La Polonia presenta una denuncia formale all’Europa sull’articolo 13

La Polonia presenta una denuncia formale all'Europa sull'articolo 13

A poche settimane dall’attuazione della riforma del copyright, i funzionari polacchi tentano di rallentare la normativa

La Polonia è diventata il primo stato membro dell’UE a presentare una denuncia formale contro la direttiva europea sui diritti d’autore. Le nuove regole approvate dall’Europa lo scorso mese entreranno in vigore a luglio, incluso l’articolo 13, che è stato oggetto di critiche importanti a causa delle sue rigide norme sulla condivisione di materiale protetto da copyright.

In merito a ciò, i funzionari del governo polacco hanno scritto alle corti europee per contestare l’aggiornamento della legge, suggerendo che potrebbe avere gravi ripercussioni sulle industrie creative, con una concreta “censura preventiva”. Il motivo? Realizzare un panorama in cui si inneschi una sorta di negazione della propria opinione o della produzione di contenuti per non violare la policy continentale.

Cosa succede

Tra le ripercussioni espresse dalla Polonia, si menzionano quelle per i siti che finirebbero per pagare i detentori del copyright per la citazione di articoli, con il diritto di opporsi al fatto che il materiale venga usato in modi non appropriati, ossia per ottenere introiti senza il riconoscimento del giusto valore per chi li ha prodotti. Giusto o sbagliato, sarà il tempo a deciderlo. Intanto, il vice ministro degli esteri, Konrad Szymanski, ha dichiarato all’emittente polacca TVP Info: “Questo sistema potrebbe portare all’adozione di regolamenti analoghi alla censura preventiva, che è vietata non solo nella costituzione polacca ma anche nei trattati dell’UE”.

La legislazione ha visto comunque critiche in calce alla presentazione ufficiale, con proteste in tutta Europa in vista del voto finale. Anche una volta passato, alcuni paesi hanno ricordato la confusione della norma, in via di adozione tra meno di due mesi. I delegati svedesi sono arrivati addirittura ad affermare di aver votato per errore, chiedendo di rifare il voto. La legge è stata approvata con un minimo margine, il che significa che nel caso in cui ci siano delle sfide legali, ci sono buone probabilità che vadano in porto, dinanzi alle corti locali.

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