Cisco Data Privacy Benchmark Study 2026: la corsa all’AI mette la privacy al centro delle strategie aziendali

Cisco Data Privacy Benchmark Study 2026: la corsa all’AI mette la privacy al centro delle strategie aziendali

L’Intelligenza Artificiale cambia le regole della privacy. Con la diffusione dell’IA, la tutela dei dati non è più un tema solo normativo ma una leva strategica: in Italia, l’88% delle organizzazioni ha già rafforzato i propri programmi di privacy e il 92% prevede di aumentare gli investimenti. Un segnale chiaro: senza privacy non c’è IA responsabile né scalabile

L’88% delle aziende italiane (il 90% a livello globale) ha già ampliato i propri programmi di privacy, mentre il 92% (93% nel mondo) prevede ulteriori investimenti per rispondere alla crescente complessità dei sistemi di IA e alle aspettative di clienti e autorità regolatorie. Una tendenza, questa, confermata anche da investimenti in significativo aumento: in Italia, il 29% delle aziende intervistate ha destinato almeno 5 milioni di dollari ai programmi di privacy nell’ultimo anno (38% a livello globale), rispetto al 14% del 2024.

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Sono questi i risultati più evidenti che emergono dal Data and Privacy Benchmark Study 2026 – un’indagine condotta da Cisco su oltre 5.200 professionisti IT, tecnologia e sicurezza con responsabilità in ambito data privacy, in Italia e in altri 11 mercati a livello globale – e che in tutta evidenza mettono in risalto un cambio di passo nel modo in cui le aziende gestiscono privacy e dati. Con l’accelerazione dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale, la protezione delle informazioni non è più solo una questione di conformità normativa, ma una condizione essenziale per innovare, crescere e restare competitivi.

La crescente richiesta di dati affidabili per alimentare i sistemi di IA sta infatti facendo emergere criticità nella governance e nella supervisione delle informazioni, aumentando l’importanza di fiducia, sicurezza e trasparenza. In questo scenario, il messaggio è chiaro: per avere successo nell’era dell’IA, le organizzazioni devono puntare su strategie di innovazione responsabili, fondate su un approccio maturo e integrato alla privacy e alla gestione dei dati.

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L’Intelligenza Artificiale alza l’asticella della privacy e della fiducia, ma la governance resta una sfida aperta

L’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il ruolo della privacy, trasformandola in un fattore chiave per l’innovazione e la fiducia. In Italia, il 96% delle organizzazioni ritiene che solidi framework di privacy siano fondamentali per rendere l’IA più agile ed efficace, mentre il 97% riconosce che la tutela dei dati è essenziale per rafforzare la fiducia dei clienti nei servizi basati sull’IA.

I risultati indicano un cambiamento strutturale profondo: la fiducia non nasce più solo dal rispetto delle normative, ma da una gestione consapevole e trasparente dei dati. Oggi la governance è vista sempre più come una leva strategica per il business. Il 99% delle organizzazioni italiane dichiara di aver ottenuto benefici concreti dalle proprie iniziative sulla privacy, tra cui maggiore agilità, capacità di innovazione e fidelizzazione dei clienti. In questo contesto, quasi la metà degli intervistati (47% In Italia, 46 a livello globale) indica una comunicazione chiara su come i dati vengono raccolti e utilizzati come lo strumento più efficace per costruire fiducia.

Nonostante questi progressi, la governance dell’IA è ancora in fase di maturazione. Molte organizzazioni stanno lavorando per definire strutture adeguate a gestire l’IA in modo responsabile e su larga scala. Se da un lato tre aziende italiane su quattro dichiarano di aver istituito un organismo dedicato alla governance dell’IA, dall’altro solo il 13% considera queste strutture realmente mature. La crescente complessità dei dati complica ulteriormente la situazione in Italia: il 68% delle organizzazioni (65% a livello globale) fatica ad accedere in modo rapido ed efficiente a informazioni rilevanti e di alta qualità, un limite che rischia di rallentare l’innovazione e minare la fiducia.

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“L’IA sta cambiando radicalmente il modo in cui i dati vengono gestiti e rende indispensabile una governance integrata di tutte le informazioni”, ha commentato Jen Yokoyama, Senior Vice President di Cisco. “Capire e strutturare i dati è fondamentale per avere decisioni automatizzate trasparenti: non serve solo a rispettare le regole, ma a far crescere davvero l’Intelligenza Artificiale.”

L’Intelligenza Artificiale accende nuove sfide globali nella circolazione dei dati

Con l’espansione dell’Intelligenza Artificiale, cresce anche il dibattito sulle regole che governano la circolazione dei dati a livello internazionale. In Italia, il 71% degli intervistati esprime un giudizio positivo sulle normative in materia di privacy, nonostante emerga una richiesta sempre più forte di semplificare e aggiornare i requisiti sui dati per renderli più adatti a un contesto digitale globale e guidato dall’IA.

Lo studio evidenzia come l’81% delle organizzazioni a livello globale (72% in Italia) si trovi ad affrontare una crescente pressione verso la localizzazione dei dati. Tuttavia, questa tendenza comporta conseguenze concrete: l’82% delle aziende italiane (85% a livello globale) afferma che la localizzazione aumenta costi, complessità e rischi nella fornitura di servizi oltre i confini nazionali, mentre il 75% (77% a livello globale) segnala difficoltà nel garantire servizi continui e senza interruzioni.

In questo scenario, le imprese italiane mostrano una preferenza crescente per partner tecnologici con una presenza internazionale: l’82% ritiene che i fornitori su scala globale siano più efficaci nella gestione dei flussi di dati transfrontalieri. Allo stesso tempo, sta venendo meno l’idea che i dati conservati localmente siano automaticamente più sicuri: a livello globale, questa convinzione è scesa dal 90% nel 2025 all’86% nel 2026, a conferma di una visione più matura e pragmatica della sicurezza dei dati.

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“Per sfruttare davvero il potenziale dell’Intelligenza Artificiale, l’83% delle organizzazioni chiede un passaggio verso standard internazionali più armonizzati”, ha dichiarato Harvey Jang, Vicepresidente e Chief Privacy Officer di Cisco. “La coerenza a livello globale non è solo una scelta regolatoria, ma una necessità economica, per permettere ai dati di circolare in modo sicuro e continuare a garantire elevati livelli di protezione e fiducia.”

Costruire fiducia e innovazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Per passare da una gestione della privacy puramente reattiva a un approccio più strategico e proattivo, i dati indicano alcune priorità chiare. Le aziende sono chiamate a investire in infrastrutture dati solide, puntando su trasparenza e integrando sicurezza e tutela della privacy fin dalle prime fasi di ogni progetto di Intelligenza Artificiale.

Diventa inoltre fondamentale compiere scelte consapevoli sulla localizzazione dei dati, rafforzare la governance dell’IA e supportare i team con competenze adeguate, formazione continua e tutele chiare. Sono questi gli elementi che permettono di costruire fiducia nel lungo periodo, favorire un’innovazione responsabile e affrontare con successo le sfide di un’economia digitale sempre più guidata dall’IA.