Telegram – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Thu, 11 Apr 2024 08:14:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Telegram – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Telegram sfida WhatsApp con funzioni per il business https://www.datamanager.it/2024/04/telegram-sfida-whatsapp-con-funzioni-per-il-business/ Thu, 11 Apr 2024 08:14:14 +0000 https://www.datamanager.it/?p=236412 Dagli orari di apertura ai bot, così l’app strizza l’occhio a negozi e servizi Telegram non è così diffuso come WhatsApp, ma le aziende ora possono aggiungerlo come opzione di comunicazione per i propri clienti. Chiunque utilizzi l’app di messaggistica può convertire il proprio account in un profilo aziendale per accedere a funzionalità progettate per […]

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Dagli orari di apertura ai bot, così l’app strizza l’occhio a negozi e servizi

Telegram non è così diffuso come WhatsApp, ma le aziende ora possono aggiungerlo come opzione di comunicazione per i propri clienti. Chiunque utilizzi l’app di messaggistica può convertire il proprio account in un profilo aziendale per accedere a funzionalità progettate per rendere più semplice la comunicazione con i propri clienti. Dagli orari di apertura sul proprio profilo alla posizione su una mappa, le funzionalità sono in diretta concorrenza con WhatsApp Business. 

Le aziende possono anche personalizzare la propria pagina iniziale e inviare informazioni sui prodotti e servizi nelle chat, offrendo ai clienti un’idea di ciò che viene offerto anche prima che si mettano in contatto. Per facilitare la risposta a più richieste, gli account Telegram Business avranno anche l’opportunità di creare e salvare messaggi preimpostati da inviare come risposte rapide. Ulteriore possibilità è l’utilizzo di un bot di Telegram per chattare con i clienti, tutto gratis ma solo per chi possiede un account Telegram Premium, che costa 5 dollari al mese.

Oltre a introdurre le sue nuove funzionalità focalizzate sul business, Telegram ha anche rivelato che offrirà ai proprietari dei canali il 50% delle entrate guadagnate dagli annunci visualizzati, purché abbiano almeno 1.000 iscritti. Sulla base delle informazioni precedentemente condivise dal fondatore dell’azienda, Pavel Durov, Telegram sembra andare bene dal punto di vista finanziario e può permettersi di essere così generoso. Durov ha dichiarato al Financial Times che si aspetta che l’app di messaggistica diventi redditizia entro il prossimo anno e che sta pensando ad un’offerta pubblica iniziale.

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Telegram lancia le trascrizioni testuali dei messaggi vocali https://www.datamanager.it/2023/12/telegram-lancia-le-trascrizioni-testuali-dei-messaggi-vocali/ Mon, 11 Dec 2023 13:34:20 +0000 https://www.datamanager.it/?p=233122 L’app adesso consiglia anche canali da seguire per singoli utenti Telegram ha rilasciato un importante aggiornamento per le sue app iOS e Android che include una serie di nuove funzionalità. Dallo scorso anno, gli utenti di Telegram Premium hanno potuto ottenere trascrizioni di messaggi vocali e video e ora la piattaforma sta aprendo questa funzionalità […]

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L’app adesso consiglia anche canali da seguire per singoli utenti

Telegram ha rilasciato un importante aggiornamento per le sue app iOS e Android che include una serie di nuove funzionalità. Dallo scorso anno, gli utenti di Telegram Premium hanno potuto ottenere trascrizioni di messaggi vocali e video e ora la piattaforma sta aprendo questa funzionalità a tutti, anche se in modo più limitato. Gli utenti gratuiti potranno convertire in testo due messaggi a settimana. Basta premere l’icona →A su un messaggio vocale e avere una versione testuale del promemoria. Telegram nota che sta implementando questa funzionalità gradualmente. In aggiunta, il client cerca di migliorare la scoperta dei canali. Ogni volta che ci si unisce ad un canale, si vedrà una selezione di canali pubblici simili. Telegram basa queste raccomandazioni su somiglianze nelle basi di abbonati. Potrai visualizzare questi consigli in qualsiasi momento accedendo al profilo di un canale.

Inoltre, adesso è possibile includere un commento video o una reazione con una storia. Basterà tenere premuta l’icona della fotocamera nell’editor della storia per catturare una clip selfie. Diventa più semplice anche ripubblicare la storia di qualcun altro, cliccando il pulsante di condivisione su una storia. Solo le storie la cui visibilità è pubblica possono essere ripubblicate. Ci sono ancora delle funzioni esclusive per gli utenti Premium, che ad esempio possono impostare i propri profili con combinazioni di colori uniche, applicare sfondi personalizzati a ogni singola chat e personalizzare le emoji che appaiono come reazioni. Inoltre, qualsiasi app Telegram ora può rilevare un linguaggio di codifica nei messaggi ed evidenziarne la sintassi con la formattazione corretta.

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Telegram blocca i post a pagamento che aggirano le policy di Apple https://www.datamanager.it/2022/11/telegram-blocca-i-post-a-pagamento-che-aggirano-le-policy-di-apple/ Tue, 08 Nov 2022 14:39:16 +0000 https://www.datamanager.it/?p=222791 I creatori avevano sfruttato un bot automatico per ricevere compensi sui loro contenuti Telegram ha rimosso la possibilità per gli utenti su iOS di creare post a pagamento a causa delle rigide linee guida dell’App Store di Apple. In un post sull’app di chat, il CEO di Telegram, Pavel Durov, ha scritto che i creatori […]

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I creatori avevano sfruttato un bot automatico per ricevere compensi sui loro contenuti

Telegram ha rimosso la possibilità per gli utenti su iOS di creare post a pagamento a causa delle rigide linee guida dell’App Store di Apple. In un post sull’app di chat, il CEO di Telegram, Pavel Durov, ha scritto che i creatori della piattaforma hanno utilizzato servizi automatici di pagamento o donazioni di terze parti per vendere l’accesso a determinati contenuti sui loro canali. Ovviamente Apple s’è fatta sentire, anche perché l’azienda prevede una tassa del 30% sugli introiti, di qualsiasi tipo, ottenuti tramite app ufficiale diffuse via App Store. La Mela, non a caso, non consente agli sviluppatori di utilizzare piattaforme di pagamento di terze parti, addebitando una commissione fino al 30% su qualsiasi acquisto in-app. Come notato da 9to5Mac, Telegram inizialmente sembrava aver testato una funzione di post a pagamento, tuttavia ha poi spiegato di essere estranea alla questione, con gli stessi utenti che hanno sfruttato bot automatici per ricevere pagamenti.

“Questo è solo un altro esempio di come un monopolio da trilioni di dollari abusa del proprio dominio sul mercato a spese di milioni di utenti che stanno cercando di monetizzare i propri contenuti”, afferma comunque affermato Durov. “Spero che le autorità di regolamentazione nell’UE, in India e altrove inizino ad agire prima che Apple distrugga più sogni e schiacci più imprenditori con una tassa più alta di qualsiasi IVA applicata dal governo”. Questa non è la prima volta che Durov e Apple si scontrano. Ad agosto, il CEO ha incolpato la big tech di aver ritardato di settimane uno dei suoi aggiornamenti. Il motivo? La società aveva contestato il nuovo servizio “Telemoji” che personalizza le emoji standard con animazioni divertenti. Telegram ha recentemente lanciato un abbonamento Premium, che offre agli utenti l’accesso a funzionalità esclusive, con uno sconto sull’acquisto tramite il sito desktop e non da app visto che “i pagamenti via web non sono soggetti a commissioni da Apple o Google”.

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Telegram ora consente di impostare qualsiasi suono per le notifiche https://www.datamanager.it/2022/04/telegram-ora-consente-di-impostare-qualsiasi-suono-per-le-notifiche/ Wed, 20 Apr 2022 13:08:07 +0000 https://www.datamanager.it/?p=218354 Il client ha aggiunto anche una durata di disattivazione chat personalizzata In un nuovo aggiornamento, Telegram ha annunciato che consentirà agli utenti di impostare qualsiasi suono come tono di notifica. È possibile utilizzare brevi file audio caricati dal telefono e salvare i messaggi vocali come toni di notifica da una chat. Telegram afferma che attualmente […]

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Il client ha aggiunto anche una durata di disattivazione chat personalizzata

In un nuovo aggiornamento, Telegram ha annunciato che consentirà agli utenti di impostare qualsiasi suono come tono di notifica. È possibile utilizzare brevi file audio caricati dal telefono e salvare i messaggi vocali come toni di notifica da una chat. Telegram afferma che attualmente supporta file audio e messaggi vocali inferiori a 300 KB e lunghi meno di cinque secondi. Si potrà assegnare un suono a chat specifiche o interi gruppi, dal menu Impostazioni > Notifiche e suoni. Il client metterà anche a disposizione una serie di opzioni, che vanno da un campanello al gatto Merlino, disponibili dal canale ‘suoni di notifica’.

Oltre ai toni di notifica personalizzati, Telegram darà la possibilità di impostare durate di disattivazione personalizzate. In precedenza, era possibile disattivare le notifiche solo per un’ora, otto ore o due giorni, ma il nuovo aggiornamento offrirà molte più opzioni, dai 30 minuti ai due mesi. L’aggiornamento include più incrementi per il timer di eliminazione automatica, che fa scomparire automaticamente i messaggi in una chat in un momento specifico.

Telegram ha anche apportato alcune modifiche specifiche al sistema operativo, inclusa una traduzione in-app migliorata su iOS che supporta più lingue, come la controparte su Android. L’app di messaggistica ora ti consente di modificare le dimensioni della finestra del lettore in modalità immagine su Android, consentendo di utilizzare i gesti di pinch in e out per ridimensionare la finestra o premere il pulsante “X” per chiudere lo schermo. Altre introduzioni minori includono emoji animate a tema culinario.

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Perché il Brasile ha bandito Telegram https://www.datamanager.it/2022/03/perche-il-brasile-ha-bandito-telegram/ Tue, 22 Mar 2022 15:24:56 +0000 https://www.datamanager.it/?p=217598 Un problema burocratico alla base della censura imposta da Brasilia Il fondatore e CEO di Telegram, Pavel Durov, ha rilasciato una dichiarazione sul motivo per cui la Corte Suprema del Brasile ha sospeso l’app nel Paese. Durov afferma che il motivo non è basato su questioni di sicurezza o simili ma solo su tempistiche burocratiche. […]

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Un problema burocratico alla base della censura imposta da Brasilia

Il fondatore e CEO di Telegram, Pavel Durov, ha rilasciato una dichiarazione sul motivo per cui la Corte Suprema del Brasile ha sospeso l’app nel Paese. Durov afferma che il motivo non è basato su questioni di sicurezza o simili ma solo su tempistiche burocratiche. “Sembra che abbiamo avuto un problema con le e-mail tra i nostri indirizzi aziendali di telegram.org e la Corte Suprema brasiliana. A seguito di questo errore di comunicazione, la Corte ha deciso di vietare Telegram in Brasile. A nome del nostro team, mi scuso con la Corte per la nostra negligenza. Avremmo sicuramente potuto fare un lavoro migliore”.

Telegram aveva chiesto all’organo di inviare le comunicazioni “ad un indirizzo e-mail dedicato”. Ma la corte non l’ha fatto, a quanto pare: ha continuato a usare “il vecchio indirizzo e-mail generico” e Telegram ha perso dunque ogni genere di richiesta burocratica mandata dai funzionari. Ed è stato bandito per via di questa sua negligenza, da qualsiasi parte essa dipenda.

La società afferma di aver trovato le e-mail (il che implica che il vecchio indirizzo funzionava) e che sta cercando di porre rimedio alla situazione con il tribunale. C’è molto contesto politico nella problematica sollevata in quel di Brasilia. Gran parte della vicenda ruota infatti intorno alle accuse secondo cui il servizio di chat facilita la diffusione della disinformazione. In realtà, in alcune parti del mondo, come la Russia, la piattaforma ha riscosso un gran successo nelle ultime settimane, visto che si è posta come canale indipendente per la circolazione di notizie sulla guerra in corso, valicando spesso i divieti imposti dagli stati per limitare la libera informazione. 

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Telegram imita Clubhouse con le chat audio https://www.datamanager.it/2021/03/telegram-imita-clubhouse-con-le-chat-audio/ Tue, 23 Mar 2021 09:45:22 +0000 https://www.datamanager.it/?p=208084 L’aggiornamento dell’app introduce la possibilità di creare stanze in cui discutere solo con la voce: il trend del momento Clubhouse è un social molto popolare, sebbene i suoi numeri sembrino essere in stallo da qualche settimana. Riportando la comunicazione nella modalità essenziale della voce, come fosse un podcast o un canale radio interattivo, il suo […]

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L’aggiornamento dell’app introduce la possibilità di creare stanze in cui discutere solo con la voce: il trend del momento

Clubhouse è un social molto popolare, sebbene i suoi numeri sembrino essere in stallo da qualche settimana. Riportando la comunicazione nella modalità essenziale della voce, come fosse un podcast o un canale radio interattivo, il suo minimalismo ha conquistato gli utenti iPhone, gli unici che possono usarlo al momento. Ed è il motivo per cui Telegram, nei giorni scorsi, ha sorpreso tutti, lanciando una sua versione, in-app, di Clubhouse. 

Con il nuovo update, gli amministratori di canali e gruppi pubblici possono avviare nuove chat vocali, ascoltate da tutti. proprio alla stregua delle piattaforme concorrenti. Tutto ciò in primis su Android, anche se il rilascio dell’update su iOS dovrebbe essere questione di poco.

Come funziona

Proprio come in Clubhouse, per entrare nella chat vocale basta avere il link dell’evento oppure farsi invitare da chi  già dentro. Di default, gli utenti hanno il loro microfono spento ma possono chiedere parola in qualsiasi momento. Il bello è che, per preservare la privacy, si può entrare con il proprio nome reale oppure con un nickname anonimo, elencato come partecipante alla conversazione.

Funzionalità ulteriore è la possibilità di registrare l’audio dell’evento, con gli amministratori delle chat che hanno la facoltà di salvare e ripubblicare l’audio dal vivo. Le room con tale funzione sono contraddistinte da una luce rossa al fianco del titolo. Nell’aggiornamento ci sono altre novità, come il Play dei messaggi vocali da dove li avevamo interrotti e, per Android, la possibilità di scegliere l’azione assegnata allo swipe su una chat (archiviare, fissare, silenziare, eliminare o segnare come letta).

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Telegram presenta un reclamo all’UE contro l’App Store di Apple https://www.datamanager.it/2020/07/telegram-presenta-un-reclamo-allue-contro-lapp-store-di-apple/ Fri, 31 Jul 2020 12:52:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=201854 L’app di messaggistica denuncia il comportamento anti-concorrenziale della Mela, che macina soldi con un monopolio delle app Telegram, l’app di messaggistica più amata da chi ci tiene alla privacy, è solo l’ultima delle società a presentare un reclamo antitrust formale all’UE contro l’App Store di Apple. In una denuncia al capo della concorrenza Margrethe Vestager, […]

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L’app di messaggistica denuncia il comportamento anti-concorrenziale della Mela, che macina soldi con un monopolio delle app

Telegram, l’app di messaggistica più amata da chi ci tiene alla privacy, è solo l’ultima delle società a presentare un reclamo antitrust formale all’UE contro l’App Store di Apple. In una denuncia al capo della concorrenza Margrethe Vestager, Telegram, che ha oltre 400 milioni di utilizzatori, ha dichiarato che Apple deve “consentire agli utenti di avere l’opportunità di scaricare software al di fuori dell’App Store”. A giugno, Vestager ha annunciato due indagini antitrust su Apple, una delle quali riguardava proprio il negozio digitale del big di Cupertino.

Oltre a ciò, ad aumentare di recente sono stati anche i conflitti della Mela con gli sviluppatori, in merito alle regole di pubblicazione sullo Store. Sia Spotify che Rakuten hanno precedentemente denunciato all’UE che l’App Store rappresenta un potere monopolistico, dato che gli sviluppatori devono accettare i termini imposti, inclusa una commissione del 30% sugli acquisti in-app.

Estate rovente per Apple

Si stima che le commissioni dell’App Store di Apple in tutto il mondo generino ogni mese più di 1 miliardo di dollari per l’azienda. Nella sua denuncia, Telegram ha contestato l’argomentazione di Apple secondo cui la commissione dell’App Store serve a tenere in vita l’azienda. In un post di questa settimana, Pavel Durov, co-fondatore del concorrente di WhatsApp, ha dichiarato: “Ogni trimestre, Apple riceve miliardi di dollari da app di terze parti. Nel frattempo, le spese necessarie per ospitare e rivedere queste app sono in decine di milioni, non miliardi di dollari. Lo sappiamo perché noi di Telegram ospitiamo e recensiamo più contenuti pubblici di quanti mai ne farà l’App Store”.

Telegram ha affermato che nel 2016 Apple ha impedito all’app di messaggistica di lanciare una piattaforma di gioco perché era contraria alle regole dello Store. Il gruppo ha poi rischiato di essere cancellato dal negozio e di smantellare l’impresa. Per questo, Durov e soci affermano che il colosso americano, di fatto, blocca l’innovazione, grazie al suo “potere monopolistico” che esercita sul mercato. Apple ha ripetutamente negato le accuse di comportamento anti-concorrenziale, con il CEO Tim Cook che ha accettato un controllo dell’App Store, considerandolo ragionevole e appropriato, ma difendendo al contempo le strategie commerciali della sua azienda.

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Un bug di Telegram ha messo a rischio la privacy degli utenti https://www.datamanager.it/2018/10/un-bug-di-telegram-ha-messo-a-rischio-la-privacy-degli-utenti/ Wed, 03 Oct 2018 13:14:33 +0000 http://www.datamanager.it/?p=158868 Risiederebbe nel protocollo desktop una falla che ha esposto gli indirizzi IP degli iscritti durante la funzione di chiamate P2P Telegram è riconosciuto come client dalla sicurezza estrema. Non a caso, molti lo preferiscono a Whatsapp per chattare e inviare file, seppur entrambi utilizzino oramai piattaforme di crittografia ai top del mercato. Eppure, può capitare […]

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Risiederebbe nel protocollo desktop una falla che ha esposto gli indirizzi IP degli iscritti durante la funzione di chiamate P2P

Telegram è riconosciuto come client dalla sicurezza estrema. Non a caso, molti lo preferiscono a Whatsapp per chattare e inviare file, seppur entrambi utilizzino oramai piattaforme di crittografia ai top del mercato. Eppure, può capitare che ogni tanto un bug metta a rischio l’incolumità di milioni di persone, una piccola porzione di chi usa, quotidianamente, i software. 

Ed è così che Dhiraj Mishra, un cacciatore di bug di Mumbai, ha scoperto una falla che avrebbe esposto in chiaro gli indirizzi IP durante le chiamate vocali su framework P2P in modalità desktop. Mentre gli utenti dell’app per iOS e Android di Telegram hanno la possibilità di disattivare le chiamate peer-to-peer dalle impostazioni, chi sfrutta il programma su computer non beneficia di un opt-out del genere, per cui, nel caso della debolezza odierna, non può che evitare l’utilizzo.

Cosa succede

Come segnala Bleeping Computer, il problema si ha quando si utilizza la funzione di telefonia P2P verso un altro iscritto che accetta la chiamata. In tal caso, l’indirizzo IP del ricevitore viene visualizzato nei registri della console della compagnia, passibile di essere violato e derubato. Il bug, con codice CVE-2018-17780, è stato riparato da Telegram con le versioni desktop v1.4.0 e beta v1.3.17 dove gli utenti hanno l’opportunità di disabilitare l’opzione, impostando il peer-to-peer su nessuna preferenza.

Il team di sicurezza di Telegram ha lavorato con Mishra per convalidare e risolvere la falla, ripagata circa 2 mila euro a favore del ragazzo. Una somma assurda se si pensa al parco clienti potenzialmente coinvolto e ora protetto. Queste le parole dell’azienda: “Subito dopo aver effettuato l’accesso conviene controllare che le chiamate P2P siano state chiuse. Questo perché le API globali potrebbero non aver ancora beneficiato dei nuovi comandi inseriti, mostrando configurazioni differenti per zona e nazione”.

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Iliad sfida WhatsApp con la sua app di messaggistica https://www.datamanager.it/2018/07/152448/ Mon, 30 Jul 2018 17:30:14 +0000 http://www.datamanager.it/?p=152448 Iliad si prepara a rendere disponibile per tutti la sua segreteria visiva da cui ascoltare i messaggi e inviare file audio ai contatti Il settore delle app di messaggistica è dominato da WhatsApp ma questo non significa che altri servizi non tentino comunque di rubarle la corona. Telegram, ad esempio, è riuscita a guadagnare una […]

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Iliad si prepara a rendere disponibile per tutti la sua segreteria visiva da cui ascoltare i messaggi e inviare file audio ai contatti

Il settore delle app di messaggistica è dominato da WhatsApp ma questo non significa che altri servizi non tentino comunque di rubarle la corona. Telegram, ad esempio, è riuscita a guadagnare una discreta utenza puntando sulla sicurezza e la privacy delle conversazioni. Iliad è arrivata in Italia con una strategia aggressiva che ha messo in seria difficoltà gli operatori che da anni lavorano nel nostro Paese e ora insieme alla sua offerta low cost (minuti senza limiti e 30 GB di dati Internet a 5,99 euro al mese) si prepara a lanciare una propria chat.

In particolare, Iliad sta sperimentando la cosiddetta segreteria visiva, ovvero una sorta di casella per messaggi audio unita ad una piattaforma di messaggistica molto simile a WhatsApp. L’app è già disponibile in versione beta solamente per smartphone Android e permette di essere sempre aggiornati sui contenuti della segreteria senza la necessità di chiamare l’apposito call center. Il software consente anche di registrare messaggi vocali da inviare poi ai propri contatti in rubrica. La soluzione di Iliad, che ha pronta una nuova offerta che potrebbe mandare in tilt il mercato della telefonia, a breve sarà disponibile anche per iPhone ma è ancora presto per dire se riuscirà davvero a impensierire WhatsApp. La piattaforma di proprietà di Facebook continua l’opera di aggiornamento del suo servizio e a breve non solo mostrerà le anteprime delle foto direttamente nelle notifiche ma sta lavorando anche per combattere lo spam, truffe e la diffusione di contenuti potenzialmente pericolosi.

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Ulteriori limitazioni della privacy digitale dei cittadini russi: un commento https://www.datamanager.it/2018/06/ulteriori-limitazioni-della-privacy-digitale-dei-cittadini-russi-un-commento/ Fri, 15 Jun 2018 13:23:53 +0000 http://www.datamanager.it/?p=149739 Agli utenti di Telegram potrebbe essere impedito l’accesso a questo strumento di comunicazione anonima Il governo russo sta tentando di vietare l’uso del servizio di messaggistica istantanea “Telegram”. Il commento di Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA. L’uso di soluzioni VPN e servizi proxy non regolamentati è già stato sufficientemente criminalizzato in Russia: per […]

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Agli utenti di Telegram potrebbe essere impedito l’accesso a questo strumento di comunicazione anonima

Il governo russo sta tentando di vietare l’uso del servizio di messaggistica istantanea “Telegram”. Il commento di Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA.

L’uso di soluzioni VPN e servizi proxy non regolamentati è già stato sufficientemente criminalizzato in Russia: per ottenere una autorizzazione ufficiale, gli operatori VPN devono essere conformi alle normative sulla censura vigente in Russia ossia bloccare siti specifici anche all’interno di un traffico VPN cifrato. Le autorità gestiscono una lista nera di siti inclusi in questa categoria. L’elenco contiene qualunque sito che presenti contenuti ritenuti illegali o dannosi. Ogni operatore VPN deve quindi applicare tale filtro sulla navigazione di qualsiasi utente. Devono anche essere in grado di condividere i dati riguardo agli utenti del rispettivo servizio VPN su richiesta delle autorità, una cosa che molti operatori non possono fornire perché non raccolgono / archiviano questi dati. Da diverse settimane il governo russo sta cercando modi di vietare l’uso di applicazioni IM cifrate. L’obiettivo principale è il servizio di messaggistica Telegram – ironia della sorte, Telegram ha radici russe. Dopo aver incassato un rifiuto di consegnare le chiavi di cifratura del servizio alle autorità per la sicurezza russa (e quindi aprire una back-door per le autorità) da parte del fornitore, determinati indirizzi IP sono stati bloccati in modo mirato per limitare l’uso di Telegram. Con scarso successo, come hanno ammesso le stesse autorità. In secondo acchito le autorità russe hanno cercato di mettere sotto pressione Apple e Google al fine di far loro rimuovere dai rispettivi store locali la app corrispondente, secondo una procedura simile a quanto già in vigore per le VPN: la tecnologia viola la normativa russa sulla censura.

L’argomentazione è identica: si ritiene che la app sia utilizzata per pianificare e coordinare attività terroristiche. Per questo motivo deve essere monitorabile da parte delle autorità. Adeguarsi alle normative russe non implica un divieto di usare una VPN o la cifratura ma priva queste ultime del proprio scopo: le autorità vogliono essere in grado di identificare chiaramente gli utenti nonostante la cifratura e l’anonimizzazione, un controsenso rispetto allo scopo primario di queste soluzioni. Il legislatore russo desidera che tutti i servizi di messaggistica siano associati al numero di telefono dell’utente, quindi chiaramente riconducibili alla persona che se ne avvale.

Un esempio

In passato abbiamo già espresso la nostra grande preoccupazione verso approcci di questo tipo. Preoccupazioni ora confermate – questi eventi creano un nuovo precedente per un divieto della protezione della privacy personale. Anche la Germania sta cercando modi per consentire alle autorità giudiziarie di monitorare i canali per la comunicazione cifrata in situazioni che giustifichino questa misura e quindi di accedere alle comunicazioni dei singoli individui, ne è un esempio la bozza di legge formulata dagli organismi incaricati dell’applicazione della legge nella Renania del Nord / Vestfalia. In Italia le normative riguardano primariamente la conservazione e consegna dei dati di navigazione degli utenti in caso sia ritenuto necessario ma non ancora di accesso delle autorità alle comunicazioni cifrate.

Lo voglio dire ancora una volta molto chiaramente: non solo io personalmente ma anche numerosi altri esperti di sicurezza IT considerano questa procedura estremamente pericolosa e non foriera di alcun tipo di successo a lungo termine – la legislatura precedentemente citata sull’uso delle VPN è già stata fortemente criticata su molti fronti per la stessa ragione.

Fare compromessi sulla sicurezza in nome della sicurezza

Non c’è prova alcuna che le attività criminali diminuiscano a fronte di una maggior sorveglianza. Inoltre, misure come il divieto di utilizzare servizi di comunicazione cifrata hanno un impatto negativo di lunga durata sulla fiducia dei cittadini nei rispettivi governi in generale e nelle autorità preposte a garantire la loro sicurezza in particolare. Ecco perché è fondamentale discutere apertamente soprattutto pubblicamente di questo approccio – ma ciò non sta accadendo, nonostante sia di vitale importanza in questo momento. Il fatto che la reazione pubblica a questi tentativi risulti così limitata (se paragonata a precedenti discussioni su argomenti simili) è allarmante e sembra suggerire che molti si siano stancati di parlarne – si potrebbe quasi ipotizzare che sia preferibile rinunciare parzialmente a proteggersi se da queste misure scaturisce un beneficio per il senso di sicurezza soggettivo. Il fatto che misure che implicano un’infiltrazione sistematica nella privacy dei singoli cittadini siano invariabilmente giustificate con preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale dovrebbe far sorgere qualche dubbio e domande su chi realmente beneficia di queste regolamentazioni. Fino ad ora le normative su questa tematica non sono mai state abrogate nonostante si siano dimostrate del tutto inefficaci e non in grado di produrre i risultati auspicati.

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