La videocollaborazione secondo NFON e Meetecho

La videocollaborazione secondo NFON e Meetecho

L’alleanza strategica tra la multinazionale tedesca e la realtà partenopea, leader nel settore della tecnologia WebRtc, mette a frutto le solide competenze maturate nella comunicazione integrata professionale

Con l’acquisizione del 24,9% della società italiana Meetecho, NFON, fornitore europeo di servizi di comunicazione aziendale in cloud (l’unico provider di servizi cloud PBX paneuropeo), ha compiuto un importante passo avanti nell’implementazione della strategia di Unified Communication. «All’interno di Meetecho, che è stata fondata nel 2009 come spin-off dell’Università di Napoli, lavorano ingegneri informatici di grande talento – racconta Marco Pasculli, che nel luglio di quest’anno ha assunto il ruolo di Vice President International Revenue Operations di NFON -. Un potenziale che ha portato alla realizzazione di Janus WebRTC Server, una piattaforma open source creata allo scopo di offrire comunicazioni multimediali, in particolare comunicazioni video». Janus WebRTC Server è uno strumento molto conosciuto nel mondo degli operatori. Viene utilizzato – anche da giganti dell’IT come Microsoft, Twitter e Alibaba Cloud -, per realizzare videoconferenze ed eventi che comprendono anche migliaia di partecipanti. Basato sullo standard WebRTC (Web Real-Time Communication), Janus WebRTC Server consente pertanto una comunicazione in tempo reale, di fondamentale importanza per la creazione di potenti soluzioni per la comunicazione multimediale. La tecnologia Janus WebRTC Server viene utilizzata, da alcuni fornitori di servizi in cloud, anche per complementare la propria offerta con servizi di Unified Communicaton and Collaboration.

Sinergie tecnologiche e commerciali

«Il nostro core business è “spostare” la telefonia professionale in cloud, per le aziende di qualunque dimensione» prosegue Pasculli. «Negli ultimi anni è emersa la necessità di abbinare al canale telefonico la possibilità di realizzare video sessioni. Abbiamo così puntato a potenziare la nostra soluzione Cloudya con servizi di video comunicazione e videoconferenza». Cloudya può essere utilizzata con qualsiasi device e da qualsiasi luogo. Facile da usare, può essere avviata anche senza un portatile aziendale, direttamente via browser e permette a tutti gli utenti di essere raggiungibili al loro numero aziendale e con una qualità vocale HD anche nei contesti di home office. «L’acquisizione di Meetecho aggiunge alla nostra offerta servizi sempre più sofisticati e moderni. Inoltre questa partnership strategica ci consente non solo di avere un accesso diretto e privilegiato al know-how WebRTC ma di potere proporre le soluzioni della società napoletana al nostro ecosistema di clienti e partner», sottolinea Pasculli. In sostanza, l’accordo permette di sfruttare in modo sinergico il potenziale di Janus WebRTC Server nel portafoglio prodotti di entrambe le aziende. La collaborazione tecnologica è già partita. Il client Cloudya si evolverà avvalendosi delle competenze Meetecho. Entro la fine dell’anno NFON formalizzerà un piano di mutua espansione commerciale. Il sistema Meetecho è assolutamente sicuro, protetto e crittografato. Dal canto suo, la multinazionale tedesca ha maturato una grande competenza in merito alla sicurezza informatica e alla data protection, che può mettere al servizio di sviluppatori e partner.

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«Un’eccellenza Made in Italy»

Meetecho rappresenta quindi un’eccellenza tutta italiana, molto conosciuta all’estero, che contribuirà senz’altro a fare crescere ulteriormente NFON, una delle aziende europee più innovative nel mercato della telefonia IP e UCaaS (Unified Communications as-a-service). «Forte di una quota di mercato consolidata in Germania, Regno Unito e Austria, una presenza in continua crescita in Spagna, Francia e Italia, e nuove opportunità di business in Europa centrale e orientale, NFON si trova indubbiamente in una posizione di vantaggio in Europa. Rappresenta infatti un ecosistema dinamico e in evoluzione a cui Meetecho ha aggiunto un’esperienza di valore targata Made In Italy», conclude Pasculli.