Cisco, ben oltre lo smart working

Cisco, ben oltre lo smart working

Al via la prima edizione di “Future of Work Week”, iniziativa promossa e organizzata da colosso del networking, in collaborazione con il proprio ecosistema

Ha preso il via questa mattina a Milano, presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, la prima edizione di “Future of Work Week”, iniziativa con cui Cisco, in collaborazione con il proprio ecosistema, affronterà i vari aspetti legati alla tematica del Futuro del Lavoro. Quattro giornate, da oggi fino a venerdì 24 marzo, articolate intorno a convegni, dibattiti e appuntamenti in diversi punti della città, a cui prenderanno parte personaggi di spicco di varia estrazione, tra cui il neuroscienziato e CEO di Strobilo, Andrea Bariselli, e Barbara Cominelli, CEO di JLL Italy.

«Il futuro del lavoro è un tema che va trattato in modalità multidisciplinare – esordisce Michele Dalmazzoni, direttore della divisione Collaboration Sud Europa & Future of Work Leader Italy di Cisco. «I modelli tradizionali che ci hanno accompagnato negli ultimi cinquant’anni non sono infatti più validi. Il nostro è un lavoro di ricerca, sperimentazione, innovazione per scoprire i modelli più adatti al nuovo scenario. Oggi l’ufficio può essere inteso come una sfera ibrida dove fisico e digitale si uniscono, ma far sì che uno spazio fisico possa essere fruibile da chi è da remoto e da chi è in presenza è una sfida tutt’altro che banale. Le aziende infatti sono ancora in una fase sperimentale dove non esiste un modello bene definito». Cisco pertanto focalizza la propria attenzione su tre aree principali: tecnologia, persone e workspace. L’obiettivo è quello di considerare tutte le dimensioni del lavoro, trasformando gli uffici in spazi di collaborazione e incontro con i clienti, i partner e la società, e garantendo la stessa esperienza anche per chi lavora da remoto.

Leggi anche:  Net Studio porta la firma elettronica qualificata in Italia

Il progetto Venywhere sbarca a Rodi

«La pandemia ha reso necessario il lavoro da casa. Da qui sono scaturite numerose riflessioni sulla natura del lavoro, sul contratto sociale ed emotivo tra lavoratori e aziende e su quanto il lavoro sia l’identità di una persona», spiega Gianpaolo Barozzi, Senior Director HR di Cisco. Cisco l’anno scorso ha così dato il via a Venywhere, un progetto che ha la meravigliosa missione di ripopolare Venezia proprio con i nomadi digitali. Si tratta di un programma pilota condotto dal colosso del networking in collaborazione con la Fondazione di Venezia e l’Università Ca’ Foscari. Di fatto un esperimento, che si è tradotto nella creazione di un laboratorio di “innovazione vivente” dove 16 dipendenti Cisco, provenienti da varie nazioni del Sud Europa, hanno potuto vivere, lavorare e partecipare alla vita della città di Venezia per tre mesi. «Un progetto che si è rivelato un modo per esplorare come Cisco possa entrare ancora di più nel mondo del lavoro ibrido e proporre spazi di lavoro più distribuiti – sottolinea Barozzi. «Il futuro degli spazi è quindi un futuro aperto. Le persone hanno molto apprezzato la flessibilità, ma anche il fatto che il luogo dove si trovava a lavorare fosse aperto e connesso con il tessuto sociale e lavorativo. La tecnologia non è quindi solo un abilitatore, ma è un elemento fondamentale per creare una nuova cultura del lavoro». L’esperimento di Venywhere sarà replicato in diverse parti del mondo, poiché il lavoro ibrido e il nomadismo digitale possono portare a performance migliori. L’iniziativa è partita all’inizio di marzo a Rodi, in Grecia, e sarà ripetuta a Venezia, per poi approdare in Sud Africa e negli Stati Uniti.

Leggi anche:  Intelco, il ruolo dei team leader nella gestione del personale

Spazi di lavoro sempre più attrattivi

«Stiamo lavorando sui profili professionali e sulle esigenze delle persone in termini di produttività, qualità dei risultati e qualità della vita – dichiara Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia. «Siamo infatti impegnati nell’arricchire gli spazi di lavoro, rendendoli sempre più attrattivi. Ma stiamo lavorando anche sulle tecnologie per renderli sempre più diffusi e connessi. Vogliamo creare un maggiore senso di sicurezza tra le persone e sviluppare occasioni di incontro, costruzione di rapporti di fiducia, innovazione e creatività. Un esempio è il successo del Cisco Cybersecurity Co-Innovation Center presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, che è stato progettato per lavorare e collaborare su progetti innovativi”.