Nasce il progetto Caravan, così Bitrock sfida le big tech americane

Nasce il progetto Caravan, così Bitrock sfida le big tech americane

La startup appartenente al Gruppo Fortitude entra nella Cloud Native Computing Foundation e lancia la soluzione open source per guidare le aziende nell’approccio al cloud native

Il trend che conduce verso il paradigma cloud native è sempre più evidente, eppure orientarsi in questo mondo e scegliere tra i tanti strumenti a disposizione non è semplice e le competenze richieste sono molto specifiche e difficili da trovare. In un contesto del genere Bitrock, società di consulenza e tecnologia di fascia alta, appartenente al Gruppo Fortitude, 100% made in Italy con 11 milioni di fatturato e 120 dipendenti, ha deciso di rafforzare la sua posizione nel panorama delle realtà che offrono servizi in cloud impegnandosi nella ricerca di soluzioni altamente innovative, al pari delle più grandi realtà della Silicon Valley.

A testimonianza dell’impegno profuso, il recente ingresso di Bitrock come Silver Member all’interno della Cloud Native Computing Foundation, l’organizzazione nata nel 2015 con al suo interno i più grandi colossi mondiali che consente a sviluppatori, fornitori e utenti finali di collaborare per sostenere progetti open source e cloud native in tutto il mondo.

Tra i progetti più rilevanti lanciati da Bitrock in tema cloud c’è sicuramente Caravan, la soluzione chiavi in mano sviluppata per facilitare l’adozione del paradigma cloud native da parte delle realtà che hanno bisogno di modernizzare le infrastrutture a disposizione. Parliamo di un tool che automatizza l’installazione e la configurazione di una suite basata sui prodotti HashiCorp. Il progetto è open source e punta a mettere insieme i migliori talenti per sviluppare una soluzione sempre più performante, capace di condurre le aziende verso una ulteriore evoluzione in termini di trasformazione digitale. L’obiettivo del progetto, lanciato da Bitrock ma che punta a coinvolgere professionisti da tutto il mondo, è dunque quello di impegnarsi insieme agli altri per una rivoluzione dei paradigmi attualmente in uso, investendo nella ricerca e mettendo, per un momento, da parte il profitto a medio termine.

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“Abbiamo investito tanto in questo progetto, sia in termini di tempo che di risorse economiche, proprio perché ci crediamo molto, afferma Leo Pillon, CEO del Gruppo Fortitude. “Il cloud native rappresenta certamente il presente e soprattutto il futuro della tecnologia applicata alla gestione delle infrastrutture software, e per questo è necessario impegnarsi collettivamente nella ricerca di soluzioni capaci di sovvertire i modelli che siamo abituati a conoscere. Caravan va in questa direzione e siamo sicuri che potrà affermarsi come uno strumento di grande aiuto per chi ne avrà bisogno”.