Lo Sconcertone del Concertone

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Illustri Manager del Digitale il Primo Maggio come è tradizione in Italia si è tenuta quella grande kermesse della musica pseudo-alternativa italiana che è il Concertone.

Su twitter la diretta, come sempre accade con eventi musicali tipo Sanremo, è stata massiva e all’insegna del commento agrodolce e spesso sferzante.

Sotto l’etichetta #Concertone si sono prodotti una quantità di commenti nella stragrande maggioranza negativi sull’evento: le penose cover dei successi stranieri, le stecche continue, un Fancesco Pannofino non all’altezza, i cloni trash di Amy Winehouse, gli Afterhours che non riescono a cantare i propri brani in favore del karaoke, vecchie glorie pronte per l’Isola dei Famosi piuttosto che per il palco, giovani star dei talent show appena nate e già dimenticate, neppure la parvenza di qualcosa possa essere associato al rockSolo Caparezza in questa desolazione strappa (come sempre) qualche messaggio entusiasta.

Poiché su Twitter è pieno zeppo di musicisti, critici musicali, giornalisti di ogni sorta, potete ben immaginare il putiferio che si è levato. Da un lato i professionisti della comunicazione e gli influencers esprimevano il proprio dissenso su conduzione e interpreti, dall’altro i comuni utenti retwittavano massivamente e si univano al coro greco del disappunto digitale.

Confesso che neppure io mi sono sottratto al coro greco:

Tragedia al #concertone: Bob Dylan per sbaglio ha guardato RAI3 e vedendo la cover di Finardi di Like a Rolling Stone si è tolto la vita.

Evento zombie nella Capitale, John Lennon ascolta Noemi, risorge e semina il terrore al #concertone!

Stupisce come mentre qui in Italia il Primo Maggio si presentava ormai completamente scevro di connotazioni politiche con un dibattito tutto concentrato sulle stecche dei cantanti e le scalette dei conduttori… dall’altra parte dell’Oceano si riscopriva il senso politico di questa ricorrenza.

Il Primo Maggio negli USA è un giorno lavorativo come un altro, eppure quest’anno gli attivisti di Occupy Wall Street hanno deciso celebrarlo a modo loro, con una marcia che si è snodata per le strade di New York e attraverso i Social Network. In particolare su Twitter i manifestanti hanno fornito una diretta utilizzando le etichette #M1GS #mayday #tows. E’ stato utilizzato ogni genere di strumento dai tweet, agli status di face book, ai racconti per immagini utilizzando instagram (in particolare assolutamente splendida la diretta di Claudia Vago).

Indubbiamente fa effetto la piega gerarchica che la ricorrenza ha preso in Europa ed in Italia in particolare. Se nei telegiornali si assiste allo spettacolo di una nazione in ginocchio, commissariata dai Tecnici per salvarla dal caos, patria di precari, cassintegrati, esodati, pensionati sottopagati… il Giorno del Concertone tutto torna in una sorta di anestetizzata normalità: conduttori impacciati, giovani cantanti reduci dai Talent Show, qualche vecchia star bollita… Tutto è così serio a parole e così ridicolo alla prova dei fatti. Come sempre.

In America invece uno scherzo di dadaismo digitale sfuggito di mano induce a riflessioni serie sull’evoluzione della finanza e della globalizzazione.

Sì perché Occupy Wall Street altro non è che uno scherzo di AD Busters, una comunità creativa di sabotatori dell’advertising. In sostanza gli AD Busters ideano finte campagne pubblicitarie, per palesare l’ipocrisia nascosta dentro il mercato dell’advertising... Le loro immagini provocatorie associano l’alcool all’impotenza, i modelli da macho all’insicurezza sessuale, le campagne social alla ricerca nevrotica di profitto, ecc...

Occupy Wall Street è nato così da un’iniziativa di AD Busters: invece di manifestare su Washington che è un esercizio inutile, manifestiamo nel vero “luogo del potere” Wall Street.

Una provocazione che è stata presa sul serio e che sta sviluppando riflessioni interessanti e colorate manifestazioni espressione di una creatività naif, ma affascinante.

Tuttavia a compensare questo divario tra Italia e USA è arrivato l’ottimo Twittopolis, che con un messaggio semplicissimo (due etichette e una foto) ha espresso la propria insofferenza verso l’attuale contesto politico ottenendo circa 700 retweet.

twittopolis ‏: #concertone #sconcertone 

In un oceano di considerazioni sulla bontà delle performance canore solo questo messaggio si erge a restituire un minimo di senso politico al Primo Maggio.

>> Vedi tutti gli altri articoli della rubrica "Cinguettii" a cura di Giovanni Scrofani