Una nuvola multimediale per tutti con Plex

Il servizio usato da giganti come BlackBerry e Chromecast ora consente di aggiungere file direttamente dalle piattaforme cloud consumer

I server di Plex sono affidabili e veloci. Per la conferma chiedere a BlackBerry, cliente della piattaforma o a Google, che per lo streaming di Chromecast usa proprio le sue infrastrutture. Ma anche Amazon, Apple, Sony PlayStation e Xbox. Insomma, sulla qualità del Media Center c’è poco da dire. Finalmente anche i clienti finali potranno sfruttare la nuvola di Plex come player standalone e non integrato all’interno di altri servizi. Potranno farlo grazie al lancio pubblico dell’offerta Cloud Server, in versione beta nei mesi scorsi, che permette agli utenti di aggiungere file e cartelle da computer e NAS (come le edizioni precedenti) ma soprattutto dallo storage cloud già in uso, come Drive, Dropbox, OneDrive e Amazon. Si tratta di una novità importante che di fatto pone Plex come server cloud a 360 gradi, sia nel caricamento che nella fruizione.

Come funziona

Eliminando la necessità di un server hardware, Plex allarga ancora di più il suo bacino di utenza, semplificando la configurazione dei canali e la scansione degli elementi da riprodurre su qualsiasi dispositivo: computer, smartphone, tablet e Smart TV. La nuvola prevede diversi piani, a partire da quello gratuito alla formula Plex Pass, con cui registrare anche i programmi televisivi diffusi da 86 emittenti, la maggior parte negli USA, e la sincronizzazione dei file offline, per la riproduzione senza connessione. Il team di Plex ci tiene a precisare che il traffico in ingresso e uscita è protetto da occhi indiscreti, lungo le 17 piattaforme supportate: Amazon Fire TV, Chromecast, Plex Media Player, TiVo, Xbox One, Android, iOS, Roku, Windows, Android TV, Kodi, Smart TV, Windows Phone, Apple TV, PS4, Sonos, Xbox 360.

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