Arseniolupin …punto ….com

Credo che tutti conoscano il personaggio nato dalla brillante penna del francese Maurice Leblanc nei primissimi anni del secolo scorso, parlo di Arsenio Lupin, che finanziava la su vita di lusso rubando ai più ricchi, ma che per i modi – e anche per la sua generosità verso i più bisognosi – è passato alla storia con il soprannome di “ladro gentiluomo”…

Nella realtà di tutti i giorni , soprattutto in questi ultimi anni in cui il romanticismo alla belle epoque pare più vetusto del Colosseo, è praticamente impossibile accostare questo mito a personaggi reali della malavita. Quando ciò succede, la cosa ci meraviglia tanto da farci diventare simpatico il malfattore, nonostante il reato che rimane tale. Così, almeno per me, lo è quell’anonimo ladro in Svezia che, approfittando di un momento di distrazione di un professore, gli rubò, qualche settimana fa, la borsa contenente tra le altre cose un computer portatile.

Il malcapitato, dopo aver sporto l’ovvia denuncia alle autorità, rincasando trova poi la borsa sull’uscio di casa, senza però il computer, che probabilmente era l’unica cosa di valore appetibile. Fin qui tutto “normale”, sennonché il professore, in un’intervista a un quotidiano locale, si lamenta non tanto della perdita dell’hardware, ma in particolare per il contenuto software, quei dati non più recuperabili perché non aveva fatto un backup.

Il ladro avrà letto quell’articolo? Qualcuno molto vicino a lui gli ha passato la notizia? Non si sa, ma quel che è certo che qualche giorno dopo al prof viene recapitato un piccolo pacco, contenente un dispositivo usb con la copia di tutti i dati del suo hard disk! Un perfetto Arsenio Lupin dei giorni nostri, che si distingue allora dai tanti altri ladroni informatici che inquinano la nostra esistenza- cacciatori di nostri dati attraverso virus, malware, spamming, phishing e chi più ne ha più ne metta – che paragonerei invece ad un altro personaggio di fantasia degli anni della mia adolescenza, nato stavolta dalla creatività di due grandi autori italiani, Luciano Secchi (in arte Max Bunker) e Roberto Raviola (in arte Magnus), che al’interno di quello splendido albo a fumetti che fu pubblicato sotto il titolo di Alan Ford, partorirono tra le tante figure quella di Superciuk, ladro agli antipodi di Lupin: laido e gretto, che rubava ai poveri per donare ai ricchi e che stordiva gli avversari con la fiatata alcolica e odorosa del cibo a lui preferito, un mix di cipolla e aglio.

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Meditiamo, gente, meditiamo … 🙂

Tratto dall’editoriale della newsletter di DMO. Per iscriverti alla Newsletter registrati al portale cliccando qui

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