L’ICT con la rete dentro

Il modello di riferimento di Infracom, player storico sul mercato dell’ICT, è il cloud operator: networked data center con fibra proprietaria, servizi a valore e cybersecurity per supportare la trasformazione digitale delle imprese

Ormai prossima ai vent’anni di attività, Infracom ha percorso un cammino di progressivi investimenti che l’ha portata, come operatore infrastrutturato, a essere un player distintivo sul mercato nazionale del digitale, con oltre 100 milioni di euro di fatturato nel 2016. L’asset principale, racconta il direttore generale Giorgio Nicolosi, è costituito da un ecosistema che include il backbone di 9.000 km di fibra ottica e un insieme di tre data center, due nell’area milanese (Assago e Milano) e un terzo a Verona, a oltre 150 km di distanza: una piattaforma ideale per offrire servizi ICT alle aziende che affrontano la delicata fase di passaggio al business digitale.

In linea con AGID

«Un’offerta – dice Nicolosi – ben rappresentata dal nostro progetto “Aree industriali”, che interessa oltre duemila piccole e medie aziende localizzate in 150 aree industriali oggi in broadband divide. A queste aziende, portiamo banda ultra-larga e servizi a valore aggiunto erogati dai nostri datacenter che, aggiunge Nicolosi, sono geograficamente dislocati in modo da assicurare ai clienti soluzioni di business continuity e disaster recovery in linea con i massimi livelli fissati dall’Agenzia per l’Italia digitale, che individua una classificazione su sei livelli per la sicurezza operativa cui la PA, ma anche le aziende, devono tendere in funzione della criticità delle applicazioni». Attraverso un centro di competenza interno e il suo Security Operation Center, Infracom può prendersi cura anche della sicurezza informatica di tutti i dati aziendali. Con un occhio particolare alle esigenze della media impresa, Infracom vuole essere un vero e proprio partner di innovazione. «A partire dal 2016 – osserva infatti Nicolosi – ci siamo concentrati su tre contesti chiave: cloud, la già citata cybersecurity e SAP HANA, tre tematiche di mercato che costituiscono altrettanti centri di competenza interni all’azienda e sono il fondamento della nostra offerta». Il cloud Infracom si declina in termini di hybrid cloud, con l’obiettivo di integrare l’originaria offerta di servizi di outsourcing tradizionali di tipo “private cloud” con servizi on demand per rispondere alle richieste di flessibilità e razionalizzazione dei costi che arrivano da aziende e organizzazioni. «La nuova piattaforma SAP HANA rappresenta una discontinuità tecnologica che ci permette di far leva sul nostro storico centro di competenza SAP come elemento distintivo rispetto alla concorrenza, nonché su un ecosistema di asset e servizi in grado di erogare piattaforme e soluzioni in alta affidabilità che garantiscono la continuità operativa del business».

Cloud ibrido per la media impresa

Il nuovo modello di riferimento per Infracom è il mondo dei nuovi cloud operator più che il tradizionale contesto degli operatori di telecomunicazione. «In più – sottolinea Nicolosi – rispetto ad altri concorrenti nel settore dei servizi ICT, vantiamo il pieno controllo degli asset tecnologici dai datacenter fino al collegamento in rete delle sedi aziendali». I grandi cloud provider non sono percepiti come competitor, bensì come possibili partner in una futura logica di hybrid cloud integrato. «La filosofia è la stessa, ma la nostra presenza sul territorio italiano si adegua meglio ai requisiti europei e nazionali di protezione e sicurezza delle informazioni». Il “digital divide” in Italia è una questione culturale non solo infrastrutturale. Come si interviene in un settore così variegato, che ha bisogno di soluzioni molto specifiche? «Infracom è un’azienda di medie dimensioni, che possiede asset ICT rilevanti. – risponde Nicolosi – Possiamo perciò rispondere alle esigenze delle medie imprese e della PA, assicurando flessibilità operativa e la giusta dose di personalizzazione per accompagnare i clienti nei loro percorsi di digitalizzazione e compliance con le normative aggiornate all’Industry 4.0».

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