Stefano Nestani: verso un’intelligenza artificiale governata. Qlik punta sull’integrazione tra dati strutturati e non strutturati
Fuori dal clamore e dalle implementazioni senza valore. La qualità del dato è l’unica base solida su cui costruire qualsiasi strategia di intelligenza artificiale. Stefano Nestani, senior regional director e country leader Italy di Qlik, descrive uno scenario in cui l’azienda va oltre il ruolo di semplice fornitore tecnologico, posizionandosi come partner strategico del business e affiancando le imprese in un percorso di trasformazione culturale profonda. Le riconferme per il quindicesimo anno consecutivo nel Magic Quadrant di Gartner per le piattaforme di analytics e business intelligence e per il decimo anno nel Magic Quadrant di Gartner per gli strumenti di data integration dimostrano proprio questa capacità.
Qlik propone una piattaforma completa per la raccolta, la gestione e l’integrazione dei dati, che copre ambiti come lo streaming e la data quality e include funzionalità di analisi avanzata e machine learning. Tuttavia, è guardando al 2026 che si intravede l’evoluzione più significativa, caratterizzata dal lancio di strumenti destinati a cambiare il modo in cui le aziende interagiscono con il proprio patrimonio informativo. Tra le novità più attese vi è l’implementazione di nuove funzionalità in Qlik Answers, strumento che consente alle organizzazioni di estrarre intelligenza dai dati non strutturati con precisione, trasparenza e rapidità. Qlik Answers, infatti, collega dati strutturati e non strutturati, fornendo non solo risposte, ma anche azioni consigliate, con piena tracciabilità e lineage.
Sottolinea Stefano Nestani: «La vera rivoluzione di questo strumento risiede nella sua capacità di abbattere le barriere tra dati strutturati e non strutturati, fornendo risposte coerenti che attingono da entrambe le fonti. A differenza di molte soluzioni attuali, Qlik Answers è progettato per costruire automaticamente dashboard interattive e – requisito centrale per l’affidabilità delle informazioni – può spiegare passo dopo passo il percorso logico compiuto per arrivare a una determinata risposta».
BLACK BOX ADDIO
L’approccio di Qlik punta a risolvere uno dei problemi più sentiti nel mondo dell’AI generativa: l’effetto “black box”, ovvero l’oscurità dei processi decisionali degli algoritmi. La trasparenza diventa quindi il veicolo principale per aumentare l’adozione dell’AI a livello enterprise. In questa direzione, Qlik ha avviato un percorso di apertura della piattaforma, rendendo possibile l’interazione con agenti di intelligenza artificiale di terze parti per consentire agli utenti di operare su dati governati e certificati, favorendo al tempo stesso l’integrazione di casi d’uso che possano sfruttare le funzionalità native dell’ecosistema Qlik.
L’adozione di regole predefinite e personalizzate per la validazione delle informazioni assicura che ogni output sia affidabile. «Il 2026 si profila come l’anno della messa a terra delle strategie» – osserva Nestani. «Le soluzioni in arrivo sono il risultato del lavoro di sviluppo svolto nel 2025 e puntano a ridurre il divario di fiducia che ancora frena molte organizzazioni». Secondo Stefano Nestani, uno dei principali rischi per le aziende è la mancata governance del dato. «Serve una crescita culturale che favorisca maggiore chiarezza e consapevolezza, supportata da figure professionali come i data architect, il cui ruolo si sta evolvendo verso l’adozione di strumenti sempre più avanzati».
PROSSIMITÀ E SOVRANITÀ
Un ruolo chiave in questa strategia di espansione e radicamento è affidato al canale e ai partner, fondamentali per mettere in pratica quella vicinanza territoriale necessaria a comprendere le specificità del tessuto imprenditoriale italiano. In parallelo, per rispondere alle crescenti richieste in materia di conformità normativa e sicurezza, Qlik rafforza l’attenzione al tema della sovranità del dato. «L’obiettivo è accompagnare le imprese nel passaggio dall’AI, come promessa tecnologica, a leva di business affidabile su larga scala» – spiega Stefano Nestani «Per questo abbiamo definito un percorso chiaro, che consente alle organizzazioni di sviluppare e utilizzare l’AI su basi solide di governance, qualità del dato e fiducia».


































