Profili societari dei Challengers 2018

In questa pagina sono elencati alcuni dei profili societari delle aziende citate nell’indagine. Questa non è quindi la classifica.

La classifica integrale con approfondimenti, grafici e tabelle è invece consultabile gratuitamente (previa registrazione al sito) a questo link

Primeur, Qintesi e Sinfo One
La sfida dell’eccellenza

La sfida dell’eccellenza non dipende dalle dimensioni o dai risultati di business, ma dalla capacità di delivery dell’innovazione e di portare i clienti al successo, in molti casi affidata a vendor, consultant, partner e system integrator fuori dagli schemi, che sono la vera catena di trasmissione dell’innovazione sul territorio

di Giuseppe Mariggiò

In Microsoft, il segreto delle performance vincenti è la cultura. Per guidare il cambiamento bisogna passare da chief executive officer a culture executive officer. In IBM, le azioni valgono più delle parole e in Oracle, la capacità di essere leader coincide con la capacità di vedere il futuro, anche nel presente. Il cambiamento ha bisogno di persone per realizzarlo e leader capaci di indicare la strada. Il successo dipende anche dalle piccole cose, non solo dalle trimestrali. Qualche volta le imprese rischiano di rimanere imprigionate dagli schemi. E qualche volta, bisogna rompere le regole e giocare d’anticipo. Perché il cambiamento che si predica all’esterno deve cominciare dall’interno delle organizzazioni. Ogni trasformazione, anche quella digitale, aumenta il grado di entropia.

Ogni volta che introduciamo l’energia dell’innovazione per passare a un livello più avanzato di gestione aumentiamo la complessità. E mentre puntiamo sul valore di soluzioni e servizi per raggiungere i risultati di business, ci accorgiamo che a fare la differenza sono soprattutto le persone. Su questo tipo di crescita, le aziende challengers costruiscono il loro successo. Perché hanno colto l’aspetto “soft” di quella catena del valore che porta al risultato. Il successo si costruisce a piccoli passi, senza paura di commettere errori, giorno dopo giorno, costruendo alleanze, investendo in ricerca e sviluppo, dando fiducia alle persone, sfidando chi è in cima alle classifiche per lasciarsi ispirare e per scattare di lato, più agili e flessibili, e capaci di pensare fuori dagli schemi.

La Classifica Challengers fotografa questa eccellenza e rappresenta le principali trenta imprese attive sul mercato italiano focalizzato sul software e sui servizi IT, in base ai risultati delle performance realizzate nel 2017 in Italia, con ranking tra la posizione 101 e 130. Nella parte più alta della Classifica, al 102mo posto, con cinque posizioni guadagnate rispetto alla precedente edizione, troviamo Primeur, software vendor, con un approccio da system integrator non convenzionale, specializzato in data integration. Spostandoci verso la zona centrale, al 119mo posto, con 12 posizioni guadagnate, scopriamo Qintesi, gruppo specializzato in consulenza direzionale, soluzioni e servizi tecnologici, outsourcing, e Gold Partner SAP. E subito dopo, alla 120ma posizione, segnaliamo il rientro più alto in Classifica per Sinfo One, il system integrator Made in Parma, Oracle Gold Partner, specializzato in soluzioni gestionali per il mondo manifatturiero e leader nel comparto del food processing, sintesi perfetta di quel saper fare italiano che diventa bandiera anche all’estero.

PRIMEUR, IL SUCCESSO DATA DRIVEN

Per Giulio De Amicichief marketing officer di Primeur – crescere, scalando posizioni nel ranking, è motivo di grande soddisfazione. «È il frutto tangibile degli investimenti che negli anni abbiamo fatto sia in termini di R&D sia sulle persone, e rappresenta la conferma che stiamo andando nella giusta direzione». Il mondo del software sta evolvendo molto rapidamente e le richieste degli utenti in termini di esperienza d’uso e di funzionalità sono sempre maggiori: «Nell’ultimo anno – racconta De Amici – abbiamo dedicato una particolare attenzione alla comprensione dei bisogni del mercato e, grazie alla raccolta dei feedback dei nostri clienti e a un attento studio della user experience, abbiamo riprogettato layout e interazione della nostra piattaforma di Hybrid Integration Primeur Ghibli Next e abbiamo lanciato la nostra software solution Primeur Data Watcher, che colma un importante gap nell’ambito della visibilità e nella governance dei dati interni alle organizzazioni, da e verso i diversi stakeholder». Le imprese italiane sono impegnate nel percorso di digital transformation. Molte sono in mezzo al guado altre sono alla ricerca della ricetta giusta. «Tutti parlano di trasformazione digitale, ma non tutti hanno ancora un piano concreto per l’implementazione nei diversi livelli organizzativi» – spiega il CMO di Primeur. «Le implicazioni e gli effetti della digital transformation sono dirompenti – sia in positivo che in negativo – e richiedono l’adozione di un nuovo paradigma, in cui il dato diventa l’elemento centrale. Lavoriamo su un mercato globale e abbiamo notato che l’Italia è ancora un po’ indietro da un punto di vista della cultura digitale: se penso ai nostri grandi clienti, la differenza con il resto del mondo non solo non si nota, addirittura abbiamo delle eccellenze dal punto di vista dell’innovazione, ma se ci spostiamo verso dimensioni un po’ più contenute, mi pare ci sia ancora molto da fare».

Le esigenze di business riguardano in particolare la razionalizzazione dei fornitori, e l’integrazione end-to-end della catena del valore delle aziende, in modo trasversale a tutti i settori. «Sia che si parli di banche sia che si parli di retailer o di aziende dell’industria manifatturiera o di e-commerce – afferma Giulio De Amici – per tutti è fondamentale avere una visione completa, real-time ma anche predittiva di che cosa sta succedendo o succederà nell’immediato futuro all’interno dell’azienda, non solo dal punto di vista operativo, ma anche amministrativo, finanziario o di comunicazione». I dati rappresentano il supporto migliore a qualsiasi decisione, ma se non sono integrati non sono nemmeno in grado di fornire uno snapshot corretto delle diverse situazioni. Ecco perché la data integration diventa fondamentale per qualsiasi funzione di business. Un’azienda che vuole essere data driven deve essere in grado di raccogliere e mettere in relazione dati provenienti da qualsiasi fonte, a prescindere dalla tecnologia o applicazione che li ha generati, e deve essere poi in grado di metterli a disposizione delle diverse applicazioni che le devono utilizzare, nel caso, dopo averli opportunamente trattati. «Tutte le aziende hanno a che fare con una mole crescente di dati, provenienti sia dall’interno che dall’esterno della propria organizzazione» – spiega De Amici. «La data integration consente a ciascuna azienda di dare un significato di business a quei dati, che diventano quindi fattori centrali e determinanti del suo successo, oltre che base “oggettiva” su cui prendere decisioni strategiche».

QINTESI, GIOCARE D’ANTICIPO

Grande soddisfazione anche per Angelo Amaglio, presidente di Qintesi. Un risultato che rappresenta il costante impegno delle oltre 200 persone che oggi lavorano in Qintesi e della determinazione dei soci che, alla fine del 2011, hanno dato vita all’azienda, supportati da un gruppo di “pionieri” che hanno creduto da subito nel progetto. «In sette anni, Qintesi ha realizzato una crescita costante, solida e sostenibile, anteponendo la qualità dei progetti e delle scelte gestionali al mero sviluppo dimensionale» – spiega Amaglio. Focalizzazione, innovazione, compliance e partnership strategiche sono state le priorità che Qintesi ha affrontato nell’ultimo anno. In un mercato affollato di player “generalisti” – «è importante essere riconoscibili e riconosciuti dal mercato» – racconta il presidente di Qintesi. «Ci siamo concentrati su alcune industry e su alcuni ambiti d’intervento differenzianti quali i financial services, in particolare insurance, transportation, engineering & construction, con focus particolare sull’innovazione: cloud, in-memory computing, Industry 4.0. In un periodo caratterizzato da forti spinte regolatorie, come per esempio l’adozione dei nuovi principi contabili IFRS, la fatturazione elettronica, il GDPR, Qintesi ha giocato d’anticipo, proponendo soluzioni affidabili per consentire ai clienti di adeguarsi alle nuove normative».

I mega-trend anticipati dagli analisti, che animano i dibattiti nei convegni, richiedono tempo da parte delle aziende per una concreta “messa a terra”. «Tuttavia – continua Amaglio – è evidente come molte aziende stiano ponendo in essere concrete iniziative di rinnovamento delle loro applicazioni gestionali e di introduzione di tecnologie innovative: predictive analytics, big data, IoT, machine learning in testa. Sicuramente, c’è ancora molto da fare e, nei prossimi anni, sarà fondamentale la capacità dei system integrator di supportare le aziende in questa trasformazione per favorire la crescita della competitività delle imprese italiane sul mercato globale». Le esigenze principali delle imprese sono molteplici, ma accomunate da alcune caratteristiche: «Su tutte la richiesta di piattaforme e servizi fruibili in ottica “as a service”, possibilmente cloud, e la ricerca di soluzioni applicative integrate in cui il confine tra livello “transazionale” e “analitico” venga superato a beneficio di informazioni tempestive, aggiornate in tempo reale e con il livello di dettaglio desiderato». Occorre ripensare modelli di produzione, consumi e organizzazione del lavoro. «Negli ultimi tre anni – racconta Amaglio – abbiamo fatto importanti investimenti per allargare il nostro spettro di competenze, necessarie per essere un partner credibile e affidabile per affrontare queste sfide. Crediamo molto nelle potenzialità derivanti dall’utilizzo integrato di soluzioni e tecnologie SAP e Google». In un futuro molto vicino, i processi di business delle imprese, e quindi il modo di lavorare, subiranno profondi cambiamenti: «L’automazione “intelligente” e l’approccio “collaborativo” sono ormai paradigmi realizzabili efficacemente e noi disponiamo già di interessanti soluzioni da portare al mercato».

SINFO ONE, VERSO LA SMART FACTORY

Per Paola Pomi, amministratore delegato di Sinfo One, il fatto di avanzare nelle classifiche è il riconoscimento oggettivo degli sforzi che l’azienda sta facendo per innovare e innovarsi. «Ritengo che questo sia il frutto del grande lavoro che ci ha portato a “esportare” il 22% del nostro volume d’affari. Per una azienda di consulenza italiana non è per nulla scontato o semplice fornire servizi a clienti esteri. E questo è stato raggiunto non solo grazie alla grande competenza sviluppata in 35 anni di lavoro, fianco a fianco, con importanti aziende italiane, ma anche grazie alla capacità di problem solving che spesso, dopo le prime resistenze culturali, viene riconosciuta dai clienti internazionali a tutto il team di Sinfo One». Le priorità affrontate nell’ultimo anno sono relative a vari fronti: sviluppo delle soluzioni, espansione dell’offerta, investimenti e valorizzazione delle competenze e della creatività. «Sicuramente, l’impegno per far evolvere e crescere la roadmap del nostro ERP proprietario Si Fides è stato un tema di focalizzazione» – spiega Paola Pomi. Il tutto per rendere la piattaforma proprietaria – «sempre più completa, flessibile, scalabile, integrabile e facilmente utilizzabile», tenendo conto anche di quelle dinamiche che Paola Pomi chiama le “3 A” – «Alert, Analyse, Act». Infatti, la nuova release «focalizza l’attenzione degli utenti di sistema sulle anomalie e sulle azioni a loro richieste, aumentando la produttività e la reattività dell’organizzazione che può quindi utilizzare le soluzioni per anticipare i problemi e garantire la business continuity». L’espansione dell’offerta in ambito PLM ha portato alla nuova partnership strategica con Selerant, specializzata nello sviluppo e distribuzione di software per la gestione del ciclo di vita del prodotto e nella gestione di regolamenti, direttive e normative nell’ambito della sicurezza ambientale, del lavoro e della salute umana.

Un altro importante investimento riguarda i fast data e i big data – «sui quali Sinfo One ha creato dei prototipi con l’obiettivo di individuare le migliori tecnologie da utilizzare su tali tematiche, e soprattutto per comprendere su quali ambiti proporre questi temi alle aziende clienti». Paola Pomi dichiara di essere consapevole che il software e la digitalizzazione possono esser “disruptive”. Ma cosa serve per essere innovativi? «Questa domanda, che ci assilla da tempo, è stata per noi fonte di riflessioni negli ultimi anni» – risponde Paola Pomi. «Riteniamo che si possa essere innovativi solo partendo dal presupposto che la formazione non è mai abbastanza e che i risultati migliori possono solo arrivare lavorando in team e valorizzando le diversità delle persone. Per questo sono stati attivati dei corsi sia di formazione tecnica, sia relativi a soft skills, sia relativi alle metodologie. Proprio la metodologia, in particolare quella Agile, è una chiave di volta che ci permette di mettere il cliente al centro dei nostri progetti, delle nostre ricerche e delle nostre soluzioni. Le imprese hanno sempre di più l’esigenza di leggere, con sempre maggior velocità, i complessi fenomeni interni ed esterni all’azienda per reagire in modo flessibile e veloce agli stimoli di mercato. «La capacità di razionalizzare, render sicuro e semplificare l’ambiente aziendale è fondamentale» – spiega Paola Pomi. Non solo. I confini della smart factory si estendono oltre la fabbrica tradizionale. E la convergenza delle tecnologie fisiche e virtuali sta rivoluzionando le logiche gestionali. «Le aziende non sono più da considerarsi solo come singole, ma come sistema, con informazioni che attraversano le singole catene del valore delle singole aziende per crearne una globale». La nuova sfida – conclude Paola Pomi – «è utilizzare al meglio l’integrazione dei fast data, non solo i big data, e portare questa conoscenza all’interno dei sistemi gestionali per migliorare e automatizzare i processi dei nostri clienti».

 

Stefano Musso, CEO

102° PRIMEUR

Primeur è una multinazionale con sede in Svizzera specializzata in soluzioni di enterprise data integration. Utilizzando tecnologie framework e proprietarie, ha sviluppato prodotti software e soluzioni per l’integrazione ibrida e la governance dei dati E2E, ha progettato e implementato l’innovativa piattaforma Primeur Ghibli Next™ e la nuova soluzione software Primeur Data Watcher™. L’approccio Primeur, unico nel panorama internazionale del software, consiste nell’integrare i dati di qualsiasi cliente – grazie ai propri prodotti, ideati e sviluppati nei centri R&D – utilizzando la nostra piattaforma Primeur Ghibli Next™ senza modificare le applicazioni. Principali clienti sono le top aziende “Fortune 500”, banche e assicurazioni, industrie, largo consumo, energy & utilities, telco e pubblica amministrazione. Il Gruppo è diffuso in Europa (Svizzera, Italia, Regno Unito, Irlanda, Svezia, Spagna e Francia), Nord America, Latam e Asia.

Primeur Group – HQ: Via Tinelle, 18 – 6832 Chiasso-Pedrinate (Switzerland) – Tel. +41 91 9715070

Main office in Italy: Via Imperia, 21/A – 20122 Milano – Tel. 02 929871 – email: [email protected]www.primeur.com

Massimo Dal Checco, presidente

109° SIDI

SIDI spa, Società di Consulenza Digitale Italiana, Gold Partner di SAP, con quattro sedi distribuite sul territorio: Milano, Padova, Roma, Imola e una società in Africa a riprova della propria strategia internazionale. Fondata nel 1980, è un’impresa a capitale privato il cui obiettivo è la digitalizzazione delle aziende con lo scopo di supportare i clienti nello sviluppo di nuove opportunità di business. SIDI segue la strategia SAP e propone il sistema gestionale ERP di ultima generazione: S/4HANA, che permette di innovare anche con progetti di: industry 4.0, digital transformation e business intelligence. La value proposition, condivisa da tutto il team, racchiude: soddisfazione del cliente, sviluppo costante, innovazione, creatività e affidabilità. Come? Attraverso l’asset più importante: le persone. SIDI lavora con le aziende italiane e all’estero attraverso progetti innovativi, facendo della digital transformation la guida in un mercato diversificato e in continua trasformazione.

SIDI spa – Via Giovanni Durando, 38 – 20158 Milano – Tel. 02 3777421 – Fax 02 37742615 – email: [email protected]www.sidigroup.it

Angelo Amaglio, presidente
Angelo Amaglio, presidente

119° QINTESI GROUP

Con oltre 250 dipendenti il Gruppo Qintesi eroga servizi di management consulting e di system integration. Il Gruppo è costituito da: Qintesi spa, che supporta i clienti nei processi di digital transformation attraverso l’utilizzo di sistemi ERP, business intelligence e advanced analytics; Qintesi Technology & Services, che garantisce l’approvvigionamento di servizi e tecnologie per lo svolgimento dei progetti; BF Partners, che offre servizi di implementazione di sistemi e gestione di processi specifici dei settori retail/GDO; IT-Link, system integrator SAP e rivenditore ufficiale dei prodotti SAP, con competenze verticali nel settore manufacturing. Qintesi spa è Service Partner SAP con qualifica “Gold Partner” e “Build Partner”; vanta 9 certificazioni SAP REX, tra cui 2 di Industry – Insurance ed E&C – e, tra le prime in Italia, su SAP HANA e S4/HANA. Qintesi opera sul territorio nazionale con 5 sedi e interviene abitualmente in contesti internazionali.

QINTESI spa – Via G. Suardi, 3 – 24124 Bergamo – 0283428050 – email: [email protected] – www.qintesi.it

Paola Pomi, amministratore delegato

120° SINFO ONE

Sinfo One opera nell’information technology con soluzioni per la gestione d’impresa, consulenza direzionale, organizzativa e tecnologica, system integration e servizi di outsourcing. Le soluzioni sono in ambito enterprise resource planning (ERP), business intelligence (BI), enterprise performance management (EPM) e product lifecycle management (PLM). 150 clienti, un team di 140 esperti e il 12/15 per cento del fatturato investito in progetti di R&D sono i numeri di Sinfo One, che dal 1984 basa il suo successo su qualità, innovazione attenzione al cliente. Sinfo One è Gold Partner Oracle e system integrator per tutte le soluzioni Oracle in ambito ERP, PLM, EPM e BI. All’attivo prestigiosi premi tra cui l’Oracle Partner Specialization Award e l’Oracle Excellence Award PLM. Dal 2013 Sinfo One investe nello sviluppo sul mercato internazionale. Oggi il fatturato estero rappresenta il 21% del totale e Sinfo One vanta importanti progetti in ambito ERP e PLM per multinazionali del Food in Germania, UK e Francia.

Sinfo One spa – Via Benedetta, 77/a – 43122 Parma – Tel. 0521 9371 – Fax 0521 775824 – email: [email protected]www.sinfo-one.it

Gian Nello Piccoli, presidente

130° EUROSYSTEM

Eurosystem spa è specializzata nell’offerta di consulenza, servizi e soluzioni nei sistemi informativi aziendali. Nata 40 anni fa a Treviso, la società si presenta oggi come un gruppo composito, presente in tutto il Nord e Centro Italia con 6 sedi (Treviso, Bergamo, Bologna, Udine, Ferrara, Firenze), 2 filiali commerciali (Trieste, Verona), 4 società partecipate (Nordest Servizi Srl, Estecom Srl, Securbee Srl, SDTeam Srl) con le quali conta un fatturato totale di 20 milioni di euro, 150 risorse interne e oltre 1000 clienti. Eurosystem progetta e realizza soluzioni innovative per aziende di medie e grandi dimensioni e di vari settori, con una spiccata competenza nello sviluppo di software gestionali, sistemi CRM (customer relationship management), business analytics, datacenter (in hosting e in housing) e servizi di gestione dell’IT in outsourcing. La società sta perseguendo un ampio progetto di crescita che, supportato da un business plan certificato da una nota società di consulenza internazionale, prevede l’acquisizione nel prossimo anno di aziende specializzate in Industria 4.0, CRM e analytics.

Eurosystem spa – Via Newton, 21 – 31020 Villorba (TV) – Tel. 0422 628711 – Fax 0422 928759 – email: [email protected]www.eurosystem.it