Apple denuncia HTC

La società taiwanese, partner tecnologico di Google, accusata di violazione di brevetti. La competizione in un cocktail di tecnologia, marketing e avvocati

HTC, la intraprendente società taiwanese che negli ultimi anni ha guadagnato un’autorevole posizione nel mercato della telefonia mobile, chiudendo il 2009 con un volume d’affari pari a 4,5 miliardi di dollari, è stata denunciata da Apple per avere violato 20 brevetti della società californiana.

Il caso è ora nelle mani dei giudici della Commissione internazionale del commercio statunitense (ITC) e della Corte distrettuale del Delaware. Il ricorso all’ITC, nel caso la causa vada a buon fine, potrebbe prevedere il blocco delle importazioni dei prodotti oggetto della violazione dei brevetti.

Non esiste competizione senza guerra di brevetti. Informatica, internet tecnologia, in quuesti ambienti la storia è piena di cause legali scatenate a difesa della propria creatività.

Legittime, a volte pretestuose, nelle aule dei tribunali si si sono da sempre giocate aspre battaglie per indebolire i concorrenti, soprattutto nel momento in cui un possibile vantaggio tecnologico diventa un fattore di differenziazione decisivo.

In questa vicenda non può essere trascurato il fatto che HTC sia il partner tecnologico di riferimento di Google nella produzione dei dispositivi che utilizzano il sistema operativo Android, tra cui l’ultimo Nexus One. La denuncia, di fatto, pur essendo rivolta ad HTC, apre un conflitto con Google.

“La concorrenza è salutare – dice Steve Jobs – ma i concorrenti dovrebbero creare proprie tecnologie, non rubare le nostre”. Insomma, il Nexus One di Google sarebbe, in base a quanto contenuto nella denuncia, l’avatar dell’iPhone, un clone della tecnologia Apple, soprattutto per quanto riguarda l’interfaccia utente e le modalità di utilizzo multitouch.

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Comunque possano essere gli esiti della causa, in questo momento Apple ha un vantaggio, poiché il rapporto tra l’industria taiwanese e gli operatori del mercato ne può venire in parte compromesso, soprattutto negli Stati Uniti, area geografica da cui dipende circa il 50% del fatturato di HTC.

I player del mondo mobile sono in fibrillazione. Il nuovo e promettente segmento degli smartphone è il luogo dove si gioca la partita dei prossimi dieci anni. Possiamo stare certi che la battaglia per la tutela dell’innovazione, dei brevetti, della proprietà intellettuale sarà una costante del prossimo futuro.

A questo proposito non va dimenticato che la stessa Apple nel mese scorso è stata denunciata da Nokia per violazione di brevetti, denuncia cui è seguita una controdenuncia di Apple. Insomma per competere non ci vuole solo buona tecnologia, ma buoni avvocati.