IDA guarda al futuro tra Cloud, IA, transizione energetica e alleanza tra le istituzioni

IDA guarda al futuro tra Cloud, IA, transizione energetica e alleanza tra le istituzioni

Durante FORWARD 2023, l’associazione annuncia i risultati dell’attività 2023 e i piani per il 2024

L’evento di fine anno di IDA, l’associazione italiana dei costruttori e operatori di data center, ha riunito a Milano i maggiori esperti del settore data center per fare il punto sul primo anno di attività, ma non solo. A contatto, esponenti del mondo pubblico e privato.

Lo testimonia l’apertura di IDA FORWARD, sotto la conduzione della giornalista Eleonora Chioda, che ha evidenziato il ruolo dell’associazione nella propria mission di diffondere cultura ed educazione in materia di data center, con l’obiettivo di far conoscere e ri-conoscere la loro importanza presso opinione pubblica, istituzioni e scuole: “I data center sono la struttura fondamentale su cui si basa tutta la nostra attività digitale. Il mercato, ancora poco noto, è in pieno boom e genera PIL. Secondo gli ultimi dati, il comparto data center beneficia di un giro d’affari di 5 miliardi di euro l’anno, crea occupazione non solo tra i ‘tecnici’ ma anche tra ambientalisti e filosofi, favorendo il benessere delle comunità locali.

Se, secondo le statistiche, l’Italia si classifica al terzo posto in Europa come potenza economica, è ancora tanta la strada da percorrere per fare sì che il nostro Paese diventi una potenza digitale: proprio qui entrano in gioco i data center e la loro necessaria collaborazione con i vari stakeholder e le istituzioni. 

Lo confermano le parole del Presidente IDA, nonché Managing Director di Equinix, Emmanuel Becker: “Abbiamo creato IDA meno di dodici mesi fa, eppure abbiamo osservato un grande entusiasmo nel mettere insieme energie e investimenti con il desiderio comune di far crescere l’Italia. Il mercato data center rappresenta lo strumento per rendere il nostro Paese una potenza digitale e rafforzare la sua posizione economica sulla scacchiera europea e mondiale.

Le testimonianze che si sono raccolte attorno alla prima tavola rotonda, “Il Cloud non vive senza Data Center”, sono partite da quanto emerso dall’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano: il mercato Cloud italiano continua a consolidarsi e nel 2023 il tasso di crescita è del 19%, per un valore complessivo che raggiunge i 5,51 miliardi di euro.

Sull’impatto del Cloud sull’infrastruttura necessaria e, di conseguenza, sul settore dei Data Center se n’è parlato con tre protagonisti assoluti: Tiziano Durante, Data Center Lead – Italian Region di Microsoft, Donata Guerrini, Strategic Negotiator – Global Infrastructure di Google Cloud e Antonio d’Ortenzio, Senior Manager – Solutions Architecture di Amazon Web Service (AWS).

Leggi anche:  Cisco Webex sale a bordo di Audi

Gli interventi hanno sottolineato un grande cambio di paradigma: se fino a pochi anni fa il 95% dei data center si trovava in territorio statunitense, ad oggi i clienti in Italia sono numerosi e manifestano la necessità di avere un cloud vicino per permettersi di portare applicazioni critiche sulla ‘nuvola’ anche – ad esempio – in caso di disastri naturali provocati dagli attuali cambiamenti climatici (disaster recovery). Ecco perché i big della tecnologia hanno come obiettivo fornire servizi infrastrutturali in grado di aiutare le imprese e la società a espandersi e a diventare competitive, e non solo in termini di latenza e ‘residenza’ del dato, ma anche di sostenibilità e ottimizzazione delle tecnologie attraverso Intelligenza Artificiale. Tutto questo è perciò fondamentale per poter sviluppare una digitalizzazione del Paese di assoluta avanguardia: “Fateci domande, noi abbiamo già le risposte”, specifica Donata Guerrini.

Proprio l’Intelligenza Artificiale è stata protagonista indiscussa del primo Keynote della serata, “Il Futuro dei Data Center passa dell’AI”, a cura di Maurizio Ragusa, Vice President Enterprise Solutions di Expert.ai, nonchè ‘alfiere del Cloud’.

Se precedentemente si parlava di mercato Cloud, cresciuto ad un CAGR (tasso composto di crescita annuale) del 19% negli ultimi due anni, è necessario evidenziare l’impressionante attrattività del mercato dell’Intelligenza Artificiale che, partendo da un tasso del 2.2, è arrivato a registrare una crescita del 28%. I numeri citati dal Parlamento Europeo parlano, infatti, di un volume di dati di (oltre) 150 zettabyte (uno zettabyte corrisponde a un triliardo di byte): una statistica destinata ad arrivare, nel 2028, a ben 175 zettabyte. Dati che parlano di un vero e proprio tsunami che, a livello mediatico, si concentra soprattutto sull’IA generativa: Ragusa sottolinea quanto sia importante, invece, considerare l’intero spettro di tecnologie disponibili, a supporto dei processi decisionali e non solo. Pensiamo alla robotica applicata ai prodotti elettromedicali, ai chatbot conversazionali, alle predizioni consentite dal Machine Learning o allo speech-to-text, di cui noi italiani siamo leader a livello europeo.

L’evento continua con “Terna e il contributo di IDA per accelerare la transizione energetica”, il secondo Keynote che vede l’intervento di Enrico Maria Carlini, responsabile della pianificazione del sistema elettrico e delle autorizzazioni di Terna.

Leggi anche:  S3K massima expertise con LiFi

Dopo una panoramica sulla situazione italiana, sull’evoluzione del mix energetico e del sistema elettrico – che ha evidenziato una propensione al consumo di energia sempre più verde (oggi 38%, nel 2030 65%) – l’attenzione si è focalizzata sulla necessaria sinergia e collaborazione tra le parti per arrivare a connettere in modo efficiente i data center alla rete. Le richieste di connessione sono numerose e i data center svolgono un ruolo fondamentale all’interno della transizione energetica: rendendo possibile la transizione digitale, permettono di efficientare, migliorare e automatizzare una serie di processi, costituendo – di fatto – uno stimolo collettivo per la digitalizzazione delle imprese italiane e per una conseguente ‘sostenibilità diffusa’.

La seconda e ultima tavola rotonda della serata, “L’alleanza tra le Istituzioni e il Settore per il progresso e la crescita sostenibile del Paese”, ha ospitato Sara Santagostino, Sindaca di Settimo Milanese, Francesco Vassallo, Vice Sindaco della Città Metropolitana di Milano e Sindaco di Bollate, Giovanni Palli, Presidente della Provincia di Pavia, Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia, Giorgio Maria Tosi Beleffi Head of TLC – Ministero delle imprese e del Made in Italy “MIMIT” e Paolo Bertoldi, Senior Expert – Commissione Europea.

La sequenza degli interventi, non casuale, parte dalla dimensione ‘comunale’ espressa da Sara Santagostino che, facendo riferimento all’area di Settimo Milanese riconvertita in un campus di data center, individua proprio negli interventi di riqualificazione richiesti dagli operatori del settore la possibilità da una parte di smuovere la realtà economica e imprenditoriale del territorio, dall’altra di far fronte alle sfide urbanistiche legate alla mancanza di una legislazione specifica in materia di insediamento dei centri dati. Francesco Vassallo, rappresentando la dimensione ‘cittadina’ che vede la concentrazione del 60% delle richieste di data center nell’area metropolitana di Milano (50 richieste totali in Italia, di cui 30 in Lombardia), immagina un percorso comune in cui i soggetti interessati a insediarsi possano confrontarsi direttamente con ministeri, funzionari pubblici e dirigenti, sottolineando il ruolo fondamentale di IDA nel raccogliere tutti gli stakeholder che fanno parte del nostro futuro digitale. La dimensione dell’amministrazione ‘provinciale’ di Pavia, rappresentata da Giovanni Palli, si avvale di una collaborazione positiva con il settore data center (tre già in uso, due in arrivo) e si sta trasformando in una ‘terra di dati, di talenti e di comunicazione’ con investimenti importanti in ambito IT.

Leggi anche:  Gestione delle informazioni: i trend del 2024 secondo OpenText

Interessante l’intervento di Attilio Fontana, che ha sottolineato quanto il modello Lombardia, attraverso un’efficace collaborazione tra pubblico e privato, abbia portato la Regione ad essere considerata l’avanguardia digitale italiana nonchè una delle zone digitali più importanti dell’EMEA (Europe, Middle East, and Africa). Dalla dimensione regionale si passa a quella nazionale con le parole di Giorgio Maria Tosi Beleffi, che racconta le iniziative previste dal Ministero dello Sviluppo Economico: oltre ai piani Italia 1 Giga, Isole minori, Scuola, Sanità e Italia 5G, gli investimenti principali si stanno infatti concentrando sulla costruzione di reti di nuova generazione, per garantire e sostenere la domanda di connettività anche di piccole e medie imprese. In conclusione, la visione europea di Paolo Bertoldi che, tirando le fila della tavola rotonda, sottolinea quanto l’Europa sia interessata a creare – attraverso investimenti e strategie – dei leader europei capaci di produrre autonomamente le proprie tecnologie digitali, in grado di fare la differenza sia in ambito di green transition che di digital transition. Ambiti nei quali l’Italia, grazie alla sua capacità di innovazione, ha tutte le carte per eccellere.

L’evento si chiude con la presentazione da parte di Emmanuel Becker dei risultati dell’attività del 2023, che evidenzia in particolare: l’adesione di 83 nuove aziende come associate e membri IDA, l’alleanza con le principali associazioni data center europee, ovvero Francia, Olanda, Germania, Austria, Spagna e EUDCA, l’operato dei cinque Gruppi di Lavoro IDA sulle iniziative portate avanti a livello territoriale. 

Illustrando il piano strategico di IDA per il 2023, il Presidente conclude con i propositi dell’associazione: “Vorremmo, attraverso i nostri Gruppi di Lavoro – Riconoscimento del Settore, Accesso e Costo dell’Energia, Sostenibilità, Permessistica ed Educazione – lavorare sulle aree chiave del settore, creando analisi di mercato che ci permettano di rappresentare al meglio l’insieme delle capacità e realtà che fanno parte del mondo dei data center in Italia. Comunicazione, networking e relazioni istituzionali sono i tre elementi principali su cui vogliamo basare l’operato di IDA per il futuro digitale di questo Paese.”