Perché la Germania bloccherà l’unione tra Messenger, Instagram e WhatsApp

Perché la Germania bloccherà l’unione tra Messenger, Instagram e WhatsApp

Il Bundeskartellamt del Ministero Federale dell’Economia e dell’Energia tedesco si oppone all’unificazione delle tre piattaforme di chat

La decisione di Mark Zuckerberg, di unificare i servizi di chat delle sue tre principali creature, Messenger, Instagram e WhastApp, non è andata giù proprio a tutti. Ad esempio, il Ministero Federale dell’Economia e dell’Energia della Germania ha di recente messo in piedi una causa legale con cui intende bloccare la mossa, impedendo così che il merge, da avviare entro la fine dell’anno, vada effettivamente in porto.

Secondo il Bundeskartellamt tedesco, la società ha già abusato di una posizione dominante sul mercato, per combinare i dati degli utenti provenienti da fonti diverse. A causa di ciò, l’agenzia di regolamentazione teutonica ha rilevato che la piattaforma di social network “viola i principi obbligatori di protezione dei dati europei” e che dunque non è il caso prosegua verso la finalizzazione di legare le comunicazioni delle tre app, creando così un panorama ancora più rischioso dal punto di vista della privacy.

Cosa succede

La posizione dell’Antitrust tedesco non è conclusa, anzi il Ministero è assolutamente aperto al dialogo con Facebook. Questi però dovrà fornire, entro un mese, una soluzione alternativa alla propria policy che, negli interessi del gruppo, permetterà sia di salvaguardare le informazioni degli iscritti che di realizzare la chat unifica, così come nei piani della compagnia.

In realtà, Facebook ha già chiesto una procedura di appello, dichiarando di dissentire nei confronti delle conclusioni a cui è arrivata l’agenzia federale. Per la multinazionale di Menlo Park, il Bundeskartellamt “mal interpreta la nostra compliance col Gdpr e mette a repentaglio lo standard con cui la legge europea dovrebbe assicurare percorsi omogenei per la protezione dei dati all’interno della UE”.

In termini molto semplici, l’organo ha deciso che i servizi connessi a Facebook, ovvero quelli inerenti a WhatsApp e Instagram, possono continuare a raccogliere i dati dei propri iscritti ma solo se restano interni alle singole piattaforme. Per incrociarli tra di loro, e dunque per concretizzare una chat senza soluzione di continuità, ci sarà bisogno di ottenere dei consensi espliciti, in mancanza dei quali ogni processo in tal senso si considererà illegittimo.

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