Facebook a Wall Street: ecco i numeri del successo

Ieri la presentazione della IPO alla SEC degli Stati Uniti. Zuckerberg punta molto sui ricavi pubblicitari

Il 1 febbraio 2012 verrà certamente ricordato come il giorno in cui Facebook fa il suo primo passo verso Wall Street. Nella settimana del suo ottavo compleanno (4 febbraio 2004) il social network di Mark Zuckerberg ha presentato ufficialmente la proposta di ingresso alla SEC (l’equivalente della nostra Consob) con una IPO (offerta pubblica di ingresso) di 5 miliardi di dollari. L’offerta presentata negli Stati Uniti è arrivata corredata di una precisa documentazione con numeri e dati sul business mosso dal social network. Il documento è il Form S-1 ed è il primo passo verso la registrazione in borsa che dovrebbe avvenire entro giugno. Dal documento vengono fuori alcune cifre che fanno emergere il valore reale dell’azienda di Zuckerberg.

Nel 2011 il gruppo ha fatturato 3,71 miliardi di dollari e un utile di 1 miliardo di dollari, con una crescita pari al 65% rispetto al 2010. Negli anni dal 2009 al 2011 la pubblicità sul sito ha generato una media del 92% dei ricavi ed è per questo che nel Form si evidenzia come “la perdita di inserzionisti o una riduzione delle loro spese potrebbero seriamente danneggiare le nostre attività”. Un altro dei fattori che incide direttamente sulla società è rappresentato dal numero degli utenti attivi ogni giorno. Mensilmente sono 425 milioni quelli che si collegano da mobile e che generano mobile advertising, un settore che nel 2015 dovrebbe raggiungere circa 17,6 miliardi di dollari. Non per niente l’app di Facebook è la più scaricata negli USA, tenendo presente diverse piattaforme.

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Nel documento presentato alla SEC la parola Mark Zuckerberg viene citata 113 volte, “utenti” ben 507 volte; quella più usata in totale è “stock” che compare 1.029 volte. Qualcuno ha notato come la ”privacy” uno dei termini più controversi degli ultimi tempi, e spesso accostato al social network, è utilizzato solo 35 volte rispetto alle 102 di “controllo”. C’è da considerare che il Form S-1 è un documento che lascia poco spazio ai sentimenti. E’ una presentazione scarna, dedita soprattutto a convincere gli investitori delle reali possibilità di successo del titolo in borsa. Di certo quando Facebook dovrà rendere conto ai suoi azionisti molto probabilmente cambierà, spingendo molto sul pedale dei ricavi e allentando quello delle novità per gli utilizzatori.