Verso l’industria 5.0: siamo pronti?

Verso l’industria 5.0: siamo pronti?

Uno sguardo alla realtà italiana e spunti per un progetto digitale di successo

Da qualche anno l’implementazione della Industry 4.0 costituisce un tema centrale nei dibattiti politici ed economici con l’obiettivo di modernizzare il settore manifatturiero e aumentare la competitività a livello internazionale. In particolare, il Piano Nazionale Industria 4.0, introdotto nel 2016 dal governo italiano, ha cercato di incentivare le imprese italiane ad adottare le tecnologie digitali per migliorare l’efficienza, la qualità e la sostenibilità della produzione. Il piano ha previsto una serie di agevolazioni fiscali e finanziarie, tra cui il super-ammortamento del 250%, il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali e il finanziamento agevolato per la ricerca e l’innovazione.

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Nonostante questa spinta all’innovazione, l’approccio delle aziende verso i progetti di digitalizzazione non è sempre stato corretto. Anziché infatti vedere un’opportunità di adottare un sistema integrato di controllo della produzione, in cui i dati raccolti dal campo e l’interazione coi macchinari potessero diventare chiavi di revisione dei processi produttivi, le agevolazioni previste dal Piano sono spesso state viste come un semplice strumento di risparmio. Soprattutto nelle medie e piccole imprese ci si è limitati a implementare quelle che possono essere definite le PATCHES 4.0 ovvero una serie di interventi a SPOT volte a coprire un’esigenza contingente, quale il collegamento di un impianto all’ERP aziendale, perdendo di vista l’obiettivo principale della nuova rivoluzione industriale: la creazione di un ecosistema digitale in cui i dati raccolti dal campo sono al centro dei processi aziendali.

Come quindi superare questo approccio e guidare le aziende verso la digitalizzazione? Due sono le leve a disposizione: la competenza e il prodotto.

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Con competenza non si intende tanto la mera padronanza delle nuove tecnologie quanto la conoscenza profonda dei settori manifatturieri in modo da comprendere a fondo le esigenze dei vari stakeholders e guidarli in modo consapevole durante i progetti. Un progetto di digitalizzazione può avere infatti successo solo nel momento in cui incontra le esigenze degli operatori di reparto e riesce a fornire loro strumenti utili ed efficaci alla gestione della quotidianità.

Con prodotto si intende la possibilità di affidarsi a soluzioni che permettano un’integrazione completa tra l’ERP aziendale, i macchinari presenti nei reparti produttivi e i software di terze parti presenti in azienda.

Inoltre è fondamentale scegliere soluzioni flessibili e modulari che permettano di essere adottate nei reparti produttivi in brevissimo tempo per raccogliere fin dai primi mesi i primi risultati. Digital Twin e l’impiego di intelligenza artificiale sono i concetti che devono trasmettere una vision di lungo periodo, ma non si può dimenticare che la piccola e media impresa italiana spesso deve affrontare problemi contingenti e basilari che spesso significano semplicemente raccogliere in maniera automatizzata e real time i dati di avanzamento produzione.

Riuscire a comprendere questa realtà è la vera chiave con cui si possono spingere le aziende italiane a mettere da parte i pregiudizi legati al mondo della consulenza e dell’informatica e a guidarle verso la nuova rivoluzione industriale. Solo con un approccio graduale ai progetti di digitalizzazione, che soddisfi in prima battuta le esigenze legate alla quotidianità, possiamo allargare l’orizzonte delle soluzioni proposte spingendoci fino agli scenari descritti dall’industria 5.0, dove l’adozione delle nuove tecnologie diventa la chiave per la trasformazione in imprese sostenibili dove i macchinari e i robot collaborativi, l’IA e il software si “uniscono” nella creazione della “nuova fabbrica” a misura d’uomo.

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