Webcam – Data Manager Online https://www.datamanager.it Il portale dell'ICT professionale Tue, 09 Oct 2018 09:27:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.13 https://www.datamanager.it/wp-content/uploads/2020/04/dmo-favicon3.png Webcam – Data Manager Online https://www.datamanager.it 32 32 Così una scuola cinese usa il riconoscimento facciale https://www.datamanager.it/2018/05/cosi-una-scuola-cinese-usa-il-riconoscimento-facciale/ Thu, 24 May 2018 09:14:20 +0000 http://www.datamanager.it/?p=148235 Per la prima volta al mondo un istituto scolastico invade la privacy degli studenti per monitorare le lezioni in classe Come riportano i media d’oltreoceano, una scuola nella Cina orientale ha cominciato a utilizzare un sistema di tracciamento facciale per gli scolari. Si tratta di un esperimento volto a tenere alta la concentrazione dei ragazzi […]

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Per la prima volta al mondo un istituto scolastico invade la privacy degli studenti per monitorare le lezioni in classe

Come riportano i media d’oltreoceano, una scuola nella Cina orientale ha cominciato a utilizzare un sistema di tracciamento facciale per gli scolari. Si tratta di un esperimento volto a tenere alta la concentrazione dei ragazzi ma che non farà a meno di suscitare copiose polemiche circa la sorta di Grande Fratello messa in atto. Il funzionamento è il seguente: in cima a una lavagna sono installate tre webcam che riprendono gli alunni e restituiscono informazioni in tempo reale ai professori.

I dati raccolti vengono immagazzinati in ciò che viene chiamato Smart Classroom Behaviour Management System, una piattaforma di controllo e gestione della classe, adottata in via sperimentale dagli istituti cinesi. Stando a quanto affermato dal dirigente scolastico, uno degli obiettivi è di capire quali e che parti delle lezioni risultano più interessanti per i ragazzi e ottenere feedback sul livello di attenzione durante le ore a scuola.

Grande Preside

Nell’ottica dell’ambiente di formazione, le webcam dovrebbero servire anche per monitorare gli insegnanti e aumentare il loro livello di coinvolgimento verso gli studenti. Tuttavia pare alquanto evidente che i dubbi maggiori siano rivolti a come tali dispositivi siano utilizzati proprio in quanto tool di controllo della classe, quasi fossero sorveglianti digitali onnipresenti. Non a caso, alcuni ragazzi, intervistati dai media, hanno detto: “Da quando la scuola ha introdotto queste telecamere è come se vi fossero degli occhi nascosti che mi guardano costantemente.

E che non lasciano vagare la mia mente, almeno qualche volta”. Il piano, anche se non confermato, si inserisce nel più ampio progetto della Cina di tracciare la popolazione durante attività usuali e quotidiane. Nel 2015, il Ministero della Pubblica Sicurezza, aveva avviato i lavori per costruire il più potente e completo sistema di riconoscimento facciale, usato già nel centro tecnologico meridionale di Shenzhen, a Shanghai e per eventi pubblici, sportivi e di intrattenimento.

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Qualcomm svela il primo chip per l’IoT https://www.datamanager.it/2018/04/qualcomm-svela-il-primo-chip-per-liot/ Fri, 13 Apr 2018 09:18:54 +0000 http://www.datamanager.it/?p=145650 Il produttore statunitense mira a estendere la leadership nel mercato dei processori andando oltre l’hardware per smartphone Qualcomm ha creato la Vision Intelligence Platform per estendere la leadership nel più ampio mercato dei processori. La prima mossa è con un chip dedicato all’Internet delle Cose, declinato in due versioni, QCS605 e QCS603. Entrambi godono di […]

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Il produttore statunitense mira a estendere la leadership nel mercato dei processori andando oltre l’hardware per smartphone

Qualcomm ha creato la Vision Intelligence Platform per estendere la leadership nel più ampio mercato dei processori. La prima mossa è con un chip dedicato all’Internet delle Cose, declinato in due versioni, QCS605 e QCS603. Entrambi godono di simili caratteristiche anche se probabilmente finiranno su dispositivi differenti. I principali sono smart camera, webcam, macchine di ripresa e scatto a 360 gradi e persino robot domestici. Peculiarità di tutto ciò sono i sensori di visione legati agli algoritmi avanzati di machine learning, che permetteranno di analizzare l’ambiente circostante e di fornire risposte contestuali alle domande o esigenze dell’utente. Non è chiaro quando i chip finiranno a bordo dei primi prodotti ma sappiamo già cosa contengono.

La dotazione hardware

Al loro interno c’è un’architettura di costruzione ARM multicore, una scheda grafica Adreno e il necessario processore Hexagon 685 Vector, che serve appunto per le inferenze visuali e il calcolo neurale. Questo è in grado di lavorare anche a supporto di Spectra, altro chip dedicato alla fotocamera, che funge in maniera preziosa con ottiche doppie, fino a 16 megapixel. Non manca la registrazione in 4K, video stream da 60 a 30 fps e l’opportunità di funzionare su display fino a risoluzione WQHD.

Altro? Si: doppia antenna Wi-Fi 802.11ac e Bluetooth 5.1. In vista del lancio, Joseph Bousaba, vicepresidente della divisione Product Management di Qualcomm, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è rendere i dispositivi IoT notevolmente più intelligenti, aiutando i clienti a portare l’AI sui loro device, con un focus su sicurezza e fotocamera. La piattaforma di intelligenza visiva di Qualcomm è il risultato di anni di ricerca e sviluppo in un campo vasto, che riunisce progressi rivoluzionari in vari ambiti. Crediamo molto in ciò che facciamo ma siamo davvero solo all’inizio”.

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IoT: Sony e Nikon vogliono uno standard condiviso https://www.datamanager.it/2018/03/iot-sony-nikon-vogliono-uno-standard-condiviso/ Mon, 12 Mar 2018 19:30:16 +0000 http://www.datamanager.it/?p=143267 Le due compagnie studiano una piattaforma interoperabile che permetta alle videocamere connesse di lavorare in sintonia, comunicando tra di loro Uno dei più grossi problemi dell’Internet delle Cose è la pletora di standard e codici di programmazione. Sono quasi 200 tra linguaggi e script, tanti da rendere davvero difficoltoso il dialogo tra le piattaforme. Per […]

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Le due compagnie studiano una piattaforma interoperabile che permetta alle videocamere connesse di lavorare in sintonia, comunicando tra di loro

Uno dei più grossi problemi dell’Internet delle Cose è la pletora di standard e codici di programmazione. Sono quasi 200 tra linguaggi e script, tanti da rendere davvero difficoltoso il dialogo tra le piattaforme. Per questo una cordata di aziende, tra cui Sony e Nikon, sta lavorando ad un progetto che dovrebbe migliorare la comunicazione tra device diversi, nello specifico le videocamere connesse. Insieme a loro anche nomi come Foxconn, che assembla gli iPhone, Scenera e Wistron, attive nel campo delle webcam e dispositivi IoT. L’obiettivo finale è uno dei sogni dell’utente che vuole gestire comodamente la smart home: un solo software con cui controllare gli accessori installati in casa, senza il bisogno di dover passare da un’app all’altra per il monitoraggio di ambienti e stanze.

Cosa definisce il progetto

L’iniziativa che coinvolge le varie compagnie ha il nome di NICE e, oltre al canale unico di diffusione, prevede un serie di altre opportunità di dialogo tra i prodotti di tanti brand. Lo standard ha il compito di definire non solo la trasmissione delle immagini ma anche la loro analisi, comprensione e salvataggio sul cloud, sfruttando appunto un protocollo condiviso e interoperabile. Ciò semplificherà sia la vita agli utenti ma anche agli sviluppatori, che potranno ideare applicazioni capaci di mettere in contatto i diversi sistemi, per creare un ambiente intelligente esteso, nel quale venga abilitato un passaggio delle informazioni tra i dispositivi e non solo tra questi e le rispettive app proprietarie.

Il bello è che Sony, Nikon, Foxconn, Scenera e Wistron sono società attive sia nel mondo della produzione hardware che software e dunque hanno già, in casa, tutto il know-how necessario a realizzare un progetto entro breve. Voci di corridoio parlano della fine dell’anno per sperimentare la prima iterazione della piattaforma IoT unificata.

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Fineco apre all’identificazione via webcam https://www.datamanager.it/2015/04/fineco-apre-allidentificazione-via-webcam/ Thu, 30 Apr 2015 13:19:39 +0000 http://www.datamanager.it/?p=74100 Con l’identificazione via webcam, è oggi possibile aprire il conto corrente in modo del tutto digitale L’apertura del conto corrente Fineco diventa ancora più semplice e veloce, grazie alla nuova modalità di adesione completamente digitale che garantisce una riduzione delle tempistiche e un accesso al conto corrente ancora più semplice e immediato. Con l’introduzione della […]

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Con l’identificazione via webcam, è oggi possibile aprire il conto corrente in modo del tutto digitale

L’apertura del conto corrente Fineco diventa ancora più semplice e veloce, grazie alla nuova modalità di adesione completamente digitale che garantisce una riduzione delle tempistiche e un accesso al conto corrente ancora più semplice e immediato.

Con l’introduzione della nuova identificazione via webcam, unita alla Firma Digitale del contratto e all’invio dei codici di accesso per email e sms, oggi il conto si apre in un solo giorno.

Un’unica procedura estremamente snella che garantisce al cliente l’apertura del conto completamente online, con la massima sicurezza, evitando tutte le criticità legate alla stampa e invio della documentazione cartacea.

Il percorso da seguire è semplice: attraverso la compilazione del form online sul sito www.fineco.it, l’utente potrà collegarsi tramite webcam con un operatore qualificato che provvederà ad indentificare il cliente. Al termine del collegamento l’utente, dopo aver visualizzato il contratto precompilato riceverà sul proprio cellulare un SMS che fungerà da One Time Password (otp) con la quale potrà firmare digitalmente la richiesta di apertura del suo nuovo conto Fineco. Il tutto con la massima sicurezza. Alla Banca non dovrà essere inviato nulla. Il conto verrà aperto il giorno lavorativo successivo la firma del contratto. Contestualmente all’apertura del conto il cliente riceverà via email e sms i codici per il primo accesso all’area riservata. Dopo il primo login sul sito il cliente potrà iniziare a disporre operazioni di investimento e trading.

«Il nuovo processo rappresenta un ulteriore passo avanti nella semplificazione dei servizi Fineco. L’innovazione tecnologica è alla base del nostro essere “Banca che semplifica la Banca”, un approccio indispensabile per rispondere alle necessità di clienti sempre più esigenti che richiedono servizi evoluti, di immediata fruizione ed efficienti, operando nella massima sicurezza». Marco Briata, Responsabile Prodotti Banking e Trading.

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Il lato oscuro dell’IOT https://www.datamanager.it/2015/03/lato-oscuro-delliot/ Mon, 09 Mar 2015 11:42:07 +0000 http://www.datamanager.it/?p=70985 Centinaia di dispositivi internet delle cose non hanno alcuna protezione e sono violabili da chiunque. Basta un click La scoperta è dovuta a Espen Sandli, un giornalista norvegese che lavora per Dagbladet. Il suo lavoro è stato cercare il posizionamento di vari dispositivi connessi alla rete per vedere se erano protetti in maniera adeguata e dunque […]

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Centinaia di dispositivi internet delle cose non hanno alcuna protezione e sono violabili da chiunque. Basta un click

La scoperta è dovuta a Espen Sandli, un giornalista norvegese che lavora per Dagbladet. Il suo lavoro è stato cercare il posizionamento di vari dispositivi connessi alla rete per vedere se erano protetti in maniera adeguata e dunque difficili da hackerare, almeno da persone non molto esperte. Dalle telecamere di sorveglianza dei night club alle strutture militari, sono state tante, forse troppe, le sorprese individuate da Espen. Il giornalista ha utilizzato il motore di ricerca Shodan, che permette di individuare il posizionamento di un oggetto connesso semplicemente digitando il suo indirizzo IP, oppure la categoria o il sistema operativo per poi individuarlo fisicamente in città. Seppur non sia stata eseguita alcuna violazione, i dati ottenuti da Espen hanno restituito un panorama davvero inquietante della sicurezza in ambito IOT.

Nessuna protezione

Più che l’utilizzo di forme di sicurezza basilari, come le password di default che si possono hackerare anche con un’app gratuita per iOS e Android, il norvegese si è accorto di quanti oggetti fossero totalmente privi di protezione, lasciando che chiunque potesse entrare e rubare i dati scambiati. Dopo la ricerca condotta da Espen Sandli, anche alcuni colleghi statunitensi hanno deciso di farne una simile per capire dove finisce la sorveglianza del governo e comincia la non-curanza degli americani. Un progetto “interessante”, ma dagli scopi ben più fraudolenti, era il sito Insecam. Si trattava di un portale probabilmente fondato da hacker russi in cui venivano elencate varie webcam pubbliche e private che erano state hackerate e le cui immagini venivano mostrate in diretta per chiunque, divise nazione per nazione. A differenza di Espen però, queste non erano prive di password ma utilizzavano metodi talmente semplici da permettere ai criminali di violarne l’accesso e renderlo fruibile liberamente. A novembre del 2014 le forze di polizia hanno chiuso Insecam a seguito di diverse segnalazioni.

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In Italia un utente su cinque copre la webcam per paura di essere spiato https://www.datamanager.it/2014/10/in-italia-utente-copre-webcam-per-paura-essere-spiato/ Tue, 14 Oct 2014 14:53:25 +0000 http://www.datamanager.it/?p=62917 Nonostante il 46% degli italiani non sia consapevole delle minacce che passano attraverso la webcam del proprio Pc, ben il 18% degli italiani per paura di essere spiato copre la webcam del PC e il 4% quella dei dispositivi mobile Secondo uno studio condotto a livello europeo da Kaspersky Lab e B2B International, il 18% […]

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Nonostante il 46% degli italiani non sia consapevole delle minacce che passano attraverso la webcam del proprio Pc, ben il 18% degli italiani per paura di essere spiato copre la webcam del PC e il 4% quella dei dispositivi mobile

Secondo uno studio condotto a livello europeo da Kaspersky Lab e B2B International, il 18% degli italiani, copre la propria webcam per paura di essere spiato attraverso il computer da “cyber spie”. Guardando agli altri paesi europei, gli utenti più preoccupati di essere spiati attraverso una webcam sono i turchi (41%), mentre quelli del Regno Unito sembrano essere i meno accorti (13%). Non si tratta di una preoccupazione infondata: le webcam spesso possono rivelarsi strumenti efficaci per i cyber criminali.

Il 22% degli utenti del nostro paese (contro una media europea del 24%) è completamente all’oscuro della possibilità di poter essere spiato tramite la webcam. Solo il 46% degli italiani è consapevole della minaccia e ammette di sentirsi a disagio a causa di tale possibilità. È importante ricordare che gli hacker non puntano a spiare solo personaggi popolari: ogni singolo utente è potenzialmente interessante agli occhi di un cyber criminale.

Le ragioni per compromettere una webcam sono tante: una di queste è il furto di dati come segreti aziendali o accessi ai servizi finanziari. A volte gli utenti distratti rendono questo compito anche più semplice: un intervistato su dieci ha ammesso di scrivere le proprie credenziali su un foglio di carta e di averlo lasciato vicino al computer. Una webcam moderna può facilmente catturare tale informazione.

“I truffatori potrebbero, inoltre, fare foto compromettenti dell’utente da utilizzare come ricatto o semplicemente per divertirsi e creare imbarazzo nelle vittime. Ad esempio, a maggio 2014, Europol ha svelato un network di sviluppatori, distributori e utenti di programmi novici progettati anche per lo spionaggio via webcam. L’indagine era iniziata con l’arresto di un hacker olandese che aveva infettato i computer di 2.000 donne sperando di ottenere foto private.” – racconta Morten Lehn, Managing Director di Kaspersky Lab Italia.

Tenuto conto di questo non sorprende affatto che un utente su cinque decida di coprire la propria webcam. Ma il problema non colpisce solo i computer: secondo l’indagine, in Italia, ben il 4%, copre anche le fotocamere dei dispositivi mobile.

Tuttavia, limitarsi a coprire l’obiettivo non è il metodo di protezione più efficace. Questo previene temporaneamente la videosorveglianza ma non neutralizza il microfono incluso nella webcam, né previene l’intercettazione di immagini quando gli utenti accendono le telecamere. Molte soluzioni di sicurezza forniscono protezione contro i software nocivi creati per lo spionaggio via webcam. Questi software, però, non funzionano se il programma non è creato appositamente per essere nocivo (per esempio, se viene utilizzato solo per trasmette le immagini) o se il criminale utilizza un software legale per scopi diversi.

Per assicurarsi che gli utenti siano sempre consapevoli delle applicazioni e dei processi che “mostrano” attraverso la webcam e per assicurarsi che proteggano, quindi, la propria privacy con strumenti più efficaci del semplice adesivo, Kaspersky Lab ha sviluppato uno speciale modulo Webcam Protection1 e l’ha integrato all’interno del Kaspersky Internet Security – Multi-Device. La soluzione monitora continuamente l’accesso alle webcam incorporate o connesse e informa gli utenti di ogni tentativo di accesso. Gli utenti possono scegliere se permettere a un determinato programma di trasmettere video e possono impostare il blocco di default degli accessi alla webcam.

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Visite mediche via Skype? In Gran Bretagna la sanità è hi-tech https://www.datamanager.it/news/visite-mediche-skype-gran-bretagna-la-sanit-hi-tech-55594.html Tue, 15 Apr 2014 12:33:22 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2014/04/visite-mediche-via-skype-in-gran-bretagna-la-sanita-e-hi-tech/ Quella delle visite mediche tramite Skype è una delle novità introdotte dal ministero della Salute britannico, che ha una portata rivoluzionaria soprattutto per la possibilità di estendere gli orari di visita anche alla sera e durante i fine settimana, facilitando in questo modo a chi lavora fino a tardi, come spesso capita nella City di […]

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Quella delle visite mediche tramite Skype è una delle novità introdotte dal ministero della Salute britannico, che ha una portata rivoluzionaria soprattutto per la possibilità di estendere gli orari di visita anche alla sera e durante i fine settimana, facilitando in questo modo a chi lavora fino a tardi, come spesso capita nella City di Londra.

Ma le visite via webcam consentiranno anche a chi non ha le forze di recarsi fisicamente dal medico perché debilitato o perché troppo anziano di ricevere assistenza da remoto. Al progetto pilota hanno aderito un dottore su otto, come annunciato dal premier David Cameron, offrendo una disponibilità di sette giorni su sette, con orari dalle otto di mattina alle otto di sera.

iPad e computer per chi ne ha bisogno 

Saranno 7 milioni i pazienti coinvolti dal piano, a cui sono state destinate 50 milioni di sterline; spese destinate soprattutto al personale degli ambulatori partecipanti all’iniziativa.

«È un passo molto importante per la nostra sanità», ha detto il premier.

Parte dei fondi verrà utilizzata per mettere a disposizione degli anziani over 75, i più bisognosi di assistenza, i device necessari (iPad e computer) per monitorare le loro condizioni di salute e contattare i loro medici, che potranno anche mandare prescrizioni via e-mail.

Ovviamente la pretesa non è certo quella di sostituire le visite mediche vere e proprie, che si rendono comunque necessarie in caso di malattie più complesse. La decisione è motivata soprattutto da finalità di ottimizzazione del funzionamento del sistema sanitario, che vede sempre più gli inglesi intasare i pronto soccorso degli ospedali nei fine settimana anche con problemi di salute non gravi, rallentando quindi l’operato dei medici e degli infermieri sulle emergenze che richiederebbero massima priorità.

Ottimizzare i tempi di attesa 

Tanto per dare un’idea della portata del problema,  si calcola che nell’ultimo decennio il numero di persone che si sono rivolte al pronto soccorso in Inghilterra è cresciuto del 22%, contro un aumento della popolazione pari al 6,6%.

Certo il progetto non ha mancato di suscitare polemiche. L’opposizione laburista ha sottolineato come con il governo a guida conservatrice i tempi di attesa si siano dilatati e molti pazienti attendono settimane prima di fare il check-up; a questi tempi di attesa si aggiungono poi i mesi che spesso intercorrono fra la visita in ambulatorio e gli esami in ospedale.

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Hai un vecchio Mac? Attenzione allo spionaggio via webcam https://www.datamanager.it/news/hai-un-vecchio-mac-attenzione-allo-spionaggio-webcam-52488.html Thu, 19 Dec 2013 19:15:01 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/12/hai-un-vecchio-mac-attenzione-allo-spionaggio-via-webcam/ Due ricercatori statunitensi sono riusciti tramite uno speciale software a registrare un video dalle webcam iSight dei vecchi Mac senza che ciò fosse segnalato all'utente

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Due ricercatori statunitensi sono riusciti tramite uno speciale software a registrare un video dalle webcam iSight dei vecchi Mac senza che ciò fosse segnalato all’utente

Due ricercatori della Johns Hopkins University, Stephen Checkoway e Matthew Brocker, hanno dimostrato che è possibile spiare gli utenti su vecchi Macbook attraverso la webcam iSight. I due informatici sono riusciti ad registrare un video senza che si attivasse la luce LED utilizzata da Apple, che da oggi permette di regalare e-book su iBookStore, per segnalare l’avvio del software.

Una spia nella tua webcam

Per effettuare la loro attività di spionaggio in stile NSA, che il Presidente Obama ha deciso di riorganizzare, i ricercatori hanno riprogammato un chip del micro-controller della fotocamera e hanno utilizzato un software chiamato Remote Administration Tool (RAT), che permette come dice il nome di controllare un PC da remoto. La tecnica per ora funziona solo su prodotti Apple antecendenti al 2008, nessun problema quindi per i nuovi Mac Pro nei negozi da oggi. Altri esperti però sono convinti che possa essere utilizzata con successo anche su PC più recenti e di marche diverse.

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Con Google e Burberry invii un bacio digitale a chiunque nel mondo https://www.datamanager.it/news/con-google-e-burberry-invii-un-bacio-digitale-chiunque-nel-mondo-47937.html Thu, 13 Jun 2013 08:58:34 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/06/con-google-e-burberry-invii-un-bacio-digitale-a-chiunque-nel-mondo/ Burberry permette grazie a un’applicazione di Chrome di inviare un messaggio con tanto di bacio scannerizzato a qualunque persona nel mondo

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Burberry permette grazie a un’applicazione di Chrome di inviare un messaggio con tanto di bacio scannerizzato a qualunque persona nel mondo

La distanza ha certamente un suo peso nelle relazioni. Per mitigare la mancanza di qualcuno, Google, che ha mostrato in un video la vita dei propri stagisti, e Burberry hanno ideato un tool decisamente romantico che permette di inviare un bacio a qualunque persona del mondo. Non si tratta però di un’emoticon o di qualcos’altro di virtuale, qui si parla di un bacio vero ma digitalizzato.

Burberry Kisses

Per inviare il proprio messaggio bisogna innazittutto possedere Chrome, di cui è stata rilasciata da poco la versione numero 27. Successivamente è necessario recarsi sul sito Burberry Kisses. Qui l’utente, attraverso la propria webcam, potrà digitalizzare il proprio bacio cliccando su “Capture Your Kiss” e apporrlo su una busta 2.0 che conterrà il messaggio che desidera inviare. Il tutto potrà essere condiviso sui principali social network.

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Il Garante della Privacy dice no alle webcam negli asili https://www.datamanager.it/news/il-garante-della-privacy-dice-no-alle-webcam-negli-asili-47208.html Wed, 22 May 2013 18:00:11 +0000 http://dmo4.datamanager.it/2013/05/il-garante-della-privacy-dice-no-alle-webcam-negli-asili/ L’Autorità ha negato l’installazione di webcam in un asilo nido di Ravenna. Il sistema non servirebbe a tutelare i bambini ma solo a rasserenare i genitori a scapito della privacy

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L’Autorità ha negato l’installazione di webcam in un asilo nido di Ravenna. Il sistema non servirebbe a tutelare i bambini ma solo a rasserenare i genitori a scapito della privacy

Il Garante della privacy ha stabilito che negli asili nido non è possibile installare delle webcam che permettano ai genitori di seguire i propri figli anche dall’ufficio. L’idea era venuta a una scuola per l’infanzia privata di Ravenna. Secondo il Garante, che insegna a proteggersi su mobile con un video, non esistono le premesse per un’intrusione così forte nella vita dei bambini.

Le motivazioni del Garante

Il Garante, che ha recentemente bloccato la diffusione delle e-mail sottratte al Movimento 5 Stelle, afferma che l’introduzione delle webcam degli asili non solo violerebbe le disposizioni della Commissione europea ma servirebbe solamente a tranquillizzare i genitori e non a tutelare la sicurezza dei bambini. Non solo l’asilo in questione non presenta particolari rischi, ma l’uso costante delle webcam porterebbe a possibili problemi per la privacy. La visione dell’interno dell’istituto riguarderebbe l’attività degli insegnanti e di tutti i bambini, quindi non sarebbe limitata a quella del proprio figlio. Inoltre, il sistema non garantiva che terzi non potessero usare le chiavi di accesso e utilizzare i filmati a scopi illeciti.

“La tranquillità dei genitori non può essere raggiunta a scapito del libero sviluppo dei figli. Non possiamo, per placare le nostre ansie di adulti, trasformare la società in cui viviamo in un mondo di ipersorvegliati, a partire dai nostri bambini”, ha commentato Antonello Soro, Presidente dell’Autorità.

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