Reevo: piccoli “Italianscaler” crescono sovrani

Reevo: piccoli “Italianscaler” crescono sovrani
Antonio e Salvatore Giannetto

All’evento Reevolution, il secure cloud operator Reevo annuncia ai partner di canale due novità strategiche per il suo posizionamento di mercato e i suoi piani di crescita italiana ed europea

In un mondo che include la geopolitica tra le cyber minacce da gestire, la proposta di un cloud provider come Reevo – all’insegna di un cloud capace di venire incontro a tutte le moderne esigenze infrastrutturali del business digitale e al tempo stesso proteggerlo con una distintiva offerta di cyber security integrata – acquista sempre più credibilità.

Fatto che non deve far passare in secondo piano una storia di eccellenza e visione dimensionalmente piccola – se confrontata con le economie degli hyperscaler – ma non meno evoluta. E soprattutto al 100% made in Italy, anzi in Europe.

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Nella giornata dedicata annualmente a un network di circa 400 partner che supportano Reevo in un modello di business rigorosamente indiretto (da cui però non è escluso un costante circolo virtuoso di competenze interne a loro volta erogate a supporto della progettualità dei partner con i rispettivi clienti), l’azienda fondata da Salvatore e Antonio Giannetto ha incontrato la stampa specializzata, in un momento di dialogo incentrato (what else?) sui temi come sicurezza, sovranità digitale e cosiddetta “repatriation”.

L’occasione combina le novità del canale annunciate nel corso dell’evento milanese e una riflessione sulle tappe più recenti del viaggio che Reevo ha iniziato oltre 20 anni fa, dopo la svolta decisa nel 2023, quando i due fratelli imprenditori lasciano il listino Euronext Growth per affidarsi al private equity del fondo White Bridge Investment. Un presupposto essenziale – racconta Salvatore Giannetto – di una crescita oltre confine che era già stata avviata nei due anni di quotazione in Borsa.

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Nel 2024, con il closure dell’operazione White Bridge, una realtà finanziaria italiana che dal 2013 a oggi vanta un centinaio di acquisizioni in diversi settori e che Antonio Giannetto dice di aver scelto proprio per la capacità di ragionare in chiave di partecipazione a progetti di lungo periodo, arrivano le acquisizioni ITnet, pioniere italiano di Internet, e SighUP, una piccola società con forte focalizzazione sull’automazione delle infrastrutture, grazie alla quale potenzia in modo significativo la propria offerta di servizi e competenze nelle aree Cloud Native, Kubernetes e DevOps, per supportare le aziende in ogni fase del loro percorso di evoluzione tecnologica verso il Cloud.

Lo stesso anno Reevo, che aveva già stabilito una prima testa di ponte internazionale in Spagna, sbarca anche in Francia rilevando il 100% del cloud provider Abbana, trovando nel fondatore e CEO Philippe Lemaire un convinto sostenitore del progetto di creare un player di livello e dimensioni europei. All’inizio del 2026, arriva l’opportunità di varcare anche il confine elvetico, attraverso l’ingresso in Security Lab Group, una società luganese che oltre a seguire il lato più strettamente tecnologico della cybersecurity, ha un’intera divisione, la Security Lab Advisory Sagl, che si occupa degli aspetti organizzativi, di governance e conformità.

Ora si tratterà di consolidare la presenza dalla penisola iberica a Parigi e nell’Europa sud-occidentale, senza smettere di prendere in considerazione nuove geografie. «Ma lo faremo con molta attenzione perché quando ti espandi geograficamente, le problematiche non sono una funzione lineare del numero di nazioni presidiate» sottolinea Antonio Giannetto. Al momento il gruppo conta 300 collaboratori in 5 paesi diversi. Un totale di otto data center che Reevo approccia non con la cultura di chi le fabbriche dei bit le costruisce mattone per mattone («quello in realtà è il business del real estate 3.0» rileva l’altro fratello Giannetto), ma in pura ottica di spazio da individuare, attrezzare ed eventualmente espandere o traslocare a seconda delle necessità di mercato. Non meno ambiziosi sono gli obiettivi di crescita economica, considerando che dal 2025 Reevo punta a una crescita del 25% anno su anno per arrivare a raddoppiare entro il 2030 sia l’attuale cifra d’affari di circa 70 milioni, sia la proporzione.

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Gli annunci al canale, l’unico strumento con cui Reevo interagisce con il cliente finale,  riguardano due nuovi programmi, uno dedicato ai partner che sviluppano business ricorrente attraverso servizi standardizzati, marketplace e modelli scalabili, l’altro pensato per chi realizza progetti complessi e soluzioni personalizzate ad alto valore. Sono in un certo senso le due anime di mercato di un provider che punta sia alle PMI che vogliono sviluppare meglio le proprie strategie cloud; sia alle esigenze delle aziende e della pubblica amministrazione che sul cloud ci sono da tempo ma oggi vogliono costi sotto maggior controllo, sovranità, capacità di rientro di dati e applicazioni e magari una relazione one-stop con un operatore forte sull’infrastruttura come sulla sicurezza.