Workplace di Facebook aggiunge il supporto per le videochiamate di Portal

In un recente evento stampa a New York Facebook ha fornito i dettagli delle novità che riguardano la piattaforma di collaborazione professionale

Anche se potrebbe non avere il profilo e la stazza di uno Slack o di un Microsoft Teams, Workplace by Facebook sta crescendo in modo considerevole, vantando tre milioni di utenti paganti, tre anni dopo il re-brand da Facebook for Work. Solo negli ultimi otto mesi ha aggiunto un milione di iscritti al suo portafoglio. Durante un evento a New York, lo sviluppatore ha aggiornato le funzionalità del progetto, più o meno rilevanti, come il supporto alle videochiamate su Portal, smart display che in Europa non si è ancora visto, men che meno in Italia.

Workplace by Facebook è ora disponibile come app per Portal, che vuol dire poter utilizzare l’accessorio da scrivania, a casa o in ufficio, per effettuare chiamate video e audio utilizzando la piattaforma aziendale. Una sorta di Skype? Si, più o meno, con qualche problema di privacy in più se volessimo sempre indagare nel profondo della creatura di Zuckerberg.

Cosa può fare

A differenza di Facebook, Workplace è creato come istanze individuali per i clienti ed è letteralmente come avere una versione privata del social network solo per i team. La promessa è di non condividere le informazioni di ogni iscritto con partner o inserzionisti, perché il fine non è vendere qualcosa ma far crescere la piattaforma guardando al business, almeno per il momento. Un’altra novità è una funzione che aggiunge automaticamente i sottotitoli ai video caricati e produce persino una trascrizione.

Per gli utenti registrati come manager o dirigenti, che si tratti di un gruppi di lavoro tecnico o risorse umane, arriva l’opportunità di sfruttare l’intelligenza artificiale per valutare il sentiment dei lavoratori, con l’obiettivo di assicurarsi che il flusso digitale prosegua nel miglior modo possibile. Workplace sostiene di poter creare un maggiore coinvolgimento dei dipendenti e collaboratori, ma è tutto da vedere. Di certo è facile da usare, e in questo ha ereditato l’immediatezza da Facebook, da cui inevitabilmente prende in prestito molte dinamiche.

Leggi anche:  Google sotto accusa: avrebbe coperto i casi di molestie sessuali in azienda