Anche British Telecom taglia i ponti con Huawei

Anche British Telecom taglia i ponti con Huawei

Nel giro di un paio di anni l’operatore britannico rimuoverà l’equipaggiamento di Huawei dal suo network 4G anche se non come risposta ai rischi di sicurezza internazionale

La battaglia di Donald Trump contro Huawei entra nel vivo. Dopo aver invitato gli operatori nazionali ad escludere dai propri listini i telefoni del gigante cinese, la mossa successiva è stata colpire il reparto core dell’azienda, quello basato sulle reti. Sappiamo infatti come il grosso dei ricavi di Huawei arrivi da qui, anche storicamente, mentre, il mondo degli smartphone e, in generale, della tecnologia hi-tech di consumo, è arrivato solo dopo.

A poche settimane dal “consiglio” del governo americano verso gli alleati a diffidare delle infrastrutture di Huawei soprattutto per la costruzione della rete 5G di prossima generazione, i primi paesi si sono mossi per decidere, anche strategicamente, cosa fare. Se Australia e Nuova Zelanda, dall’altra parte dell’emisfero, sembrano ben convinte di seguire la linea di Washington, anche in Europa un ban generale ai danni della potenza di Shenzen sembra inevitabile.

Cosa succede

La Germania si era detta disposta a evitare i network della cinese e così ha affermato il Regno Unito, o meglio, la compagnia di bandiera in terra dl’Albione: British Telecom. La telco, affermando come Huawei resti uno dei partner principali a livello globale, ha confermato la dismissione di parti essenziali dell’hardware di rete, in particolar modo quello inerente le antenne 4G. Si tratta di una procedura avviata da tempo, da prima che la Casa Bianca lanciasse il monito internazionale, tanto che dal 2016, a seguito dell’acquisizione di EE, BT ha messo in moto un processo di “pulizia”, secondo il quale il know-how di Huawei verrà utilizzato solo in certe zone della maschera di connessione, probabilmente quelle meno sensibili e più sotto il controllo diretto dei tecnici.

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