Oltre l’emergenza con #LaScuolaContinua

Oltre l’emergenza con #LaScuolaContinua
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Ilaria Capua lancia l’idea, l’Associazione Copernicani e WeSchool la mettono in pratica, insieme a Google, Cisco, IBM e Tim

Se la risposta, istituzionale, al coronavirus si è fatta attendere forse sin troppo, quella dell’Italia digitale ha messo subito in piedi una serie di iniziative lodevoli, per far uscire il Paese da una situazione che poteva divenire molto pesante (più di quanto non lo sia già). Pensiamo alle numerose aziende che si sono dovute attrezzare per lo smart working e agli istituti che, tablet e smartphone alla mano, permettono ai docenti di continuare a erogare lezioni e interrogazioni, per allontanare sempre più il fantasma del rimando dell’anno scolastico di qualche settimana (definitivamente scongiurato da una recente delibera del Ministero). Tra queste, vale la pena soffermarsi su #LaScuolaContinua, non per altro perché vede il supporto di vari big internazionali dell’hi-tech, tra cui Google, Cisco, IBM e Tim.

L’idea, la prima scintilla, è arrivata da Ilaria Capua, virologa ed ex politica italiana, nota per i suoi studi sui virus influenzali e, in particolare, sull’influenza aviaria. Promosso dall’Associazione Copernicani (con in primis Stefano Quintarelli), poggia sul know-how del Centro Studi Impara Digitale.

La base è WeSchool

Fulcro dell’iniziativa è la piattaforma WeSchool, nome oramai consolidato nel settore dell’e-learning. Fondata da Marco De Rossi e partecipata da Telecom Italia, Club digitale e Club Italia Investimenti 2, ha come scopo la digitalizzazione della scuola italiana, da raggiungere offrendo ai docenti formazione sulle nuove metodologie didattiche e lavorando con aziende su progetti che portano valore al mondo della scuola.

Ad esempio, con WeSchool i Prof possono portare le loro classi online e rendere la loro didattica digitale, mentre con WeSchool Library, ogni mese 2 milioni di studenti accedono a video, testi ed esercizi curati da docenti ed esperti, con oltre 15mila ore di formazione erogata ogni giorno. Tra i suoi clienti annovera Barilla, il Gruppo Intesa, DeAgostini, Eni e decine di molti altri.

Come ci ha detto proprio Marco De Rossi: «La scorsa settimana verrà ricordata come il Big Bang della scuola digitale in Italia. Solo venerdì 6 febbraio, 550mila persone hanno usato WeSchool per fare didattica. I numeri sono incredibili: il mio rammarico è che un Paese ricco e avanzato come l’Italia debba aspettare una grave emergenza come questa per innovare la modalità di fare scuola. Spero veramente che il patrimonio di know-how che i docenti stanno sviluppando in queste settimane lasci il segno e che, quando torneremo alla normalità, si continuino a usare massivamente le tecnologie nelle classi. Pensiamo sempre al digitale in relazione all’e-learning, ma in realtà la tecnologia può fare tantissimo anche nelle aule fisiche, abilitando la didattica collaborativa».

Cosa propone l’iniziativa

A conti fatti, #LaScuolaContinua è una community che permette a scuole, dirigenti e docenti di contare su un supporto unico che li aiuti nell’adozione di piattaforme gratuite per creare classi digitali, condividere contenuti, verificare l’apprendimento e fare videolezioni a distanza. Tutto questo tramite un semplice tablet o smartphone. La sua proposta si declina su tre linee: un manuale del docente e decine di guide per supportare i prof nell’adozione delle migliori piattaforme per la didattica a distanza; una community di docenti che si sostengono dal punto di vista metodologico e didattico e un help desk specializzato via mail; webinar con Ilaria Capua per approfondire COVID-19 e relativi aggiornamenti.

«Dai project based learning, al teach to learn e alle verifiche interattive, su #LaScuolaContinua ci sono tutti i tool metodologici utili al docente per raggiungere lo scopo didattico. Entrando nella community, nella sezione Board, c’è il necessario sia per docenti alle prime armi che per quelli avanzati, per portare online la classe e svolgere le principali attività» conclude De Rossi.

Il supporto dei big hi-tech

Come anticipato, tra i fautori del progetto c’è Google, che in portfolio ha già una serie di soluzioni per la didattica online. Pensiamo a G Suite for Education, insieme di software e strumenti di produttività per il cloud computing e per la collaborazione, che include le app web-based di Gmail, Google Drive, Google Meets, Google Calendar e Google Documenti. Il vantaggio di una famiglia di prodotti del genere è nella personalizzazione dei Moduli, tramite i quali i professori possono creare sondaggi, interrogazioni e tutto il resto di flussi e processi normalmente attivato in aula.

Cisco ha invece messo a disposizione per tutto il periodo di emergenza (dunque almeno fino a 3 di aprile), la piattaforma Webex. Per aziende e professionisti, è dunque disponibile gratuitamente l’accesso a Cisco Webex Meetings, che consente il lavoro da remoto, permette di pianificare e partecipare a riunioni, collaborare e condividere documenti e dati. Previsto inoltre, l’affiancamento e il supporto da parte di volontari IBM, così come di Tim per l’apertura di un indirizzo email, da parte dei docenti che dovessero averne bisogno per attivare alcuni servizi.

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