system integrator – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Mon, 08 Oct 2018 14:38:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png system integrator – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Exprivia Italtel presenta il piano industriale 2018-2023 https://www.datamanager.it/2018/07/exprivia-italtel-presenta-il-piano-industriale-2018-2023/ Fri, 13 Jul 2018 08:20:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=151310 Il gruppo svela le linee strategiche che guideranno il business del futuro, tra modelli nuovi e consolidati Il business di Exprivia Italtel, system integrator leader in vari segmenti di mercato, si è evoluto nel tempo. Oggi il gruppo opera in tre particolari contenitori del mondo IT: supporto dei processi, digital enablers, digital infrastructure. Ognuno trova […]

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Il gruppo svela le linee strategiche che guideranno il business del futuro, tra modelli nuovi e consolidati

Il business di Exprivia Italtel, system integrator leader in vari segmenti di mercato, si è evoluto nel tempo. Oggi il gruppo opera in tre particolari contenitori del mondo IT: supporto dei processi, digital enablers, digital infrastructure. Ognuno trova compimento in industrie differenti, come l’energy, l’aerospace & defense, l’healthcare, il finance, telco e media, smart citizen. Per capire come guarda ai nascenti trend, Exprivia Italtel ha presentato il piano industriale 2018-2023, delineando le macro attività e gli interventi specifici che stanno già adattando e, in parte, identificando, le linee strategiche a livello globale.

Come ha spiegato Stefano Pileri, CEO di Italtel: “Ci sono dei trend che sicuramente hanno guidato l’apertura degli orizzonti di Exprivia Italtel in settori ora rilevanti. Pensiamo al manufacturing, al food & beverage, al retail, al luxury. Altri, come conseguenza della trasformazione digitale, si sono imposti in maniera decisiva quali nuovi pillar del business interno, ad esempio l’industria energetica, che già oggi sfrutta le innovazioni tecnologiche per offrire un servizio, personalizzarlo e fornirlo agli utenti finali. Il nostro intervento in tal senso punta a migliorare un contesto che ha bisogno di evolver per superare velocemente le sfide del mercato”.

Il piano industriale che caratterizza il domani di Exprivia Italtel è conseguenza stessa dei cambiamenti in atto nel mondo IT. Soprattutto a livello europeo, gli analisti avvertono una crescita sostanziale di aree peculiari, come quella dei customer services mentre è inevitabile che altre siano destinate a ridurre la propria presenza, tra tutte l’hardware support che, per via della digitalizzazione, assume sempre più contorni liquidi e gestiti in via centralizzata e remota.

In questo scenario come intende affrontare il mercato il gruppo? “Tramite una serie di azioni che si stagliano su sei ambiti differenti – ha affermato Domenico Favuzzi, Presidente e CEO di Exprivia – le digital factories, i vertical markets, le joint offer, le research e open innovation, i new business models, gli international markets. Risalta, tra gli altri, il lavoro a beneficio delle smart city, delle startup, dei progetti esteri. Molto gira intorno alla creazione delle cosiddette digital factory, iniziative volte a realizzare specifici prodotti e servizi, per consolidare la posizione in certi contesti peculiari. Tali factory faranno da supporto alle attività sul territorio italiano per poi spingersi verso l’internazionalizzazione, grazie ad hub dedicati a paesi e categorie”.

L’organizzazione ha individuato sette topic innovativi che rappresentano altrettanti target da raggiungere nei prossimi anni. Si parte dalla blockchain e dall’opportunità dei daatbase decentralizzati, sinonimo di versatilità e sicurezza delle operazioni; poi il machine learning e l’intelligenza artificiale, applicati anche in ambito CRM e ERP; la pervasività del cloud in declinazione multi e pubblica; la cyber security by design, ovvero ideata di default per le soluzioni proposte; il passaggio dalla rete 4G al 5G, che richiede anche un deciso ripensamento delle possibilità offerte dalle tecnologie di comunicazione, in quanto a quantità e qualità, le realtà immersive, tra VR, AR e MR; l’IoT, che vede sempre una maggiore applicazione al di fuori dei settori enterprise, per interessare pubblici differenti ed eterogenei.

Insomma, la solidità di un gruppo come Exprivia Italtel si evince non solo dai numeri ma anche dalla capacità di mutare la sua strategia, inglobando quei paradigmi che si impongono, analisi dopo analisi, nel panorama IT. Solo così può mantenere il passo con le innovazioni crescenti, proponendo piattaforme che guardano costantemente al futuro.

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Würth Phoenix, con NetEye una nuova frontiera del monitoraggio https://www.datamanager.it/2018/06/wurth-phoenix-con-neteye-una-nuova-frontiera-del-monitoraggio/ Mon, 11 Jun 2018 13:47:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149340 Un ecosistema di controllo intelligente, integrato e open. Georg Kostner: «Sincronizzare le nostre soluzioni con le esigenze specifiche della clientela è parte integrante della nostra strategia» Essere un’azienda con importanti competenze nel mondo IT e soprattutto nell’implementazione di soluzioni e nella gestione dei sistemi in chiave di miglioramento delle performance e dell’affidabilità costituisce sicuramente un […]

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Un ecosistema di controllo intelligente, integrato e open. Georg Kostner: «Sincronizzare le nostre soluzioni con le esigenze specifiche della clientela è parte integrante della nostra strategia»

Essere un’azienda con importanti competenze nel mondo IT e soprattutto nell’implementazione di soluzioni e nella gestione dei sistemi in chiave di miglioramento delle performance e dell’affidabilità costituisce sicuramente un ottimo viatico per la crescita. Ancora di più se, come nel caso di Würth Phoenix, si può contare su personale multilingue e si punta molto sia sul mercato italiano che su quello internazionale. «Würth Phoenix fornisce soprattutto servizi IT legati all’implementazione di progetti ERP e CRM su piattaforme Microsoft e fa parte del Gruppo Würth, multinazionale con un fatturato di circa 12 miliardi di euro» – spiega Georg Kostner, business unit manager in Würth Phoenix. In particolare si occupa di «fornire soluzioni di system management sotto forma di soluzioni open source basate sul concetto di unified monitoring, che aiuta le aziende a gestire i servizi IT business critical».

AFFIDABILITÀ E PRESTAZIONI

Perché la scelta di adottare il modello open source per le soluzioni di monitoraggio? «Perché questo ci dà una doppia opportunità» – continua Kostner. «Da una parte permette a noi e ai nostri clienti di accedere a una vasta community di sviluppatori e di utenti che testano sul campo le soluzioni. Dall’altra elimina i pesanti vincoli contrattuali imposti da molte licenze software tradizionali». Ma uno degli aspetti che convince i clienti di Würth Phoenix a restare con l’azienda è la continuità del servizio. «Abbiamo cominciato a proporre la nostra soluzione di monitoring NetEye sul mercato nel 2007: i clienti che ci hanno scelto allora sono ancora con noi». Nello specifico, NetEye offre molte funzionalità diverse e integrate: dal monitoraggio e il controllo del traffico su reti e sistemi fino alla gestione degli applicativi. «Oggi, ai nostri clienti interessa soprattutto capire se i servizi a supporto del business funzionano o meno, senza andare nel dettaglio tecnologico».


#NetEye Unified Monitoring powered by AI – @WuerthPhoenix
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Ma il vero punto di forza della soluzione è un altro: «Avere dei componenti di monitoraggio, delle metriche che misurano la qualità del servizio dal punto di vista dell’utente finale: affidabilità e prestazioni». In altri termini, non basta fornire un servizio che sembra funzionare. «Occorre misurare tutto sulla percezione dell’utente e questo – continua Kostner – noi lo facciamo attraverso l’utilizzo di tecnologie che simulano il comportamento degli utenti reali, secondo l’approccio noto come visual synthetic monitoring, i cui risultati vengono poi inviati al sistema di monitoraggio back-end. Utilizziamo anche il classico approccio application performance monitoring, che misura le latenze di rete su ogni utente», verificando se esistono eventuali colli di bottiglia o inefficienze. I risultati del monitoraggio vengono resi disponibili ai clienti anche su dashboard, visualizzati in modo grafico con l’aiuto del software open source Grafana.

OTTIMIZZAZIONE DELLE PERFORMANCE

«In pratica – continua Kostner – le sonde inviano i dati raccolti presso i clienti attraverso un sistema di streaming sul nostro data center di Bolzano. Unendo le nostre competenze su Microsoft Dynamics 365 / AX e algoritmi di machine learning, possiamo effettuare un rapido troubleshooting con il cliente sui suoi sistemi». E per il futuro? «Puntiamo a raggiungere una granularità di raccolta dati di cinque secondi. Oggi, al nostro data center arrivano dagli 800 milioni a un miliardo di dati ogni giorno» – conclude Kostner. In futuro, vogliamo avvicinarci a una manutenzione predittiva, che ci consenta di risolvere i problemi prima ancora che si verifichino. Questo implica anche il far crescere lo staff di Würth Phoenix da attualmente oltre 160 specialisti ad arrivare a un aumento di oltre 10% a fine anno».

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Present acquisisce le quote di maggioranza di Finsoft e Finsoft I.S. https://www.datamanager.it/2018/05/present-acquisisce-le-quote-di-maggioranza-di-finsoft-e-finsoft-i-s/ Mon, 21 May 2018 14:59:55 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148033 Present ha concluso l’acquisizione della quota di maggioranza della Finsoft, leader in Italia nella Consulenza IT e System Integration che opera sul mercato italiano dal 1984, nei settori Automotive, Finance e Telecommunication, consentendole di rafforzarsi in questi settori e ampliare l’offerta di Servizi e Soluzioni ad alto valore aggiunto. Present, importante System Integrator italiano, operante […]

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Present ha concluso l’acquisizione della quota di maggioranza della Finsoft, leader in Italia nella Consulenza IT e System Integration che opera sul mercato italiano dal 1984, nei settori Automotive, Finance e Telecommunication, consentendole di rafforzarsi in questi settori e ampliare l’offerta di Servizi e Soluzioni ad alto valore aggiunto.

Present, importante System Integrator italiano, operante a livello europeo, con fatturato superiore a 80 milioni di euro e oltre 1000 addetti, dispone di un’offerta di servizi e soluzioni completa attraverso attività di Consulenza, System Integration, Servizi in Outsourcing e Soluzioni verticali.

Il presidio dei mercati: Industry, Public Sector, Finance, Energy & Utility, Telecommunications viene garantito dalle sedi operative di Milano, Roma, Torino, Perugia, Napoli, Bologna e Londra.

Finsoft è una società di consulenza che opera sul mercato italiano dal 1984 ed ha un fatturato di circa 20 milioni con un’offerta negli ambiti Information Technology, Engineering e Digital Transformation.

Le competenze degli oltre 400 specialisti presenti nelle sedi di Torino, Milano, Bologna, Roma e Cannes sono la forza da cui origina la capacità di fornire servizi di consulenza integrata, caratterizzati da solide basi di esperienza e multidisciplinarietà.

La clientela di Finsoft è rappresentata da primarie società bancarie, di telecomunicazioni, utilities e mondo industriale, localizzate nelle regioni del Nord e del Centro Italia, di medie e grandi dimensioni.

Finsoft rappresenta per il Gruppo Present un elemento importante nella strategia di sviluppo delle proprie Business Line, potendo arricchire l’offerta di servizi verso i nostri segmenti di mercato” – dichiara Antonio Giugliano Presidente di Present – “facendo leva sulla qualità dei servizi erogati e sulle capacità di professionisti che hanno consolidato una competenza di processo rilevante in queste aree”.

“Siamo approdati ad un importante Gruppo italiano e insieme a Present affronteremo le sfide del mercato sfruttando l’integrazione fra le due Aziende” – dichiara Enrico Carpino Presidente di Finsoft.

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NovaNext: il cambiamento parte dal nome https://www.datamanager.it/2018/05/novanext-il-cambiamento-parte-dal-nome/ Fri, 18 May 2018 12:06:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=147942 Un’evoluzione cercata e voluta che trae origine da quanto è successo sul mercato negli ultimi anni e che ha spinto PR.ES. a cambiare nome e modus operandi per continuare sulla strada della crescita Come sempre, i cambiamenti portano resistenze: è quanto è accaduto anche a PR.ES., noto System Integrator piemontese che ha deciso di assumere […]

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Un’evoluzione cercata e voluta che trae origine da quanto è successo sul mercato negli ultimi anni e che ha spinto PR.ES. a cambiare nome e modus operandi per continuare sulla strada della crescita

Come sempre, i cambiamenti portano resistenze: è quanto è accaduto anche a PR.ES., noto System Integrator piemontese che ha deciso di assumere un nuovo nome: NovaNext. «La scelta di effettuare un rebranding è stata legata essenzialmente a due fattori – ha commentato Giovanni De Giovanni, CEO di NovaNext e fondatore di PR.ES. -: da una parte, dare al mercato un segnale forte di cambiamento di un’azienda che quest’anno compirebbe 30 anni; dall’altra, comunicare che siamo pronti ad affrontare le nuove sfide che ci pone la trasformazione digitale in atto».

Per sottolineare il suo punto di vista, De Giovanni ha presentato alcuni esempi di cambiamenti di nome eccellenti del passato, che hanno aperto le porte del successo ad aziende che fino a quel momento avevano operato soprattutto in ambito locale. Nel mondo dello sport, la Blue Ribbon Sports è diventata Nike, con i risultati che si conoscono, mentre, nel settore della tecnologia, Tokyo Telecommunications Engineering Company ha lasciato il posto a Sony, e Backrub è diventata Google. «Il cambiamento di marchio è un’azione comunque coraggiosa, che dimostra che un’azienda non rinnega il proprio passato, ma apre al futuro».

Il nuovo assetto societario è stato poi spiegato da Valentina Farri, Marketing Director di NovaNext: «Siamo un’azienda da oltre 120 dipendenti, di cui più della metà con un profilo tecnico e siamo organizzati in due divisioni: una di System Integration, l’altra di formazione. Abbiamo tre sedi, una a Torino, un’altra a Milano e la terza a Roma. Siamo cresciuti del 60% negli ultimi 5 anni e, secondo IDC, abbiamo scalato 43 posizioni in 3 anni nella classifica Italiana Top 100 Software e Servizi». Tra i fiori all’occhiello di NovaNext c’è poi il fatto di essere Gold Partner e Learning Specialized Partner di Cisco, oltre a erogare «formazione ufficiale e certificata» di importanti vendor Ict, quali la stessa Cisco, Microsoft, Oracle e IBM. «Le parole d’ordine sono awareness ed engagement: per questo curiamo molto i contenuti. Oggi abbiamo oltre 1.500 corsi a catalogo che siamo in grado di erogare».

Com’è cambiato il mercato

L’evoluzione dell’azienda è legata all’evoluzione del mercato: lo ha sottolineato anche Cosimo Rizzo, Head of Sales Solutions di NovaNext. «Oggi le reti sono cambiate molto, come dimostra la ricerca IDC commissionata da NovaNext: La Rete Intuitiva. Controllare gli oggetti in rete è diventata una sfida notevole: sensori, oggetti legati all’automazione, Smart City, auto intelligenti e via dicendo. Uno dei problemi principali è ovviamente la sicurezza». In più, evoluzioni come l’Open Source, i container e la programmazione agile hanno ridotto da anni a mesi i tempi di sviluppo di nuove soluzioni, aumentando quindi il proliferare di entità da gestire in rete. «Il futuro è IBN, Intent-Based Networking, cioè funzioni di rete sempre più automatizzate e guidate da strumenti software, che sfruttano tecnologie di Machine Learning e Big Data Analytics per rendere l’infrastruttura sempre più flessibile, automatizzata e intelligente», ha aggiunto Farri. Il futuro, secondo De Giovanni, sarà probabilmente un’appliance che consentirà di avere un «unico punto di accesso e di gestione della rete», e che maschererà la complessità verso gli utenti, garantendo sicurezza e ottimizzazione.

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Kirey Group, l’unione fa la forza https://www.datamanager.it/2017/12/kirey-group-lunione-la-forza/ Thu, 14 Dec 2017 15:32:34 +0000 http://www.datamanager.it/?p=137557 Dopo l’integrazione di Kirey, IKS, Insirio e System Evolution in un unico grande player, Kirey Group consolida il fatturato, focalizzando l’attenzione su un’offerta più estesa e una struttura più agile Kirey Group si prepara a chiudere il 2017 con 60 milioni di fatturato. Tra i clienti di Kirey Group – nato nel 2016 per iniziativa del […]

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Dopo l’integrazione di Kirey, IKS, Insirio e System Evolution in un unico grande player, Kirey Group consolida il fatturato, focalizzando l’attenzione su un’offerta più estesa e una struttura più agile

Kirey Group si prepara a chiudere il 2017 con 60 milioni di fatturato. Tra i clienti di Kirey Group – nato nel 2016 per iniziativa del fondo di private equity Synergo SGR di Gianfilippo Cuneo – figurano le principali banche e assicurazioni italiane contribuendo all’80% del fatturato totale. «Per il 2018, prevediamo un aumento dei ricavi in termini di margine operativo lordo» – ci dice Vittorio Lusvarghi, CEO di Kirey Group. «Molto verrà dal mondo delle assicurazioni. Dove supportiamo tutte le principali applicazioni gestionali in ambito Vita e dove proponiamo varie installazioni di una nostra soluzione per i fondi pensione, oltre a servizi informativi e amministrativi, in ambito documentale, di data governance e di BI». Una crescita sostenuta dal buon andamento dell’intero comparto IT in Italia, uscito in maniera positiva dalla crisi, che assicura al gruppo Kirey poco meno della metà del fatturato. «Venticinque milioni provengono dal settore assicurativo e altrettanti dalle banche. Il resto è equamente ripartito, cinque milioni ciascuno, tra i settori oil & gas e public».

UN ANNO DI TRANSIZIONE

Risultati ottenuti in un contesto di grande rinnovamento. «Durante il 2017, abbiamo lavorato all’integrazione delle diverse aziende del Gruppo» – spiega Lusvarghi. «Il prossimo anno, quelle italiane saranno fuse in un’unica società. Uniremo capacità e competenze trasversali in un’unica struttura commerciale e di delivery. Allo stesso tempo, abbiamo unificato la parte finanziaria, di gestione del personale e dell’IT. Per noi, è fondamentale snellire i processi e il controllo di gestione» – spiega Lusvarghi. La conclusione del processo è prevista alla fine del prossimo anno. Ma il cambiamento ha già portato il Gruppo a consolidare la sua presenza sui mercati. «Nel primo anno, abbiamo lavorato per presentare ai clienti le aziende del gruppo, le nuove competenze e la possibilità di adottare servizi più estesi e nearshore, preservando la qualità della delivery che come singole aziende ci ha sempre contraddistinto. I risultati ci hanno premiato. I nostri clienti ora possono contare su un’offerta di soluzione e servizi più completa».


#KireyGroup Integrazione totale per un’offerta trasversale
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L’INNOVAZIONE PER KIREY

L’innovazione è parte del codice genetico di Kirey Group. «Crediamo nell’innovazione applicata. Capace di coniugare competenze tecnologiche e conoscenza dei settori dove operano i nostri principali clienti» – afferma Lusvarghi. «Qui sono nate sia l’applicazione di connected insurance che analizza gli stili di guida, una sorta di black box su smartphone che permette alle assicurazioni di offrire tariffe personalizzate, sia l’applicazione IoT per la casa connessa, per monitorare l’abitazione in caso di eventuali perdite di acqua, gas o individuare spiacevoli intrusioni. In termini di ricerca, stiamo investendo in applicazioni analitiche su reti neurali, integrate al nostro prodotto di data quality e utilizzi alternativi di blockchain, ambito in cui abbiamo appena concluso il primo PoC sull’Open Time Stamping. In partnership con Epson, abbiamo sviluppato il progetto per la protezione dal rischio industriale e catastrofale, che sfrutta i dati dei satelliti utilizzati per le previsioni metereologiche».

Si tratta di programmi sostenuti grazie all’andamento positivo dei risultati finanziari del Gruppo. «I vari PoC in corso ci permetteranno di mostrare esempi concreti di applicazione delle nuove tecnologie. Il flusso di cassa ci permette di fare investimenti consistenti, che valgono il tre per cento del nostro fatturato» – afferma Lusvarghi, che non nasconde ottimistiche prospettive di crescita per il prossimo anno. «Kirey Group occupa circa 600 dipendenti, 100 dei quali circa all’estero. Al momento, cerchiamo molte nuove figure da assumere: giovani che vogliamo formare nelle aree della programmazione, testing, gestione dei data base relazionali e data protection. Anche la fase di acquisizione non è ancora conclusa e contiamo di chiudere presto diverse trattative in corso in Italia e all’estero».

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Fincons Group, i successi continuano https://www.datamanager.it/2017/11/fincons-group-successi-continuano/ Fri, 10 Nov 2017 10:30:58 +0000 http://www.datamanager.it/?p=134845 Offrire ai clienti una digital transformation favorita e arricchita dalla profonda conoscenza dei processi core dei settori verticali più importanti. È il segreto del successo della società di IT business consulting e system integration che quest’anno supera di slancio il traguardo dei 100 milioni di fatturato Quasi 35 anni di esperienza. E numerosi traguardi conquistati. […]

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Offrire ai clienti una digital transformation favorita e arricchita dalla profonda conoscenza dei processi core dei settori verticali più importanti. È il segreto del successo della società di IT business consulting e system integration che quest’anno supera di slancio il traguardo dei 100 milioni di fatturato

Quasi 35 anni di esperienza. E numerosi traguardi conquistati. Tra cui quello dei 100 milioni di fatturato, che verrà superato quest’anno. Fincons Group, società fondata nel 1983 e attiva nell’IT business consulting e nella system integration, si caratterizza da tempo per essere sempre più presente a livello internazionale, con numerose sedi all’estero, che si affiancano a quelle italiane e agli storici uffici direttivi di Vimercate, alle porte di Milano. È qui che Data Manager ha incontrato il CEO Michele Moretti e il figlio Francesco, che occupa la carica di deputy CEO. L’incontro si svolge ai primi di ottobre, ovvero all’inizio dell’ultimo quarter dell’anno, quando è possibile già anticipare un bilancio, pur con tutte le cautele del caso. Michele Moretti è ottimista: «Anche quest’anno rispetteremo l’obiettivo di budget, ma soprattutto supereremo il traguardo dei 100 milioni di fatturato a livello di gruppo, avvicinandoci ai 110 milioni di euro complessivi».

Crescita a due cifre

Si conferma quindi la crescita continua della società, costantemente nell’ordine delle due cifre, che nel 2016 ha fatto registrare ricavi per 90 milioni di euro e che con il traguardo dei 100 milioni si colloca in un segmento di mercato che merita rispetto e stima: «Un aspetto sicuramente rilevante in quanto per precisa scelta ci rivolgiamo solo a clienti di tipo Tier 1» – sottolinea Michele Moretti, dichiarando «orgoglio e soddisfazione per questo traguardo, conquistato per di più in un ambito nel quale i competitor sono tutti internazionali». Poter esprimere un respiro internazionale è infatti la cifra che sta caratterizzando gli anni più recenti di Fincons. Dopo l’espansione europea iniziata con l’apertura nel 1993 della sede di Lugano, seguita nel 2007 dall’headquarter a Berna e dalla sede di Zurigo, è del 2016 l’inaugurazione della consociata a Londra, mentre quest’anno è stato segnato dallo sbarco negli Stati Uniti, con uffici a New York e Los Angeles. Il CEO delle società americane è Francesco Moretti, che spiega le ragioni di questa ulteriore spinta verso l’internazionalizzazione: «Non è che l’Italia ci stia stretta, anche perché qui nel nostro Paese abbiamo sedi in cinque città e importanti attività, ma la scelta di andare verso l’estero corrisponde a una visione di lungo periodo, anche per poter mantenere il nostro trend di crescita a due cifre».


.@FinconsGroup traguardo dei 100 milioni di fatturato. Focus su mercato dei #Media
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La leadership nel mondo dei media

Se l’apertura di una sede a Londra risponde alla logica di essere presenti su una piazza molto innovativa e caratterizzata dall’essere un hub per raggiungere altri mercati, lo sbarco in terra americana ha tra i suoi focus principali il mondo dei media, cui è dedicata una delle business unit nelle quali si articola il modello operativo di Fincons Group, e che sono appunto media, energy & utilities, financial services, transportation, manufacturing e public administration. «Nel mondo dei media, abbiamo una riconoscibilità molto elevata, grazie a progetti che ci hanno dato molta visibilità e che hanno permesso al mercato di toccare con mano il valore delle nostre soluzioni» – spiega Michele Moretti, sottolineando che «nel mondo media siamo una tra le società di IT consulting più forti, anche perché operiamo con tutti i maggiori player del mercato».

Progetti innovativi

La lista dei progetti realizzati in ambito media è in effetti molto nutrita sia a livello italiano con Mediaset, RAI e Sky, sia all’estero, con importanti referenze presso Fox, RTE – la televisione di stato irlandese – insieme al partner Comcast Technology Solutions, solo per citarne alcune. Di particolare rilevanza anche il progetto, segnalato dalla ricerca Gartner Market Insights (Five Emerging Digital Business Models for TSPs), che ha visto Fincons Group co-finanziare insieme a Sky Italia la creazione e la gestione di una piattaforma software di commercio elettronico, chiamata Commerce4Media, che ha anche lo scopo di affinare la personalizzazione dei modelli di pricing di Sky Online, diventati recentemente NowTV. Le competenze distintive di Fincons Group nel settore media, la cui business unit è responsabile per il 25 per cento dei ricavi della società, riguardano soprattutto l’ambito OTT TV, cioè la televisione over-the-top, nella distribuzione di contenuti digitali in streaming online e le tecnologie multi-screen, senza dimenticare l’importante tema della gestione dei diritti televisivi. La rivoluzione in atto nel business televisivo è sotto gli occhi di tutti, e vede queste nuove modalità prendere sempre più piede rispetto al broadcasting classico o alla distribuzione di tipo cable-tv: è in questo scenario che Fincons Group propone agli operatori la possibilità di ottimizzare i loro sistemi interni e anche di sviluppare infrastrutture scalabili per la monetizzazione dei contenuti, agevolando gli investimenti in nuovi servizi di intrattenimento multi-piattaforma.

Competenze al servizio del core business

Si tratta, come si può vedere, dei processi core business per le società del mondo media e broadcast, ma anche di diverse altre industry; svolgere consulenza e realizzare soluzioni per i processi fondamentali di business è una costante che caratterizza Fincons Group in tutti gli ambiti verticali nei quali opera. Il concetto è ben riassunto da Michele Moretti: «Offrendo consulenza e progettando soluzioni, anche grazie alle partnership che abbiamo con i principali vendor internazionali, acquisiamo competenze e ne facciamo tesoro, con l’importante risvolto di padroneggiare il know-how dei processi al di là degli specifici applicativi. E questo fa di noi una società di consulenza e system integration a tutto tondo». Ecco quindi che la business unit financial services, dedicata alle banche e alle assicurazioni, dove Fincons Group è presente praticamente da sempre e che attualmente rappresenta il 35 per cento circa dei ricavi della società, ha al suo attivo importanti realizzazioni. Tra i più recenti progetti, spiccano il processo di digital transformation svolto per il Gruppo Itas Assicurazioni, che ha completamente rivoluzionato tutte le attività di relazioni con i clienti, introducendo tra l’altro anche l’intelligenza artificiale e le chatbot nell’interazione, e il progetto per la società di riassicurazioni Swiss Re, che ha visto implementare un nuovo sistema di business process management per poter gestire al meglio le attività presenti in più di 35 paesi. Dedicata al settore transportation è invece la terza business unit, alla quale si deve il 20 per cento del fatturato, e che opera da molti anni con i principali operatori ferroviari sia in Italia sia in Svizzera. Infine, nei settori manufacturing, energy & utilities, che pesano per il restante 20 per cento del fatturato di Fincons Group, la società ha rapporti di collaborazione con i più importanti attori del mercato, e ha tra l’altro sviluppato una piattaforma di billing avanzata.


#IoT @FinconsGroup Nel Delivery Center di Bari 400 talenti per la fabbrica smart
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Il Delivery Center di Bari

Un altro punto di forza di Fincons Group è infine rappresentato dal Delivery Center di Bari, struttura dedicata all’erogazione di IT application management e di software development, nata più di nove anni fa con il preciso scopo di «offrire ai nostri clienti un approccio che noi chiamiamo “smart-shore”, che assicura da un lato costi competitivi e dall’altro elevata qualità del servizio» – sottolinea Michele Moretti. Le oltre 400 risorse qualificate che operano nel Delivery Center di Bari, molte delle quali provengono dal Politecnico del capoluogo pugliese, hanno al loro attivo anche numerosi progetti innovativi. Il più recente, frutto di un accordo con la Regione Puglia siglato nello scorso febbraio, intende promuovere le nuove frontiere dello smart manufacturing, traendo vantaggio dalle tecnologie IoT per rispondere alle esigenze delle aziende manifatturiere, aiutandole a passare più rapidamente alla “fabbrica intelligente” attraverso l’adozione di tecnologie digitali innovative. E anche questo è un ulteriore segnale della volontà di Fincons Group di guardare sempre avanti, per conquistare ancora nuovi traguardi.

Foto Gabriele Sandrini

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Altea Digital partner di PTC per ThingWorx, la piattaforma specializzata in IoT https://www.datamanager.it/2017/05/altea-digital-partner-ptc-thingworx-la-piattaforma-specializzata-iot/ Wed, 24 May 2017 08:43:45 +0000 http://www.datamanager.it/?p=125410 Nuove e innovative soluzioni IoT per le imprese manifatturiere: questa è la nuova offerta di Altea Digital, il System Integrator italiano partner di ThingWorx – PTC Offrire una nuova generazione di soluzioni intelligenti, questo è l’obiettivo della partnership tra Altea Digital, l’azienda di System Integration e Digital Transformation di Altea Federation e ThingWorx, la piattaforma […]

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Nuove e innovative soluzioni IoT per le imprese manifatturiere: questa è la nuova offerta di Altea Digital, il System Integrator italiano partner di ThingWorx – PTC

Offrire una nuova generazione di soluzioni intelligenti, questo è l’obiettivo della partnership tra Altea Digital, l’azienda di System Integration e Digital Transformation di Altea Federation e ThingWorx, la piattaforma tecnologica firmata PTC nell’ambito dell’Internet of Things.

Grazie alla piattaforma ThingWorx, Altea Digital migliora l’efficienza dei progetti, agendo sul time to market e riducendo i costi delle soluzioni IoT. “ThingWorx è una piattaforma tecnologica che ci consente di sviluppare e implementare una nuova generazione di soluzioni intelligenti di business in grado di far convergere Business Strategy e Digital Transformation” dice Andrea Carignano, CEO di Altea Digital, mentre Massimo Viola, Sales Director di Altea Digital aggiunge: “ThingWorx è un’affidabile piattaforma IoT end to end che ci permette di creare servizi eccezionali per i nostri clienti, per esempio applicazioni che trasformano tutti i dati di automazione industriale in soluzioni IoT in grado di connettere l’ecosistema degli oggetti e performare le procedure di manutenzione di servizio”.

La piattaforma tecnologica ThingWorx contiene il più completo set di strumenti di sviluppo di oggetti specifici integrati in grado di offrire rapidamente soluzioni IoT nel mercato enterprise-ready. Altea Digital, grazie a questa partnership, aiuta i propri clienti nella progettazione e definizione di soluzioni IoT che semplificano notevolmente l’architettura, l’implementazione e la diffusione delle stesse.

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Tris di campioni per il cloud e l’IoT https://www.datamanager.it/2017/05/tris-campioni-cloud-liot/ Thu, 11 May 2017 12:33:19 +0000 http://www.datamanager.it/?p=124698 Un’inedita unione di competenze per portare sul mercato un’offerta di valore rivolta alle nuove sfide tecnologiche della digitalizzazione e dell’Industria 4.0. Datamatic Sistemi e Servizi distribuirà infatti con i suoi system integrator la piattaforma IoT di Eurotech e quella per il cloud privato di Open-V Tema sicuramente molto attuale quello dell’Internet of Things. Ma forse […]

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Un’inedita unione di competenze per portare sul mercato un’offerta di valore rivolta alle nuove sfide tecnologiche della digitalizzazione e dell’Industria 4.0. Datamatic Sistemi e Servizi distribuirà infatti con i suoi system integrator la piattaforma IoT di Eurotech e quella per il cloud privato di Open-V

Tema sicuramente molto attuale quello dell’Internet of Things. Ma forse anche abusato, soprattutto quando ci si riferisce a un altro tema “caldo” come quello dell’Industria 4.0, visto che spesso se ne parla senza poi far seguire alle parole i fatti, o meglio le soluzioni concrete. È invece questo lo scopo della nuova iniziativa a tre formata da Datamatic Sistemi e Servizi, Eurotech e Open-V, che si ripromette, con programmi di canale sviluppati ad hoc, di federare circa 30-40 business partner sui temi delle applicazioni dell’Internet of Things e del cloud privato. La partnership intende infatti mettere insieme i punti di forza dei diversi protagonisti coinvolti, per portare un’offerta di valore sul mercato, distribuendo con la rete di partner di Datamatic Sistemi e Servizi le soluzioni in ambito Internet of Things di Eurotech e la piattaforma cloud privato StackMax di Open-V.

Potenzialità da stimolare

Le ragioni di fondo di questa inedita alleanza a tre vengono spiegate a Data Manager da Cristiano Pacitto, general manager di Datamatic Sistemi e Servizi: «Le potenzialità dell’Internet of Things, le cui applicazioni necessitano per la loro maggior parte di un’infrastruttura cloud agile e affidabile, sono sicuramente di tutto rispetto, ma è anche vero che si tratta di temi sui quali è necessario fare cultura sul mercato, soprattutto sui diversi mercati verticali. Federando i system integrator che fanno parte della nostra rete di partner, ci proponiamo di portare le soluzioni IoT e cloud nei più diversi ambiti verticali, ovvero quelli in cui i nostri business partner dispongono di competenze e conoscenze dirette». Datamatic Sistemi e Servizi è nata nel 1984 come business unit per la fornitura di servizi del distributore Datamatic e successivamente, nel 2004, ne è scorporata, formando oggi una realtà di oltre 70 persone con sede nell’area di Milano e la filiale principale a Roma, attiva in numerosi ambiti.

Cristiano Pacitto general manager di Datamatic Sistemi e Servizi

Portare cultura sul mercato

Nella sua filosofia di distributore e anche di system integrator ad alto valore aggiunto, Datamatic Sistemi e Servizi pone particolare attenzione alle certificazioni, e soprattutto alla ricerca di soluzioni innovative da proporre sul mercato: «Ai nostri system integrator diamo la possibilità di proporre le tecnologie avanzate di due aziende innovative come Eurotech, società italiana dalla vocazione internazionale, e Open-V, arrivata da poco in Italia con un’offerta unica sul mercato cloud» – sottolinea Pacitto. Il tema della cultura è quello centrale: «Oggi, l’azienda che intende dotarsi di una piattaforma IoT pensa in prima battuta a prodursela, ed è per questo che in quanto distributori a valore aggiunto ci siamo proposti di mettere insieme due protagonisti nei componenti principali di una piattaforma IoT» – prosegue Pacitto, sottolineando che hanno già provveduto a formare figure di pre-sales engineer per dare valore concreto all’intero discorso. Non solo. I programmi di canale sono due, distinti per Eurotech e Open-V, in quanto gli interlocutori possono essere diversi, ma l’obiettivo è quello di federare circa 30 o al massimo 40 business partner in totale, come dire 2 o 3 per ciascuna regione italiana.


Datamatic Sistemi e Servizi, Eurotech e Open-V insieme per il #cloud e #IoT
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Dal computer pervasivo all’IoT

Con sede principale in Friuli, Eurotech, tra i leader mondiali nell’ambito Internet of Things, è sicuramente una delle aziende antesignane in questo settore. Oggi occupa più di 330 persone in tutto il mondo con un fatturato superiore ai 60 milioni di euro. «Come azienda, siamo nati sull’onda dell’idea del computer pervasivo, in seguito alla miniaturizzazione dei PC, proseguendo con il machine-to-machine, M2M, fino ad arrivare a quello che oggi si chiama Internet of Things» – sintetizza Roberto Siagri, presidente e CEO di Eurotech, sottolineando l’aspetto più rilevante: «L’Internet of Things è una piattaforma orizzontale che potremmo anche chiamare “Asset Relationship Management”. Il carattere di orizzontalità necessario per disaccoppiare produttori e consumatori di dati necessita tuttavia di competenze specifiche per arrivare alle applicazioni nei diversi settori verticali. Se la piattaforma è la base su cui costruire la nuova miniera di dati, quello che oggi si chiama Data Lake, servono le competenze di chi traduce questi dati in conoscenze azionabili, caratteristiche uniche di ogni ambito verticale che richiede un ponte tra il mondo dell’IT, l’Information Technology e quello dell’OT, l’Operation Technology».

Roberto Siagri presidente e CEO di Eurotech

Nel segno dell’open source

Più in dettaglio, Eurotech offre un’ampia gamma di soluzioni hardware IoT che vanno dalle schede Cpu ed Sbc ai gateway di tipo hardware e software. Soprattutto mette a disposizione un’infrastruttura per le applicazioni dei dispositivi IoT, Everyware Software Framework (ESF), realizzata con Eclipse Kura, middleware open source per i gateway IoT ed M2M, il cui nome in lingua maori significa appunto “contenitore”. «La nostra famiglia di gateway ha numerose varianti che si adattano agli usi più diversi, ma il framework software rimane lo stesso per tutti, una sorta di basket sul quale si carica un’applicazione Java» – spiega Siagri. La ragione è presto detta: «Se si intende dominare la complessità, che in questo ambito è sicuramente elevata, bisogna scomporre le cose in piccoli componenti, agendo per estrazioni successive, così da rendere possibile il cambio dell’hardware senza dover rifare daccapo il software, evitando i lock-in sempre in agguato» – fa notare Siagri.

Interoperabilità e sicurezza

È anche per questo che «pur avendo il dominio delle componenti hardware, ci caratterizziamo per essere più un’azienda IT, in quanto non abbiamo alcun tipo di lock-in e possiamo proporre le nostre soluzioni anche in cloud, qualunque esso sia, grazie a una piattaforma di tipo PaaS in grado di parlare con tutti i fornitori» – prosegue Siagri. E qui vengono in mente i più famosi provider di servizi cloud, che operano soprattutto con una grande infrastruttura di tipo IaaS, di cui forniscono i tool per permettere ai clienti di utilizzarla. Oltre che per la massima interoperabilità, derivante dall’essere basata interamente sull’open source, le soluzioni proposte da Eurotech si caratterizzano anche per la sicurezza «end-to-end estesa dal software gateway alla piattaforma» – spiega Siagri, sottolineando inoltre che il sofisticato livello di sicurezza guarda, tra gli altri aspetti, anche al device management. Ma nonostante questo, prosegue Siagri, «vi sono ancora aziende restie a mandare i propri dati sul public cloud, ed è per questo che sono sempre richiesti i cloud privati, anche con implementazioni on premise».

Il private cloud di Open-V

E il private cloud è appunto il terzo elemento fondamentale della partnership formata da Datamatic Sistemi e Servizi, Eurotech e Open-V. Massimo Calabrese, CEO di Open-V, fa una rapida carrellata sull’azienda: «Nata nel 2004 dall’idea di due ingegneri software, uno negli Stati Uniti e uno in India, la società ha oggi un centinaio di persone, 95 delle quali sono impegnate nello sviluppo software. In Italia, primo paese europeo in cui abbiamo iniziato a espanderci, siamo arrivati nel 2016, appoggiandoci interamente a Datamatic Sistemi e Servizi come master distributor». Nella sua essenza, Open-V è una “engineering company”, cioè «possiamo sviluppare e scrivere codice open source su tutto, grazie a un team di sviluppo molto giovane, che ha quindi la capacità di pensare fuori dagli schemi» – spiega Calabrese, sottolineando che «da tempo ci siamo concentrati sul nostro prodotto principale: StackMAX, una piattaforma di gestione cloud che ci distingue rispetto a tutto ciò che c’è sul mercato e che sta avendo molto successo». Il rinnovato impulso sul mercato di Open-V parte dal 2014, cioè dall’arrivo di Massimo Calabrese in qualità di CEO, che ha provveduto a orientare maggiormente l’azienda verso la vendita soprattutto tramite business partner, visto che il focus era rivolto soprattutto al mondo OEM. In Italia, la società è sbarcata da meno di un anno, ma può già contare su alcuni clienti di rilievo, per esempio, nell’ambito della pubblica amministrazione oppure nell’Università e Ricerca.

Massimo Calabrese CEO di Open-V

Sinergie perfette

«Tra Eurotech e Open-V c’è una perfetta sinergia nell’ambito cloud, sia per realizzare installazioni IoT sia per avere la massima scalabilità» – spiega Calabrese, sottolineando che StackMAX costituisce una piattaforma unica attraverso la quale si può gestire tutto l’IT e avere una completa governance dell’infrastruttura interna, una piattaforma supporta tutti i “layer” cloud (IaaS, SaaS, PaaS) integrando tutte le funzionalità quali per esempio, SDS, SDN, NFV, docker, disaster recovery, cloud-back-up e tanto altro. Il vantaggio non è di poco conto, anche perché oggi le piattaforme cloud si presentano come IaaS oppure risultano complesse da mettere insieme, con i vari componenti che devono operare tutti insieme, il che rappresenta una complessità non indifferente, con risvolti sia sui tempi sia sui costi. Ecco perché «oggi non è facile trovare una piattaforma cloud predisposta per i servizi IaaS, PaaS e SaaS, tutti in un’unica soluzione, mentre la nostra proposta è strutturata “chiavi in mano” su un unico sistema con cui, oltre ad avere la completa governance, si ha anche la possibilità di realizzare nuovi servizi all’interno della propria organizzazione: dall’IoT al monitoring o alla business intelligence e oltre, in quanto la nostra piattaforma è anche un vero e proprio generatore di servizi, anche in ambito DevOps» – conclude Massimo Calabrese.

Foto di Gabriele Sandrini

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Giancarlo Stoppaccioli (R1), verso un periodo di cambiamenti https://www.datamanager.it/2016/07/giancarlo-stoppaccioli-r1-verso-un-periodo-cambiamenti/ Tue, 19 Jul 2016 15:18:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=105669 Come essere smart e rapidi nelle decisioni? Vendor, system integrator e CIO di fronte alla digital transformation. Nuovi ruoli per sfide sempre più complesse L’accelerazione è un elemento chiave dello scenario IT di oggi, secondo Giancarlo Stoppaccioli, presidente del Gruppo R1, system integrator di solide tradizioni che ha al suo attivo oltre 20 anni di […]

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Come essere smart e rapidi nelle decisioni? Vendor, system integrator e CIO di fronte alla digital transformation. Nuovi ruoli per sfide sempre più complesse

L’accelerazione è un elemento chiave dello scenario IT di oggi, secondo Giancarlo Stoppaccioli, presidente del Gruppo R1, system integrator di solide tradizioni che ha al suo attivo oltre 20 anni di storia: «A differenza del passato, le trasformazioni sono sempre più veloci e la chiave del successo sta nella capacità di anticipare il cambiamento. Questo periodo di mutamenti comporterà grandi novità per le aziende, le organizzazioni IT e il modo in cui le persone utilizzano le tecnologie, implicando un’evoluzione dei tradizionali approcci alle attività di business».

Un CIO diverso da quello tradizionale

Di conseguenza, si evolve sia il ruolo dei CIO sia dei system integrator: «Il CIO deve essere sempre più vicino agli executive, in quanto oltre a seguire i tradizionali sistemi IT deve essere orientato al business, individuando e proponendo soluzioni che contribuiscano allo sviluppo della propria realtà aziendale» – prosegue Stoppaccioli, rilevando che «quello attuale è un CIO diverso da quello tradizionale, che guarda non più solo ai clienti interni ma anche a quelli esterni all’azienda. L’imperativo dei CIO è di acquisire competenze relazionali e finanziarie, mettendo a disposizione in tempi brevi soluzioni innovative in grado di produrre un ROI garantito».


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Tecnologia e innovazione

Per quanto invece riguarda il ruolo dei system integrator, l’analisi del presidente di R1 è chiara: «La dinamicità dei mercati e le elevate esigenze di qualità richieste impongono un nuovo approccio delle aziende IT che dovranno sempre più essere orientate ai servizi, alla progettazione, all’implementazione e al monitoraggio della qualità delle risorse e dei processi. E proprio la complessità del panorama tecnologico porta sempre più gli interlocutori dei system integrator a scegliere un partner che non si limiti a individuare una tecnologia da integrare all’interno della propria infrastruttura». Ecco perché uno dei nuovi compiti fondamentali dei system integrator è di «far comprendere al CIO i vantaggi tecnologici e competitivi delle soluzioni proposte anche a fronte di un investimento maggiore. Siamo presenti sul mercato per supportare il CIO nella sua evoluzione e per contribuire allo sviluppo del business dei nostri clienti attraverso l’utilizzo della tecnologia e dell’innovazione».

Indipendenza a garanzia della credibilità

Ampliando il discorso anche ai vendor, Stoppaccioli evidenzia che in 23 anni di attività, «il loro ruolo si è molto modificato, evolvendosi verso una proposizione di soluzioni integrate. E nello stesso modo, alcuni system integrator, con l’acquisizione di startup, specializzano la propria offerta, puntando a diventare vendor». Secondo il presidente del Gruppo R1, chi avrà determinate caratteristiche potrà accrescere le proprie competenze e raggiungere interessanti obiettivi. «Il “must” sarà essere smart e rapidi nelle decisioni, indipendenti da determinate tecnologie e credibili nelle proposte tecnologiche con l’obiettivo di offrire soluzioni “tailor made” per le aziende che affidano ad R1 la propria infrastruttura, permettendole così di contribuire alla crescita del proprio business attraverso l’utilizzo della tecnologia».

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Sinergy partecipa al Security Summit https://www.datamanager.it/2016/03/sinergy-partecipa-al-security-summit/ Thu, 17 Mar 2016 16:09:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=96999 Sinergy tra i principali IT System Integrator in Italia, si affianca all’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica (CLUSIT) quale partner del Security Summit 2016. Giunto con successo alla sua ottava edizione, il Security Summit è il punto di riferimento del panorama italiano sui diversi aspetti della sicurezza informatica e coinvolge i partecipanti con contenuti e […]

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Sinergy tra i principali IT System Integrator in Italia, si affianca all’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica (CLUSIT) quale partner del Security Summit 2016.

Giunto con successo alla sua ottava edizione, il Security Summit è il punto di riferimento del panorama italiano sui diversi aspetti della sicurezza informatica e coinvolge i partecipanti con contenuti e approfondimenti sull’evoluzione del mercato, offrendo una molteplicità di dibattiti e riflessioni con il mondo degli esperti.

Di scena a Milano, Roberto Leone, Senior Advisor Sinergy guiderà l’Atelier tecnologico dal titolo: “Indicators of Compromise per la Cyber Threat Intelligence e l’Incident Response”.  Partecipa alla presentazione anche Gabriele Zanoni, EMEA Incident Response Investigator Symantec.

Obiettivo della sessione Sinergy presentare l’utilizzo di metodologie di intelligence applicate all’analisi delle minacce che sta diventando fondamentale per comprendere le TTP (tools, tactics and procedures) degli attaccanti, in particolare mediante le analisi degli Indicators of Compromise (IoC) prodotti dai sistemi di difesa.  Saranno descritti casi d’uso reali di incident response da parte di un Managed Security Service Provider.

“Gli investimenti da noi effettuati nell’ambito Security negli ultimi anni – afferma Andrea Navalesi Amministratore Delegato Sinergy – hanno portato a risultati importanti in termini di fatturato (+30%), completando il nostro portafoglio e posizionandoci come partner strategico dei nostri clienti in tutte le tematiche infrastrutturali del data Center, guidate dai nostri servizi di Advisory”.

Sinergy affianca da oltre vent’anni le aziende di tutti i settori nel percorso di evoluzione del Data Center grazie a servizi di Advisory Tecnologico e a un approccio completo di implementazione e gestione delle soluzioni. Con una divisione di 25 risorse dedicate ai temi di Information Security, Sinergy affianca i propri clienti nel raggiungimento degli obiettivi legati ai temi dell’Information Security e della Compliance. L’offerta Value Security Suite di Sinergy si compone di soluzioni avanzate e personalizzate mediante servizi strategici di Security Advisoring, che permettono di indirizzare tutte le componenti della Security e della Compliance, siano esse organizzative, procedurali o tecnologiche.

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