decisivi: il riuso di applicazioni e piattaforme e la condivisione delle informazioni digitali come presupposto di una gestione ancora più efficiente e razionale.

Lo scatenarsi repentino e imprevedibile dell’emergenza sanitaria ha fatto tuttavia emergere un aspetto nuovo, solo in parte affrontato in passato dalle tecnologie per la smart city (pensiamo alle soluzioni per la gestione dei flussi di visitatori di uno spazio pubblico, di una struttura commerciale o sportiva; il controllo dell’inquinamento dell’aria e delle acque). Di colpo, le città medio-grandi sono diventati luoghi meno sicuri dove il contagio da Covid correva più velocemente, dove il problema dell’affollamento delle persone nei luoghi delle loro attività e dello svago, nelle scuole, sui mezzi di trasporto, ha messo in evidenza vistose lacune dal punto di vista dei reali strumenti di controllo, lasciando spesso spazio a soluzioni palliative o all’iniziativa dei singoli. In un contesto di forte disorientamento, un obiettivo importante come il tracciamento dei contagiati non è stato raggiunto, certo per le carenze della strategia complessiva, ma in parte forse anche per la mancanza di strumenti “embedded” nella visione della città come insieme di servizi basati sull’intelligenza dei dati.


DMsmartcity La sfida: connettere centro e periferie nel segno della qualità della vita e dei servizi @Axians_Italia @denodo @TrendMicroItaly
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La discussione intorno alla tavola rotonda virtuale allestita da Data Manager sul tema dell’IoT applicato alla smart city verte sulla città intelligente osservata da questo inedito punto di vista, sollecitando i pareri e le esperienze dei partecipanti in relazione ai progetti, alle tecnologie e ai servizi che possono – anche in una prospettiva futura – andare in direzione di un ambiente urbano in grado di gestire le aree di criticità e i rischi di eccessivo affollamento, popolato di servizi che tengano conto dei vincoli e delle limitazioni imposte dalla lotta all’emergenza.

Il panel composto da un campione rappresentativo di vendor e operatori della smart city è stato chiamato a rispondere a una serie di spunti relativi alle iniziative e le tecnologie messe in campo per far fronte all’emergenza pandemica e sostituire o potenziare i servizi in seguito alle limitazioni poste ad attività lavorative, sistema scolastico, esercizi commerciali e servizi pubblici. Un secondo giro di interventi ha permesso di affrontare la questione della definizione e della governance di un ambiente urbano ancora più resiliente, in una prospettiva di continuità di determinati cambiamenti che si sono radicati negli ultimi dodici mesi, soprattutto in ambito professionale e lavorativo.

AEROPORTI TOUCHLESS

Obiettivo, fronteggiare un nemico invisibile. Come altri settori, quello rappresentato da Fabio Degli Esposti, direttore ICT di SEA Aeroporti di Milano vive in modo importante l’emergenza a livello europeo, con una riduzione dei voli dell’80%. «La risposta è scattata con l’arrivo dei primi passeggeri dalla Cina, con misure che avevamo adottato già ai tempi dell’epidemia di SARS» – racconta Degli Esposti, ricordando l’inizio dell’emergenza. «Dall’uso delle termocamere alla completa revisione dei processi e delle infrastrutture». Il sistema aeroportuale di Milano ha dovuto cambiare rapidamente pelle – spiega il direttore ICT – chiamato ad accelerare l’uso di soluzioni touchless già sperimentate, come l’identificazione biometrica. «Al lavoro fatto in passato per garantire un’esperienza sempre più “seamless”, abbiamo aggiunto temi come il distanziamento, la minimizzazione dei contatti e abbiamo messo a punto una app per la navigazione in aeroporto». Secondo Degli Esposti anche una tecnologia come la blockchain nell’epoca del tracciamento dei contatti, può assumere una possibile valenza nella certificazione dei percorsi sicuri. «L’attenzione che nel 2001 era volta a evitare i contatti con terroristi, oggi riguarda la possibilità di incrociare persone infette e su questo si discute anche a livello internazionale». Discussione e tecnologie sono importanti – rileva Degli Esposti – perché il traffico aereo ripartirà, anche se lentamente. La IATA prevede che il ritorno ai livelli pre-Covid avverrà solo nel 2024, ma per quell’epoca ogni aeroporto, in quanto hub intelligente, dovrà essere inserito con grande consapevolezza nell’ecosistema della smart city, con una particolare attenzione all’intero aspetto della cybersecurity.

Anche al Comune di Firenze, racconta Gianluca Vannuccini, dirigente della Direzione Sistemi Informativi, Servizio Sviluppo Infrastrutture Tecnologiche tutto il comparto IT è stato mobilitato fin dai primi momenti del lockdown, in parte in situazione di lavoro remoto e con picchi di richieste particolarmente elevati. Le attività comprendevano anche una serie di nuovi servizi destinati a supportare la consegna di presidi come le mascherine, l’erogazione di buoni spesa, la visibilità delle strutture commerciali che si organizzavano per esempio per portare cibo direttamente alle abitazioni dei fiorentini.


#DMsmartcity Progetti, tecnologie e servizi per ridisegnare il futuro della città dopo la pandemia. @MiAirports @comunefi @fsitaliane
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SERVIZI SOTTO PRESSIONE

Oggi, che i servizi IT comunali tornano a essere sotto pressione per le vaccinazioni, Vannuccini apprezza ancora di più i vantaggi di una infrastruttura facilmente scalabile in funzione dei picchi e delle necessità di servizio. «Abbiamo per esempio dovuto rileggere alcune infrastrutture in chiave di gestione remota delle aree di affollamento e in generale siamo riusciti a fornire ai decisori molti input determinanti» – afferma il manager dei servizi IT municipali. L’amministrazione fiorentina ha approfittato anche di qualche coincidenza fortunata. «La recente assunzione di alcuni giovani ingegneri ci ha permesso di sviluppare in pochissimo tempo nuove soluzioni analitiche sui dati acquisiti e a tenere in piedi servizi tradizionali ai quali avremmo dovuto rinunciare. Molti hanno capito l’importanza dell’ICT, delle infrastrutture, delle persone e degli strumenti di comunicazione, anche se – a questo livello – la mancanza di empatia si è fatta sentire».

Il riferimento diretto di Vannuccini a Big Data e agli analytics non sorprende troppo Gabriele Obino, regional VP Southern Europe & ME di Denodo. Ma anche l’empatia che viene meno è un problema condiviso. «Quando si parla di smart city, di sistemi aeroportuali, di infrastrutture OT, quello dei dati è un “big” sempre più a piacere». Per questo, anche se in condizioni difficili – perché tutte le relazioni commerciali si basano su un clima di fiducia che è difficile ricreare in videoconferenza – la proposta tecnologica di Denodo sta suscitando immediato interesse in molti interlocutori di questo variegato ambito. «Offriamo un modo nuovo di fare integrazione di dati, con più agilità e a costi contenuti – spiega Obino. «Spesso, per disporre di tutti i dati necessari si fanno investimenti sulla parte fisica, magari con risultati deludenti in presenza di volumi significativi. I clienti di Denodo possono concentrarsi sulla semantica e sulla logica dei loro dati e davanti a questa formula i mercati stanno reagendo molto bene». Come operatore assuefatto ai grandi numeri, Ferrovie dello Stato – osserva a questo punto Franco Stivali, chief innovation officer – la pandemia ha rappresentato un duplice problema. «Quando i peggiori nemici sono l’affollamento e lo spostamento delle persone, come azienda specializzata nel trasporto di massa che con le sue stazioni insiste direttamente nel sistema urbano, abbiamo dovuto agire riducendo il numero di treni e di passeggeri. Un regime che non rappresenta una soluzione e soprattutto non è sostenibile dal punto di vista economico» – avverte Stivali. Lo scenario che si delinea, afferma il responsabile dell’innovazione tecnologica dell’operatore ferroviario nazionale, è un netto cambio di passo dell’intero sistema della mobilità. Stivali legge con grande scetticismo le previsioni di drastico abbandono delle città. «La città è un sistema che ha visto di tutto senza perdere la sua centralità. Proprio perché è il sistema più resiliente». Ma è una resilienza basata sulle infrastrutture, sulle persone e le cose che riusciamo a far arrivare e far partire dalle città. Gli innovatori – sostiene Stivali chiudendo il suo primo intervento – sanno che la vera sfida oggi consiste nel far ripartire la mobilità con un passo diverso, con un dialogo costante tra le diverse alternative di trasporto e passeggeri dotati di un nuovo livello di coscienza e decisione su queste alternative.

I CITY USER AL POSTO DEI TURISTI

Nel caso di una rete di trasporto che agisce a livello metropolitano, l’ambito geografico è forse più circoscritto, ma la funzione svolta riduce le possibilità di sopprimere le corse, che devono invece mantenere una certa capacità, specie nelle fasce orarie del lavoro pendolare. Francesco Amendola, responsabile Direzione ICT di ATAC Roma, siede intorno alla tavola virtuale di Data Manager a poche ore dalla presentazione di Roma Smart City, l’iniziativa che prevede la realizzazione di 81 progetti a forte contenuto digitale per un totale di 200 milioni di euro di investimento. «Durante il primo lockdown – ricorda Amendola – c’è stata una riscoperta della funzione ICT come fattore abilitante per gli sviluppi e le evoluzioni richieste dalla situazione. Con la drastica limitazione dell’accessibilità, la tecnologia è servita ad esempio per attuare misure di monitoraggio e contingentamento, oltre che per fornire funzionalità che in parte già erano disponibili ma non erano sufficientemente valorizzate». Sulle linee Metropolitane e Ferroviarie, per esempio, i dati provenienti dai varchi di accesso alle stazioni hanno consentito di prendere decisioni in materia di distanziamento in maniera strutturata e regolare, laddove in passato venivano utilizzati in maniera sporadica. Applicate ai flussi di passeggeri in attesa degli autobus, le stesse tecnologie dell’informazione hanno consentito ad ATAC di riorganizzare il sistema di trasporto che si era trasformato di colpo a causa dell’emergenza sanitaria, con un drastico crollo dei flussi turistici ed un aumento di cosiddetti “city user”. La risposta alla pandemia ha portato inoltre a una rifocalizzazione dei canali utilizzati nella comunicazione tra ATAC e i clienti, con un maggiore impiego dei canali digitali sia per l’acquisto dei titoli di viaggio sia per i servizi di infomobilità. «A Roma, siamo stati tra i primi in Europa ad aver integrato la comunicazione Whatsapp nella piattaforma di CRM, con una squadra di quattordici addetti che interagiscono attraverso questi canali social, fornendo ai cittadini una risposta immediata» – sottolinea Amendola. Un successo che non sta tanto nella tecnologia abilitante ma nel valore in cui questa tecnologia si traduce in termini di business e di esperienza del cliente.

Il ruolo determinante di quello che sta intorno a una iniezione di tecnologia viene esaltato nell’intervento di Michele Armenise, general manager Centro Sud di Axians Italia. L’esperienza vissuta è stata contrastante. I collaboratori avevano già smesso di indossare il badge diversi anni fa iniziando a lavorare senza più vincoli di spazio e tempo, affrontando oggi i temi della pandemia senza particolari stravolgimenti. Ma proprio qui è il punto – spiega Armenise. «Nel mercato, l’esigenza di digitalizzazione è stata prorompente rispetto al passato. Già tre anni fa avevamo cercato, attraverso l’introduzione di diverse presentazioni ai digital hub di Confindustria, di far passare il messaggio di uno smart working legato a processi di gestione del cambiamento, poiché era evidente la fatica di trasformare modalità di lavoro che poi sono cambiate così repentinamente».


#DMsmartcity Tutto diventa centrale se è collegato. Tutto diventa periferia se non è connesso @InfoAtac @gruppo_a2a @GruppoHera
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IL LAVORO PER LA SMART CITY

C’è però ancora molta strada da compiere nella città digitale per mettere a frutto tecnologie collaborative che sono accompagnate da tanti problemi. «Per Axians, gestire il cambiamento significa intervenire sulle competenze delle persone e sull’approccio al lavoro. Si deve passare da una logica di quantità e controllo a un lavoro pensato per obiettivi, priorità e responsabilità ed è difficile farlo nel contesto delle pubbliche amministrazioni» – afferma Armenise. Fondamentale è anche un corretto abbinamento di tecnologie e sicurezza, perché chi deve intervenire sul piano organizzativo deve poter governare con tranquillità e tempestività, con una visione completa di tutti gli elementi.

Un insegnamento prezioso in questo senso viene da A2A, la grande utility milanese e bresciana che assicura servizi di distribuzione di energia e acqua, teleriscaldamento e gestione dei rifiuti in un vasto comprensorio metropolitano. Il CIO Marco Moretti esordisce ringraziando le 4.500 persone che hanno continuato a essere perfettamente operative, anche grazie alle soluzioni logistiche e organizzative che l’IT di A2A ha escogitato attraverso un programma che Moretti suddivide in tre fasi. «Nella prima gestione dell’emergenza il mondo dei servizi ICT ha reagito bene riuscendo a mettere 3.500 persone in smart working. Le infrastrutture hanno retto bene l’impatto e direi che anche sul piano psicologico abbiamo tutti imparato a capire perché i processi devono essere digitali e non cartacei». Nel corso dell’estate A2A si è impegnata a rimuovere “lacci ed elastici” temporanei, rimpiazzandoli con interventi ben strutturati. In particolare – ricorda Moretti – sono state portate a più di 4.000 le postazioni di telelavoro con un potenziamento dell’infrastruttura e delle connessioni VPN; ed è stato anticipato e accelerato il progetto di desktop virtualization che ha portato all’aggiunta di 1.500 postazioni virtualizzate. In parallelo, A2A ha sperimentato diverse tecnologie di tracciamento e verifica del distanziamento per il dopo lockdown. «In definitiva – spiega Moretti – siamo riusciti a erogare senza interruzioni tutti i servizi e oggi stiamo cercando di definire i passi di quello che abbiamo definito la “nuova normalità”, anche per trasformare questa generale sensazione di crisi in una opportunità concreta».

Con un occhio, come vedremo, al futuro contesto della città considerata come luogo di massima resilienza, intelligenza e automazione dei servizi. In particolare – continua Moretti – A2A ha agito rilanciando con obiettivi di innovazione ancora più “disruptive” un piano già ambizioso di trasformazione digitale. In piena concertazione con il management della società, il piano ICT di medio-lungo termine è oggetto di profonda revisione e A2A intende rivedere e rafforzare anche i suoi approcci alla business continuity, per acquisire maggiore capacità di gestire il maggior rischio oggi percepito e predisporre opzioni “ready to start” in previsione di prossime eventuali crisi. Obiettivi comuni, ma diversa situazione operativa per l’altra importante società di servizio presente al tavolo, la multiutility Gruppo Hera. «L’azienda – spiega Enrico Piraccini, responsabile sviluppo della Direzione Centrale Innovazione, è distribuita in tante città. Hera serve un insieme di centri distribuiti da Trieste a Rimini. Fino a poco fa, riunirci per coordinare il lavoro era un problema. Paradossalmente il Covid ha travolto i problemi ordinari, accelerando i processi già in atto verso un nuovo modo di lavorare, che resterà». La continuità dei servizi dipende – secondo Piraccini – da capacità più organizzative che tecnologiche e in questo senso Hera è riuscita a far fronte alla situazione.

SMART AND SAFE

La continuità ha riguardato anche la funzione dell’unità di Piraccini che si occupa di ricerca e sviluppo. Alcuni progetti innovativi che Hera ha coordinato con aziende internazionali non hanno perso un colpo fino alla firma dei contratti, malgrado incontri e interviste con le persone si fossero svolti in spazi di lavoro virtuali. «Nei prossimi tempi, assisteremo a ulteriori innovazioni tecnologiche per lo smart working e il collegamento con i nostri clienti» – riconosce Piraccini. «Per certe tipologie di servizio abbiamo messo a punto nuove app che, come nel caso della raccolta di rifiuti, ci hanno sicuramente aiutato ad assolvere la nostra missione». Ciò che in seguito verrà fatto a livello di smart city – ribadisce Piraccini, concordando con il suo collega di A2A – coinvolgerà i sistemi urbani che non potranno limitarsi a essere “smart”. «Un aggettivo che deve essere abbinato a “safe” e “sustainable”, abbracciando un insieme di strumenti che aiutano lo sviluppo delle nostre città in tutte e tre queste direzioni».

In conclusione di questa prima serie di interventi, Alessandro Fontana, head of sales di Trend Micro Italia auspica che la situazione di emergenza in cui ci troviamo possa, da un lato, dare all’Italia una spinta verso la digitalizzazione, oggi collocata negli ultimi posti del DESI, il Digital Economy and Society Index. «In tutta la discussione, il dato è al centro di ogni sistema, di ogni azione intrapresa» – osserva Fontana. I dati sono il nuovo petrolio. Ma si è parlato molto anche di cybersecurity e Trend Micro ha lavorato in questi mesi, rafforzando quello che era già pianificato ed elaborando nuovi piani di azione, per supportare al meglio le esigenze delle aziende». Il problema – prosegue l’esperto di sicurezza – è che ciascuna situazione ha bisogno di un “proprio progetto” di sicurezza, che tenga conto di tutto, dal lavoratore che opera lontano dall’ufficio fino all’ultimo sensore della città “smart” e “safe”. È comunque un obiettivo che vale la pena perseguire, perché solo così riusciremo a sovvertire i risultati delle statistiche. Unitamente ad un enorme incremento del volume dei dati generati, ci dovrà essere una maggiore capacità di metterli a frutto, alimentando processi predittivi che possono impattare sensibilmente in termini di profittabilità ed efficienza, senza dimenticare che più il dato è importante e utilizzato, più bisogna salvaguardarlo. «Il concetto di fondo però è che dobbiamo entrare negli ecosistemi della smart city senza stravolgere i piani di trasformazione. Soprattutto nella fase dell’emergenza abbiamo riscontrato che se la cybersecurity viene aggiunta solo alla fine, in cima a tutte le cose già fatte, viene considerata come un ostacolo, non un facilitatore».


#DMsmartcity IoT, 5G e intelligenza artificiale, i nuovi paradigmi della smart city @Axians_Italia @denodo @TrendMicroItaly
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DATI PER ECOSISTEMI INTERCONNESSI

Nella seconda parte della discussione, il panel ha affrontato il tema delle possibili prospettive post-Covid per un concetto, quello della città intelligente, ancora alla ricerca di una definizione adeguata e soprattutto di modelli condivisi di governance. Quali devono essere in questo scenario le funzioni di un aeroporto come Malpensa, già oggi – come sottolinea il direttore ICT di SEA – considerato per dimensioni il più importante sistema industriale lombardo?

«Quando ero un giovane manager dell’informatica – racconta Fabio Degli Esposti – il concetto di accompagnamento del passeggero gate-to-gate pareva avveniristico. Adesso, è arrivato il momento dell’accompagnamento home-to-home». La prima parola chiave di un sistema aeroportuale così “avvolgente” deve essere “sostenibilità”. «In queste occasioni, mi piace citare l’esortazione di Carlo Ratti, secondo il quale la smart city ha soprattutto bisogno di smart citizen. Ci vuole un ripensamento complessivo dei servizi, perché essere all’interno di un ecosistema così vasto richiede dialogo e scambio di informazioni». Il racconto di una delle sperimentazioni condotte da Degli Esposti per la cosiddetta “smart city delle merci” suscita grande interesse. Le iniziative “smart track” e “smart move” sono rivolte ai piccoli spedizionieri che oggi possono accedere agli hub merci di Malpensa e Linate con molte informazioni in più. «Semplicemente, colmando gap informativi che in passato facevano da ostacolo, stiamo pensando a modelli come l’Uber delle spedizioni» – spiega Degli Esposti, riferendosi a sistemi di tracciamento che consentano ai vettori di ottimizzare la capacità di trasporto dei loro mezzi, con enormi ripercussioni sulle loro marginalità ma anche sul traffico cittadino e l’impatto ambientale.

Dal suo osservatorio del Comune di Firenze, Gianluca Vannuccini sembra concordare in pieno. «A differenza degli esempi visti a Milano e in Emilia Romagna, la nostra città è servita da una pluralità di aziende di servizi pubblici. Non ci può essere efficacia senza un valida orchestrazione. Per Firenze – prosegue Vannuccini – c’è il vantaggio di poter contare sugli accordi che dal 2014 legano Comune, Camera di Commercio e Regione e tutte le public utilities tramite Cispel Toscana, proprio per la definizione e il coordinamento dei servizi digitali, lavorando in collaborazione e promuovendo condivisione e apertura di dati». In questo modo, è stata avviata una sorta di “smart city school” che propone, valuta e condivide i vari progetti di smart city, dai pali di illuminazione intelligente ai cassonetti per la raccolta dei rifiuti, dalla condivisione dei canali di comunicazione come i video informativi dei fontanelli pubblici a bordo degli autobus, al digital signage cittadino per la comunicazione. In molti casi – avverte Vannuccini – l’approccio del mash-up permette di aggirare il problema dei costi e dei finanziamenti, a patto di superare gli ostacoli di controllo e ownership che impediscono lo sviluppo di nuove iniziative, a partire dalla semplice condivisione di dati provenienti da organizzazioni ed enti diversi.

Per Gabriele Obino di Denodo la sperimentazione condotta da Degli Esposti sui dati di tracciamento delle merci in transito per gli aeroporti milanesi è eclatante. «Il concetto della interconnessione è alla base della virtualizzazione dei dati concepita da Denodo, per la sua capacità di combinare silos diversi in modo dinamico». Questo stesso principio, applicato per esempio dall’insourcer informatico del Friuli Venezia Giulia, Insiel, permette di offrire una nuova gamma di servizi innovativi rivolti alle scuole della regione. La capacità di interconnessione conduce alla vera ricchezza del dato e alla possibilità di reagire in fretta, adeguandosi a qualsiasi cambiamento.

NUOVE MODALITÀ DI TRASPORTO

Quello che vale per il movimento dei dati – interviene Franco Stivali di Ferrovie dello Stato – si riflette nelle opportunità di movimento delle persone in una società che con la pandemia si è trovata di fronte a una nuova dicotomia tra obbligo e libertà. «Siamo liberi di scegliere le modalità del lavoro, ma abbiamo l’obbligo della mascherina e della distanza. Il tema della mobilità è sempre stato strettamente connesso a quello della libertà, ma abbiamo l’onere di andare oltre l’ideazione di un sistema di trasporto più sostenibile, spingendo un’intera società verso modalità nuove». Al di là dell’immaginario collettivo – precisa ancora Stivali – Ferrovie dello Stato come realtà industriale è impegnata su fronti molto diversi, tra ferro e gomma. La sfida futura consisterà nel riuscire a conciliare gli elementi “hardware”, infrastrutturali, con una propensione alla multimodalità che fa già parte del nostro modo “software defined” di inventare e organizzare il viaggio, cercando di superare le attuali rigidità (inclusa la fissità dell’orario dei treni). «Deve emergere un sistema molto complesso e flessibile, che sfrutterà la disponibilità dei dati per compensare certi compromessi». Un obiettivo – conclude Stivali – che non riguarda i treni delle FS o gli autobus dell’ATAC, ma che riguarda la mobilità nel suo complesso.

Direttamente interpellato, Francesco Amendola di ATAC ricorda che, durante la fase di analisi delle iniziative ”emergenziali”, l’azienda per la mobilità del Comune di Roma ha dato la giusta priorità alle applicazioni che potessero avere una prospettiva futura. «Il problema è che i dati sul numero di passeggeri a bordo danno una visione molto parziale della mobilità, dei reali comportamenti delle persone» – spiega Amendola. «Una visione strutturata sulla multimodalità che consideri anche i flussi degli spostamenti, oltre che il grado di riempimento dei mezzi, è ancora in corso di implementazione: la soluzione delineata consiste nell’acquisire i dati sui luoghi di partenza e sulle destinazioni dei passeggeri (fermate, stazioni, ecc.), chiaramente nel rispetto della privacy dei viaggiatori. Quindi nel disporre poi di una piattaforma che li elabori e li rappresenti, in modo da risultare un efficace supporto alle decisioni». Stiamo assistendo – ribadisce il responsabile ICT di ATAC – a una vera rivoluzione nel paradigma del trasporto pubblico verso la Mobility-as-a-service, ovvero la mobilità intesa come servizio, in un’ottica di flessibilità e semplicità per gli utenti. Come riconosciuto da Stivali di Ferrovie delle Stato, la smart city in futuro dovrà supportare sempre di più i cittadini nella loro libertà di scelta sugli spostamenti punto-punto. «ATAC ha già avviato il servizio “tap & go®” per permettere a ciascun cliente di viaggiare da un punto all’altro della Capitale, utilizzando la propria carta di credito, senza dover acquistare preventivamente il biglietto e addirittura pagando, al termine del viaggio, la tariffa più conveniente». Questi servizi innovativi sono da estendere, con le tecnologie disponibili, agli spostamenti nell’intero ecosistema.

Operando all’interno di un’organizzazione come Axians, impegnata sui grandi temi della trasformazione digitale e della transizione energetica, Michele Armenise si dice convinto dei cambiamenti prospettici indotti dalla pandemia nel contesto metropolitano che – sull’onda della trasformazione che sta interessando l’industria – «punterà molto sulla capacità di portare dentro la rete IP infrastrutture, applicazioni e servizi che in passato vivevano di tecnologie proprie, lontani da logiche di sistema». Dal punto di vista della governance, Armenise rimanda a uno studio condotto nel 2019 dai ricercatori della Università della Pennsylvania che, analizzando una sessantina di casi di eccellenza, hanno definito quattro modelli ricorrenti per la smart city, tutti fortemente basati sulla collaborazione tra pubblico e privato. «Il Recovery Plan – conclude il responsabile di Axians Italia per il Centro-Sud – conterrà sicuramente elementi utili in questa direzione, ma tutto il tema del partenariato tra privati e organismi pubblici può essere affrontato con strumenti, come le convenzioni Consip, che se orientati più a una logica di progetto che di prezzo, potrebbero essere in grado di dare maggiore propositività a tutta la Pubblica Amministrazione».


#DMsmartcity Mix di integrazione, sicurezza e sostenibilità.@Axians_Italia @denodo @TrendMicroItaly
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RITORNO ALL’URBANITÀ SOSTENIBILE

Quale sarà il futuro dell’urbanizzazione dopo il Covid? È vero, come sembrano pronosticare gli osservatori più pessimisti della città, che si assisterà a un fenomeno contrario di progressivo abbandono delle aree a forte densità abitativa? Per Marco Moretti di A2A queste previsioni, inclusa la spinta alla ricerca di situazioni lavorative più rilassate (il cosiddetto “south working”), non hanno alcun fondamento. «Non penso che si vada in questa direzione. Lo smart working sarà la regola, ma con maggiore modularità. Fuggire significherebbe staccarsi da un senso di appartenenza alla propria azienda e alla città». Semmai, anche Moretti fa proprio il concetto di sostenibilità urbana rifacendosi ai diciassette obiettivi fissati dalle Nazioni Unite per il 2030 e in particolare agli otto obiettivi per i quali il mondo dell’ICT sarà chiamato a dare un contributo particolare attraverso la tecnologia. Moretti li riassume in una slide che punto per punto riporta gli interventi sull’acqua come risorsa preziosa, da gestire in modo molto più ottimizzato per azzerare le perdite e assicurare i più elevati livelli di riciclo. Sul green come ulteriore elemento da rafforzare, eliminando i rifiuti un tempo destinati alle discariche, imponendo criteri di economia circolare. «A Milano, i cestini sperimentali di AMSA, per leggere automaticamente il livello di riempimento. O i nostri pali di illuminazione che porteranno ovunque il Wi-Fi pubblico e garantiranno uno sviluppo sostenibile del 5G. Mobilità elettrica su strade e parcheggi intelligenti. Insomma, dobbiamo partire dai dati per costruire un modello digitale della città» – conclude Moretti invocando anche un concetto di resilienza e sicurezza, di controllo integrato del territorio.

Una descrizione che Enrico Piraccini di Gruppo Hera prova a completare con una ulteriore metafora. «Città non significa solo abitanti, abitazioni e infrastrutture. Oltre determinate soglie di scambio di informazione, la città diventa un organismo vivente, con un cuore, un sistema di arterie e vene, i reni per il filtraggio e la depurazione, i muscoli che distribuiscono energia. Sistemi e organi che nel nostro corpo si sviluppano in modo coordinato, ma che nelle città sono cresciuti singolarmente». Ora è il momento di dare un cervello alla smart city, sfruttando il 5G e la sensoristica per creare centri di comando simili al Centro di Controllo che Hera sta progettando per le pubbliche amministrazioni delle città in cui è presente. «L’obiettivo è un sistema di supporto decisionale per la smart city dotata dei dispositivi sperimentati in questi anni, dal cassonetto intelligente al totem IoT che distribuisce acqua purificata e gasata, monitorando al contempo i parametri ambientali. O le mappe satellitari per il controllo visuale del riscaldamento e della presenza di amianto».

SEMPLICITÀ E DIALOGO IN SICUREZZA

Decisamente, nessuno dei nostri esperti crede in un futuro di desertificazione per città che devono viceversa premere ancora più a fondo sul pedale di una progettualità integrata e finalizzata alla trasformazione digitale delle infrastrutture e dei servizi. Quanto mai opportuno risulta quindi l’intervento conclusivo sulla sicurezza da parte di Alessandro Fontana. «Fare sistema e semplificare sarà fondamentale» – ribadisce il responsabile commerciale di Trend Micro, accennando alle tante opportunità che la tecnologia ci offre per far convergere aspetti in apparenza diversi. Come le nuove forme di connettività Li-Fi dove la luce stessa può diventare canale di comunicazione tra dispositivi.

«Le nostre pubbliche amministrazioni dispongono di tanti strumenti digitali già attivi, che spesso non vengono consolidati e utilizzati perché non c’è sufficiente fiducia. La sicurezza è un fattore fondamentale per aumentarla». Il piano nazionale di resilienza esiste – aggiunge Fontana. Parla di circolarità, di efficienza, di infrastrutture ed edifici più green e tutto questo passa per una maggiore comunicazione tra PA e aziende. «Ma se è vero che la popolazione e la fruizione dei servizi aumenteranno, sarà così anche per la superficie di attacco». Per resistere e continuare a creare fiducia nei confronti della digitalizzazione, tanto più alla convergenza tra IT e OT, bisogna investire in una nuova cultura della sicurezza e dell’integrazione by design. L’unica “smart road” possibile verso una visione sostenibile delle città del futuro.

Guarda la registrazione della tavola rotonda


Point of view

Intervista a Michele Armenise general manager Centro Sud di Axians Italia: Tecnologie e governance per la smart city

Intervista a Gabriele Obino regional VP Southern Europe & ME di Denodo: Città smart e bene informate

Intervista ad Alessandro Fontana head of sales di Trend Micro Italia: Sicurezza embedded per la smart city

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Trasformazione digitale e mobilità sostenibile trascinano Bergamo tra le città più smart https://www.datamanager.it/2019/11/trasformazione-digitale-e-mobilita-sostenibile-trascinano-bergamo-tra-le-citta-piu-smart/ Wed, 27 Nov 2019 10:47:17 +0000 http://www.datamanager.it/?p=193718 Giacomo Angeloni, assessore all’Innovazione: «Cento per cento digitali entro il 2024» Il futuro di Bergamo è sempre più green, sostenibile e connesso. Al quarto posto dopo Milano, Firenze e Bologna, della classifica ICity Rank 2019, il rapporto annuale di FPA – il capoluogo orobico continua a essere palestra di sperimentazione dell’innovazione, liberandosi da vecchi schemi. Bergamo […]

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Giacomo Angeloni, assessore all’Innovazione: «Cento per cento digitali entro il 2024»

Il futuro di Bergamo è sempre più green, sostenibile e connesso. Al quarto posto dopo Milano, Firenze e Bologna, della classifica ICity Rank 2019, il rapporto annuale di FPA – il capoluogo orobico continua a essere palestra di sperimentazione dell’innovazione, liberandosi da vecchi schemi. Bergamo si conferma prima tra i capoluoghi non metropolitani per la capacità di sfruttare appieno le potenzialità offerte dalla trasformazione digitale, premiando un approccio complessivo in ottica di ecosistema che coinvolge l’amministrazione comunale come regista della governance e l’insieme dei soggetti pubblici e privati che operano sul territorio come attori del cambiamento.

Dalle app municipali al Wi-Fi pubblico, dalla banda-larga all’IoT e alle tecnologie di rete, nel 2015 in diciottesima posizione in termini di innovazione su molti degli indicatori analizzati, Bergamo perfeziona il posizionamento del 2018, scalando un altro gradino e diminuendo la distanza con Milano. «Era difficile fare meglio dello scorso anno» – ci spiega Giacomo Angeloni, assessore all’Innovazione e Semplificazione del Comune di Bergamo.


#DX #DMSmartCity Angeloni @ComunediBergamo «Cento per cento digitali entro il 2024»
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«Siamo la prima città media nella classifica. È un risultato che deve incoraggiare a continuare il lavoro che stiamo facendo. Innovare e mettere la tecnologia al servizio dei cittadini è possibile. Digitalizzazione e dematerializzazione sono le parole d’ordine anche per il 2020. L’obiettivo è diventare cento per cento digitali entro il 2024, coinvolgendo il più possibile soggetti pubblici e privati nella realizzazione del Piano dell’innovazione che punta su ambiti strategici come la valorizzazione del patrimonio artistico, dei quartieri, della mobilità, il paesaggio e lo sviluppo economico».

Per raccontare le tappe del lavoro che hanno portato il Comune di Bergamo sul podio delle città più smart, Giacomo Angeloni parteciperà alla Tavola Rotonda Smart City “La città intelligente, voglia di ripetibilità e coordinazione” che si terrà il 4 dicembre a Milano.

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Smart mobility a Milano: il viaggio in metro lo paga MasterCard https://www.datamanager.it/2018/10/smart-mobility-a-milano-il-viaggio-in-metro-lo-paga-mastercard/ Wed, 10 Oct 2018 12:08:44 +0000 http://www.datamanager.it/?p=176490 Il 7 Novembre e il 7 Dicembre, il viaggio in metro pagato in modalità contactless sarà offerto da Mastercard In occasione del Mastercard Innovation Forum 2018, presso l’Università Bocconi di Milano, Mastercard, annuncia una nuova e interessante iniziativa a supporto della smart mobility e della diffusione del contacltess nella città di Milano, con tanti vantaggi […]

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Il 7 Novembre e il 7 Dicembre, il viaggio in metro pagato in modalità contactless sarà offerto da Mastercard

In occasione del Mastercard Innovation Forum 2018, presso l’Università Bocconi di Milano, Mastercard, annuncia una nuova e interessante iniziativa a supporto della smart mobility e della diffusione del contacltess nella città di Milano, con tanti vantaggi per i consumatori.

Ticketless Day: il viaggio in metro lo paga MasterCard

La campagna “Ticketless Day”, interamente sponsorizzata da Mastercard, consentirà ai titolari di carte contactless Mastercard e Maestro, anche digitalizzate sui device abilitati ai pagamenti NFC, di poter viaggiare per un’intera giornata in tutte le stazioni della metropolitana di Milano senza pensieri. Tutti i viaggi acquistati in modalità contactless verranno infatti offerti da Mastercard.

Questa iniziativa, sull’onda del successo del primo progetto italiano per il pagamento con carte contactless in metropolitana, lanciato da Mastercard e ATM a Milano a luglio di quest’anno, vuole promuovere l’utilizzo dei mezzi pubblici e educare i consumatori all’utilizzo degli strumenti di pagamento contactless.

Mastercard, in qualità di player tecnologico, contribuisce a trainare il settore privato e pubblico delle città, per renderle più efficienti, inclusive e sostenibili, fornendo gli strumenti e le strutture per la rivoluzione digitale. L’utilizzo del contactless per i trasporti cittadini, velocizza e semplifica la vita quotidiana dei consumatori, consentendo loro di risparmiare tempo e stress, evitando le lunghe code alle casse e ai tornelli e anche di poter usufruire della tariffa migliore giornaliera per viaggiare in metropolitana.

Diffondere i pagamenti digitali

“Iniziative di questo calibro confermano la leadership di Mastercard nella diffusione dei pagamenti digitali in Italia. Abbiamo da poco raggiunto un nuovo traguardo nel nostro Paese: nel 2018 1 transazione su 2 è contactless. Come Mastercard  confermiamo il nostro impegno per creare soluzioni sempre più innovative per i nostri consumatori e cittadini connessi.” ha dichiarato Michele Centemero, Country Manager Mastercard Italia.

Arrigo Giana, Direttore Generale di Atm, sul palco durante la sessione plenaria che ha aperto l’Innovation Forum 2018: “Ringrazio Mastercard per questa iniziativa che va nella stessa direzione della mission di Atm: incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico e migliorare sempre di più la user experience  per i nostri clienti. I risultati dei primi mesi sul pagamento contactless in metropolitana lo dimostrano: sono 10mila i passaggi al giorno con un incremento del 50% ogni mese. Quasi il 5% dei passeggeri non abbonati usa il contactless. Il nostro obiettivo è arrivare all’80% di vendite di biglietti virtuali. L’innovazione tecnologica è infatti uno dei pilastri chiave della crescita di Atm per migliorare sempre di più il servizio offerto.”

Le tecnologie innovative messe a disposizione dei consumatori italiani, sono ben recepite ed apprezzate, svolgendo un ruolo chiave nella user experience. La recente ricerca Connected Consumer di Mastercard, condotta da GFK Eurisko, ha evidenziato l’approccio dei consumatori italiani verso le tecnologie e l’innovazione quando si parla di pagamenti digitali. Secondo lo studio, il 60% degli italiani considera i pagamenti via mobile come la soluzione che impatterà in modo significativo nel futuro della loro esperienza e-commerce, seguiti da tecnologie per la smart home (41%) e i wearable device (30%). Inoltre, quasi la metà degli italiani (47%) ritiene i pagamenti via mobile la soluzione più semplice, mentre ben più della metà (53%) la ritengono la soluzione più veloce.

Oggi, il 47% degli italiani preferisce lo smartphone come strumento per i propri acquisti quotidiani: il 38% lo usa per acquistare beni di consumo, tra cui biglietti e servizi.

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Bari Matera 5G: il Ministro Luigi Di Maio “accende” la prima antenna standard del progetto TIM, Fastweb e Huawei https://www.datamanager.it/2018/09/bari-matera-5g-il-ministro-luigi-di-maio-accende-la-prima-antenna-standard-del-progetto-tim-fastweb-e-huawei/ Mon, 10 Sep 2018 12:01:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=153089 Il Ministro dello Sviluppo Economico sancisce il passaggio dalla fase pre-standard a quella standard del Progetto Bari Matera 5G nell’ambito della sperimentazione promossa dal MISE. Illustrati gli ulteriori progressi dell’iniziativa e mostrati scenari applicativi in ambito Smart City, Public Safety e Virtual Reality Il Progetto Bari Matera 5G compie un ulteriore passo in avanti. Il Ministro […]

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Il Ministro dello Sviluppo Economico sancisce il passaggio dalla fase pre-standard a quella standard del Progetto Bari Matera 5G nell’ambito della sperimentazione promossa dal MISE. Illustrati gli ulteriori progressi dell’iniziativa e mostrati scenari applicativi in ambito Smart City, Public Safety e Virtual Reality

Il Progetto Bari Matera 5G compie un ulteriore passo in avanti. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha ufficialmente “acceso” alla Fiera del Levante la prima antenna 5G in modalità standard del progetto realizzato da TIM, Fastweb e Huawei, sancendo in questo modo l’avvio della seconda fase nell’ambito della sperimentazione promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Con l’accensione da parte del Ministro Di Maio della nuova antenna, ubicata presso il Politecnico, il Progetto Bari Matera 5G segna il passaggio dai test in campo su infrastrutture “pre-standard” a quelli su antenne “standard”, cioè pienamente conformi alle specifiche fissate dall’Ente di Standardizzazione mondiale 3GPP per il rilascio della vesione Non-Standalone New Radio dell’architettura 5G.  Per il territorio di Bari si tratta della prima antenna di questo tipo che darà così un forte impulso al processo di consolidamento della nuova tecnologia e di tutti gli scenari di utilizzo ad essa collegati.

Il Ministro Luigi Di Maio, accolto da Elisabetta Romano, Chief Technology Officer di TIM, Andrea Lasagna, Technology Officer di Fastweb, e Luigi De Vecchis, Presidente di Huawei Italia, in rappresentanza delle tre aziende capofila, si è intrattenuto nello stand del Progetto Bari Matera 5G dove gli sono stati illustrati i recenti sviluppi del 5G realizzati nelle due città attraverso alcune dimostrazioni “live” riguardanti i principali ambiti di applicazione della nuova tecnologia, con particolare attenzione a Smart City, Public Safety e Virtual Reality.

In ambito Smart City, è stato presentato Smart Lighting, un sistema di illuminazione innovativo e sostenibile per il modello di “città intelligente”, sviluppato insieme ad Olivetti, che permette di minimizzare i costi dei consumi e della manutenzione degli apparati, riducendo sensibilmente l’impatto ambientale, grazie ad una piattaforma hardware e software dinamica e efficiente.

In ambito Public Safety invece è stata presentata la soluzione realizzata con Leonardo e Bosch per la sicurezza e il monitoraggio degli accessi nell’area portuale di Bari che si basa sull’integrazione di telecamere intelligenti con una piattaforma centralizzata di comando e controllo. Attraverso algoritmi innovativi basati su Intelligenza Artificiale per il riconoscimento facciale e di situazioni anomale, la soluzione è in grado di attivare automaticamente, in caso di necessità, tutte le procedure necessarie che consentono di incrementare la sicurezza dell’area portuale, aumentandone ulteriormente l’attrattività turistica e commerciale.

Sempre in ambito Public Safety è stata illustrata anche la funzionalità di 5G e Wearable devices, il servizio realizzato per la videosorveglianza in mobilità in grado di raccogliere in tempo reale i flussi video provenienti da diverse sorgenti dislocate a terra (smartphone, encoder, videocamere, action-cam), a mare (encoder su imbarcazioni) ed in aria (encoder e smartphone su elicotteri ed encoder/payload su droni); si tratta di un’evoluzione del servizio Public Safety già oggi impiegato dalle principali Questure Italiane.

L’innovativa applicazione di Virtual Reality, infine, ha permesso di esplorare le nuove frontiere del turismo digitale, consentendo di visitare da remoto alcuni dei luoghi di principale interesse turistico di Matera; il visitatore, indossando un visore, è libero di muoversi nelle aree previste, avvicinarsi alle pareti, toccare gli oggetti, vivendo un’esperienza del tutto immersiva, potendo incontrare nel nuovo mondo virtuale anche altri visitatori, ubicati in luoghi fisicamente distanti da quello in cui si trova, interagire con essi oltre che seguire le indicazioni date da una vera e propria guida di Matera.

In ambito Sanità 5G è stato mostrato inoltre il progetto sviluppato per l’RCCS “Giovanni Paolo II” di Bari, che consente di fornire assistenza presso il domicilio del paziente con l’invio, grazie al 5G, dei parametri vitali direttamente presso l’ospedale e, per l’Industria 4.0, la piattaforma di realtà aumentata, realizzata con Isotta Fraschini, che consente, attraverso speciali visori, di fornire formazione e assistenza remota agli addetti impegnati nelle attività di montaggio e di smontaggio di un motore navale.

“Siamo molto orgogliosi di questo primato tecnologico, testimoniato oggi con l’accesione della prima antenna conforme allo standard mondiale 3GPP Rel15 sul territorio di Bari, a riprova del concreto investimento che stiamo facendo in questa città – ha dichiarato Elisabetta Romano, Chief Technology Officer di TIM –.  Il 5G rappresenta la tecnologia fondante in grado di offrire prestazioni senza precedenti che permetteranno lo sviluppo di nuovi scenari digitali a vantaggio di tutti i cittadini”.

“L’accensione della prima antenna a standard 3GPP qui a Bari segna un nuovo importante traguardo nel percorso di innovazione del progetto Bari Matera 5G che ha visto nel corso dell’anno l’attivazione del segnale di antenne pre-standard nelle due città e la presentazione delle prime concrete applicazioni di Realtà Virtuale e Industria 4.0, nonché di Public Safety, Smart City e Sanità 5.0 – ha sottolineato Andrea Lasagna, Technology Officer di Fastweb. Le potenzialità del 5G sono infatti infinite e in grado di trasformare profondamente il nostro modo di vivere”.

“Siamo passati alla seconda fase del progetto, che vedrà la realizzazione di decine di siti entro l’anno, portiamo quindi il 5G sul territorio in modo più capillare – ha dichiarato Luigi De Vecchis, Presidente di Huawei Italia. Oggi accendiamo anche la rete “core” virtualizzata, cioè una rete mobile intelligente realizzata su un datacenter a Bari e che presenta praticamente tutte le funzionalità tecniche di rete del 5G, incluso a breve anche il “network slicing”. Quindi, oltre ad abbattere i tempi di comunicazione fra rete e dispositivi, permetterà la creazione di servizi personalizzati secondo le tipologie di aziende e utenti, di fatto abilitando funzionalità ad esempio di Industria 4.0, telemedicina, smart city, public safety.

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Firmato da ZTE Italia e la Regione Abruzzo protocollo d’intesa per la realizzazione di Smart city e progetti ICT https://www.datamanager.it/2018/08/firmato-da-zte-italia-e-la-regione-abruzzo-protocollo-dintesa-per-la-realizzazione-di-smart-city-e-progetti-ict/ Sat, 04 Aug 2018 12:00:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152301 Smart City e ICT, decolla il 5G in Abruzzo. Il Vice Presidente Giovanni Lolli e il Ceo e Presidente Europa Occidentale, Hu Kun, hanno siglato la partnership che dà il via sul territorio ad una vasta serie di attività tecnologiche altamente innovative. Il Protocollo si concentrerà in particolar modo sull’implementazione dei progetti 5G, la realizzazione […]

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Smart City e ICT, decolla il 5G in Abruzzo. Il Vice Presidente Giovanni Lolli e il Ceo e Presidente Europa Occidentale, Hu Kun, hanno siglato la partnership che dà il via sul territorio ad una vasta serie di attività tecnologiche altamente innovative.

Il Protocollo si concentrerà in particolar modo sull’implementazione dei progetti 5G, la realizzazione delle Smart City a livello regionale e piano di sviluppo ICT. Verranno inoltre attuati programmi congiunti finalizzati all’organizzazione di attività volte a diffondere al meglio ricerca e innovazione.

Una partnership importante, quella tra ZTE e la Regione, con l’obiettivo di fare del territorio abruzzese un’area high-tech, che potrà estendersi anche ad un più vasto livello interregionale (con le Amministrazioni confinanti).

L’accordo istituisce, entro e non oltre il 30 settembre 2018, un centro di controllo congiunto con l’obiettivo di dare attuazione al presente Protocollo, verificando eventuali forme di finanziamento o co-finanziamento per progetti scientifici di comune interesse, che abbiano ricadute occupazionali.

Entro il 30 novembre 2018 verrà redatto il Progetto Operativo, che regolerà nel dettaglio le prestazioni delle Parti per lo sviluppo dei progetti che saranno messi in campo.

Al fine di dare attuazione al Protocollo, verrà istituito un Centro di Controllo congiunto per verificare eventuali forme di finanziamento e co-finanziamento per progetti scientifici di comune interesse, che abbiano ricadute occupazionali.

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TIM e Comune di Novara: siglato accordo per “Novara Smart City” https://www.datamanager.it/2018/07/tim-e-comune-di-novara-siglato-accordo-per-novara-smart-city/ Wed, 25 Jul 2018 15:13:37 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152123 Al via applicazioni e servizi innovativi per lo sviluppo digitale del territorio: sicurezza, turismo e cultura Il Comune di Novara e TIM hanno siglato un accordo finalizzato a dare impulso allo sviluppo digitale del territorio e proiettare così la città verso il modello di Smart City,  attraverso l’individuazione di servizi e soluzioni innovative adatte a […]

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Al via applicazioni e servizi innovativi per lo sviluppo digitale del territorio: sicurezza, turismo e cultura

Il Comune di Novara e TIM hanno siglato un accordo finalizzato a dare impulso allo sviluppo digitale del territorio e proiettare così la città verso il modello di Smart City,  attraverso l’individuazione di servizi e soluzioni innovative adatte a soddisfare le sempre più specifiche necessità di tutti i soggetti, pubblici e privati. L’obiettivo è di migliorare la qualità della vita delle persone attraverso una serie di interventi riguardanti la sicurezza, il controllo, il turismo e la valorizzazione del territorio grazie ad una serie di applicazioni realizzate da TIM.

I contenuti dell’accordo, che è stato attivato dall’amministrazione aderendo allo strumento-quadro delle Convenzioni CONSIP, sono stati illustrati oggi dal sindaco del Comune di Novara, Alessandro Canelli, dal Direttore generale dell’Ente, Roberto Moriondo, e dal Responsabile Business Pubblica Amministrazione Piemonte, Val d’Aosta e Liguria di TIM, Luciano Albanese.

Grazie a questa intesa TIM metterà disposizione del Comune di Novara quattro applicazioni multicanale e multi piattaforma che riguarderanno i seguenti settori: turismo, cultura e sicurezza. Nell’ambito dedicato a cittadini e turisti, integrando anche le piattaforme esistenti, due app forniranno informazioni su iniziative turistico-culturali e di ticketing per l’accesso e la fruizione dei servizi museali e culturali della città e per la promozione e la fruizione di sale e spazi disponibili presso le strutture comunali. Per quanto riguarda la sicurezza, TIM fornirà un’applicazione dedicata alla videosorveglianza che gestisce ed interagisce con il sistema di videocamere ubicate nel comune, con l’obiettivo di valorizzare, promuovere ed incrementare la sicurezza sul territorio. Il servizio “TIM City Forecast”, infine, consentirà, attraverso l’analisi dei big data, rilevazioni in ambito di turismo, cultura e sicurezza del territorio. Il tutto nel pieno rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti in materia di privacy.

Sarà così possibile, ad esempio, monitorare gli spostamenti di abitanti e visitatori per ottimizzare i trasporti, la mobilità urbana e la sicurezza; prevedere i volumi di persone durante gli eventi e gli itinerari seguiti dai turisti, oppure individuare le aree che necessitano di una particolare offerta turistica.

Obiettivo dell’accordo è quello di diffondere l’utilizzo delle soluzioni tecnologiche presenti sul mercato e favorire in questo modo la crescita di Novara, città fortemente proiettata verso un modello di società e di economia digitale. TIM, in questo modo, intende ribadire la propria vocazione a porsi al centro dell’ecosistema per la trasformazione digitale del Paese, riconoscendo alla crescita digitale il ruolo di elemento cardine per lo sviluppo della città e del territorio in termini di sviluppo economico, sociale e culturale.

“L’accordo con TIM– spiegano il sindaco Alessandro Canelli e il Direttore generale del Comune di Novara Roberto Moriondo – costituisce un ulteriore e importante passo nel più ampio progetto dell’Amministrazione sul modello Smart City, per il quale l’Amministrazione ha elaborato uno specifico Piano strategico comprensivo di interventi nel campo dei servizi, dal potenziamento infrastrutturale alla creazione di nuove modalità dei vari servizi per vivere e pensare la nostra città in maniera innovativa, creando un sistema integrato anche con i diversi interlocutori del territorio. Tra questi il contratto con “Citelum spa” su base convenzione Consip: per nove anni la società gestirà tutti gli impianti di illuminazione e semaforici di proprietà del Comune e attuerà alcuni interventi di manutenzione straordinaria sugli impianti stessi, oltre all’installazione di circa duecento telecamere per la videosorveglianza, che porteranno a una complessiva dotazione di circa duecentocinquanta unità, e alla posa dell’illuminazione artistica della Cupola di San Gaudenzio e altre illuminazioni artistiche. Grazie alla nuova piattaforma di gestione che verrà realizzata da TIM sarà inoltre possibile integrare almeno duecento ulteriori telecamere esistenti gestite da privati, senza costi per questi ultimi. Questo è quanto abbiamo concretamente realizzato nei primi due anni di attività Amministrativa, lavorando in tempi brevi e predisponendo ulteriori azioni, come il nuovo accordo con Tim, finalizzate a creare condizioni di innovazione e avanguardia sul piano tecnologico che rendano Novara particolarmente appetibile e in grado di attrarre investimenti, con ricadute positive anche dal punto di vista occupazionale”.

“Il Comune di Novara e TIM si ritrovano insieme in un percorso che vede l’innovazione al centro dell’interesse reciproco  –  afferma Luciano Albanese, Responsabile Business Pubblica Amministrazione Piemonte, Val d’Aosta e Liguria di TIM –. Novara è una città dove TIM ha posto le basi per il lancio di servizi innovativi rivolti ai cittadini ed alle imprese del territorio grazie all’ampia copertura ultrabroadband realizzata nel tempo e che oggi consente di mettere in campo i servizi e le più avanzate tecnologie esistenti sul mercato. Per permettere un’importante trasformazione digitale in tutti i settori e nella vita di tutti noi, TIM ha reso disponibili reti che non si limitano a offrire capacità e copertura, ma garantiscono alti livelli di velocità, sicurezza e affidabilità per l’utilizzo di applicazioni in tempo reale per migliorare la qualità dei cittadini e dare sostegno all’economia locale”.

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Smartphone, assistenti virtuali e gli effetti sociali “nascosti” della rivoluzione mobile https://www.datamanager.it/2018/07/smartphone-assistenti-virtuali-e-gli-effetti-sociali-nascosti-della-rivoluzione-mobile/ Thu, 12 Jul 2018 14:12:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151290 Tutto con un singolo apparecchio. Tutto sembra immediato, vicino, a portata di dito o di voce. Ma che cosa nasconde questa convenienza in termini di costi sociali, abitudini e capacità di apprendimento? «Ogni tanto arriva un prodotto rivoluzionario che cambia tutto» – disse Steve Jobs durante la conferenza stampa introduttiva dell’iPhone, il 29 giugno 2007. […]

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Tutto con un singolo apparecchio. Tutto sembra immediato, vicino, a portata di dito o di voce. Ma che cosa nasconde questa convenienza in termini di costi sociali, abitudini e capacità di apprendimento?

«Ogni tanto arriva un prodotto rivoluzionario che cambia tutto» – disse Steve Jobs durante la conferenza stampa introduttiva dell’iPhone, il 29 giugno 2007. Stava parlando dello smartphone: la tecnologia con maggiore diffusione di qualsiasi altra al mondo nella storia dell’umanità. Cinque anni dopo quella conferenza, la maggior parte degli americani ne possedeva uno. Nel 2019, lo smartphone sarà nelle tasche di 5 miliardi di persone nel mondo. Oggi, gli smartphone sono alla base di quasi tutte le proposte di smart city e dell’economia del futuro. Ci collegano a Internet, ci danno indicazioni, ci permettono di inviare rapidamente delle comunicazioni, di pagare le tasse, di ordinare una cena o una macchina, di creare documenti e fogli di calcolo, di fotografare o filmare un istante della nostra vita. Tutto con un singolo device. Siamo diventati dipendenti da questi apparecchi, tanto da influenzare la nostra quotidianità e le nostre relazioni.

La ricerca “Digital Addiction: Increased Loneliness, Anxiety, and Depression” di Erik Peper e Richard Harvey della San Francisco State University dimostra che l’aumento della solitudine e dell’individualismo estremo è dovuto alla sostituzione dell’interazione “faccia a faccia” con l’interazione basata sullo schermo, che nega forme di comunicazione simultanea come il linguaggio del corpo. Durante il tempo dedicato a mangiare, studiare, o guardare altri media, i soggetti dello studio entravano in modalità multitasking, interagendo continuamente con lo smartphone. L’attività costante sposta l’attenzione diretta all’azione in sé, e inoltre lascia poco tempo al corpo e alla mente di rilassarsi e rigenerarsi, e provoca quello che i ricercatori chiamavano “semi-tasking”, in cui gli studenti eseguivano diversi compiti contemporaneamente, ma li facevano tutti nel doppio del tempo, o con qualità ridotta rispetto a quando li facevano singolarmente.


#smartcity Gli effetti “nascosti” della rivoluzione mobile – Emanuela Donetti @urbanocreativo
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Eppure nelle nostre abitudini, personali e professionali, questa è la nuova normalità: invece di chiamare qualcuno, si manda un messaggio. Invece di incontrare gli amici a cena per vedere le diapositive delle vacanze, si pubblicano le foto su Facebook. È conveniente, in termini di tempo e di platea, ma elimina quelle interazioni che, come animali sociali, alla fine ricerchiamo. Un’altra ricerca ha chiesto agli studenti universitari di descrivere il loro umore cinque volte al giorno. E così, più avevano usato Facebook, meno erano felici. Tuttavia, sentirsi infelici non ha portato a un maggiore utilizzo di Facebook, il che suggerisce che Facebook stava causando infelicità, non viceversa. Tutto questo detto, non riusciamo a smettere di fissare i nostri telefoni. Immaginatevi quindi le conseguenze della diffusione degli “assistenti digitali”, vere e proprie funzioni di intelligenza artificiale che per poche decine di euro ci portiamo a casa, pronte ad ascoltarci e a “darci (o dirci) tutto quello che vogliamo”. Sebbene Amazon e Google abbiano venduto negli Stati Uniti milioni di “altoparlanti intelligenti” nel 2017, il 2018 per queste aziende è l’anno della diffusione mondiale per rispondere alle minacce di rivali come Apple e Samsung.

Per non parlare dei produttori di elettrodomestici, che stanno integrando assistenti digitali connessi con gli smartphone a qualsiasi prodotto dotato di spina elettrica. A Milano si dice “Ofelè fà ‘l to mesté” (tradotto: “Pasticcere, fai il tuo mestiere”) quando si vuole suggerire a qualcuno di evitare di entrare in argomenti di cui non è competente. Per quanta ricerca e sviluppo possano fare i produttori di elettrodomestici, la qualità dell’interazione tra uomo e macchina non è di sicuro il core business di chi si è sempre occupato di frigoriferi, lampadine, lavatrici. In ogni casa, avremo una macchina a cui parlare, fare richieste, impartire ordini. Ordini che non verranno mai messi in discussione, ma anzi, otterranno sempre soddisfazione. Se ci ha fatto male uno schermo, immaginatevi l’effetto che farà alla nostra società ricevere una risposta immediata alle nostre richieste, impartite in qualsiasi momento e con qualsiasi modo. Promettetemi che guarderete sempre negli occhi i vostri familiari, ed eviterete di discutere con il frigorifero. O il contrario?

Emanuela Donetti @urbanocreativo

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