I retailer si rivolgono al cloud ibrido per ottenere flessibilità

I retailer si rivolgono al cloud ibrido per ottenere flessibilità

Secondo il report ECI (Enterprise Cloud Index) di Nutanix, i retailer preferiscono architetture cloud ibride per offrire flessibilità e sicurezza

Nutanix ha annunciato i risultati relativi al mercato retailer della seconda edizione dello studio Enterprise Cloud Index Report, realizzato valutando i piani specifici di adozione di cloud privati, ibridi e pubblici di questo mercato. Secondo lo studio, per la maggior parte dei retailer (87,5%) il cloud ibrido è il modello IT ideale. Inoltre, il 72% degli intervistati del settore ha in programma di migrare alcune applicazioni dal cloud pubblico per tornare all’on-premise.

I retailer sono consapevoli che fornire un’esperienza impeccabile ai clienti non è più un “nice-to-have” bensì un fattore essenziale per acquisire nuovi clienti e mantenere quelli esistenti e che un’infrastruttura cloud flessibile è fondamentale per poterlo fare. Un recente studio di IDC ha rilevato che la spesa mondiale in tecnologie per la customer experience raggiungerà i 641 miliardi di dollari nel 2022, dimostrandosi un elemento centrale nella strategia dei responsabili aziendali. In linea con le principali tendenze del settore IT, gran parte dei retailer è consapevole anche dei costi complessivi sul lungo termine del cloud pubblico.

Altri risultati significativi del report includono:

  • I retailer si concentrano soprattutto sull’agilità. A differenza del più ampio settore IT, dove il costo è il driver principale, gli operatori del comparto retail hanno indicato la capacità di velocizzare le implementazioni IT (54,3%) come il fattore chiave nel decidere il miglior ambiente cloud per ciascuna applicazione. Al fine di adattarsi rapidamente alle esigenze dei clienti in un’era caratterizzata da vendite multicanale su diverse piattaforme, i retailer sono in prima linea nell’ottimizzare la flessibilità dell’infrastruttura IT per mantenere la propria competitività.
  • La sicurezza prima di tutto. Secondo i dati della ricerca, la sicurezza influisce in modo significativo sui piani di adozione del cloud in ambito retail. Circa i due terzi degli intervistati (63,6%) hanno infatti dichiarato che la sicurezza condiziona in modo significativo le future implementazioni cloud, laddove il cloud ibrido viene identificato dal 32% come il più sicuro. A fronte di un numero sempre maggiore di normative sulla privacy dei dati e del loro inasprimento, i retailer vogliono poter gestire in modo efficiente e sicuro i dati dei clienti. I modelli operativi del cloud ibrido offrono la sicurezza e la flessibilità di cui gli operatori del settore hanno bisogno per stare al passo con i cambiamenti delle policy.
  • Il comparto retail primeggia nelle distribuzioni cloud per applicazioni digitali e IoT. Da sempre attenti all’innovazione per stare al passo con le richieste dei clienti, i retailer superano la media nell’uso del cloud pubblico per eseguire applicazioni digitali e applicazioni Internet of Things (IoT). Inoltre, utilizzano il cloud pubblico per l’esecuzione delle applicazioni aziendali più spesso rispetto ad altri settori, con una penetrazione di circa l’11% su più cloud pubblici e di circa il 19% su un singolo cloud pubblico.
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“Continuare a essere rilevante per i clienti significa disporre dell’infrastruttura cloud necessaria per sfruttare esperienze di vendita omnicanale”, ha dichiarato Greg Smith, Vice President, Product Marketing di Nutanix. “I retailer utilizzano i dati per correlare le esperienze di acquisto online con quelle in negozio e l’unico modo per farlo in modo accurato ed efficiente è attraverso una tecnologia flessibile e scalabile. L’aumento delle vendite sulle piattaforme social media comporta l’integrazione della fase di pagamento nell’esperienza dell’utente, con sicurezza e protezione dei dati dei clienti sempre in cima alle priorità dei retailer. Il cloud ibrido fornisce la portabilità e il controllo necessari per traghettare gli operatori del settore nella nuova era della customer experience”.

La base di intervistati del 2019 include aziende di diversi settori, dimensioni e aree geografiche nelle Americhe, Europa, Medio Oriente, Africa (EMEA) e regioni dell’Asia-Pacifico e del Giappone (APJ).