Kaspersky scommette sui cyberunicorni del futuro

Kaspersky scommette sui cyberunicorni del futuro

Premiate quattro startup della security. Per loro la possibilità di collaborare con il vendor russo

L’umore di Wall Street sarà pure cambiato e la favola degli unicorni ammalia meno che in passato gli investitori. Ma per aziende come Kaspersky che hanno fatto dell’innovazione la stella polare che orienta investimenti e strategie, la caccia rimane aperta. «Siamo alla ricerca di prodotti e soluzioni innovative soprattutto nel campo del Finance e dell’Automotive» ci dice Alexander Moiseev, Chief Business Officer di Kaspersky. Settori presidiati da tempo, sui quali il vendor ha costruito buona parte delle proprie fortune ma che necessitano di essere continuamente alimentati. «Ci sono componenti di cui abbiamo bisogno per le nostre soluzioni che non sono già disponibili. Oppure che non ha senso sviluppare internamente. Da qui l’idea di creare una piattaforma che aggreghi startup innovative con idee e progetti interessanti». Il programma Kaspersky Open Innovation, nasce proprio con l’obiettivo di selezionare e supportare aziende attive nel campo della cybersecurity, in particolare nei settori Industrial Internet of Things, Anti-Frode, Blockchain e Transportation.

Paternità del progetto

«Non c’è una mente unica dietro a questa iniziativa» spiega Moiseev. «Ci sono invece il Growth Center al cui interno opera l’Hub Innovation Center. Che si occupa di sviluppare al proprio interno i prodotti e le soluzioni di security del futuro». E la decisione di non indire la classica call in cui le startup presentano dei progetti generici ma di specificare in maniera dettagliata e sin dalle fasi iniziali i requirements ricercati. «Sappiamo quali sono le necessità espresse dal mercato, i requisiti che deve avere un certo tipo di prodotto. Tutto questo si traduce in altrettante linee guida condivise con le startup per aiutarle a comprendere in che direzione sviluppare le loro idee».

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I numeri dell’iniziativa

Al progetto Open Innovation hanno aderito più di 1500 startup da tutto il mondo. Dopo la prima scrematura ne sono rimaste in gara 258, poco meno della metà provenienti da UE (30%) e UK (15%) e il resto soprattutto da USA e Israele. Di queste, 12 sono approdate alla fase finale in quattro settori tecnologici: Industrial Internet of Things, Anti-Frode, Blockchain e Transportation. A Milano, tappa finale della competizione, una giuria di esperti ha laureato campioni nelle rispettive categorie naboo (Blockchain), GBRSedicii (AntiFraud), Enigmatos (Transportation) e Enigmedia (IIoT). Per loro si aprirà la possibilità di collaborare con Kaspersky, stipulando accordi di cooperazione, entrando nel canale di vendita dell’azienda presentando al mercato le loro soluzioni con il supporto di un partner affermato. «La collaborazione potrà svilupparsi in diversi modi» conferma Moiseev. «Il team ha già sviluppato una serie di percorsi per le startup vincenti. Dall’integrazione tra prodotti fino alla partecipazione diretta nello sviluppo della società. Chi sceglie Kaspersky – continua Moiseev – può contare su un supporto articolato per la validazione tecnica e la possibilità di trovare sbocchi internazionali di mercato. Un modo per dare valore, far crescere e rendere scalabili prodotti e soluzioni a livello globale insieme a noi». Una opportunità concreta per entrare nel business che conta dalla porta principale.

Partner

Principale partner dell’iniziativa è Mangrove Capital Partners, società di venture capital che ha fatto da chioccia a Skype, ancora oggi tra le prime tre startup IT europee di maggior successo. «Con Mangrove c’è una collaborazione che dura da parecchi anni» afferma Moiseev. «Loro sono sicuramente degli esperti nel loro campo. In passato ci hanno dato una mano a sviluppare nostri progetti, anche quando li abbiamo proposti a fondi di investimento specializzati; con loro siamo coinvolti nella parte di mentoring. La partnership con questa iniziativa si rafforza ulteriormente».

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