Telegram presenta un reclamo all’UE contro l’App Store di Apple

Telegram presenta un reclamo all'UE contro l'App Store di Apple
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L’app di messaggistica denuncia il comportamento anti-concorrenziale della Mela, che macina soldi con un monopolio delle app

Telegram, l’app di messaggistica più amata da chi ci tiene alla privacy, è solo l’ultima delle società a presentare un reclamo antitrust formale all’UE contro l’App Store di Apple. In una denuncia al capo della concorrenza Margrethe Vestager, Telegram, che ha oltre 400 milioni di utilizzatori, ha dichiarato che Apple deve “consentire agli utenti di avere l’opportunità di scaricare software al di fuori dell’App Store”. A giugno, Vestager ha annunciato due indagini antitrust su Apple, una delle quali riguardava proprio il negozio digitale del big di Cupertino.

Oltre a ciò, ad aumentare di recente sono stati anche i conflitti della Mela con gli sviluppatori, in merito alle regole di pubblicazione sullo Store. Sia Spotify che Rakuten hanno precedentemente denunciato all’UE che l’App Store rappresenta un potere monopolistico, dato che gli sviluppatori devono accettare i termini imposti, inclusa una commissione del 30% sugli acquisti in-app.

Estate rovente per Apple

Si stima che le commissioni dell’App Store di Apple in tutto il mondo generino ogni mese più di 1 miliardo di dollari per l’azienda. Nella sua denuncia, Telegram ha contestato l’argomentazione di Apple secondo cui la commissione dell’App Store serve a tenere in vita l’azienda. In un post di questa settimana, Pavel Durov, co-fondatore del concorrente di WhatsApp, ha dichiarato: “Ogni trimestre, Apple riceve miliardi di dollari da app di terze parti. Nel frattempo, le spese necessarie per ospitare e rivedere queste app sono in decine di milioni, non miliardi di dollari. Lo sappiamo perché noi di Telegram ospitiamo e recensiamo più contenuti pubblici di quanti mai ne farà l’App Store”.

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Telegram ha affermato che nel 2016 Apple ha impedito all’app di messaggistica di lanciare una piattaforma di gioco perché era contraria alle regole dello Store. Il gruppo ha poi rischiato di essere cancellato dal negozio e di smantellare l’impresa. Per questo, Durov e soci affermano che il colosso americano, di fatto, blocca l’innovazione, grazie al suo “potere monopolistico” che esercita sul mercato. Apple ha ripetutamente negato le accuse di comportamento anti-concorrenziale, con il CEO Tim Cook che ha accettato un controllo dell’App Store, considerandolo ragionevole e appropriato, ma difendendo al contempo le strategie commerciali della sua azienda.