VMworld 2020 disegna il futuro della forza lavoro

VMworld 2020 disegna il futuro della forza lavoro
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All’appuntamento globale arrivano un bel po’ di novità tecnologiche da parte della compagnia, con iniziative a supporto del business digitale

Al VMworld 2020, VMware ha presentato importanti novità per la Virtual Cloud Network che mirano ad aiutare i clienti a creare una rete moderna, in grado di supportare le criticità attuali e future. Attraverso i progressi compiuti nell’ambito del portafoglio di reti e sicurezza VMware, i clienti potranno così gestire in modo più efficace il rapido passaggio al lavoro da remoto, sfruttando applicazioni tradizionali e moderne in modo più veloce, riducendo di fatto i costi e la complessità della connessione e della protezione di una impresa distribuita. VMware offrirà dunque importanti innovazioni per la Virtual Cloud Network in tre aree: automazione che abilita l’esperienza del cloud pubblico; connettività delle applicazioni moderne e dei servizi di sicurezza, soluzioni che riimmaginano ciò che è possibile nella sicurezza della rete.

Oltre a ciò, vi è l’annuncio delle nuove soluzioni VMware Future-Ready Workforce, controlli di sicurezza end-to-end e zero trust e una gestione semplificata. In modo particolare, le novità per la Future Ready Workforce combinano le funzionalità Secure Access Service Edge (SASE), Digital Workspace e Endpoint Security leader del settore per aiutare l’IT a gestire e ottimizzare l’accesso sicuro a qualsiasi applicazione, su qualsiasi cloud e da qualsiasi dispositivo, fornendo al contempo un’esperienza utente semplice, ad alte prestazioni e più sicura per la forza lavoro distribuita. Fa parte di tale percorso il consolidamento della WAN Edge Infrastructure, del servizio VMware Cloud Web Security, così come la partnership tra VMware e Zscaler, che consente alle aziende di combinare VMware SD-WAN e VMware Secure Access con Zscaler Internet Access in una soluzione SASE unica.

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VMware ha presentato anche Project Monterey, un’anteprima tecnologica incentrata sull’evoluzione della sua architettura per il data center, il cloud e il edge per rispondere alle mutevoli esigenze delle applicazioni di prossima generazione, incluse le applicazioni di intelligenza artificiale, machine learning e 5G. VMware ha inoltre svelato che sta collaborando con l’ecosistema di partner per fornire soluzioni basate su Project Monterey, tra cui Intel, Nvidia, Pensando Systems e le system company Dell Technologies, Hewlett Packard Enterprise (HPE) e Lenovo.

Proprio nel merito di Nvidia, con VMware parte un’importante partnership per offrire sia una piattaforma aziendale end-to-end per l’IA, così come una nuova architettura per data center, cloud e edge che utilizza le DPU (data processing units) Nvidia per supportare le applicazioni esistenti e di nuova generazione. E non è tutto: VMware ha ampliato il portafoglio Tanzu, per accelerare gli sforzi di modernizzazione dell’infrastruttura dei clienti e delle app. Ne abbiamo parlato con due manager italiani, Raffaele Gigantino, Country Manager di VMware Italia e Vittorio Viarengo, Vice President of Cloud Marketing di VMware.

«Finora, nel mondo IT tutto era orientato ad aumentare la produzione, anche dei servizi. Con il cloud, il paradigma è cambiato, perché la tecnologia ha reso più evidente non tanto la necessità di accelerare la produzione ma di integrare flussi e processi, in ottica di ottimizzazione» spiega Viarengo. «Questo ha permesso a tante aziende, come la nostra, di tuffarsi in nuovi mercati, dove il pillar tecnologico alla base può rimanere lo stesso. Ma abbiamo un vantaggio: potendo lavorare allo stack, possiamo accedere ad un livello più alto di tecnologia senza dover stravolgere ciò che accade in basso. Ne è un esempio l’annuncio fatto al VMWorld 2020 in merito a Carbon Black Cloud, che integra in un’unica soluzione una piattaforma per aiutare i team IT e di sicurezza a fornire applicazioni e desktop virtuali altamente protetti».

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Non è un caso se gli investimenti più recenti avanzati da VMware riguardano proprio lo sviluppo di tecnologie innovative per il mondo IT a 360 gradi. «Abbiamo tecnologie che riescano a capire come migrare un data center di un cliente nel cloud, tutto in maniera automatizzata, così come cucire addosso ad ogni compagnia il miglior progetto applicativo possibile per abbracciare i benefici della nuvola, senza che debba fare nulla» conclude Vittorio Viarengo. «Le tecnologie che abbiamo presentato, fortemente spinte all’innovazione, portano cambiamenti strutturali che rimarranno» conferma Gigantino. «Penso al digital workspace, che contempla una forza lavoro distribuita e non più concentrata in un luogo. Le esperienze dei clienti non possono far altro che confermare tale trend. Il lavoro svolto da VMware sono fondamentali proprio perché semplificano il passaggio dal cosiddetto analogico al digitale, con alcuni pillar che permettono di adattarsi a nuove logiche conservando quelle caratteristiche fondamentali di agilità e sicurezza».