Amazon Dash viola la legge tedesca

Amazon Dash viola la legge tedesca

La funzione con cui Amazon permette di ordinare con un tocco i prodotti preferiti andrebbe contro la normativa tedesca in difesa dei consumatori

La Germania (e magari non solo lei) ha un problema con Amazon. Stando ad una recente sentenza tedesca, i pulsanti Dash violano la legge sulla protezione dei consumatori, in quanto non consentono agli acquirenti di sapere quale prezzo pagano per i prodotti al momento della transazione. Come sappiamo, Amazon Dash è quella funzione che permette di acquistare, con un solo tocco gli oggetti preferiti, in maniera tempestiva e senza dover passare per le consuete operazioni di compravendita dell’e-commerce.

Secondo quanto riferisce Reuters, un tribunale è arrivato alla decisione dopo che un’organo di protezione dei diritti dei consumatori di una regione ha sollevato la causa contro il gigante, affermando il perché della violazione della legislazione del paese.

Cosa succede

Nonostante la convenienza che di solito Amazon offre, il problema di Dash sarebbe la poca trasparenza nei processi di acquisto. E tutto ciò all’interno di un mercato, quello tedesco, che è il secondo principale per la compagnia guidata da Jeff Bezos. Ecco cosa ha dichiarato a seguito della sentenza teutonica:

“La decisione non solo è ostile all’innovazione ma impedisce ai clienti di prendere una decisione informata sul fatto che un servizio come il pulsante Dash dia loro una comoda esperienza di acquisto”. Un punto di vista decisamente diverso dal legislatore, che ha spiegato: “Siamo sempre aperti all’innovazione, ma se questa vuol dire mettere il consumatore in una posizione di svantaggio sull’informazione dei prezzi allora non ci stiamo” – sono le parole di Wolfgang Schuldzinski, responsabile del settore dei consumatori.

Amazon avrebbe voluto ribattere in tribunale ma sinora nulla si è mosso, anche perché l’organo istituzionale, a quanto pare, non avrebbe concesso alcun ricorso. Visto che i pulsanti Dash non permettono alle persone di ordinare roba costosa, limitandosi a prodotti di uso quotidiano, si potrebbe obiettare che la vicenda è alquanto inutile e volutamente provocatoria ma se la questione si basa sulle regole nazionali, beh, bisognerà adeguarsi.

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