Il cuore della nuova strategia Azimut

La crescita del colosso italiano del risparmio gestito richiede nuove fondamenta per un’architettura IT sempre più scalabile e interconnessa. Al suo fianco c’è Equinix

Con oltre 110 miliardi di euro di risparmio gestito e una presenza consolidata tra Europa, Americhe e Asia-Pacifico, il Gruppo Azimut si conferma come la più grande realtà italiana indipendente del settore. Un traguardo costruito nel tempo, che oggi impone nuove sfide. Il Gruppo ha scelto di ripensare in profondità la propria infrastruttura tecnologica. Al centro di questa evoluzione c’è la partnership con Equinix, player globale nell’ambito della colocation, del cloud networking e dei servizi di interconnessione. Una partnership, nata dalla volontà di rafforzare la business continuity, abilitare l’apertura a ecosistemi multicloud e garantire prestazioni elevate senza compromessi.

LA SCELTA STRATEGICA

Un anno fa, Azimut ha deciso di rivedere in modo sostanziale le strategie infrastrutturali. «Cercavamo un partner solido e internazionale, in grado di offrirci non solo infrastrutture data center di nuova generazione, ma anche una rete agile, veloce e facilmente scalabile» – racconta Alessandro Zappa, senior system network administrator di Azimut. «L’offerta di Equinix ci ha colpiti per la capacità di abilitare connessioni dirette verso i principali nodi digitali europei, come Francoforte e Amsterdam, tramite soluzioni di cloud routing e la connettività ramp». L’evoluzione è stata naturale: «Dopo un’attenta analisi tecnica, Azimut ha iniziato a valutare il trasferimento in colocation delle proprie infrastrutture critiche, oggi ospitate internamente. Una scelta che apre nuovi scenari in termini di resilienza operativa e agilità architetturale. Grazie alla connettività Fabric, possiamo stabilire interconnessioni dirette, sicure e performanti con i principali cloud provider. Questo significa maggiore reattività, ma soprattutto la possibilità di garantire continuità operativa, anche in contesti imprevisti».

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RISULTATI GIÀ VISIBILI

Il progetto è attualmente in fase di implementazione, ma i vantaggi in termini di uptime e performance sono evidenti. «Il completamento è previsto entro la fine dell’anno con la migrazione nei data center ML3 e ML5 di Milano. Azimut ha iniziato a utilizzare la componente di servizi digitali, attivando interconnessioni cloud attraverso la Software-Defined Network (SDN) di Equinix. «Grazie a virtual link configurati su apparati Equinix, le connessioni tra i cloud provider utilizzati dall’azienda, come Google Cloud e Oracle Cloud, risultano sensibilmente più performanti rispetto alla precedente architettura on-premise» – spiega Zappa.

In questo scenario, l’uptime garantito dal service provider diventa un fattore determinante per lo sviluppo di applicazioni cloud native, come conferma la recente migrazione dell’ERP Oracle in cloud: «Un passo strategico supportato proprio dalla connettività Equinix Fabric Cloud Router, che ci assicura una comunicazione stabile e sicura tra le componenti front end e back end dei servizi core banking» – continua Zappa. «La migrazione è iniziata con l’attivazione di alcune interconnessioni prioritarie. Il primo caso concreto è stato quello con BNP Paribas, nostro partner bancario. Essendo entrambi presenti nello stesso data center Equinix, è stato possibile realizzare una connessione diretta, sicura e a bassa latenza in pochissimo tempo. Questo tipo di operazioni, che prima richiedevano settimane, oggi si completano in pochi giorni e con costi ridotti» – sottolinea Zappa.

IL VALORE CHE CONTA

A colpire in modo particolare il team Azimut è stata la qualità del supporto tecnico ricevuto: «La competenza sulla parte tecnologica, in particolare del team pre-sales, ha fatto la differenza» – spiega Zappa. «Il loro contributo nel design architetturale e nella scelta delle soluzioni più adatte all’interno del portafoglio Equinix ha dato un forte valore aggiunto al progetto». L’attenzione alla sostenibilità rafforza ulteriormente questa collaborazione: «i data center Equinix utilizzano energia proveniente da fonti rinnovabili e si avvicinano sempre più a obiettivi net-zero, in linea con la mission aziendale di Azimut».

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