Ripensare le modalità di “consumo” dell’IT

Database as a Service, la strada maestra per l’azienda digitale

Il consumo di prodotti e servizi è cambiato per sempre. Viviamo in un mondo incentrato sul consumatore: accendiamo la TV e guardiamo ciò che desideriamo tramite il servizio che preferiamo, che sia Amazon Prime, Netflix, Showmax o Apple TV. II punto fondamentale è che ci siamo ripresi il potere di scegliere, abbiamo valutato ciò che è più adatto per noi e siamo disposti a pagare per il servizio desiderato.

Quindi perché per l’IT dovrebbe funzionare diversamente? Se abbiamo imparato qualcosa dall’ultimo decennio è che i modelli di consumo influenzano il comportamento dell’IT. L’IT non detta più cosa può e cosa non può essere fatto. E allora, perché il nostro settore continua a vendere e fatturare tecnologia con contratti e licenze prolungate? Proviamo a fare dei paragoni: in qualità di consumatori, acquistiamo i servizi mobile da un operatore, i contenuti dai servizi di streaming, la fibra dai provider internet e convogliamo tutto su un dispositivo che può essere collegato in un’infinità di modi. Tutto ciò può essere paragonato a come funziona l’universo multicloud.

Ma amiamo ancora il nostro stereo portatile, siamo restii a sbarazzarci dei nostri DVD, e collezioniamo con orgoglio i vinili, che rappresentano la parte “on premise” nell’esistenza del consumatore. Nessuna di queste cose sarà facilmente sostituibile, né dovrebbe esserlo. Ma è un mondo caratterizzato da sovrapposizioni e inefficienze con molteplici fonti, abbonamenti e contratti pluriennali che a volte sono sottoutilizzati.

Proprio come l’IT moderno, tutti questi servizi sono un incubo da gestire. Se si ha a che fare con un ambiente multicloud con più contratti e abbonamenti basati su SaaS, è immediato comprendere l’enormità del compito da svolgere. Sapere per cosa si sta spendendo di più e quali servizi i team stanno effettivamente utilizzando al massimo del loro potenziale, è un’impresa eroica. Ora, aggiungiamo a questo mix la gestione delle licenze e il fatto che i vendor cercano di guadagnare di più vendendo capacità aggiuntive e ci si troverà coinvolti in una lotta senza fine con un bilancio smisurato, senza la certezza di ottenerne un valore.

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Come settore, è necessario che si inizi seriamente a considerare di aggregare tutti questi servizi. Poniamoci questa domanda: «Se, come consumatore, mi venisse dato un unico servizio attraverso il quale poter comprare tutti i servizi, monitorare la spesa, gestire l’utilizzo, e poi usare questi dati per vedere le sovrapposizioni e gli eventuali sottoutilizzi, lo comprerei?». Quello che manca all’IT è un approccio consolidato. Molti servizi promettono visibilità completa delle risorse multicloud, delle app SaaS e dei servizi di collaborazione, ma in pochi lo fanno davvero. Per sapere dove si trovano i vari elementi e come operano, è necessario aggregare e correlare tali dati per poter identificare le sovrapposizioni e minimizzare le inefficienze sia in termini di costi che di risorse.

A tutto ciò aggiungiamo il fatto che si continuano a vendere licenze quinquennali, il cui costo aumenta ogni anno con l’aggiunta di servizi. I CIO e i professionisti IT stanno iniziando a reagire, finalmente. In qualità di consumatori desideriamo pagare solo ciò che consumiamo. Lo stesso vale per i CIO che vogliono un modello in base al quale poter scalare i servizi in un senso o nell’altro, rimuovere gli investimenti non più necessari e investire quel capitale altrove quando serve. Il servizio di sottoscrizione è diventato più semplice e più comprensibile grazie al cloud, ma ora è il momento di iniziare a introdurlo in tutti gli aspetti dell’IT. Il vero valore che l’IT può dare a un cliente è la flessibilità. Il valore per l’utente finale viene poi moltiplicato dalla sua capacità di adattarsi al cambiamento, come per esempio quello appena vissuto a seguito della pandemia. Come sarà dunque in futuro l’IT aziendale? Sarà un ambiente centralizzato gestito tanto dai dati sui vostri servizi che dai servizi stessi. Avrà un unico piano, sarà gestito centralmente e fatturato mensilmente, permettendo alle aziende di adattarsi, cambiare, spostarsi e scalare come e quando ne hanno bisogno, senza imposizioni esterne.

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Alberto Filisetti country manager di Nutanix Italia