troll – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Wed, 02 May 2018 14:44:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png troll – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Instagram sfrutta l’AI per combattere il bullismo online https://www.datamanager.it/2018/05/instagram-sfrutta-lai-per-combattere-il-bullismo-online/ Wed, 02 May 2018 14:44:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=146768 Instagram ha introdotto un filtro automatico per combattere il bullismo grazie al machine learning. Inoltre, sarà più facile condividere i contenuti delle app di terze parti nelle Storie Instagram come molte aziende che lavorano sul web ha preso provvedimenti per combattere troll, hate speech e bullismo. Il social network ha introdotto un nuovo algoritmo basato […]

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Instagram ha introdotto un filtro automatico per combattere il bullismo grazie al machine learning. Inoltre, sarà più facile condividere i contenuti delle app di terze parti nelle Storie

Instagram come molte aziende che lavorano sul web ha preso provvedimenti per combattere troll, hate speech e bullismo. Il social network ha introdotto un nuovo algoritmo basato sulla tecnologia DeepText di Facebook che permette di individuare e bloccare automaticamente e con tempestività i commenti e i contenuti offensivi. Il filtro utilizza l’intelligenza artificiale e il machine learning per questa operazione in modo da colpire solamente ciò che non è lecito condividere sulla piattaforma. Al momento il filtro riconosce solamente i commenti offensivi in lingua inglese ma in futuro verranno aggiunte altre lingue. L’utente potrà disabilitare in ogni momento la funzione nell’impostazione dell’app e ha anche la possibilità di inserire parole chiave specifiche in modo da bloccare tutti i post che le contengono.

“Dal momento che Mike (Krieger) e io abbiamo fondato Instagram, il nostro obiettivo è stato renderlo un luogo sicuro per esprimere se stessi e promuovere la gentilezza all’interno della comunità. Questo aggiornamento è solo il prossimo passo nella nostra missione per mantenere questa promessa”, afferma il CEO del social network, Kevin Systrom.

Le novità non finiscono qui. Instagram, che a breve consentirà il backup dei propri dati come avviene su Facebook, ha anche lavorato per ampliare le funzioni del suo servizio. Il social network ora ha reso più semplice condividere contenuti di app di terze parti all’interno delle Storie. Le prime due piattaforme a sfruttare questa possibilità sono Spotify e GoPro. La prima consente di pubblicare le canzoni in ascolto all’interno dei collage multimediali che si autodistruggono e lo stesso fa la seconda con foto e video. Inoltre, Instagram ora consente di effettuare videochiamate, anche di gruppo, direttamente dalla sua app. “Nelle prossime settimane porteremo la video chat su Instagram e daremo agli amici un nuovo modo di trascorrere del tempo insieme – anche quando non sono effettivamente insieme”, si legge sul blog del social network. La schermata della videochiamata potrà inoltre essere ridotta per continuare a utilizzare la piattaforma principale.

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Facebook spegne centinaia di account della fabbrica dei troll https://www.datamanager.it/2018/04/facebook-spegne-centinaia-di-account-della-fabbrica-dei-troll/ Thu, 05 Apr 2018 18:30:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145029 Continua l’operazione di pulizia del social network nei confronti della Internet Research Agency che ha messo il mondo in subbuglio con le sue fake news Alex Stamos, responsabile della sicurezza di Facebook, ha annunciato la rimozione di circa 140 account Facebook e Instagram e 138 pagine Facebook controllate dalla Internet Research Agency (IRA). Si tratta […]

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Continua l’operazione di pulizia del social network nei confronti della Internet Research Agency che ha messo il mondo in subbuglio con le sue fake news

Alex Stamos, responsabile della sicurezza di Facebook, ha annunciato la rimozione di circa 140 account Facebook e Instagram e 138 pagine Facebook controllate dalla Internet Research Agency (IRA). Si tratta dell’organizzazione che oramai senza dubbio ha messo in subbuglio il mondo del web a cavallo tra il 2016 e il 2017 con la diffusione di fake news e annunci social a favore di Donald Trump. All’interno del cosiddetto Russiagate, FBI e agenzie correlate hanno individuato il fulcro operativo dell’IRA in un quartiere di San Pietroburgo e attiva sin dal 2015. Il suo lavoro si è concentrato soprattutto sulle elezioni americane di due anni fa ma potrebbe aver influito anche su referendum successivi, come quello europeo sulla Brexit.

Cosa succede

Alcune delle pagine rimosse toccavano temi caldi, come la politica, mentre altre si occupavano di questioni più banali come il turismo. Stando ai numeri di Facebook, gli account interessati aveva speso circa 167 mila dollari per inserzioni su Facebook e Instagram negli ultimi tre anni, in aggiunta ai 100 mila dollari destinati ad annunci pro-elezioni, individuati definitivamente lo scorso autunno e principalmente con toni nazionalisti e a favore di Putin. “L’IRA ha ripetutamente utilizzato account fake per ingannare e manipolare le persone che sono Facebook.

È per questo che stiamo compiendo questa sorta di pulizia, per evitare che dinamiche del genere accadano ancora sul nostro network. Quello a cui puntiamo è il fine di un’iniziativa non il contenuto” – ha puntualizzato Stamos, assicurando ancora una volta come la libertà di espressione resti un caposaldo essenziale dell’esperienza sulla piattaforma.

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Twitter scova i troll con un nuovo algoritmo https://www.datamanager.it/2017/03/twitter-scova-troll-un-algoritmo/ Fri, 03 Mar 2017 19:00:48 +0000 http://www.datamanager.it/?p=120361 Il social network concentra gli sforzi contro gli abusi online con l’arrivo di filtri automatici e il blocco nella creazione di nuovi account fasulli Una piattaforma più pulita, onesta e che rispetti l’etica digitale. Questo è l’obiettivo che Twitter si è posto da tempo e che sta realizzando a piccole dosi ma periodiche. L’ultimo aggiornamento, […]

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Il social network concentra gli sforzi contro gli abusi online con l’arrivo di filtri automatici e il blocco nella creazione di nuovi account fasulli

Una piattaforma più pulita, onesta e che rispetti l’etica digitale. Questo è l’obiettivo che Twitter si è posto da tempo e che sta realizzando a piccole dosi ma periodiche. L’ultimo aggiornamento, già implementato, permette agli utenti di sbarazzarsi in maniera automatica dei tweet offensivi, chiaramente fake e molesti, semplicemente mettendo in pratica tre funzionalità, rese possibili dall’uso di un algoritmo più avanzato e intelligente. La politica dell’azienda si concentra dunque su tre novità anti-abuso, che riguardano sia l’utente finale che il sistema di gestione della rete a livello tecnico: un filtro per nascondere i contenuti di poco valore dalla timeline, una ricerca più approfondita dei tweet da rimuovere e un divieto per gli utenti sospesi di poter creare molteplici account, con chiaro scopo di disturbo e trolling.

Cosa cambia

Sia nella versione desktop che mobile (tramite sito e app), gli iscritti possono già utilizzare dei filtri per nascondere i tweet delle persone considerate come offensive, selezionando direttamente gli account (come prima) ma anche alcune parole chiave. In questo modo si applica automaticamente una selezione all’ingresso, per cui alcuni contenuti non verranno più visualizzati senza che si debba intervenire su ogni post manualmente. Da parte dell’azienda, l’algoritmo appena integrato potrà verificare con maggiore precisione quali account sono stati creati solo per creare confusione o per finalità di trolling (ma forse anche come bot, solo per aumentare il numero di followers dei profili), semplicemente verificando la presenza di una foto come avatar e i contenuti diffusi ma anche la correttezza delle informazioni inserite in fase di registrazione (come una mail valida). La terza mossa riguarda proprio i profili fake e abusivi: qualora Twitter individui account non reali o con un engagement dubbio, potrà sospenderli per un certo periodo di tempo, negando la creazione di altri profili con la stessa email o numeri di telefono. In questo modo potrà limitare il proliferarsi di utenti molesti e dediti al posting offensivo.

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Arriva l’assicurazione contro le molestie online https://www.datamanager.it/2015/12/arriva-lassicurazione-le-molestie-online/ Fri, 11 Dec 2015 19:00:27 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90760 Dall’Inghilterra la notizia di una compagnia che offrirà un’assicurazione contro i troll della rete Si chiama Chubb Corporation ed è una delle tante agenzie di assicurazioni che operano nel Regno Unito. Il suo nome è alla ribalta perché la compagnia è la prima, almeno per quanto ne sappiamo, ad offrire accanto ad una serie di […]

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Dall’Inghilterra la notizia di una compagnia che offrirà un’assicurazione contro i troll della rete

Si chiama Chubb Corporation ed è una delle tante agenzie di assicurazioni che operano nel Regno Unito. Il suo nome è alla ribalta perché la compagnia è la prima, almeno per quanto ne sappiamo, ad offrire accanto ad una serie di coperture “classiche”, anche una forma di protezione contro molestie perpetrate su internet, dagli atti di bullismo ad attività di trollaggio. A fronte del versamento di un extra, i clienti dell’agenzia potranno avvalersi di una somma massima pari a circa 68 mila euro come risarcimento di possibili conseguenze psico-fisiche subite online.

All-inclusive

La copertura monetaria comprende anche servizi aggiuntivi, come le spese legali e l’ingaggio di un esperto in gestione della reputazione online, necessario nel caso la propria immagine sia stata infangata con accuse o comportamenti non veritieri, a scopo di diffamazione. Insomma siamo dinanzi all’evidenza che internet può trasformarsi un luogo davvero spiacevole, proprio come la società organica a cui siamo abituati. I cittadini inglesi potranno sottoscrivere l’assicurazione a partire dal 1 gennaio 2016 e, visto il carattere fumantino di qualche italiano, siamo convinti che una soluzione del genere da noi sarebbe accolta con un certo interesse. Secondo Chubb Corporation, le molestie digitali sono oramai all’ordine del giorno, non solo al di là della Manica. Tra Facebook, Twitter, YouTube e Instagram si contano centinaia di intimidazioni a scherzi pesanti, a danni di amici (o presunti tali) e colleghi. Sono ancora frequenti quelli che ricadano all’interno del crimine di “swatting”: false segnalazioni alla polizia, con l’invio di squadre specializzate SWAT a casa di inconsapevoli e innocenti individui.

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Anonymous chiede al web di trollare l’Isis https://www.datamanager.it/2015/12/anonymous-chiede-al-web-di-trollare-lisis/ Thu, 10 Dec 2015 17:59:15 +0000 http://www.datamanager.it/?p=90682 Domani Anonymous chiama a raccolta il web per l'”Isis trolling day”, una giornata in cui fare ironia sui terroristi e dimostrare che non abbiamo paura Dopo la strage del Bataclan che ha suscitato indignazione e cordoglio in tutto il mondo, Anonymous ha deciso di dichiarare guerra allo Stato Islamico. Attraverso la massiccia operazione #OpParis gli ethical […]

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Domani Anonymous chiama a raccolta il web per l'”Isis trolling day”, una giornata in cui fare ironia sui terroristi e dimostrare che non abbiamo paura

Dopo la strage del Bataclan che ha suscitato indignazione e cordoglio in tutto il mondo, Anonymous ha deciso di dichiarare guerra allo Stato Islamico. Attraverso la massiccia operazione #OpParis gli ethical hacker sono riusciti a scovare ed eliminare migliaia di profili social utilizzati per diffondere il messaggio dell’Isis e trovare nuovi adepti. Anonymous ha recentemente dichiarato di essere vicina a raggiungere i leader dell’organizzazione terroristica e ora ha deciso di utilizzare l’ironia come arma contro l’Isis.

Domani 11 dicembre gli ethical hacker hanno indetto l'”Isis trolling day”. Durante questo evento saranno condivisi sui maggiori social network una serie di meme, fotomontaggi e immagini satiriche che riguardano gli jihadisti. Questa volta Anonymous ha chiesto anche il supporto di tutto il popolo della Rete, invitandolo a far diventare trendig topic gli hashtag #Daesh e #Daeshbags. “Li derideremo per la loro idiozia. Lo Stato Islamico si nutre di paura, noi gli mostreremo che non ne abbiamo. Gli mostreremo che vinceremo noi dopo tutti gli orrori che hanno commesso, che non hanno alcun controllo su di noi. Sarà un giorno che non dimenticheranno mai”, scrive Anonymous.

Questa non è la prima volta che il gruppo usa l’ironia contro l’Isis. Il profilo legato ad Anonymous, YourAnonNews, ha pubblicato su Twitter una serie di immagini in cui i volti dei terroristi erano state sostituiti da paperelle di gomma e gattini. Inoltre, un altro gruppo aveva.

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Perchè Google ha sospeso Map Maker https://www.datamanager.it/2015/05/perche-google-ha-sospeso-map-maker/ Tue, 12 May 2015 18:30:57 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74625 Dopo anni di modifiche fraudolente, Big G ha deciso di bloccare in via temporanea la piattaforma per personalizzare le sue mappe Uno dei più grandi vantaggi di Google Maps era (è) il supporto della community. Strade chiuse, nuovi svincoli, sensi vietati: tutte le ultime indicazioni potevano essere integrate all’interno della piattaforma attraverso i suggerimenti degli utenti. […]

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Dopo anni di modifiche fraudolente, Big G ha deciso di bloccare in via temporanea la piattaforma per personalizzare le sue mappe

Uno dei più grandi vantaggi di Google Maps era (è) il supporto della community. Strade chiuse, nuovi svincoli, sensi vietati: tutte le ultime indicazioni potevano essere integrate all’interno della piattaforma attraverso i suggerimenti degli utenti. Ma non tutti gli utilizzatori del servizio di mappe avevano questo spiccato senso di etica digitale tanto che in molti apportavano modifiche solo per recare danno e depistare. E per questo Google ha sospeso temporaneamente Map Maker, lo strumento accessibile a tutti per la modifica della cartografia, dopo una serie di aggiornamenti falsi attuati apposta da cosiddetti troll della rete pronti a rovinare l’affidabilità del sito.

Android e Apple

In realtà sono anni che diverse persone inseriscono scherzetti del genere dentro Google Maps. Non si tratta di foto o panoramiche ma di nomi di strutture ricettive, negozi o luoghi pubblici erroneamente localizzati dove non dovrebbero. A quanto pare le due ultime vicende che hanno spinto Google a chiudere per ora Map Maker sarebbero l’individuazione di Edward Snowden all’interno della casa bianca e l’immagine di Android che urina sul logo Apple in un non ben precisato luogo del globo. Due casi che hanno messo in discussione la validità del controllo di Google sulle richieste di modifica fatte dai navigatori che avrebbero trovato il modo di creare falsi certificati per pubblicare quello che vogliono su Maps. Per evitare altri inconvenienti del genere Big G ha deciso di dire basta chiudendo Map Maker con un semplice banner che  compare quando si effettua l’accesso al portale. Fino a quando? Non è dato saperlo.

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Twitter responsabilizza i troll https://www.datamanager.it/2015/04/twitter-responsabilizza-i-troll/ Wed, 22 Apr 2015 14:29:42 +0000 http://www.datamanager.it/?p=73699 Twitter ha modificato le proprie condizioni d’uso per eliminare i troll e impedire la diffusione di messaggi offensivi e violenti Twitter sta cercando di migliorare il proprio servizio per attrarre nuovi inserzionisti e per farlo ha dichiarato guerra al trolling, ovvero quegli utenti che deliberatamente risultano fastidiosi sulle piattaforme social e cercano in ogni modo […]

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Twitter ha modificato le proprie condizioni d’uso per eliminare i troll e impedire la diffusione di messaggi offensivi e violenti

Twitter sta cercando di migliorare il proprio servizio per attrarre nuovi inserzionisti e per farlo ha dichiarato guerra al trolling, ovvero quegli utenti che deliberatamente risultano fastidiosi sulle piattaforme social e cercano in ogni modo di disturbare la condivisione di contenuti. Come aveva annunciato a fine mese il CEO Dick Costolo, il sito di microblogging ha modificato le sue policy di utilizzo per fermare i contenuti violenti e offensivi ma questa volta ha deciso di usare non solo il bastone ma anche la carota.

Twitter dice basta a troll e violenza

Twitter, che ha modificato la sua homepage desktop per attirare nuovi iscritti, ha realizzato nuovi strumenti per segnalare e rimuovere contenuti violenti e offensivi. Fra questi figura anche la sincronizzazione dei profili certificati con un numero di telefono. Questo sistema serve a rendere più semplice la cancellazione dell’account fake in via definitiva. Con le nuove policy saranno invece i troll a decidere del proprio destino. Twitter, una volta individuato un contenuto offensivo o violento, invierà all’autore del tweet un messaggio in cui gli si chiede di rimuovere il post incriminato per essere reintegrato sulla piattaforma. Twitter, che ora permette di inviare a tutti i messaggi diretti, ricorda inoltre di “non pubblicare o postare minacce dirette e specifiche di violenza contro altri o incitare alla violenza contro altri” e ha creato uno strumento che individua i messaggi violenti in automatico sulla base di diversi criteri. Tra i contenuti non permessi dal social network figurano certamente quelli diffusi dall’Isis, di cui il sito di microblogging ha già cancellato migliaia di account.

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Twitter si mobilita contro le minacce di terrorismo https://www.datamanager.it/2015/03/twitter-si-mobilita-contro-minacce-terrorismo/ Mon, 09 Mar 2015 14:48:12 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70972 Il microblog ha confermato di star prendendo molto seriamente la questione dell’Isis che ha minacciato di morte il suo fondatore Un conto è sapere di essere nel mirino di qualche troll, troppo frettoloso a postare idiozie su Twitter ma ben poco pericoloso nel mondo reale e un altro avere dinanzi pazzi criminali come i fautori […]

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Il microblog ha confermato di star prendendo molto seriamente la questione dell’Isis che ha minacciato di morte il suo fondatore

Un conto è sapere di essere nel mirino di qualche troll, troppo frettoloso a postare idiozie su Twitter ma ben poco pericoloso nel mondo reale e un altro avere dinanzi pazzi criminali come i fautori dell’Isis. Twitter, una volta ricevuta la minaccia di morte per il suo fondatore, ha deciso di agire immediatamente a difesa della sua piattaforma e degli utenti. Attraverso un report inviato la scorsa settimana, il team ha evidenziato come account sostenitori della jihad e dell’Isis abbiano aumentato gli attacchi verbali nei confronti degli utilizzatori del sito, mietendo un bel po’ di terrore anche tra ragazzi, professionisti e semplici cittadini. Per questo, lo stesso Jack Dorsey ha deciso di affidarsi alle forze di polizia per indagare meglio sull’uso terroristico che le persone fanno della sua creatura.

Minaccia reale

“Il nostro team di sicurezza sta investigando per capire che base di verità hanno gli attacchi inviati tramite Twitter – ha spiegato un portavoce – gli organi di polizia ci aiuteranno a verificare quali sono davvero collegati ad appartenenti all’Isis e in che modo possiamo fermarli”. Twitter, dal canto suo, ha già una serie di misure di protezione relative agli iscritti che subiscono minacce online. Ma il punto è che una volta bannato, le stesse autorità possono fare ben poco, a livello di intelligence, per individuare un utente e analizzare se sia davvero un pericolo o solo un troll della rete. I numeri cominciano ad essere però importanti. Secondo lo studio “The Isis Twitter Census“, sono almeno 46.000 gli account Twitter che da settembre a dicembre del 2014 hanno promosso l’Isis anche se pare che molti siano utilizzati dalle stesse persone.

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Utenti Tor state lontani da Twitter https://www.datamanager.it/2015/03/utenti-tor-state-lontani-twitter/ Tue, 03 Mar 2015 10:52:09 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70580 Il social network richiederà un numero di telefono a chi vorrà registrarsi utilizzando il browser anonimo; è il paradosso della privacy La scorsa settimana Twitter aveva svelato i piani per ridurre il numero di iscritti molesti e troll sulla sua piattaforma, semplicemente memorizzando il numero di cellulare associato ad ogni account per evitare che venga utilizzato […]

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Il social network richiederà un numero di telefono a chi vorrà registrarsi utilizzando il browser anonimo; è il paradosso della privacy

La scorsa settimana Twitter aveva svelato i piani per ridurre il numero di iscritti molesti e troll sulla sua piattaforma, semplicemente memorizzando il numero di cellulare associato ad ogni account per evitare che venga utilizzato più volte per creare profili fasulli. Secondo il team di sicurezza del microblog, questo sarebbe l’unico modo per assicurare maggiore serenità a chi usa quotidianamente Twitter non solo per svago ma anche per lavoro e non vorrebbe ricevere messaggi o mention da parte di bot o troll senza freni. La mossa servirebbe anche per tenere fuori dalla piattaforma gli iscritti bannati per il loro comportamento molesto che per tornare a compiere scorribande dovrebbero fornire un numero di telefono diverso; probabilità non impossibile ma che alla lunga potrebbe stancare anche loro.

Anonimo a metà

In aggiunta a ciò, pare che Twitter sia in procinto di chiedere un numero valido di cellulare in fase di registrazione anche a chi utilizza il browser Tor per navigare in anonimo. Secondo i primi test, pare che in fase di apertura di un nuovo account utilizzando Chrome non venga richiesto alcun numero ma solo un indirizzo email; la stessa procedura effettuata con Tor invece porta ad una pagina con un box di richiesta cellulare. In un modo o nell’altro dunque Twitter si assicurerà di poter risalire ad un utente controllando la propria mail o, peggio, il numero di cellulare associato ad un account. Può piacere o meno ma per costruire un Twitter più sicuro bisogna perdere un po’ di privacy.

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Facebook: il profilo di Zuckerberg attaccato dai troll https://www.datamanager.it/2014/12/facebook-profilo-zuckerberg-attaccato-dai-troll/ Tue, 16 Dec 2014 19:00:04 +0000 http://www.datamanager.it/?p=66896 Un gran numero di troll di origine brasiliana  ha preso di mira i post pubblici del CEO con immagini, meme e testi irrisori nei commenti I troll sono una delle parti più fastidiose della rete. Sempre pronti a commentare qualsiasi cosa, senza motivo, per la sola voglia di dare fastidio o semplicemente di vedere il loro […]

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Un gran numero di troll di origine brasiliana  ha preso di mira i post pubblici del CEO con immagini, meme e testi irrisori nei commenti

I troll sono una delle parti più fastidiose della rete. Sempre pronti a commentare qualsiasi cosa, senza motivo, per la sola voglia di dare fastidio o semplicemente di vedere il loro nome vicino a quello di qualche personaggio famoso. Ed è proprio ciò che è successo a Mark Zuckerberg, anzi al suo profilo ufficiale su Facebook. Seppur la bacheca del fondatore del più famoso social network sia chiusa, quindi nessuno può occupare la pagina persona del ragazzo con i propri post, per i più facinorosi esiste comunque una possibilità per farsi notare dal mondo, commentando i post pubblici del ragazzo. Quelli che sembrano semplici risposte, magari anche carine, possono trasformarsi in vere azioni trollesche quando attivate in contemporanea e dalla stessa località.

Attacco al sistema?

Nella giornata di ieri molti dei post pubblici di Zuckerberg sono stati presi di mira da troll provenienti dal Brasile, apparentemente senza un obiettivo ben preciso. Sotto l’annuncio del matrimonio con Priscilla Chan, ad esempio, sono cominciate a sbucare bandiere del Brasile con disegni figli dei meme più orrendi. Ma che motivo c’è di riempire in questo modo il proprio tempo libero? A quanto pare la risposta è scritta su un gruppo Facebook, ora chiuso, che pareva essere il mandante delle azioni di trolling. Secondo Techcrunch, che è riuscito a leggere qualche post prima della chiusura, l’intento è quello di raggiungere un certo numero di commenti sotto i post di Zuckerberg prima di smetterla. Il problema dei troll è molto sentito in rete. Basti pensare che ci sono gruppi organizzati che pubblicano di proposito notizie false su guerre e scontri nel mondo, per veicolare messaggi di odio e fomentare i ribelli contro un obiettivo. E’ il caso dello “Stato Islamico di Donbas e Lugant” che sostiene, con video e notizie fasulle, l’esistenza di una coalizione formata dai militanti siriani dell’Isis, dalla milizia ucraina di Donetsk e Luhansk e dai ribelli nord caucasici.

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