Hacker nel mondo, ecco da dove vengono

Akamai stila una classifica dei paesi dove si concentra il traffico di cyber-criminali. Eccoli

Quando si tratta di attacchi informatici la Cina merita di certo la palma d’oro, ma non è la sola. Tra i dieci paesi che hanno rappresentato per tre quarti il totale del traffico di cyber-attacchi in tutto il mondo, nell’ultimo trimestre del 2012 secondo Akamai, ci sono anche degli “insospettabili”. Anche se rilevare la fonte originale di un attacco può essere difficile, i cyber criminali possono fare dei passi falsi. Lanciando spesso attacchi da computer collegati alla rete ma infetti, la traccia principale può essere rilevata e determinare l’identità di un hacker.

La classifica di Akamai

10. Ungheria. È il paese che rappresenta l’1,4 % del traffico “di attacco” al mondo nel quarto trimestre dello scorso anno. La percentuale è invariata rispetto ai trimestri precedenti, un numero che permette all’Ungheria di tenere a stretta distanza la Corea del Sud, fuori dalla top ten.

9. Italia. Con l’1,6% del traffico totale, siamo penultimi nella speciale classifica di Akamai. Rispetto al trimestre precedente la percentuale è diminuita dell 0,1% (1,7% prima) e dello 0,3% rispetto ad un anno fa (la percentuale all’epoca era dell’1,9%).

8. India. Un balzo in avanti rispetto alle precedenti grazie al 2,3% ottenuto nell’ultima parte del 2012. Si pensi che un anno fa il paese deteneva una percentuale pari al 3% del traffico totale.

7. Romania. Il paese che “ospita” Ramnicu Valcea, considerata il rifugio dei criminali informatici. La percentuale romena è aumentata dal 2,6% di un anno fa al 2,7% del dicembre 2012.

Leggi anche:  Basta un tema grafico per violare Windows 10

6. Brasile. Il paese che ospiterà i prossimi mondiale è appena fuori dalla top five del traffico cyber maligno con una fetta del 3,3%. La quota verdeoro è scesa rispetto alla rilevazione precedente del 4,4%.

5. Taiwan. È una provincia della Cina ed è una fonte principale di traffico in “attacco”. Tuttavia il paese è anche un obiettivo popolare. Secondo una ricerca della società di sicurezza Sophos, il 12% dei computer a Taiwan sono stati attaccati almeno una volta da malware durante un periodo di studio di tre mesi lo scorso anno.

4. Russia. La patria di Kaspersky raccoglie il 4,3% di traffico criminale, con una diminuzione in percentuale di 0,4 punti e di ben 2,5 rispetto ad un anno fa. Molti sforzi sono stati fatti per proteggere i russi da attacchi maligni e per combattere le pratiche di hacking provenienti dall’interno. Tuttavia gli attacchi più importanti partono da qui: almeno quaranta società tra cui Apple, Facebook e Twitter sono state prese di mira da attacchi malware legati ad un gruppo criminale con sede in Russia (o Europa Centrale).

3. Turchia. Nonostante la sua percentuale sia scesa, la Turchia è ancora al terzo posto tra i paesi fonte di attacchi informatici. La quota nazionale di traffico è aumentata rispetto al trimestre precedente arrivando al 4,7% del totale.

2. Stati Uniti. Gli States rappresentano il 10% del traffico al mondo durante il quarto trimestre dello scorso anno. Una quota scesa di ben 3 punti (13% nel terzo trimestre) e corrispondente alla quota di un anno fa. La patria di alcuni dei più famosi gruppi hacker al mondo (Anonymous, AntiSec) non si smentisce, secondo posto assicurato.

Leggi anche:  Sicurezza e continuità 2021, quali sfide ci attendono?

1. Cina. Assorbe il 41% di traffico mondiale, un numero che rende il paese la principale fonte di assalti cibernetici. La percentuale è aumentata verticalmente rispetto al 33% del trimestre precedente e il 13% di un anno fa. Le indagini degli ultimi mesi hanno permesso di scoprire il nucleo AP1, un gruppo di hacker legati al governo, anche se lo Stato continua a negare ogni tipo di coinvolgimento.