SAS Visual Analytics Tour 2013

Milano, prima tappa del roadshow 2013 di SAS. Con Jim Goodnight, Jim Davis, Mikael Hagstrom e Marco Icardi per scoprire come gli analytics rivoluzionano le decisioni di business. Le informazioni sono la nuova materia prima per le imprese

 

Jim Goodnight CEO e fondatore di SASIl roadshow di SAS ha fatto tappa a Milano per presentare alla business community internazionale come la conoscenza dei dati cambia le scelte di business per esplorare, analizzare e visualizzare i dati “in-memory” con capacità di analisi predittiva. La presenza dei top executives di SAS, in modo particolare quella di Jim Goodnight, CEO e fondatore di SAS, insieme a Jim Davis, senior vice president e chief marketing officer e Mikael Hagstrom, executive vice president for EMEA and Asia Pacific, ha trasformato un appuntamento sull’agenda dei manager in un vero evento da ricordare.

Al vertice di SAS – come tutti sanno – c’è il suo fondatore e CEO, James Goodnight. Per gli amici Jim, per tutti gli altri, Dr. Goodnight. Uomo del sud, sia nei modi gentili ed eleganti sia nel modo di tenere la scena durante il suo keynote. Non è uomo di spettacolo, Jim Goodnight, come spesso le grandi multinazionali dell’informatica ci hanno presentato i loro capitani. Competenza, rigore e umiltà sono le parole che descrivono la capacità tecno-visionaria con cui Jim Goodnight ha plasmato la sua azienda seguendo una filosofia orientata ai risultati e che parte dalle persone per arrivare a tutti i livelli dell’organizzazione. «SAS fornisce soluzioni analitiche per affrontare le questioni più complesse per le organizzazioni in ogni settore» – ha esordito il Dr. Goodnight. Per dimostrare la potenza di calcolo dei big data analytics su architettura in memory, Jim Goodnight ha navigato in tempo reale i dati relativi all’import e all’export del commercio italiano: milioni di dati analizzati in pochi secondi. Sono passati più di 37 anni, da quando il numero uno di SAS ebbe l’idea di creare una banca dati che fosse utile agli agricoltori del North Carolina per affrontare con il minore rischio possibile le operazioni di semina e raccolto. Oggi, secondo Forrester, SAS è in testa (anche davanti a IBM) per le soluzioni predittive su big data analytics.

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Information Revolution

Più la rivoluzione dei big data accelera, più le aziende e l’incremento esponenziale dei dati tendono a mettere sotto stress i dipartimenti IT. I giorni dei data base relazionali con il tipico approccio “one size fits all” sono finiti. Il modo in cui le aziende fanno business è destinato a cambiare per sempre. E SAS (www.sas.com) ha dato un contributo fondamentale a questo cambio di paradigma. Molti continuano a farsi domande sull’impatto dei big data, ma la vera domanda è se le imprese sapranno fare buon uso degli strumenti di business analysis. Ma qual è la buona notizia per le aziende utenti? «Siamo nella nuova era dei dati» – ha commentato Marco Icardi, AD di SAS Italia. «È possibile ripensare il processo di business e l’organizzazione in funzione della conoscenza, della sicurezza e della trasparenza sulla gestione dei dati, contribuendo a innovare anche la cultura d’impresa». La capacità di esplorare enormi volumi di dati – in contemporanea e senza limitazioni anche per utenti non esperti – offre l’opportunità senza precedenti di sfruttare tutti i big data a disposizione delle imprese. «L’innovazione – secondo Mikael Hagstrom – è l’elemento fondamentale di questa rivoluzione che si basa sulla conoscenza. E questa è la nuova sfida delle high performance organization».

 

Jim Davis: «It’ s not all the same»  

Le soluzioni analitiche – però – non sono tutte uguali. «It’s not all the same». A ribadirlo è stato Jim Davis, senior vice president e chief marketing officer e numero due della società di Cary. Tra gli esperti più influenti nel campo degli analytics, Davis ha iniziato la sua carriera come sviluppatore di software per la fornitura di sistemi per grandi editori di giornali. Il suo ingresso in SAS risale al 1994 e da allora ha dato un contributo fondamentale nell’evoluzione strategica di SAS. «Tutti parlano di big data. Tutti sono pazzi per gli analytics». Per Jim Davis, i big data «sono solo dati che superano le capacità di gestione di un database, la differenza sta nell’analisi. Elaborazione in-memory e interfaccia visual rompono la barriera tradizionale dei big data. SAS offre qualcosa di completamente nuovo che mette al centro dell’elaborazione un vero motore analitico, che supera i modelli tradizionali anche mainframe. Non conta quanti dati si possono immagazzinare, conta come vengono usati e con quali strumenti. Le informazioni contenute nei big data presenti in azienda possono migliorare l’attuale business delle organizzazioni, ma sono anche utili per differenziare e innovare. «Nel passato – ha detto Jim Davis – avevamo a disposizione strumenti di business intelligence che semplicemente fornivano capacità di reporting per gli utenti finali. Oggi, grazie all’enorme quantità di informazioni a disposizione delle aziende, possiamo passare da un approccio reattivo a uno proattivo per supportare una nuova cultura d’impresa basata su dati certi. Così possiamo rispondere a domande nuove che nessuno aveva il coraggio di fare».

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