Dalli all’untore!

Premesso che non voglio assolutamente entrare nei contenuti politici e sociali che, in campo internazionale, sono stati smossi con le recenti pubblicazioni di notizie diplomatiche riservate nel sito di wikileaks di Julian Assange, mi vorrei soffermare solo sul lato della sicurezza informatica della vicenda.

Dati che avrebbero dovuto essere protetti per definizione, considerata la loro origine, sono stati violati. E non parliamo di pochi byte, ma di interi archivi. Probabilmente gli hackers a libro paga di Assange (hacker lui stesso a quanto sembra) sono particolarmente brillanti, forse c’è anche qualche talpa qui e lì, ma di fatto pare che il sistema di sicurezza posto a difesa sia stato piuttosto deboluccio, pieno di buchi peggio di una groviera. Al momento in cui scrivo la contromossa informatica anti-wikileaks è ai massimi livelli, in una sfida a tutto campo e a “tuttomondo”: dall’oscuramento ordinato dagli USA del sito grazie ad un potente attacco digitale lanciato subito dopo l’uscita sul Time di un’intervista del fondatore di wikileaks, in cui suggeriva a Hillary Clinton di dare le dimissioni, alle ritorsioni informatiche anche da parte della Cina, che rimbalza gli accessi al sito verso il motore di ricerca più popolare lì, che si chiama Baidu.

Internet ci ha però insegnato, nella sua pur breve storia, che è difficile “domarla”. Si blocca il sito da una parte e, oplà, viene aperto da un’altra. Si rinvia l’indirizzo da un’altra parte, et voilà, ecco che compare con un nuovo in altro emisfero, in una caccia continua tra guardie e ladri, che si conosce già infinita.

Non so bene come finirà, magari ci stuferemo solo di essere inondati di notizie, perché lì dove c’è troppa informazione si dice che ce n’è troppo poca perché non si riesce più a trovare quelle che servono (come con le mail, ahimè). La cosa che mi preoccupa è che più passa il tempo più ho la sensazione che si faccia meno attenzione al tema della sicurezza informatica, quasi come se pensassimo che con tutti i tool a bordo (antivirus, firewall etc etc) fossimo vaccinati per l’eternità. Invece non è così, bisognerebbe, anche solo con dei sani comportamenti, essere consapevoli che occorra fare più attenzione. Coincidenza vuole che, proprio ora che si sta parlando del caso wikileaks, cada la giornata annuale che pone al mondo l’attenzione sul tema AIDS. I dati dei medici e degli scienziati sono assolutamente preoccupanti in tal senso. Non solo l’infezione non è domata, ma alza di molto la testa nonostante i nuovi farmaci, soprattutto nel sud del mondo. Sicurezza informatica e sicurezza medica, due facce della stessa medaglia? Non so, ma a quanto sembra in entrambe vale purtroppo il solito motto di saggezza popolare: si chiudono le stalle quando i buoi sono già scappati. E poi ce la prendiamo con quegli innocenti – o meno colpevoli – che poi magari chiamiamo untori, mah?

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Meditiamo, gente, meditiamo … 🙂

Tratto dall’editoriale della newsletter di DMO. Per iscriverti alla Newsletter registrati al portale cliccando qui

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