Cuore IT e ramificazioni digitali, anticipazioni e tendenze 2018

Cuore IT e ramificazioni digitali, anticipazioni e tendenze 2018
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Il second chapter della Trasformazione Digitale e l’evoluzione dei modelli di business: quando competere significa non accontentarsi di quanto fatto “appena ieri”

Diventare impresa nativamente digitale, per le imprese non nativamente digitali, è quasi un paradosso. Tuttavia, competere con successo pone questa sfida alle aziende, che devono operare moltiplicando e amplificando l’innovazione in questo che si appresta a essere il “second chapter” della Digital Transformation. È con questo concetto che IDC ha aperto la serie delle Global Predictions 2018, che come ogni anno ci accompagnano lungo i principali trend per il breve e medio periodo. A scuotere gli equilibri già precari di ogni settore ci sono diversi fattori che agiscono da megadriver globali per la pianificazione strategica del business e dell’innovazione (IT e digitale). Scorriamone alcuni. Uno dei trend che aveva già fatto capolino lo scorso anno – il concetto del gap crescente tra aziende leader e resto del mercato (cosiddetto DX Delta) – si rafforza ulteriormente con i disruptor che corrono con performance a volte strabilianti rispetto al resto dell’arena competitiva. Il tema dell’economia data-driven si ripresenta in toni ancora più vivaci con il paradigma “new data-centric”, introducendo nuove logiche competitive in tutti i settori e processi. Le aziende italiane non stanno a guardare e si stanno muovendo con una certa determinazione. Secondo la IDC European Survey 2017, la percentuale di aziende in Italia che considera importante o estremamente importante lo sviluppo di capability big data/analytics è destinata a crescere dall’attuale 36% al 71% nei prossimi due anni. In cosa si sta traducendo e si tradurrà tutto questo? Un esempio possiamo trarlo dalla stessa IDC survey, secondo la quale nei prossimi due anni il 60% delle aziende italiane prevede un incremento (seppur moderato) delle risorse (data scientist/data modeler) impegnate nei team analytics, e il 4% prevede incrementi significativi.

ARTIFICIAL INTELLIGENCE E AUTOMATION

L’impatto dei principi di Artificial Intelligence (AI) e Automation è altrettanto forte e rappresenta un altro megadriver di trasformazione. Secondo le IDC IT Industry Predictions 2018, entro il 2019 a livello globale il 40% delle iniziative DX si avvarrà di servizi Cognitive/AI. Guardando poco oltre, entro il 2021, l’affermazione di processi e automatismi Cognitive/AI permeerà il 75% delle applicazioni enterprise, contaminerà le logiche di dialogo tra consumatori e aziende (oltre il 90% degli individui interagirà con interfacce di supporto/assistenza AI), e oltre la metà dei nuovi robot industriali saranno dotati di intelligenza cognitiva. Nel nostro Paese, il 36% delle imprese (IDC Western European AI/Cognitive Solutions Survey, 2017) dichiara l’intenzione di iniziare ad adottare soluzioni Cognitive/AI entro i prossimi due anni. Ancora più significativo è constatare l’esteso interesse verso la materia: il 44% delle aziende italiane ne sta valutando il potenziale per la propria organizzazione.

BLOCKCHAIN

Sentiremo inoltre parlare di evoluzione Blockchain. In poco meno di un anno, abbiamo assistito al rapido ingresso di nuovi principi legati a questa innovazione, che oggi tocca il finance come l’industria, le utilities come la pubblica amministrazione, la sanità come il commercio. Le direzioni di sviluppo non sono ancora pienamente tracciate, ma secondo IDC entro il 2021 almeno il 25% delle Global 2000 utilizzerà servizi blockchain come modello abilitante per crescere e scalare nelle relazioni e processi economici (cosiddetto Digital Trust). Interessante anche osservare la crescente febbre dell’oro generata dal fenomeno Bitcoin (e altre valute virtuali), fenomeni la cui portata – al di là dei ritmi e delle evoluzioni a cui assisteremo – rappresenta segnali profondi di trasformazione economica in quella che IDC chiama “changing value structures”, legata appunto alla crescita del capitale digitale. Queste dinamiche rappresentano una spinta ancora più sostenuta agli investimenti in Digital Transformation, che IDC prevede raggiungeranno i 1.700 miliardi di dollari nel 2019, con un incremento del 42% rispetto al 2017.

RE-PLATFORMING

Oltre al quanto, ecco il come: entro la fine dell’anno il 40% delle aziende globali avrà creato digital leadership team per accelerare il raggiungimento di obiettivi strategici e organici di trasformazione digitale. Si tratta, secondo IDC, di un livello di maturità superiore rispetto alle esperienze di innovazione concepite assegnando la guida a singole figure aziendali o piccoli nuclei interni. La velocità con cui bisognerà trasformare modelli IT, architetture e infrastrutture è incredibile. Si parla del cosiddetto «Re-Platforming», ovvero entro il 2019 il 60% dei CIO a livello globale avrà messo in atto un ripensamento completo delle architetture che regolano il funzionamento di infrastrutture e applicazioni, facendo leva su Cloud, Mobile, DevOps. Per realizzare questi obiettivi, dovranno essere valorizzati principi abilitanti quali software-defined, tecnologie hardware, software e servizi cloud-enabled, in grado di disegnare e gestire ambienti diversificati, che opereranno in logica onpremise, multicloud, edge. Molte aziende italiane hanno già compiuto scelte di lungo respiro dotandosi di tecnologie e risorse abilitanti di nuova generazione. Ma anche il resto del mercato si muove: secondo la IDC IT Services Survey 2017, per almeno 1 azienda su 4 nel 2018 si porrà la scelta di alternative cloud (SaaS, IaaS, PaaS) ai modelli IT tradizionali.

FUTURE OF COMMERCE

La ricerca del successo passerà sempre più dall’introduzione di nuovi modelli di business. IDC racchiude nel concetto di “Future of Commerce” un insieme di logiche economiche e modelli di revenue-generation che rappresentano un passo avanti nell’evoluzione delle logiche conosciute. Concetti che inglobano sharing economy, data monetization, community engagement, outcome-based pricing, risk-reward sharing, fino al cosiddetto “me-commerce”. Per le imprese già attive e per quelle che si lanceranno, il tratto comune sarà la forte disruption introdotta grazie all’uso di tecnologie digitali. Questi modelli saranno la normalità nel futuro, e secondo IDC già nel 2019 le aziende globali che avranno raggiunto un livello di trasformazione digitale molto avanzato genereranno almeno il 45% del fatturato da modelli “Future of Commerce”. L’applicazione di questi principi di business si realizzerà grazie anche alla convergenza di una serie di attributi tra cui la forte valorizzazione di logiche e insight data-driven, la capacità di ideare nuove esperienze digitali per gli utenti, di orchestrare strategie omnichannel a livello di ecosistema, di interagire con sinergie con molteplici provider, di crescere anche tramite partnership e acquisizioni.

EVERYONE IS A DEVELOPER

Ma c’è di più. Riguarda noi individui attori del cambiamento nella società e nelle aziende. Si sta aprendo alla direzione dell’everyone is a developer, che sottende una crescente democratizzazione, partecipazione, applicazione delle tecnologie come ingrediente naturale della vita. In attesa dell’avvento della “augmented humanity” nel prossimo decennio, secondo le IDC Global IT Industry Predictions 2018, la semplificazione e la diffusione dei tool di sviluppo espanderà in modo significativo la portata dell’innovazione e il raggio dal (già crescente) popolo degli sviluppatori verso il mondo dei “non-developer”. Entro il 2021, community e altri modelli di partecipazione all’innovazione da parte dei non-developer contribuiranno per il 20% allo sviluppo di applicazioni di business e per il 30% con nuove funzionalità nelle soluzioni IT, per toccare punte del 60% entro i prossimi 8-10 anni. Nell’attesa di diventare tutti un po’ developer…buon 2018.

Fabio Rizzotto, head of local research and consulting di IDC Italia


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Categorie: Mercato