Par-Tec, mobile transformation

Par-Tec, mobile transformation

Banking e trading, il finance abbraccia la trasformazione Mobile. Par-Tec disegna il futuro delle piattaforme di gestione, acquisto e vendita che sempre più mirano a esperienze semplici e ottimizzate, anche come risposta alle normative internazionali

Il mondo del finance è forse quello che più di altri ha subito il rinnovamento causato dalla pandemia. Le app per il mobile banking, così come quelle per il trading, hanno ricevuto più innovazioni negli ultimi due anni che nel decennio precedente. Sono diventate lo strumento che consente l’accesso sicuro alla banca on-line (SCA – Strong Customer Authentication) e sono state arricchite di funzionalità incentrate sull’esperienza utente, rendendo più appagante svolgere operazioni prima possibili solo in filiale o al computer. Il Mobile First avanza e così evolve anche l’offerta del system integrator Par-Tec, che con estrema lungimiranza da sempre punta ad essere un partner per l’innovazione del settore finanziario tramite soluzioni efficienti e sicure. Il 2021 si è chiuso con ricavi per 18 milioni di euro e un numero di risorse, tra dipendenti e collaboratori, pari a 210, distribuite tra le sedi di Milano, Roma, Pistoia e Pomezia.

Nelle sedi di Milano e Pistoia si trova il team focalizzato sui progetti web e mobile in ambito retail banking e trading guidato da Claudio Buffo, project & solutions manager. Il 23% dei ricavi dell’azienda arrivano da questa area e si dividono tra sviluppo di progetti e contratti di application management. «Il settore è in continua trasformazione, tanto che ai filoni tradizionali di cui Par-Tec si occupa, oggi se ne aggiungono altri: alcune banche, apprezzando il lavoro svolto finora, ci hanno chiesto di prendere in carico anche l’evoluzione dell’home banking, sia lato web che mobile».

Mobile First

Nell’esperienza di Par-Tec, vi è il consolidamento di una tendenza già evidente: le banche sono passate da una logica “must” (obbligo), in cui hanno realizzato le app mobile con poche funzionalità perché “lo facevano tutti”, ad un approccio “have to” (necessario), con applicazioni ricche di funzionalità che rendono inutile recarsi in filiale per le operazioni di routine. Questo canale, in un mondo sempre più digitale, sia tecnologicamente che culturalmente, è oggi al centro della strategia delle banche. «Gli istituti stanno investendo sul canale mobile per realizzare app sicure, semplici da usare, funzionalmente complete e soprattutto affidabili, con l’obiettivo di migliorare la customer experience. Un processo che, non a caso, si è accelerato a seguito dell’esigenza di contenere il contagio e quindi di dare alle persone modo di svolgere attività con gli strumenti a loro disposizione. Un cambio di passo culturale più che tecnico, visto che le soluzioni odierne non sono state certo inventate nell’ultimo biennio». L’attenzione verso il Mobile First ha spinto Par-Tec ad ampliare le professionalità anche al suo interno. «Nel 2010 avevamo poche unità impegnate su progetti Android e iOS; ora abbiamo dei gruppi dedicati di 18 risorse ciascuno. La conversione digitale degli utenti, sotto tanti aspetti della vita sociale ed economica, spinge a chiedere più servizi digitali. A questo, il mobile banking e il trading devono rispondere, aumentando l’offerta e migliorando quanto già esistente».

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Effetto pandemia

Anche Par-Tec nel periodo della pandemia ha adottato il remote working per tutti i dipendenti aziendali, accelerando un processo che era già in corso. «Anche qui è una questione culturale e non applicativa» prosegue Buffo. «È evidente come lo smart working sia oramai consolidato a livello nazionale e internazionale. Ha modificato il modo con cui si lavora e ci si relaziona, e ha consentito di recuperare tempi di trasferimento da dedicare alla propria persona, offrendo un valore pratico a cui oggi pochi sarebbero disposti a rinunciare. Per questo motivo, post pandemia, in seguito ai risultati positivi riscontrati sia a livello aziendale che di singolo collaboratore, Par-Tec ha deciso di proporre ai suoi dipendenti contratti di smart working fino al 50% del tempo lavorativo».

Servizi accessibili

Così come è stato imposto nel settore della Pubblica Amministrazione con la legge n.4/2004, anche nel settore privato (banche comprese), con la direttiva “European Accessibility Act” del 2019, che i paesi dovranno recepire entro la fine del 2022, si introduce l’obbligo di erogare servizi digitali fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari. Da giugno del 2025 nessun servizio online non accessibile potrà essere immesso nel mercato europeo. L’accessibilità è pertanto un tema attuale e Par-Tec è coinvolta in diversi progetti dedicati a rendere fruibili le applicazioni web e mobile ad ipovedenti e non vedenti seguendo le linee guida fornite da AgID. «L’accessibilità è una sfida a cui la tecnologia può rispondere velocemente» afferma Buffo. «La digitalizzazione integra già elementi cardine che consentono di superare le disabilità. Applicarli ad altri tipi di utilizzi non è complesso, esistono linee guida condivise che permettono ad aziende, fornitori e organizzazioni di proseguire sulla stessa strada. Il vero ostacolo da sradicare è il limite culturale».

Le competenze richieste

Le competenze di dominio sono il punto differenziante di Par-Tec. «Ciò che ci contraddistingue è il valore che possiamo dare ai nostri clienti. Nel trading, ad esempio, abbiamo maturato competenze in vent’anni di progetti per le principali banche italiane. Oggi, grazie a queste esperienze, possiamo interloquire con i diversi soggetti della banca che entrano in gioco nel progetto e nella gestione del servizio: dal funzionale (business, compliance) al tecnico (architetture, sicurezza etc) e al grafico (user experience). Solo con un know-how specialistico possiamo assicurare al committente affidabilità, sicurezza e una chiara tempistica di realizzazione progettuale e di gestione». Continua Buffo «negli anni abbiamo realizzato diverse app di trading sia per i clienti retail che per i power user delle banche. Queste app hanno la caratteristica di essere funzionalmente complesse, sicure e con una architettura solida e performante, in grado di poter gestire l’informativa finanziaria in real-time, grafici interattivi, l’esecuzione degli ordini in pochi decimi di secondo e di essere integrate con diversi attori. Questa competenza ci ha consentito di essere considerati un fornitore anche per le soluzioni di home banking in cui si presentano caratteristiche simili, ma meno stringenti».

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Verso Open Finance

La normativa europea Payment Services Directive (PSD2), permette l’accesso di società terze alle informazioni finanziarie, alle transazioni e ai sistemi di pagamento di un utente (previa sua autorizzazione). Buffo spiega che «la PSD2 è stata una opportunità che Par-Tec ha saputo cogliere, andando a rispondere alla esigenze dei suoi clienti bancari, supportandoli nell’integrazione di servizi esterni all’interno delle loro piattaforme per estendere le funzionalità delle loro app web e mobile». Continua Buffo «ora ci stiamo preparando all’open finance, cioè la possibilità di andare oltre l’integrazione ai soli servizi bancari di conto corrente e di pagamento, estendendola anche a tutti i servizi finanziari. Sarà la prossima normativa a cui le banche dovranno adeguarsi».

L’evoluzione digitale impone alle banche di porsi in maniera differente rispetto al passato, abbandonando la precedente immobilità per anticipare le esigenze dei loro clienti e soddisfare le normative. Il ruolo di Par-Tec, in tale prospettiva di cambiamento, è quello di presentarsi come system integrator sempre pronto dal punto di vista tecnologico. «La banca individua il bisogno e i nostri team si attivano per concretizzare l’idea» continua Buffo. «Con le competenze funzionali, culturali e tecnologiche di cui disponiamo, possiamo agire velocemente per sviluppare app mobili e microservizi o gestire altre tipologie di piattaforme dedicate». Che è un po’ quello che Par-Tec ha fatto nell’ultimo periodo con BPER, Mediolanum e Banco BPM, estendendo il focus dalla sola parte di trading a quella di home banking.