Kipcast, il valore della consulenza e della tecnologia nel mercato globale dei marketplace

Kipcast, il valore della consulenza e della tecnologia nel mercato globale dei marketplace

Una delle entità di Impresoft racconta come approcciare al meglio un progetto di presenza digitale

Quando si parla di marketplace, è chiaro che il post pandemia ha scatenato un mercato già consolidato ma che non aveva ancora espresso tutte le sue potenzialità. Marchi di ogni tipologia e settore hanno cominciato a declinare online i loro cataloghi, non di rado senza le necessarie competenze in quanto a gestione della massa che si catapultava sul web ad acquistare, peccando così di troppa ambizione e pochi strumenti. Una delle realtà che fanno parte di Impresoft, Kipcast, ha assunto in tale scenario un ruolo fondamentale di “accompagnamento” dell’azienda-cliente verso il giusto progetto di presenza di vendita digitale.

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Impresoft, oggi un vero e proprio contenitore di innovazione, nasce nel 2018 e si pone subito un obiettivo importante: diventare il più grande player IT sul mercato. Un traguardo da raggiungere anche attraverso le acquisizioni e le integrazioni di altre organizzazioni, come accaduto appunto con Kipcast. Impresoft ha dunque costituto quattro centri di competenza: Business Solutions, Industry Solutions, Customer Engagement e Corporate Resilience, per coprire le varie esigenze dei clienti. Un cambio di passo per certi versi maestoso, che richiederà anche un restyling di tutto il brand, affinché si possa raccontare, quasi in maniera olistica, quello che fanno le singole legal entity.

Il ruolo di Kipcast

Come anticipato, Kipcast si occupa di un settore molto dinamico, che va dal marketing alla presenza online dei marchi su negozi di terze parti. La società ha lanciato sul mercato la piattaforma, Highstreet.io, nel 2015, per consentire di fluidificare e ottimizzare la distribuzione dei dati di prodotto verso tutti i canali terzi aziendali: marketing, promozione dei negozi, vendita sui marketplace. La soluzione, in modalità SaaS e ospitata sul cloud, è già adottata da oltre 250 brand del settore della moda, ma si rivolge a marchi anche di altre industry. Come ci spiega Federico Vittadello, VP di Business Development di Kipcast: «Il nostro pubblico riferimento è, in gran parte, quello delle grandi aziende, che hanno bisogno di gestire e distribuire una vasta gamma di dati ma anche di fruire di una piattaforma che sia il più flessibile possibile. Il valore che portiamo al mondo del customer engagement risiede nell’opportunità di lavorare su un software che promette velocità di esecuzione e, come vedremo, anche qualità». Il primo punto tratta un aspetto non banale quando il contesto richiede di prendere decisioni in maniera veloce e informata.

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Un mercato in trasformazione

Diventa allora necessario controllare meglio i canali di vendita, anche diversi dai propri, per conoscere la concorrenza e dove potrebbe puntare il consumatore. Highstreet.io lavora proprio in questo modo, semplificando al contempo i vari passi che le aziende devono seguire per lanciarsi su un marketplace. Le direttive principali su cui punta Kipcast sono: prima di tutto l’automatizzazione della presenza del marchio sui marketplace, liberando il suo cliente da un compito spesso gravoso sia in termini di tempo che di denaro. «Inoltre, quali soggetti operanti da anni nel mondo del commercio online, possiamo consigliare nello specifico i brand, anche suggerendo quale architettura scegliere, ponendo così base solide per il progetto. Infine, essendo già integrati con le piattaforme di marketplace una volta terminata la procedura negoziale, a livello tecnologico velocizziamo il lancio dei prodotti online, dal loro caricamento alla gestione del pagamento, reso e rimborsi, comprese le casistiche particolari». Un punto a favore di Kipcast è il risvolto consulenziale che viene offerto in fase di partenza: «Conoscendo a valle le esigenze dei marketplace, ci poniamo come esperti in materia, potendo così consigliare cosa è meglio per ogni cliente» conclude il manager. Quindi fluidità ma anche adattabilità e personalizzazione della piattaforma, con un know-how verticale che permette ad un marchio di approcciare in maniera molto più serena un mercato che presenta ogni giorno nuove sfide».

Cosa c’è nel futuro del marketplace? Kipcast vede una tendenza che presto potrebbe prendere molto piede: l’avvicinamento, almeno in quanto a logiche di promozione e presentazione, dei canali di vendita B2B a quelli tradizionali B2C. «Le dinamiche sembrano potersi replicare, con differenze ovvie su quantitativo dei prodotti da acquistare e prezzi, però vediamo un certo allineamento delle logiche che sottendono i flussi di promozione. In un simile scenario, la competenza di Kipcast nel poter collegare il mondo dell’offerta di prodotti con chi li veicola verso i clienti finali, diventa fondamentale per le aziende che estenderanno le loro mire al di là degli orizzonti tradizionali».

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