Connecting the dots

Monica Menghini (Dassault Systèmes): «Il consumatore non acquista prodotti ma esperienze»

Monica Menghini, spirito innovativo, tono assertivo, approccio tecnopratico, intuito da vendere. Nel suo ruolo di vicepresidente per l’industria, il marketing e le comunicazioni (una specie di chief marketing officer, per intenderci), di Dassault Systèmes, ha portato una sferzata di energia nella multinazionale europea specializzata in software per la modellazione 3D e la gestione del ciclo di vita dei prodotti, che nel 2011 ha realizzato un giro d’affari di 1,8 miliardi di dollari.

Laureata in legge con una specializzazione in criminologia, giocatrice di pallavolo professionista, grande appassionata di Leonardo da Vinci, Monica Menghini è abituata a connettre i punti per riuscire ad avere un quadro preciso della situazione, ma soprattutto per immaginare – partendo dalla realtà – quali possono essere gli sviluppi futuri di un settore in continua evoluzione, rivelando quell’immagine nascosta che permette di mantenere un vantaggio competitivo.

Dal 2007 in Dassault Systèmes, la sua missione – oggi – è quella di coinvolgere e riorganizzare tutti coloro che nella compagnia contribuiscono all’innovazione in un quadro di “value stream”, al fine di offrire un servizio migliore alle aziende di tutti i settori industriali.

«Il mio ingresso in Dassault Systèmes – spiega Monica Menghini – ha marcato un momento di semplificazione aziendale. La filosofia “connecting the dots” è veramente importante per l’innovazione di prodotto e di processo. Indipendemente dal livello di specializzazione, le divisoni di una azienda non possono essere dei compartimenti stagni, ma devono essere in grado di dialogare tra di loro. Mettere insieme i punti è quello che sto facendo in Dassault Systèmes per mettere in contatto tutte le funzioni, cercando di guardare al prodotto e di mantenere una visione completa in grado di includere il cliente. Utilizzando le piattaforme 3D di Dassault Systèmes tutta l’azienda riesce ad avere una visione chiara della strategia aziendale».

 

Un nuovo modo di guardare l’innovazione

Oggi, il consumatore finale non è più un soggetto passivo, ma è diventato a tutti gli effetti uno degli attori principali dello stesso processo produttivo. I consumatori condividono un ambiente di comunicazione online sul web e sui social network. Non è più sulle caratteristiche del prodotto che si gioca la competizione delle aziende, sia quelle B2B, sia quelle che si rivolgono al consumatore finale. La consumer experience rende il prodotto innovativo e trasforma l’azienda dal suo interno. «La 3D-Experience rivoluziona il processo produttivo e tutto il ciclo di vita e di distribuzione del prodotto. Dassault Systèmes, con le sue piattaforme virtuali 3D e con i suoi 30 anni di ricerca tecnologica, ha semplificato tecnologia e innovazione industriale, parlando in un linguaggio universale».

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Scenario di mercato

Il PLM è la categoria di software aziendale che registra i tassi di crescita più elevati nelle piccole e medie imprese, anche se la frenata globale del mercato ha avuto un impatto sulla velocità di adozione di nuove tecnologie con un riflesso negativo sulle previsioni di crescita. Il mercato PLM nel 2012 è diverso da quello fotografato da Gartner nel suo ultimo Magic Quadrant del 2007.

 

Tom Boughton director del “PLM Innovation 2012” ha evidenziato come le aziende leader (Autodesk, Dassault, Siemens e PTC) si sono concentrate sulla convergenza di piattaforme e sull’unificazione dei portafogli. Queste aziende sono molto focalizzate su come costruire pratiche di sviluppo prodotto snelle ed efficienti, in grado di tradurre un approccio nuovo al PLM.

 

Secondo Pierfrancesco Manenti, Head of IDC Manufacturing Insights, EMEA «I risultati parlano chiaro, le aziende manifatturiere italiane sentono un forte bisogno di migliorare la loro competitività nell’attuale situazione di mercato molto difficile». Non solo. «Vogliono investire di più nell’innovazione di prodotto e al tempo stesso diventare leader sul fronte dei prezzi. In quest’ottica, sono consapevoli della necessità di migliorare i processi del ciclo di vita dei prodotti e sono pronti a valutare tecnologie innovative, come la realtà virtuale o la simulazione di prodotto, che possono contribuire al raggiungimento dei loro obiettivi».

Realtà virtuale e simulazione sono le tecnologie più innovative all’interno di una strategia PLM. Le aree più “tradizionali” del PLM – come la progettazione e l’ingegneria di prodotto – continuano ad attirare investimenti importanti. Questo profilo d’investimento è particolarmente rilevante nella piccola e media impresa, che deve colmare il gap tecnologico con le aziende più grandi ed è sempre più interessata alle soluzioni di realtà virtuale. Le aziende italiane non hanno ancora individuato la killer application della realtà virtuale, ma i CIO intendono investire in realtà virtuale – almeno in via prototipale – perché ritengono possa dare, in prospettiva, benefici al business nel lungo periodo. Sempre secondo gli analisti di IDC, al contrario, gli strumenti di simulazione di prodotto e dei processi di produzione sono ritenuti avere un impatto sul business piuttosto marcato nel breve periodo. Queste applicazioni, che hanno un livello di adozione abbastanza elevato, sono oggetto di un trend d’investimento più stabile e in forte espansione.

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Dalla progettazione in 3D alla 3D-Experience

Da 30 anni, Dassault Systèmes supporta le industrie nel trasformare i processi legati ai loro prodotti. Dassault Systèmes ha rinnovato le regole del gioco nel mondo industriale già tre volte ed è ora pronta a far compiere un ulteriore passo, entrando nella quarta fase della sua storia. La prima fase è cominciata negli anni Ottanta con il lancio di CATIA, il CAD per creare e ingegnerizzare parti e assiemi in 3D. Negli anni Novanta, la seconda fase ha introdotto il Digital Mock-Up (DMU), il “bozzetto digitale” che ha sostituito i modellini fisici con riproduzioni 3D in grado di simulare completamente il concetto del prodotto e il contesto circostante. Nella terza fase è stata aggiunta “intelligenza” alle parti e agli assiemi del DMU ed è stato esteso l’utilizzo dei dati 3D a tutti i livelli e ruoli dell’azienda che possono avere necessità di accedere alle informazioni di prodotto per poterle arricchire e completare, o per gestire il prodotto stesso lungo tutto il ciclo di vita. Grazie alle soluzioni PLM di 3DS, aziende di ogni dimensione e di ogni settore industriale in tutto il mondo possono progettare, simulare e “vivere” i prodotti di domani. Oggi siamo entrati nella quarta fase con il lancio della piattaforma 3DEXPERIENCE, che pone il consumatore al centro di un sistema che integra i processi operativi dell’azienda, i processi di sviluppo dei prodotti e la loro gestione lungo tutta la loro vita, dalla concezione al riciclo.

 

Il posizionamento di Dassault Systèmes

La multinazionale francese, leader mondiale nel software 3D di simulazione e realtà virtuale applicate alla produzione e alla gestione di prodotti e servizi in 12 settori, che opera in 40 Paesi e con 150mila aziende nel mondo, ha chiuso positivamente l’esercizio fiscale 2012 con una crescita prevista del 10% e un obiettivo di superamento della soglia di 2 miliardi di euro di fatturato. Sempre alla fine del 2012, l’azienda ha ricevuto un importante riconoscimento internazionale da Forbes, che l’ha inserita al 40esimo posto tra le aziende più innovative.

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Dassault Systèmes detiene la fetta più grande del mercato mondiale del software di sviluppo e gestione del prodotto in termini di fatturato. La compagine azionaria è sostanzialmente invariata dal suo debutto in borsa. La maggioranza della società è di proprietà della famiglia Dassault e del management aziendale. Questa stabilità garantisce la grande coerenza e continuità della strategia a lungo termine. Dassault Systèmes ha inventato il 3D digitale, un’innovazione e una tecnologia che sono state essenziali nell’evoluzione delle aziende del comparto ingegneristico e della meccanica pesante. Con il 3D digitale, Dassault Systèmes ha consentito alle aziende di questo comparto di fare un notevole salto tecnologico, rivoluzionando le fasi di progettazione e costruzione dei prodotti con un’esperienza virtuale full immersive, che ha consentito di provare e sperimentare aerei e automobili prima ancora di costruirli, liberando energie creative e di fatto modificando il processo produttivo.

Applicazioni verticali

La Piattaforma 3DEXPERIENCE, nelle sue verticalizzazioni industriali, si compone di vari applicativi e serve 12 comparti economici: Aerospaziale e difesa – Architettura, edilizia e ingegneria delle costruzioni – Prodotti di largo consumo e vendita al dettaglio (per una strategia di marketing a scaffale) – Energia, processo e servizi di pubblica utilità – Servizi finanziari e alle imprese – High-Tech ed Elettronica – Macchine e impianti industriali – Bioscienze – Navale e offshore – Trasporti e mobilità – Risorse naturali.

 

Ultimo in ordine di tempo, l’annuncio dell’accordo con Airbus per ampliare l’utilizzo degli applicativi di simulazione realistica della piattaforma. L’obiettivo è accelerare i tempi dell’analisi strutturale e del collaudo virtuale della nuova generazione di aerei, che partirà con il modello A350-900.

Il programma ADVANS di Airbus (Accelerated Development for Vulnerability and Nonlinear System) sfrutta le funzionalità avanzate di analisi dinamica non-lineare di SIMULIA Abaqus per prevedere, con un grado elevato di affidabilità, la resistenza e le prestazioni delle strutture degli aerei in condizioni reali. Un’analisi non-lineare accurata, svolta nelle fasi iniziali del progetto prima di costosi test fisici, si traduce in un prodotto di qualità superiore, realizzato in tempi più rapidi e a costi inferiori. I progettisti e gli ingegneri di Airbus creeranno modelli di simulazione molto grandi, partendo dai modelli tridimensionali progettati con CATIA. Successivamente, sfruttando cluster di computer ad alte prestazioni, potranno effettuare simulazioni strutturali non-lineari su larga scala con SIMULIA Abaqus nell’arco di una notte.