SOFTBANK – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 04 Oct 2018 14:08:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png SOFTBANK – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Startup e futuro. Il VC che investe sulla felicità https://www.datamanager.it/2017/12/startup-futuro-vc-investe-sulla-felicita/ Wed, 20 Dec 2017 10:41:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137914 In Giappone, il sogno del CEO di SoftBank è di rendere le persone più felici con la tecnologia grazie al venture capital Vision Fund. Qui ne parlo con Giovanni Contini, esperto di digital marketing e co-founder di Euklid Del Giappone ricordo le descrizioni di Tiziano Terzani. Un paese troppo artificiale e poco umano. Triste, cupo […]

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In Giappone, il sogno del CEO di SoftBank è di rendere le persone più felici con la tecnologia grazie al venture capital Vision Fund. Qui ne parlo con Giovanni Contini, esperto di digital marketing e co-founder di Euklid

Del Giappone ricordo le descrizioni di Tiziano Terzani. Un paese troppo artificiale e poco umano. Triste, cupo e poco creativo. Nei suoi diari, scriveva che persino il suo cancro “parlava giapponese”. Questo articolo è frutto di una conversazione avuta con Giovanni Contini. Il quale prima di tornare in Europa, ha vissuto e studiato in Giappone. Unico europeo, a soli 19 anni, ad aver sviluppato progetti di VC insieme all’università di Tokyo, replicando il modello californiano. Oggi, Giovanni Contini è co-founder di Euklid, startup con sede a Londra, valutata 10 milioni di euro, che sta rivoluzionando il settore degli investimenti, grazie ad algoritmi di trading e tecnologie bitcoin e blockchain.

Quando penso al Giappone, mi viene in mente un paese lontano oramai dall’antico splendore tecnologico. Vecchio, poco creativo e poco avverso al rischio. È proprio così? – «La cultura giapponese – risponde Giovanni Contini – rende le persone poco propense al rischio. La struttura stessa dell’economia tiene conto dell’impatto sociale che hanno le aziende. A volte, descriverei il Giappone come il paese capitalista più socialista al mondo».

Perché? – «Perché le aziende pensano al profitto, ma prima ancora al loro ruolo all’interno della società. Per merito di questa cultura il tasso di disoccupazione è molto basso e la qualità dei servizi molto alta. Tuttavia, il Paese ha perso il fascino di patria dell’innovazione tecnologica a discapito della crescita della Silicon Valley. C’è da considerare – però – che alcune aziende simbolo del successo delle startup americane, in Giappone hanno poco spazio. Servizi come Uber abbasserebbero la qualità di vita dei tassisti. Comprare biglietti per concerti in Giappone è un’impresa. In Italia, invece abbiamo TicketOne. Il motivo per cui non semplificano il processo è perché porterebbe all’eliminazione di alcuni lavori».


#VC @simeoneantonio1 con @joecontini parlando di #startup #futuro e #felicità
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Si tratta di una scelta o della conseguenza che ci sono toppe poche startup? – «La mentalità innovativa si concentra su imprese ad alto valore tecnologico o app per migliorare i servizi. Sono più interessati allo sviluppo di intelligenza artificiale, biomedicina e robotica, anziché al prossimo Airbnb o Uber. Tuttavia, le grandi compagnie investono ingenti quantità di denaro in ricerca e sviluppo. Il Giappone è ancora oggi in vetta ai paesi che registrano più brevetti al mondo. Il fatto che le società investano molto in ricerca e sviluppo limita però la nascita di nuove startup».

Ecco perché non ci sono startup di successo? – «Proprio così. Fatta eccezione per il mondo bitcoin-blockchain, che richiedono capitali da VC meno frequentemente. Non solo i VC investono pochissimo in fase early-stage, ma anche le startup che nascono sono poche. Questo va in contrasto con gli enormi fondi e investimenti che i giapponesi trasferiscono nel mondo dei VC stranieri. Ma all’ecosistema giapponese va bene così».

Mi viene in mente però Masa, l’uomo più ricco del Giappone e una volta del mondo – «L’esempio di Masayoshi Son, CEO di SoftBank – meglio noto come Masa – è molto popolare tra chi fa impresa in Giappone. In parte non stupisce, visto che è uno degli uomini più ricchi al mondo. Molte caratteristiche hanno reso Masa un modello da seguire. Prima fra tutte la sua perseveranza. La sua stessa direzione imprenditoriale è nata grazie a un incontro che ha ottenuto grazie alla sua forza di spirito. All’età di 16 anni – racconta Giovanni Contini – lesse il libro di Den Fujita, AD di McDonald’s Giappone. Rimasto impressionato, decise di far di tutto per incontrare Fujita. Dopo avere tentato inutilmente di fissare un appuntamento tramite le assistenti, decise di prendere un volo per Tokyo e di visitare gli uffici di colui che lo aveva ispirato. E gli sarebbe costato meno del costo delle telefonate. Chiese di poter incontrare Fujita solo per tre minuti. Il risultato fu una conversazione di 15 minuti, durante la quale chiese consigli su che genere di impresa fondare. Fujita gli disse di lanciarsi nel mondo dei computer, perché non bisogna mai guardare all’industria del passato o del presente, ma bisogna concentrarsi su quella del futuro. E da allora, Masa investe il suo tempo a costruire l’impresa del futuro».

Come tanti giapponesi di successo, anche Masa ha studiato all’estero? – «Sì, ha studiato all’Università di Berkeley in California. Quella di studiare all’estero è una caratteristica comune a buona parte dei manager di successo delle grandi imprese giapponesi» – mi spiega Contini. «L’apertura mentale è molto importante, oltre al vantaggio di poter parlare in inglese, che pochi giapponesi riescono a fare. Il fiuto per il business e la capacità imprenditoriale non hanno mai fatto difetto a Masayoshi Son, considerato che prima di fondare SoftBank – l’azienda che lo ha reso miliardario – ha fondato e venduto altre due società per oltre un milione di dollari. SoftBank nasce come banca del software nell’era dei software, ma si evolve come azienda telco. Masa non solo aveva intuito il valore dei cellulari e della possibilità di connettersi a Internet, ma da subito aveva capito l’importanza di investire nelle infrastrutture di rete».

Ricordo che il CEO di SoftBank è famoso anche per aver investito in altre società di successo prima di altri. Tra queste troviamo Yahoo e Alibaba. Altre acquisizioni che lo hanno reso famoso includono ARM e NVIDIA, da lui reputate alla base di smartphone, IOT, e oggi anche blockchain – «In verità – mi interrompe Contini – aveva anche intenzione di investire in Android, ma non concluse l’affare solo per non rovinare gli ottimi rapporti che aveva con Apple. Tipico stile di business giapponese, quello di anteporre il rispetto e le relazioni personali agli affari!

Oggi, è famoso per il suo Vision Fund, con il quale ha l’ambizione di investire un trilione di dollari in aziende tech – «Ha iniziato con 100 miliardi, in buona parte dati in gestione dall’Arabia Saudita, dopo averli convinti a dare 45 miliardi in 45 minuti. Altri partecipanti del fondo da lui guidato sono colossi tra i quali Apple, Foxconn, Qualcomm e Sharp».


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Qual è la visione di Masayoshi Son? – «Credo che sia quella di portare il mondo alla Singularity. Per arrivarci, investirà in aree che includono IoT, AI, robotica, biocompunting, e molte altre».

Il sogno di Masa è di rendere le persone più felici con la tecnologia? – «La sua preoccupazione è di ridurre i problemi delle persone e dar loro più tempo per pensare a se stesse. Oggi, milioni di vite vengono rovinate da disastri naturali, malattie, stress, solitudine e così via. La visione di Masa di rendere le persone libere dai problemi richiederà – a suo avviso – trecento anni prima di avverarsi. Eppure, non smette di crederci e di raccontarlo. E per i prossimi trenta anni, continuerà a investire sulle basi delle soluzioni a questi problemi».

Conclusione – Alla fine di questa conversazione con Giovanni Contini, ripenso a Tiziano Terzani e mi scorre davanti agli occhi una sua fotografia all’interno della metropolitana di Tokyo. In bianco e nero. Due anziani. Con un viso privo di emozioni, occhi semi chiusi. Uno dorme con la bocca aperta e l’altro legge un giornale. Il primo è stravolto. Quasi morto. Il suo corpo non esprime energia, solo frustrazione e tanta depressione. L’atmosfera è cupa e sofferente. Una sofferenza interiore, che si percepisce dalla seconda figura, come se fosse stata obbligata a vivere quella vita. A prendere quel treno. A tenere gli occhi ancora aperti per leggere quel giornale. Solo abitudine. La felicità è qualcosa che non si cerca. No. La si sente oppure non esiste. Ha a che fare con il coraggio di perseguire i propri sogni? Probabilmente sì. Io ci credo. E Masa non si può dire sia triste. Basterebbe osservarlo in televisione. Riflette energia. È sicuramente ambizioso. Ma è anche felice? Chi lo sa. Almeno per una volta, il denaro viene investito per un ritorno di lungo periodo. Per la felicità di ciò che verrà. O almeno per il benessere. Forse, è più facile chiamarla così la felicità. Non siete d’accordo?

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Facebook, Amazon e SoftBank lavorano a una rete internet globale https://www.datamanager.it/2017/11/facebook-amazon-softbank-lavorano-rete-internet-globale/ Thu, 02 Nov 2017 10:38:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134270 Lungo circa 14mila chilometri, il cavo sottomarino connetterà l’Asia con il Nord America per abilitare una velocità di 60Tbps entro il 2020 Da social network a media company, fino a costruttrice (o quasi) di infrastrutture di rete. La trasformazione di Facebook in big del settore hi-tech a 360 gradi è completa. La multinazionale statunitense, insieme […]

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Lungo circa 14mila chilometri, il cavo sottomarino connetterà l’Asia con il Nord America per abilitare una velocità di 60Tbps entro il 2020

Da social network a media company, fino a costruttrice (o quasi) di infrastrutture di rete. La trasformazione di Facebook in big del settore hi-tech a 360 gradi è completa. La multinazionale statunitense, insieme ad Amazon e SoftBank, realizzerà uno dei più lunghi cavi sottomarini al mondo, dedicati alla diffusione della banda internet. Sarà di circa 14 mila chilometri il conduttore transpacifico che collegherà l’Asia con il Nord America entro il 2020. Si chiama Jupiter e si pone l’obiettivo di portare alle città toccate una velocità di 60Tbps, così da soddisfare le sempre maggiori richieste di accesso alla rete che arrivano non solo da dispositivi tradizionali, come smartphone e computer, ma anche da wearable e IoT. Stando ai dati forniti da SoftBank, presto saranno centinaia di miliardi gli oggetti connessi a livello globale e urge dunque farsi trovare pronti per rispondere alla domanda di connettività non solo dal punto di vista quantitativo ma soprattutto in qualità.

Il progetto

Jupiter avrà due punti di atterraggio terrestre in Giappone, uno nelle Filippine e un altro nei pressi di Los Angeles. Il progetto del trio, nel quale sono però coinvolte altre aziende, darà slancio all’industria digitale in Asia e nella costa degli USA dove si trova il cuore pulsante dell’innovazione a stelle e strisce, la Silicon Valley. Inutile dire che in questo modo si crea un gap ancora maggiore tra una parte del mondo ultraveloce e un’altra, anche in Europa, che attende il 5G come fattore di svolta verso una migliore distribuzione della connettività, dentro e fuori gli uffici. Sulla carta Jupiter abilita una fruizione, senza latenza, di contenuti di realtà virtuale e aumentata così come di video in 4K e 8K, una tecnologia che proprio in Oriente dovrebbe trovare applicazione nel corso dei prossimi tre o quattro anni. Gli interessi di Facebook e Amazon sono ovviamente vastissimi in questo campo. Potendo contare su un accesso a bande di frequenza più ampie, i due giganti avranno l’opportunità di veicolare servizi innovativi in queste aree, prima di esportarli in altri mercati.

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SoftBank e Huawei realizzano alcuni casi d’uso della tecnologia 5G https://www.datamanager.it/2017/09/softbank-huawei-realizzano-casi-duso-della-tecnologia-5g/ Wed, 13 Sep 2017 10:23:22 +0000 http://www.datamanager.it/?p=130558 SoftBank e Huawei Technologies Japan K.K. (“Huawei”) hanno realizzato dimostrazioni di alcuni potenziali casi d’uso per le reti 5G in grado di offrire ai clienti di SoftBank una capacità di trasmissione elevatissima, con latenza estremamente bassa e soluzioni edge computing. Il test ha riguardato la trasmissione video UHD in tempo reale con una capacità di […]

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SoftBank e Huawei Technologies Japan K.K. (“Huawei”) hanno realizzato dimostrazioni di alcuni potenziali casi d’uso per le reti 5G in grado di offrire ai clienti di SoftBank una capacità di trasmissione elevatissima, con latenza estremamente bassa e soluzioni edge computing.

Il test ha riguardato la trasmissione video UHD in tempo reale con una capacità di trasmissione elevatissima, il controllo remoto di un braccio robotizzato attraverso una trasmissione con latenza estremamente bassa e un rendering da remoto tramite un server GPU con un’altissima capacità di elaborazione dati. La trasmissione video UHD in tempo reale è stata realizzata con un throughput di oltre 800 Mbps. Il telecomando del braccio robotizzato ha registrato una trasmissione con latenza ultra-bassa misurata come tempo solo andata di meno di 2ms.

SoftBank sta realizzando vari esperimenti per studiare le tecnologie 5G e ha programmato il lancio diservizi commerciali 5G nel 2020.

Descrizione dei casi d’uso realizzati

1) Trasmissione video UHD in real-time

Una videocamera UHD è stata installata all’interno di un laboratorio per riprendere scene all’esterno. I dati raccolti dalla videocamera sono stati compressi in tempo reale utilizzando un encoder e trasmessi attraverso la rete 5G a un monitor UHD tramite un decodificatore in cui sono stati recuperati i dati originali. In questo esperimento, il paesaggio dell’area di Odaiba Tokyo Bay è stata visualizzato correttamente sul monitor UHD utilizzando il rendimento ultra-elevato fornito dalla rete 5G. Questa tecnologia può essere applicata a vari settori, tra cui la tele-medicina o il tele-insegnamento.

2) Video immersivi

Il paesaggio è stato ripreso dall’interno del laboratorio da una fotocamera a 180 gradi dotata di quattro lenti ognuna puntata in diverse direzioni; la scena ripresa è stata inviata a smartphone e tablet attraverso una rete 5G. Sono state installate quattro diverse telecamere per riprendere il paesaggio da differenti angolazioni; le immagini acquisite dalle telecamere sono state assemblate per realizzare un video panoramico a 180 gradi che ha consentito più visualizzazioni simultanee. Quindi il video è stato compresso e inviato a smartphone o tablet in tempo reale sulla rete 5G, offrendo agli utenti un’esperienza molto realistica. Abbinata a una rete 5G, questa tecnologia può essere applicata alla realtà virtuale (VR) o alla realtà aumentata (AR).

3) Controllo remoto a bassissima latenza di un braccio robotizzato

Per questo esperimento è stato utilizzato un braccio robotizzato per il gioco dell’hockey da tavolo. Una telecamera installata sulla parte superiore del tavolo da hockey ha rilevato la posizione del disco per calcolarne le traiettorie. Il risultato è stato quindi inviato al server di controllo del braccio robotico per registrarne i movimenti. Il braccio robotico è riuscito a rilanciare il disco colpito da un giocatore e indirizzato in varie traiettorie. Questa tecnologia può essere applicata ad esempio all’automazione industriale.

4) Rendering da remoto con server GPU

Il rendering è una tecnologia utilizzata per realizzare video o immagini utilizzando computer con GPU (unità di elaborazione grafica). Questa tecnologia è utilizzata per l’elaborazione di video HD per videogiochi o per CAD (Computer Aided Design). Il rendering consuma una grande quantità di risorse di calcolo. Pertanto i giochi per computer HD o i dischi HD non erano eseguibili su schede o smartphone. Tuttavia la tecnologia edge computing fornita dalla rete 5G permette di utilizzare giochi per computer HD o HD CAD su tablet o smartphone. Un server GPU situato in prossimità di una stazione base 5G ha eseguito il rendering e l’immagine generata dal server GPU è stata inviata al tablet ad altissima velocità, con una latenza estremamente bassa. Questa tecnologia può essere applicata per controllare i dati CAD in un cantiere con un tablet o godere di un’applicazione di gioco HD su smartphone.

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Perché SoftBank ha comprato la Boston Dynamics https://www.datamanager.it/2017/06/perche-softbank-comprato-la-boston-dynamics/ Mon, 12 Jun 2017 18:00:00 +0000 http://www.datamanager.it/?p=126468 La compagnia che ha realizzato i più avanzati robot per scopi militari e civili fa adesso parte del gigante hi-tech giapponese Nel 2016 i rapporti tra Google e Boston Dynamics si sono raffreddati. Nonostante i buoni risultati raggiunti nel campo della robotica, Alphabet (che controlla Google) aveva deciso di disfarsi della compagnia che annovera tra […]

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La compagnia che ha realizzato i più avanzati robot per scopi militari e civili fa adesso parte del gigante hi-tech giapponese

Nel 2016 i rapporti tra Google e Boston Dynamics si sono raffreddati. Nonostante i buoni risultati raggiunti nel campo della robotica, Alphabet (che controlla Google) aveva deciso di disfarsi della compagnia che annovera tra i suoi clienti anche il DARPA, per motivi non così chiari. A distanza di quasi un anno, Boston Dynamic ha trovato un compratore che risponde al nome di SoftBank. Si tratta del gigante giapponese hi-tech già attivo nel panorama dei robot. È sua la Aldebaran Robotics, famosa per aver costruito l’automa Pepper, un ottimo esempio di come un artefatto in silicio possa rispondere e interagire con l’uomo, non solo come conseguenza di comandi precisi ma anche di aspetti emotivi. L’obiettivo di SoftBank è ora quello di allargare il proprio operato nel settore, spingendosi oltre le attuali capacità e verso altri mercati.

Militarizzazione in atto

Di certo raggiungere lo scopo non sarà difficile visto che la Boston continua a sviluppare soluzioni per gli organi militari USA, lavorando a stretto braccio con i tecnici governativi per il miglioramento dei robot da inviare sul campo, non solo come supporto agli esseri umani. “Al giorno d’oggi ci sono tanti probemi che non possiamo ancora risolvere con le sole capacità dell’uomo – ha detto Masayoshi Son, CEO di SoftBank – la robotica di nuova generazione diventerà una chiave fondamentale per spingere verso la rivoluzione di molti contesti e il team della Boston Dynamics potrà svolgere un ruolo di primo piano in tal senso. Non posso essere che entusiasta nell’accoglierli nella nostra famiglia, così da lavorare insieme per esplorare ancora di più ciò che è possibile ottenere per rendere la vita delle persone più sicura, semplice e appagante”.

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L’anti iPhone di Andy Rubin perde un grosso finanziatore https://www.datamanager.it/2017/03/lanti-iphone-andy-rubin-perde-un-grosso-finanziatore/ Tue, 21 Mar 2017 18:30:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=121564 Lo smartphone progettato dal creatore di Android sarà incentrato sull’intelligenza artificiale ma potrebbe debuttare più tardi del previsto Andy Rubin è riconosciuto da tutti come il padre di Android ma l’anno scorso ha deciso di lasciare Mountain View per dedicarsi ai suoi progetti personali. Tra questi c’è Essential, un’azienda specializzata nella realizzazione dello smartphone “definitivo” […]

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Lo smartphone progettato dal creatore di Android sarà incentrato sull’intelligenza artificiale ma potrebbe debuttare più tardi del previsto

Andy Rubin è riconosciuto da tutti come il padre di Android ma l’anno scorso ha deciso di lasciare Mountain View per dedicarsi ai suoi progetti personali. Tra questi c’è Essential, un’azienda specializzata nella realizzazione dello smartphone “definitivo” che dovrebbe superare iPhone a tutti i livelli. Fino ad oggi lo sviluppo di questo misterioso dispositivo è continuato senza intoppi ma secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Rubin ha perso un finanziatore importante e la data di rilascio prevista per questa primavera potrebbe subire un ritardo.

Il quotidiano statunitense afferma che l’operatore giapponese SoftBank, che è anche proprietario di ARM, avrebbe dovuto finanziare il progetto con ben 100 milioni di dollari ma le trattative in fase già piuttosto avanzata si sono inaspettatamente interrotte. Il motivo è nell’avvicinamento ad Apple dell’azienda nipponica. SoftBank è stata la prima in Giappone a inserire iPhone nel suo listino e nel corso del tempo il rapporto con la Mela è diventato sempre più stretto. Negli ultimi tempi Apple ha addirittura partecipato al suo fondo d’investimento Vision Fund con 1 miliardo di dollari su 100 miliardi totali da esso gestiti.

Stando alle indiscrezioni, SoftBank non solo avrebbe garantito ad Essential fondi piuttosto consistenti ma l’avrebbe anche supportata a livello di marketing quando lo smartphone debutterà sul mercato giapponese. Per Rubin si tratta quindi di un problema non da poco e il lancio del dispositivo potrebbe slittare di diversi mesi. Al momento ci sono pochissime informazioni sull’anti iPhone. Si vocifera che presenterà un display da 5.5 pollici borderless e che il fulcro di tutto il dispositivo sarà un’intelligenza artificiale creata da Playground Global, azienda anch’essa di proprietà di Rubin.

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Adesso è ufficiale: ARM passa a Softbank https://www.datamanager.it/2016/09/adesso-ufficiale-arm-passa-softbank/ Tue, 06 Sep 2016 13:29:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=107381 Completata la più grande acquisizione hi-tech dell’economia britannica: oltre 32 miliardi di dollari per portarsi a casa il chipmaker Dopo l’offerta iniziale di luglio, il produttore mondiale di chip ARM è passato oggi ufficialmente a Softbank. L’accordo si è concluso per un ammontare di 32,5 miliardi di dollari, cifra che porta il deal ad essere […]

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Completata la più grande acquisizione hi-tech dell’economia britannica: oltre 32 miliardi di dollari per portarsi a casa il chipmaker

Dopo l’offerta iniziale di luglio, il produttore mondiale di chip ARM è passato oggi ufficialmente a Softbank. L’accordo si è concluso per un ammontare di 32,5 miliardi di dollari, cifra che porta il deal ad essere il più oneroso nella storia dell’economia tecnologica del Regno Unito. A partire dalla data odierna, 6 settembre, ARM non figurerà più all’interno del London Stock Exchange, sebbene Softbank abbia espresso il desiderio di guidare il business dell’azienda in modalità standalone, distaccata dunque dalle operazioni generali. Il lato più positivo della vicenda è che, secondo gli analisti, l’accordo porterà a duplicare la forza lavoro della compagnia in UK e un deciso aumento anche nel resto del mondo, entro i prossimi cinque anni.

Nome caldo

Sebbene ARM non realizzi prodotti direttamente per i consumatori finali, il suo contributo gioca un ruolo essenziale nella distribuzione di dispositivi di ampio respiro, dagli smartphone ai tablet. Le sue componenti si trovano infatti nella maggior parte dei device che usiamo ogni giorno: tra i suoi partner principali ci sono Apple e Samsung e, in totale, oltre il 50% dei telefonini oggi attivi contiene un processore ARM di ultima generazione (con architettura V8-A). Solo un mese fa, Intel aveva concluso un accordo di massima con la chipmaker, per usare la sua tecnologia nella costruzione di processori per l’hardware di prossima generazione.

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SoftBank acquisisce ARM per 30 mld di euro https://www.datamanager.it/2016/07/softbank-acquisisce-arm-30-mld-euro/ Mon, 18 Jul 2016 12:28:51 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105960 SoftBank ha acquisito ARM, leader dei produttori di processori per smartphone E’ in atto una importante rivoluzione nel capo dei processori, in particolare per dispositivi mobili. La conglomerata giapponese SoftBank ha acquistato per 24,3 miliardi di sterline (circa 30 milioni di euro) l’azienda britannica ARM. La società del Regno Unito è passata da pochi anni […]

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SoftBank ha acquisito ARM, leader dei produttori di processori per smartphone

E’ in atto una importante rivoluzione nel capo dei processori, in particolare per dispositivi mobili. La conglomerata giapponese SoftBank ha acquistato per 24,3 miliardi di sterline (circa 30 milioni di euro) l’azienda britannica ARM. La società del Regno Unito è passata da pochi anni dalla grandezza di laboratorio a leader mondiale nel settore dei chip per smartphone, tanto da coprire il 95% del mercato. I suoi prodotti sono infatti utilizzati da colossi come Apple, Samsung e Qualcomm. La cifra sborsata da SoftBank è superiore del 43% rispetto al costo necessario ad acquistare la totalità delle azioni alla chiusura della Borsa di venerdì scorso.

Per SoftBank si tratta della più importante acquisizione della sua storia. Solitamente l’azienda giapponese si è infatti limitata ad acquistare partecipazioni, comunque di una certa importanza, in altre società come Sprint Corp e Alibaba. Softbank consentirà ad ARM di mantenere la propria sede a Cambridge e non farà cambiamenti all’interno dell’attuale management. A conferma dell’importanza di questa operazione, ARM dovrebbe pesare da sola per un terzo dei suoi asset internazionali, stimati circa 79 miliardi di dollari.

La società britannica è riuscita nell’impresa di superare Intel nel settore dei processori per telefonia mobile e ora che il mercato si sta saturando ha messo nel mirino l’automotive e le vetture connesse.

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Ericsson collabora con Softbank per le prove sul campo del 5G a Tokyo https://www.datamanager.it/2015/07/ericsson-collabora-con-softbank-per-le-prove-sul-campo-del-5g-a-tokyo/ Tue, 21 Jul 2015 12:20:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=81392 Le prove sul campo dimostreranno velocità di trasmissione elevatissime e una latenza bassissima, usando varie bande di frequenza Ericsson consolida la sua collaborazione di lungo termine con Softbank, uno degli operatori mobili leader in Giappone, annunciando prove sul campo della tecnologia 5G in programma a Tokyo. Le due aziende lavoreranno insieme allo sviluppo di casi […]

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Le prove sul campo dimostreranno velocità di trasmissione elevatissime e una latenza bassissima, usando varie bande di frequenza

Ericsson consolida la sua collaborazione di lungo termine con Softbank, uno degli operatori mobili leader in Giappone, annunciando prove sul campo della tecnologia 5G in programma a Tokyo. Le due aziende lavoreranno insieme allo sviluppo di casi d’utilizzo e scenari del 5G, oltre a valutare le prestazioni di possibili componenti tecnologiche chiave e a collaborare a progetti di ricerca.

Le prove sul campo dimostreranno velocità di trasmissione elevatissime e una bassissima latenza con il sistema di trial che Ericsson dedica al 5G, utilizzando diverse bande di frequenza.

Il 5G farà evolvere l’intero ecosistema delle comunicazioni del futuro, dai dispositivi all’accesso mobile, all’IP core fino al cloud. Gli ultimi test di Ericsson sul 5G si focalizzano sull’interazione tra i dispositivi mobili e la rete di accesso radio, sia in ambiente indoor sia outdoor.

Hideyuki Tsukuda, Senior Vice President, Head of Mobile Network Unit SoftBank Corp, ha dichiarato: “Poiché Softbank si pone come obiettivo quello di migliorare costantemente la rete per migliorare l’esperienza dei propri clienti, non possiamo non considerare l’evoluzione verso il 5G e la comunicazione M2M. Grazie a Ericsson, attraverso questi test potremo mostrare il potenziale di questa tecnologia avanzata.”

Yossi Cohen, President e Representative Director Ericsson Giappone, ha spiegato: “In un momento in cui le industrie stanno attraversando un momento di profonda trasformazione, il 5G sarà una componente fondamentale per la realizzazione di quella che chiamiamo Networked Society, la Società Connessa. In Ericsson siamo davvero entusiasti per queste attività di test con Softbank che fanno leva sulla nostra tecnologia più avanzata. Questa nuova collaborazione ci consentirà di rafforzare ulteriormente la nostra partnership.”

Ericsson ha infatti sviluppato tecnologie di antenna avanzate caratterizzate da maggiore ampiezza di banda, frequenze più alte e intervalli dei tempi di trasmissione ridotti così come stazioni radio base costruite su unità baseband e radio realizzate appositamente per i test sul 5G e che hanno permesso di raggiungere già velocità di oltre 5Gbps in dimostrazioni live, over-the-air della tecnologia pre-standard.

Ericsson sta guidando gli standard del 5G, dalla ricerca esplorativa alle attività di pre-standardizzazione insieme alle autorità preposte e alle industrie. Il contributo di Ericsson sarà fondamentale durante tutto il processo, dalla definizione della tecnologia per le reti di nuova generazione fino alla loro commercializzazione, prevista per il 2020. Ericsson ha inoltre aperto un nuovo laboratorio per sostenere la ricerca sul 5G.

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Con la tecnologia NetApp, SOFTBANK contribuisce al rilancio del Giappone dopo lo tsunami del 2011 https://www.datamanager.it/news/netapp/con-la-tecnologia-netapp-softbank-contribuisce-al-rilancio-del-giappone-allo-tsunami-del Thu, 28 Jun 2012 13:19:09 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2012/06/con-la-tecnologia-netapp-softbank-contribuisce-al-rilancio-del-giappone-dopo-lo-tsunami-del-2011/ La trasformazione dell'IT ha permesso a Softbank di incrementare la sua base clienti del 27% e di ridurre le spese operative del 30% negli ultimi cinque anni

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La trasformazione dell’IT ha permesso a Softbank di incrementare la sua base clienti del 27% e di ridurre le spese operative del 30% negli ultimi cinque anni

Le aziende di tutto il mondo, grandi e piccole, dipendono dalle infrastrutture di Information Technology (IT) per il successo del business. Prendendo le decisioni giuste, un’azienda può trasformare il proprio ambiente IT, accelerando il business, creando vantaggi competitivi e incrementando i profitti. Ma se un’infrastruttura IT potesse fare di più, oltre che aiutare a conseguire gli obiettivi di business? E se le decisioni su come trasformare l’IT creassero le premesse per consentire all’azienda di reagire prontamente in caso di crisi?

L’11 marzo 2011 il Giappone è stato colpito dal più grave terremoto della sua storia, che ha generato un enorme e devastante tsunami, causando ingenti danni in diverse regioni del Paese.

Nel 2006 il gruppo giapponese SOFTBANK, attivo in ambito telecomunicazioni e media, tracciò un percorso per consolidare e trasformare l’organizzazione IT, che era diventata estremamente complessa, ridondante ed eterogenea per via di precedenti acquisizioni ed espansioni. L’obiettivo dell’azienda era trasformare l’IT da un centro di costo a un centro di profitto. Per realizzare questo obiettivo il gruppo si è affidato a NetApp, in qualità di partner tecnologico strategico. È stata così creata un’organizzazione IT completamente rinnovata che ha permesso al gruppo SOFTBANK di offrire una serie di servizi cloud interni ed esterni denominati White Cloud, che hanno portato a una crescita continua e al successo del gruppo.

La filosofia aziendale si prefigge lo scopo di rendere le persone felici rivoluzionando l’informazione. Per questo il gruppo SOFTBANK è andato oltre. La rinnovata infrastruttura IT ha fatto sì che il gruppo SOFTBANK, pochi giorni dopo l’11 marzo 2011, potesse offrire molti dei suoi servizi cloud a tariffe scontatissime o gratuitamente ad aziende, enti pubblici e organizzazioni no-profit colpiti dal disastro. Il gruppo SOFTBANK ha anche deciso di espandere il servizio di desktop virtuale, basato su NetApp e utilizzato da alcune delle sue realtà, su un sistema comune a tutto il gruppo, abilitando un’efficienza operativa costante e generalizzata.

Sebbene il piano iniziale prevedesse un rilascio graduale del servizio nell’arco di un anno, il gruppo SOFTBANK è riuscito a completare l’implementazione di 14.000 desktop in poche settimane. Dietro alla capacità del gruppo SOFTBANK di rispondere rapidamente alle emergenze esterne e alle esigenze interne c’è la tecnologia NetApp.

Il gruppo SOFTBANK si appoggia a NetApp per il proprio business e per reagire ai disastriFin dal lancio del progetto di trasformazione dell’IT nel 2006, il gruppo SOFTBANK ha fatto registrare risultati eccezionali. Oltre ad abilitare il business ad andare più lontano, più velocemente, l’azienda ha potuto essere presente nel momento in cui il Paese aveva più bisogno. I punti chiave del progetto:

Trasformare l’IT da un centro di costo a un centro di profitto

* La trasformazione dell’infrastruttura IT del gruppo SOFTBANK ha aiutato l’azienda a ridurre le spese operative del 30%, aumentando la base clienti del 27% e riducendo la capacità di storage complessiva del 40%.

* Le tecnologie di efficienza dello storage esclusive di NetApp, come la deduplica e il thin provisioning, hanno garantito risparmi in termini di spazio su disco superiori al 50%, assicurando maggiori risparmi e flessibilità.

* SOFTBANK Mobile, la business unit con i tassi di crescita migliori del gruppo SOFTBANK, ha aumentato il parco clienti del 75%, riducendo al tempo stesso i costi operativi del 50%.

Una trasformazione massiccia dell’infrastruttura IT per concentrarsi sui servizi cloud

* Il gruppo SOFTBANK ritiene che il cloud computing diventerà una delle principali risorse del genere umano e che verrà sfruttato come repository per ogni informazione e conoscenza.

* Il gruppo SOFTBANK offre attualmente un totale di 16 servizi White Cloud, molti dei quali si basano su NetApp. Uno dei primi servizi White Cloud si chiamava White Cloud Desktop Service ed era basato sull’offerta di desktop virtuali interni su NetApp. Tale offerta ha permesso all’azienda di ridurre le chiamate all’help-desk interno del 90%, aumentando la produttività individuale in media del 10%.

* Inoltre, il servizio di desktop virtuale interno del gruppo SOFTBANK ha favorito un cambiamento culturale tra i suoi dipendenti. Lavorare da remoto in Giappone non è una consuetudine, ma il servizio White Cloud Desktop Service consente una maggiore flessibilità lavorativa, con conseguente aumento della produttività aziendale. Infatti più di 22.000 dipendenti utilizzano oggi i desktop virtuali basati su NetApp, rendendo il gruppo SOFTBANK uno dei casi di utilizzo della VDI più grandi al mondo.

* La tecnologia NetApp FlexClone ha permesso al gruppo SOFTBANK di ridurre il tempo di implementazione di mille desktop virtuali da una settimana a un giorno, migliorando la produttività complessiva e velocizzando i tempi di implementazione.

La capacità di rispondere in caso di eventi catastrofici

* Solo tre giorni dopo il terremoto e lo tsunami, il gruppo SOFTBANK ha iniziato a offrire notevoli sconti per il suo servizio White Cloud Desktop Service ad aziende, enti pubblici e organizzazioni no-profit colpiti dal disastro, oltre a offrire altri servizi gratuitamente.

* Il gruppo SOFTBANK ha inoltre esteso il suo servizio White Cloud Desktop Service a migliaia di dipendenti non ancora inclusi nell’implementazione. Questa capacità di prendere decisioni in pochi giorni e di implementare i propri servizi su vasta scala in poche settimane è stata una prova non solo della flessibilità e della scalabilità dell’infrastruttura IT interna del gruppo SOFTBANK, ma anche dell’innovazione e della forza di volontà delle sue persone.

* Un incidente conseguente al terremoto e allo tsunami in una delle principali centrali nucleari ha portato a una crisi energetica, con successiva riduzione del 25% del consumo energetico imposta dal governo. Alcune scelte del gruppo SOFTBANK, quali l’implementazione del servizio White Cloud Desktop Service, hanno permesso all’azienda di ridurre il consumo energetico del 39%.

Amane Kito, Chief Information & Security Officer, gruppo SOFTBANK, ha dichiarato “Il business plan del gruppo SOFTBANK prevede che venga promossa un’evoluzione costante dei servizi Internet e mobile, per espandere il business dei servizi cloud in Asia e in tutto il mondo. Non potremmo mai raggiungere questo obiettivo da soli. Abbiamo bisogno di un partner con tecnologia all’avanguardia che offra la scalabilità, la flessibilità e l’efficienza necessarie a soddisfare le crescenti esigenze dei clienti. Oltre a queste condizioni, NetApp vanta un curriculum comprovato in termini di implementazioni, eccezionali strategie cloud e una presenza globale, elementi che rendono NetApp un partner fondamentale per noi. Non vediamo l’ora di rafforzare la collaborazione con NetApp”.

Rob Salmon, Executive Vice President of Field Operations, NetApp, ha dichiarato: “La storia del gruppo SOFTBANK è un esempio perfetto di come le decisioni prese oggi sull’infrastruttura IT costituiscano i presupposti per un futuro straordinario. NetApp è onorata di poter stare alla base del servizio White Cloud del gruppo SOFTBANK, che non solo ha aiutato l’azienda a conseguire il successo del business, ma ha anche aiutato a fare la differenza per i cittadini giapponesi nel momento del bisogno”.

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