Il Cio delle stelle


«
La Nasa risponde a domande fondamentali che tutti noi abbiamo riguardo la nostra comprensione di chi siamo, dove stiamo andando, se siamo soli nell’Universo. L’IT è una parte fondamentale dei prodotti e dei risultati che produciamo. Spendiamo quasi un miliardo e mezzo di dollari su di esso e dobbiamo ottenere il massimo valore»

 

Quando ho saputo che avrei avuto la possibilità di intervistare il Cio della Nasa (www.nasa.gov), ero timoroso e preoccupato, non capita certo tutti i giorni. I miei dubbi e le mie paure sono svanite appena ho iniziato la chat via Skype con Linda Cureton, persona che mi ha sorpreso per l’ironia e la semplicità con cui ha trattato argomenti importanti. Competenza e leadership le sue qualità che le hanno dato la possibilità di guidare la struttura IT della Nasa.

 

Data Manager: Qual è il contesto della Nasa? 

Linda Cureton: Il nostro obiettivo è di lanciare nuove iniziative spaziali che ci permettano di esplorare nuovi mondi, sviluppare tecnologie innovative, promuovere nuove industrie, aumentare la nostra comprensione della Terra, espandere la nostra presenza nel sistema solare e ispirare la nuova generazione di esploratori.

L’IT deve rendere fruibili ai nostri stakeholder i risultati dei programmi di ricerca attraverso servizi sicuri, efficienti, innovativi. Il nostro compito è quello di aumentare la produttività degli scienziati, degli ingegneri e del personale di supporto alla missione.

Per fare ciò lavorano in Nasa circa 45mila persone. Il budget è di circa 19 miliardi di dollari e il budget IT è di circa 1,6 miliardi.

Qual è il contesto IT e come è organizzato il reparto? 

La struttura IT è un’organizzazione decentrata, abbiamo un Cio in ognuno dei 10 centri della Nasa. Il Cio controlla una parte del budget legato alle iniziative locali. Poi vi è una struttura centrale di governance a cui rispondono tutti e di cui io ho la responsabilità.

La struttura centrale ha le seguenti divisioni: Politiche e investimento (P & I) – la divisione sviluppa e implementa le policy per un uso uniforme e coerente delle informazioni, sovrintende allo sviluppo promuovendo l’utilizzo di norme e linee guida; Sicurezza IT – questa divisione è strategica perché gestisce la sicurezza dei progetti per correggere le vulnerabilità note e fornire servizi con un rapporto costo/valore efficace; Architettura e Infrastrutture (A & I) – questa divisione sviluppa, mantiene e favorisce l’attuazione della Nasa Enterprise Architecture ed è responsabile per la progettazione, realizzazione e consegna dell’infrastruttura IT; Enterprise Portfolio Management (EPM) – questa divisione ha molteplici responsabilità, tra cui la supervisione dell’Integrated Enterprise Management Program, che porterà a una trasformazione dei processi per migliorare la gestione del capitale finanziario, fisico e umano dei processi.

Leggi anche:  Raghu Raghuram nuovo CEO di VMware

Perché questa scelta di decentramento?

La Nasa esiste da circa 50 anni. Ed è sempre stato così, credo. Non posso dire che è stata una scelta. Forse è un esito naturale del pensiero indipendente che incoraggia la scoperta e l’esplorazione.

Questo modello funziona?

Io non credo che sia il miglior modello per l’agenzia. Il modello a mio avviso migliore è quello federativo, verso il quale oggi ci stiamo muovendo. Alcune cose saranno comuni e altre decentrate. Dalle nostre scelte strategiche future dipenderà come ciò avverrà. Qualunque decisione però dovrà considerare prioritari i requisiti della missione. 

Lavorare in Nasa è simile a lavorare in un’altra società?

Ho lavorato in diverse organizzazioni e posso fare un confronto. Direi che la cosa migliore di lavorare in Nasa è la missione della Nasa, cosa che non esiste in nessun’altra società. La Nasa risponde a domande fondamentali che tutti noi abbiamo. Tali questioni riguardano la nostra comprensione di chi siamo, dove stiamo andando, se siamo soli nell’Universo – queste sono domande che tutta l’umanità ci pone. Da questo punto di vista, niente è confrontabile. 

Il reparto IT della Nasa ha invece le stesse difficoltà di altre società di tecnologia come per esempio Microsoft o IBM dove ci sono molte, molte persone altamente qualificate e di talento che hanno le loro opinioni e le proprie convinzioni sull’IT. Così, forse un approccio comune può essere considerato inaccettabile in alcune situazioni. 

Quanto è importante la tecnologia per il raggiungimento degli obiettivi della Nasa? 

È molto importante. La usiamo per condividere le informazioni – per esempio quando una nuova tecnologia si sta sviluppando o per diffondere le informazioni ad altri scienziati o a università o al pubblico. L’IT è inoltre necessaria per permettere le attività ad alta intensità che richiedono capacità di super-computing. 

Leggi anche:  Thibault Roch è il nuovo Energy Manager di DATA4 Group

In quale stadio della missione è più importante?

Non so se c’è qualche stadio più importante. Dipende. Per diffondere le informazioni scientifiche per esempio è più importante dopo che una missione è stata avviata e sono stati raccolti i primi dati. Le informazioni sullo sviluppo di nuove tecnologie sono più importanti durante le fasi di sviluppo di una missione (prima), così come la collaborazione è importante durante una missione. 

Quali sono i progetti più rilevanti realizzati e quali quelli futuri?

Sicuramente il progetto di sostituzione dello Shuttle sarà molto importante. E poi, guardando il nostro pianeta e il futuro in termini di Scienze della Terra mi vengono in mente le sperimentazioni inerenti il cambiamento climatico.

Nel settore IT stiamo lavorando alla realizzazione di un framework che permetterà una migliore gestione delle infrastrutture, Infrastructure Integration Program (I3P).

Come gestite la sicurezza della Nasa? 

Penso che il modo in cui stiamo gestendo la sicurezza è in continua evoluzione. 
Una delle cose interessanti che ho notato quando sono andata in Europa è stata che la filosofia della sicurezza è leggermente diversa. La sicurezza è più “morbida” verso l’esterno e più “dura” all’interno; i confini sono più morbidi, ma una volta dentro, devi identificarti come se stessi a un checkpoint.

Io penso che, siccome noi collaboriamo con persone diverse a livello globale, abbiamo bisogno di monitorare continuamente e richiedere un adeguato livello di autenticazione all’interno delle nostre reti. Non dare per scontato che abbiamo protetto tutto alla frontiera. Mantenere il controllo. A volte ci adagiamo, certi che abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie alle nostre frontiere di rete, ma ciò è un errore. Dobbiamo controllare all’interno delle nostre reti di continuo, a maggior ragione quando abbiamo attività sensibili o ad alto valore. 

In Italia c’è un dibattito sul nuovo ruolo del Cio, dal suo punto di vista, quale dovrebbe essere? Più tecnologia o più business? 

Il ruolo del Cio dovrebbe essere meno tecnologico e più business, il Cio deve essere qualcuno che conosce la tecnologia e che cosa con essa si può fare, in modo da consigliare gli imprenditori su come ciò possa essere fatto. 

Qual è la situazione in USA?

Leggi anche:  Talend nomina Krishna Tammana come nuovo CTO

Non so se sia possibile generalizzare, sicuramente organizzazioni come Forrester o Cio Magazine avranno fatto qualche ricerca, tuttavia penso che la metà sono uomini d’affari e l’altra metà sono persone tecnologiche. O forse 1/3 sono uomini d’affari, 1/3 esperti di tecnologia e 1/3 esperti di finanza. 

Quali differenze ci sono tra essere un Cio negli Stati Uniti o esserlo in Italia? 

Beh, tutto quello che so dell’Italia l’ho imparato durante la mia recente vacanza a Venezia e attraverso la mia conoscenza della Roma antica che ho appreso sui libri di storia, tuttavia vorrei provare a rispondere.

La politica è importante e ci sono sicuramente delle differenze a livello governativo, ciò influenza anche gli investimenti in tecnologia. Non sono sicura invece riguardo le infrastrutture, per esempio quanto è accessibile Internet per le masse? E quanto è importante questo nell’offerta di sistemi di governo elettronico? So che non è una risposta, ma è quello che mi chiedo. 

In Italia ci sono pochissime donne che svolgono il ruolo di Cio, negli USA invece?

Oh… allora l’Italia sta perdendo il contributo meraviglioso che le donne possono dare in questo settore.

E non voglio dire che le donne sono meglio in ogni cosa rispetto agli uomini (hummm, magari eh?) ma quando si hanno diversi stili e diversi background si ottiene la creatività e nuove soluzioni che forse non sarebbero arrivate facilmente.

Nuove idee, nuovi approcci… questi sono i benefici di avere una squadra variegata, che comprende uomini e donne. 

Linda Cureton, Cio della Nasa

——————————————————————————————————————————————————————–

Linda Cureton story

Linda Cureton Y. è il Cio per la National Aeronautics and Space Administration (Nasa) da settembre 2009. Prima di questa nomina, la signora Linda Y. Cureton è stata il Cio del Nasa Goddard Space Flight Center (Gsfc). Prima del suo arrivo a Gsfc, la signora Cureton era il deputy chief information officer del Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms (ATF). In precedenza ha ricoperto posizioni dirigenziali presso il dipartimento dell’Energia e il dipartimento di Giustizia. Come forte sostenitore per l’applicazione pratica della tecnologia, ha lavorato come membro di organizzazioni quali Government Information Technology Investment Council, the American Council for Technology e Women in Technology.