Dell Technologies, Marco Fanizzi: l’infrastruttura per una AI accessibile e sovrana

L’infrastruttura per una AI accessibile e sovrana
Marco Fanizzi general manager & vice president sales Italia, Svizzera e Austria di Dell Technologies

Il ritorno di Marco Fanizzi in Dell Technologies coincide con la nuova fase dell’intelligenza artificiale industriale. Tra AI Factory, sovranità del dato e cloud ibrido, l’azienda punta su un modello scalabile e sostenibile per imprese e Pubblica Amministrazione

Per Marco Fanizzi non manca molto al compimento dei 40 anni di carriera nel settore tecnologico. Un percorso che inizia a fine anni 80 con quella che diventerà una lunga esperienza nella Italtel di Marisa Bellisario, nomi leggendari in una triade – Italtel appunto, Telettra e Olivetti – che ancora oggi significa eccellenza italiana nella nascente industria globale dell’ICT. Dopo diverse esperienze in multinazionali protagoniste del settore, Fanizzi si ritrova a capo della filiale italiana di EMC e sei anni dopo, nel 2016, l’azienda leader nel settore dello storage viene acquisita da Dell in uno storico merger quotato 67 miliardi di dollari, dieci anni fa. In quella che diventerà Dell Technologies Italia rimarrà fino al 2019, in veste di vice president e responsabile delle vendite.

Nel 2025, dopo una serie di ruoli guida a livello internazionale nel campo della cybersecurity e del digital trusted services, ecco la decisione di rientrare in Dell Technologies, dove Fanizzi assume l’incarico di general manager & vice president sales Italy. A febbraio di quest’anno, la responsabilità viene estesa alla Svizzera e all’Austria. Perché questo ritorno? «Tra i motivi c’è sicuramente il legame di amicizia e fiducia che ho sempre mantenuto con executive e persone in Dell Technologies. Ma il fattore decisivo è il grande trend dell’intelligenza artificiale: se è come l’ho capita io, voglio viverla dal punto di vista di chi occupa una posizione di leadership». Tanti cambiamenti nella società, ma una cosa è rimasta uguale: «Persone di talento e una strategia forte, sostenuta da una vision che attraverso la tecnologia vuole promuovere l’innovazione e la crescita non solo materiale delle imprese».

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VALORIZZARE E SEMPLIFICARE

In chiave più pragmatica, con le sue soluzioni Dell punta a valorizzare i dati e semplificare la gestione dell’infrastruttura, contribuendo a renderla accessibile in modo immediato e sicuro. «Questo è ciò che serve all’ospedale per fare diagnosi e curare sempre meglio, alle scuole per attrarre e formare sempre più studenti, alle aziende per essere più competitive» – spiega Fanizzi. Il tema dell’AI è ormai onnipresente, nei convegni come nelle discussioni interne alle organizzazioni. Fanizzi ne osserva l’impatto sui clienti mondiali e italiani di Dell Technologies con gli occhi di chi ha già vissuto diverse “rivoluzioni”. «Ho visto Internet diventare un modello operativo nei processi aziendali. L’iPhone cambiare per sempre il modo di interfacciarsi con l’IT, accelerando a dismisura quello che era diventato il leitmotiv degli anni 2000: e-commerce, e-business e infine il cloud, prima pubblico e man mano sempre più ibrido e diversificato». Ogni volta, l’ondata tecnologica del momento ha dovuto essere discussa e metabolizzata; costi e sicurezza sono stati due elementi fondamentali per poter scalare fino al punto da diventare accessibili, economicamente convenienti e affidabili.

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Costi e sicurezza sono due variabili fondamentali anche oggi che l’AI è ancora in una fase di metabolizzazione. L’intero mercato globale si appresta ad accogliere l’AI degli agenti e della robotica avanzata, due ambiti in cui ferve lo sviluppo di nuovi prodotti. «Come sempre esistono innovatori e follower: in Europa i primi sono i paesi nordici, il Regno Unito e l’Olanda. Anche il Medio Oriente ha già fatto il salto. Un po’ per natura, un po’ per il suo sistema di regole – che alla fine però si rivelano giuste – l’Europa Occidentale arriva con un po’ di ritardo».

ADDESTRARE L’AI SENZA CEDERE CONOSCENZA

Come si posiziona Dell Technologies in questo nuovo paradigma? Innanzitutto, facendo leva su un modello di supply chain considerato tra i più efficienti al mondo e utilizzando gli strumenti dell’AI al proprio interno, a vantaggio della propria forza vendita, lungo l’intero ciclo dal pre-sale fino al supporto post vendita. «Sono investimenti in corso da anni» – afferma Fanizzi. «Oggi disponiamo di un modello AI interno e proprietario che ci serve per accedere a ogni tipo di informazione, per fare presentazioni, analisi competitive e proposte ai clienti».

Nei confronti dei clienti, Dell Technologies è partita osservando a lungo comportamenti e necessità, inquadrando la problematica che è alla base di tanti use case che vengono sperimentati e abbandonati. «Molte di queste applicazioni hanno ragion d’essere come casi isolati, ma i costi non permettono di inserirle in produzione. Occorre individuare un modello di scala che funzioni» – sottolinea Fanizzi. Questo modello si chiama per noi Dell AI Factory, una risposta basata sulla storica collaborazione con partner come Intel, NVIDIA, AMD, capace di combinare elementi infrastrutturali – dal singolo PC specializzato ai sistemi PowerEdge per data center, ai supporti storage hardware e software dedicati a modelli e soluzioni AI – con modelli operativi e di servizio che accelerano lo sviluppo di applicazioni di AI. In ottica di sovranità digitale ogni soluzione viene calata nella realtà del cliente, tenuto a mantenere la giurisdizione su dati e applicazioni.

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«Attraverso i nostri servizi professionali e i partner vogliamo favorire lo sviluppo dei data lake che servono per istruire l’AI con i propri dati e diventare così più competitivi senza dover cedere conoscenza a terzi». Con l’avvento dell’AI agentica, insieme alle informazioni è possibile impartire veri e propri ordini esecutivi. Che verranno portati a termine da agenti software capaci di interagire tra di loro e prendersi la responsabilità di raggiungere gli obiettivi richiesti. L’agentic AI rivoluzionerà anche il mondo B2C.

CLOUD IBRIDO, TUTTI VINCITORI

La base di questo modello di business è rappresentata da un approccio radicalmente moderno al data center: macchine a raffreddamento liquido, acceleratori inferenziali, prestazioni a “cinque nove”, partner in grado di supportare le organizzazioni a implementare facilmente e in modo sicuro workload AI su qualsiasi scala, e costi competitivi rispetto allo stesso cloud pubblico. Dell ha calcolato che grazie all’approccio AI Factory i costi dell’inferenza on premise con i Large Language Model possono diventare del 60% più convenienti.

Nella partita del cloud ibrido, dove l’orchestrazione dei servizi agisce su un mix sempre più complicato di fornitori pubblici e infrastrutture private, l’opinione di Fanizzi è che se i cosiddetti hyperscaler assicurano rapidità e semplificazione, sull’altro piatto della bilancia va valutata la sostenibilità dei costi nel medio-lungo periodo e i fattori di sovranità dei dati. Le infrastrutture tradizionali richiedono competenze interne solide e tempi di provisioning più articolati, ma offrono maggiore prevedibilità dei costi e un controllo più chiaro sulla giurisdizione dei dati, elementi che per molte organizzazioni restano decisivi in ottica strategica» – continua Fanizzi.

Con APEX, Dell punta a combinare i vantaggi del cloud pubblico – semplicità di fruizione, flessibilità e rapidità di attivazione – con quelli dell’infrastruttura proprietaria, offrendo maggiore capacità, controllo diretto degli asset e una struttura dei costi più prevedibile. Ma attenzione: «Qui non ci sono modelli vincenti o perdenti» – mette subito in chiaro Fanizzi. «Anche se i grandi analisti parlano molto di “repatriation” di applicazioni dal cloud pubblico al privato, il modello ibrido è destinato a durare e Dell Technologies continuerà a fornire infrastruttura a tutti. Quel che conta è la crescente centralità del digitale che ormai domina anche a livello geopolitico».

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Per quanto riguarda in modo più specifico l’azione della società in Italia, Fanizzi intende focalizzarsi molto sul tema dell’adozione dell’AI da parte della PA italiana, un mercato guidato da complessi accordi-quadro generali. «Per questo stiamo lavorando con le istituzioni, AGID, ANITEC e Consip per avvicinare il più possibile i mondi del business e della Pubblica Amministrazione» – spiega Fanizzi. «La nostra burocrazia non è poi tanto diversa da quella di altre nazioni. Anzi in molti casi l’Italia sta facendo da apripista, come dimostra la fatturazione elettronica e la posta certificata. L’accesso all’AI è determinante per offrire ai cittadini servizi più efficienti e migliorare la collaborazione tra gli enti che la compongono».