WhatsApp: NSO ha violato centinaia di messaggi

WhatsApp: NSO ha violato centinaia di messaggi
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La piattaforma ha accusato una società israeliana di spyware di aver contribuito ad hackerare i messaggi di oltre un migliaio di utenti

Il gruppo israeliano NSO avrebbe creato un software utilizzato dalle forze di sicurezza dello stato nazionale per spiare alti funzionari del governo, giornalisti e attivisti per i diritti umani su WhatsApp. Lo sostiene proprio la compagnia del gruppo Facebook, che ha portato la questione in tribunale, citando il famoso programma Pegasus, già sentito in passato circa varie operazioni di spionaggio da parte di attori mossi dagli stati. Tramite tale software, i clienti di NSO, ossia gli hacker assodati da organizzazioni e dipartimenti, avrebbero avuto accesso a messaggi, foto, contatti e altri documenti scambiati attraverso le chat, nonostante la presenza della crittografia di bordo.

A quanto pare, lo spyware è stato inserito nei telefoni delle vittime utilizzando una chiamata vocale via WhatsApp ma senza che gli individui abbiano dovuto rispondere effettivamente alla telefonata. Il sito web di NSO afferma che sviluppa tecnologia spia per aiutare “le agenzie governative a prevenire e indagare sul terrorismo” salvando “migliaia di vite”. WhatsApp ha scoperto le intrusioni, che hanno approfittato di una vulnerabilità nel software dell’app, a maggio 2019 e hanno rapidamente inviato un aggiornamento per interrompere ulteriormente.

La poca sicurezza di WhatsApp

Il servizio di chat aveva già presentato una causa lo scorso anno, sostenendo che 1.400 dei suoi utenti erano stati hackerati dalla NSO. La scorsa settimana sono emersi nuovi dettagli, tra cui quello che mostrerebbe collegamenti a server statunitensi da parte della compagnia israeliana, che invece ha sempre sostenuto di operare al di fuori degli Stati Uniti, senza dunque operazioni significative nel paese. La società ha affermato in precedenza che gli stati nazionali sono responsabili del mantenimento e del monitoraggio dello spyware e che non è a conoscenza di ciò che i suoi clienti compiono con la tecnologia venduta.

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