Pipeline orchestra la gestione della produzione

Pipeline orchestra la gestione della produzione

L’innovazione tecnologica a supporto dei processi in settori strategici ma molto controllati. Grazie alla piattaforma Parcel, Pipeline coniuga il potenziale dei dati e l’agilità del cloud

Da quasi trent’anni, Pipeline lavora per portare innovazione a enti e aziende, attraverso tecnologie in grado di generare valore e dare un contributo misurabile in termini di crescita e trasformazione. Una sfida che diventa ancora più importante quando si parla di un settore industriale come quello farmaceutico e chimico, in cui i processi sono certificati e convalidati. Infatti, ogni singolo aspetto del processo che si va a ottimizzare e innovare deve seguire le good practices (GPM) specifiche dall’inserimento degli ordini di vendita fino al magazzino, passando per la logistica, la produzione, l’analisi di laboratorio, la tracciabilità, la gestione lotti e la fatturazione. Problematiche che Pipeline conosce bene e che Giuseppe Nocita, amministratore delegato di Pipeline, ci spiega nel dettaglio.

«Abbiamo registrato un incredibile impulso all’evoluzione digitale delle imprese che hanno potuto accedere, con investimenti mirati e modulabili, a capacità di calcolo e archiviazione, fino a pochi anni prima esclusivo appannaggio di poche realtà di livello enterprise. Un cambiamento di paradigmi e di distribuzione delle risorse tecnologiche – commenta l’AD –trova uno dei fattori principali di sviluppo nell’uso di piattaforme cloud ibride, private e, dove possibile, pubbliche che ci mettono a disposizione strumenti di crescita a grande potenziale». Un percorso iniziato in tempi quasi pioneristici con la scelta del cloud di Microsoft di cui Pipeline è Gold Partner. «L’opportunità era gigantesca: spazi per basi dati e scalabilità di calcolo fino a quel momento sostanzialmente inaccessibili. Oggi, la sfida è di orchestrare le varie funzionalità con un’attenzione particolare alla integrità dei dati».

NUOVA LOGICA APPLICATIVA

La domanda che sorge spontanea e che poniamo quindi a Nocita è in che modo le aziende farmaceutiche e chimiche possono utilizzare queste innovazioni tecnologiche. La risposta è immediata: «In Pipeline, tramite la piattaforma standardizzata Parcel Enterprise Orchestrator, nata per limitare i costi operativi, utilizziamo gli strumenti presenti in Microsoft Azure e con Power BI, per rendere accessibili a un vasto insieme di utenti i dati che aggreghiamo». Dati provenienti da database di vario tipo, da quelli di utilizzo di principi attivi con indicazioni geografiche, a quelli con statistiche di vendita, alle informazioni socio-demografiche sempre nel rispetto dell’anonimato tipico dei data set Big Data. Lo sviluppo della piattaforma applicativa è passato dalla logica ERP a quella più estesa di “enterprise orchestrator” in grado di armonizzare tutti i flussi operativi. Grazie alle possibilità di Azure, con criteri specifici di valutazione delle fonti utilizzate – sia interne che eventualmente pubbliche – Pipeline gestisce il dato grezzo per ottenere aggregazioni dinamiche di qualità. Ecco allora che – «il cloud consente di collezionare, per esempio, dati provenienti dalla produzione e dal controllo di qualità, valutando le performance produttive per trovare aree di miglioramento e di risparmio».

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NUOVE FUNZIONI DI MACHINE LEARNING

L’IoT nella sua declinazione industrial sta determinando un arricchimento enorme nella quantità e qualità di dati di fabbrica, che permette di trasformare un obbligo di rendicontazione del processo in una collezione di dati, confrontabili e relazionabili» – spiega Nocita. Su questo insieme di dati, utilizzando le funzioni di machine learning, anch’esse mutuabili da Microsoft Azure, è possibile determinare percorsi di risposta intelligenti, creando scenari teorici di possibili produzioni alternative. «Anche in questo caso, Parcel Enterprise Orchestrator serve da base logica e da consolidamento dei dati generati dagli scenari AI, costituendo dei modelli di possibili scenari confrontabili con record fattuali, attraverso una connessione back-to-back con i sistemi presenti in azienda».