A Milano, all’evento di Dedagroup 800 tra imprenditori, manager e analisti a confronto su una transizione ormai irreversibile. L’AI non si adotta più, si integra con visione, competenze e responsabilità
Si respira un’aria di rinnovata maturità, nel corso di questa nuova edizione di Dedapulse 2026 – Shape Your Future. Stay Human – l’appuntamento che ogni anno esplora l’evoluzione della tecnologia, firmato Dedagroup. Meno enfasi sulle promesse, più attenzione alle implicazioni concrete. E una consapevolezza che emerge dal denso programma di interventi: l’intelligenza artificiale non più evocata come orizzonte futuro, ma riconosciuta come componente operativa all’interno dei sistemi economici e organizzativi.
Sul palco ad aprire i lavori della prima sessione Marco Podini, Presidente Esecutivo e CEO di Dedagroup, insieme a Renato Soru, imprenditore, fondatore di Tiscali e oggi alla guida di Istella e Marco Landi, imprenditore, investitore ed ex Chief Operating Officer di Apple. Tre percorsi professionali diversi, accomunati però dalla convinzione che la rivoluzione rappresentata dall’AI è diversa da quelle che l’hanno preceduta.
«Stiamo entrando in una fase in cui l’intelligenza artificiale diventa centrale per imprese e istituzioni» sintetizza Podini. L’AI è già uno strumento operativo, capace di accorciare la distanza tra idea e decisione, tra dato e azione. Richiamandosi al suo valore, Soru sottolinea la necessità di mantenere la tecnologia accessibile e inclusiva, perché possa continuare a generare valore diffuso. Il rischio, avverte, è quello di introdurre e amplificare nuove disuguaglianze. L’auspicio è che «l’Europa riesca a confrontarsi alla pari con le grandi potenze tecnologiche costruendo un equilibrio solido tra indipendenza digitale e una collaborazione ampia e sinergica tra imprese e istituzioni». Landi sottolinea invece la portata dirompente dell’AI, «una tecnologia capace di ampliare le possibilità di innovazione in tutti i mercati». Che necessita però di investimenti adeguati e continui, in formazione e cultura.

I dati della ricerca Forrester State of AI Survey 2025, presentati da Enza Iannopollo, Vice President e Principal Analyst di Forrester, confermano l’elevata diffusione e impiego in aziende e organizzazioni di strumenti AI. Oltre il 75% dei decisori conferma di aver già implementato progetti AI, con una quota significativa di lavoratori che ne fa uso quotidiano. A questa accelerazione, tuttavia, non corrisponde un analogo sviluppo di modelli di governance. Poche ancora le aziende che dispongono di linee guida strutturate e di policy formalizzate. Ad emergere è altresì un divario sempre più evidente tra diffusione tecnologica e capacità di gestione, con implicazioni concrete in termini di sicurezza, rischio e responsabilità.
Perché l’intelligenza artificiale possa continuare a generare valore, sono necessari un salto di scala e soprattutto una strategia chiara che coordini tecnologie, processi e persone. In questa direzione si muove Dedagroup, rafforzando il proprio impegno con un approccio sempre più strutturato, sostenuto da investimenti significativi — oltre 50 milioni di euro nell’ultimo anno — e dal ruolo centrale di Deda Ai, hub tecnologico attraverso cui il Gruppo sta progressivamente potenziando il proprio portafoglio software, integrando l’AI in modo trasversale nei diversi ambiti di attività: finanza, moda, grandi imprese e pubblica amministrazione.

Settori protagonisti a Dedapulse, con sessioni dedicate che hanno offerto una lettura concreta delle trasformazioni in corso. Nel mondo Enterprises & Financial Services, aziende come Nexi Italy, Hera Comm, Diasorin, Conserve Italia e Banca Popolare del Lazio hanno posto l’accento su governance, efficienza e valorizzazione dei dati nei processi decisionali. Nel settore Public Services, con il contributo di Regione Puglia, Trentino Digitale, ARIA Lombardia, Insiel, Comune di Cagliari e Provincia di Taranto, il confronto si è concentrato sull’evoluzione verso servizi sempre più efficienti, inclusivi e data-driven. Infine, dal mondo Fashion & Luxury, con contributi della NYU Stern School of Business e di player come Tre Zeta Group, Deep e CSP International Fashion Group, è emersa come l’AI sta ridefinendo supply chain, strategie di pricing e processi decisionali in tempo reale. In questo contesto si inserisce il lancio di Stealth Cosmica, la nuova piattaforma sviluppata da Deda Stealth azienda del gruppo che accompagna nella crescita alcuni dei maggiori brand del settore portando l’Ai nel cuore dei processi della moda. Un lancio che avviene in una fase di forte discontinuità per l’industria globale del fashion, segnata da domanda instabile, filiere sempre più complesse e tensioni geopolitiche che ridefiniscono gli equilibri del commercio internazionale. In uno scenario così articolato, la capacità di interpretare rapidamente i dati e tradurli in decisioni operative si conferma come una leva strategica imprescindibile per mantenere competitività nei mercati.


































