Twitter avvisa gli utenti sui post potenzialmente fake

Twitter sta lavorando a un Safety Mode

Il social network mostrerà una notifica nel caso in cui si metta “mi piace” a tweet considerati disinformazione

Se Twitter guadagnasse solo dal numero di post inviati dai suoi utenti, nelle ultime settimane, Donald Trump sarebbe tra i principali finanziatori della piattaforma. Il problema è che spesso, quasi sempre, i suoi messaggi dopo la sconfitta elettorale con Biden, vengono considerati molto vicini a fake news, perché privi di un fondamento analitico, quando tira in mezzo i brogli e i complotti per allontanarlo dalla Casa Bianca.

Twitter sarà partita da qui per aggiornare una funzionalità molto importante della piattaforma, che avvisa gli utenti quando mettono “mi piace” a post considerati potenzialmente disinformazione. Secondo il team, la novità si pone come “vitale” nel processo di validazione di ciò che passa per la piattaforma, considerata sempre più quasi fosse un’agenzia di informazione 24/7 e ma un luogo di pura condivisione di messaggi “no-sense”.

Maggiore verità

Altro particolare non di poco conto è che gli utenti non potranno ritwittare un messaggio che ha ricevuto un’etichetta che lo contraddistingue come contestato, sebbene gli stessi post possano essere citati con una risposta, il che richiede di fornire un contesto aggiuntivo. Secondo il social network, già il cambio di passo introdotto dalla necessità di inserire un testo di accompagnamento al tweet ha diminuito la diffusione di informazioni fuorvianti del 29%, motivo per cui la funzione viene aggiunta anche ai “mi piace”.

La mossa segue uno studio che ha scoperto come la prolifica bacheca di Trump maschera un uso strategico di Twitter per distogliere i media dal coprire argomenti che sono potenzialmente dannosi per lui. Negli anni successivi alle elezioni del 2016, le piattaforme dei social media hanno dovuto affrontare una raffica di accuse secondo cui la loro incompetenza o apatia avrebbe contribuito a minare l’integrità del processo elettorale, consentendo alla disinformazione di raggiungere milioni di elettori.

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