
La domanda crescente di AI e cloud spinge gli investimenti in data center di nuova generazione. Mitsubishi Electric punta su efficienza, raffreddamento a liquido e recupero termico come leve di competitività e sostenibilità
Nel nuovo ciclo di investimenti europei in AI e cloud, la sfida principale è di aumentare non solo la capacità computazionale, ma ripensare l’infrastruttura che la sostiene. Mentre cresce in modo sostenuto la domanda di nuova potenza installata, di spazi colocation e di data center ad alta densità, Mitsubishi Electric consolida il proprio ruolo nel mercato di riferimento puntando sull’evoluzione delle architetture di raffreddamento – con il passaggio dall’aria al liquido – sul recupero termico e sull’integrazione sistemica dell’impianto.
La competitività si misura sulla capacità di gestire carichi energetici crescenti, ottimizzando consumi, continuità operativa e performance. I principali vincoli allo sviluppo restano la disponibilità di energia, la capacità delle reti e la complessità degli iter autorizzativi. Gli investimenti nel settore restano elevati: tra il 2028 e il 2031 si prevedono 176 miliardi di euro di investimenti in Europa, creando oltre 300mila posti di lavoro altamente qualificati e contribuendo a 138 miliardi di euro di PIL all’anno solo attraverso i colocation data center, con previsioni in aumento fino al 2031 (Fonte EUDCA).
Le infrastrutture di proprietà degli operatori tecnologici globali, i cosiddetti hyperscale-owned data center, continuano a espandersi in tutta Europa, soprattutto in aree geografiche caratterizzate da approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili, climi favorevoli e connettività internazionale. Allo stesso tempo, i data center generano un impatto crescente sul tessuto socioeconomico europeo. Anche il mercato italiano dei data center vive una fase di espansione senza precedenti. Digitalizzazione dei servizi, cloud, intelligenza artificiale e sovranità del dato stanno attirando nuovi investimenti strutturali, riducendo il tradizionale divario con i grandi hub europei. Milano resta il principale polo di riferimento, ma l’interesse si estende progressivamente ad altre aree strategiche del Paese, con nuovi progetti greenfield e ampliamenti di infrastrutture esistenti.
Ridondanza strategica
Mitsubishi Electric è una multinazionale globale con attività che spaziano dall’elettronica all’automazione, fino alle soluzioni per la climatizzazione e refrigerazione. All’interno di questo perimetro, la divisione Living Environmental Systems presidia il mercato delle applicazioni commerciali e specialistiche, tra cui quello dei data center.
Gian Luca Favaron, sales national key account section manager Data Center Business della filiale italiana di Mitsubishi Electric Europe, spiega: «Le nostre soluzioni si distinguono per un approccio innovativo. I compressori a velocità variabile e gli algoritmi di controllo consentono di ottimizzare il funzionamento sui carichi parziali che costituiscono la condizione operativa più frequente nei data center moderni». Il risultato è la riduzione dei consumi energetici e il miglioramento concreto del PUE (Power Usage Effectiveness). «L’integrazione di soluzioni di free cooling e hybrid cooling permette inoltre di sfruttare le condizioni climatiche favorevoli, riducendo l’uso dei compressori e migliorando l’efficienza stagionale» – continua Favaron. «Le soluzioni sono sempre personalizzate in quanto le esigenze di un’infrastruttura che ospita sistemi universitari di calcolo avanzato sono diverse, per esempio, da quelle di un centro dati bancario o di un provider di servizi web». Le architetture degli impianti vengono progettate per garantire alti livelli di ridondanza (N+1, 2N), assicurando la continuità di servizio anche in caso di guasto o nei fermi per manutenzione.
Ridondanza e raffreddamento sono strettamente collegati come due livelli complementari di affidabilità e ottimizzazione energetica. «La priorità assoluta è la ridondanza» – interviene Gian Luca Favaron. «Il raffreddamento deve rimanere continuo anche in caso di guasto di una o più unità. Le rimanenti modulano i parametri operativi per regolare la temperatura, ottimizzando in modo dinamico l’efficienza complessiva senza compromettere la sicurezza dei sistemi». Questa regolazione consente di ridurre i consumi e di rendere i sistemi di raffreddamento più sostenibili in funzione dell’adozione di soluzioni più evolute. Anche l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di anidride carbonica sono collegate.
Mitsubishi Electric, attiva all’interno dell’Italian Datacenter Association (IDA – italiandatacenter.com), contribuisce al dibattito tecnologico e strategico sul futuro delle infrastrutture digitali in Italia. All’interno di IDA, l’azienda è impegnata nel gruppo Sostenibilità e coordina il gruppo di lavoro Heat Recovery, con l’obiettivo di promuovere soluzioni concrete per il recupero e la valorizzazione del calore. «L’Europa sta accelerando sul recupero termico. Il posizionamento dell’azienda è volutamente focalizzato sul raffreddamento che è considerato l’elemento più energivoro del data center e che può esser visto come una potenziale fonte di calore a servizio della comunità» – spiega Alberto Bolzonella, sales national key account manager Data Center Cooling Business. Continua Bolzonella: «Il calore generato dai server non viene più semplicemente dissipato, ma valorizzato. Quando la temperatura richiesta dall’utilizzatore finale o del teleriscaldamento supera quella disponibile, intervengono le nostre pompe di calore. Inoltre, l’energia termica può essere reimpiegata internamente per alimentare servizi ausiliari, come la produzione di acqua calda sanitaria o il riscaldamento degli uffici».
Futuro ad alta densità
Una delle sfide principali è il passaggio dai sistemi tradizionali ad aria a quelli a liquido, resi necessari dall’aumento esponenziale delle densità di potenza nei rack. «Si tratta di un approccio integrato che consente di coprire l’intera filiera del raffreddamento, offrendo un sistema coerente e ottimizzato» – spiega Favaron. «Mitsubishi Electric ha sviluppato una Cooling Distribution Unit specificamente progettata per il raffreddamento a liquido di queste applicazioni, superando i limiti dei sistemi convenzionali ad aria. L’aumento della densità di potenza nei rack, spinto da AI, HPC e workload avanzati, sta accelerando l’adozione del raffreddamento a liquido».
La Cooling Distribution Unit (CDU) di Mitsubishi Electric consente una gestione efficiente e sicura della distribuzione del liquido refrigerante verso i rack, garantendo controllo, affidabilità e integrazione con l’infrastruttura di raffreddamento esistente. Si tratta di una tecnologia abilitante per affrontare carichi elevati e scenari futuri, dove il raffreddamento ad aria non sarà più sufficiente. «Ma il vero valore aggiunto emerge quando la CDU viene inserita in una visione sistemica dell’impianto, capace non solo di raffreddare, ma anche di valorizzare l’energia termica prodotta» – spiega Favaron. «Guardando al futuro, una delle principali novità riguarda il raffreddamento dei server destinati all’intelligenza artificiale. Il data center è destinato a diventare una delle infrastrutture fondamentali dell’economia futura, un nodo produttivo che genera valore, occupazione e opportunità per i territori. Il data center del domani non sarà valutato solo per la sua capacità computazionale, ma per la qualità delle sue infrastrutture e per il modo in cui utilizza l’energia e si integra al tessuto impiantistico del territorio».

































