Le strategie IBM per una Pa digitale

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Senza dimenticare le necessità di rinnovamento della struttura centrale, IBM guarda alla “smarter town” come punto di raccordo tra Stato e cittadini

Oggi le Pubbliche amministrazioni si trovano ad affrontare molteplici sfide, con l’obiettivo di migliorare i propri servizi ai cittadini e alle imprese, dovendo accrescere l’efficienza operativa interna e la soddisfazione degli utenti. Per ottenere questi risultati, deve essere superata la logica “a isole” per giungere a processi digitali integrati di eGovernment.

Presso il Forum PA, questi e altri temi riguardanti il settore pubblico sono stati affrontati durante un lungo e cordiale incontro con i due manager IBM, Giovanni Linzi, general manager sales, e Cristina Farioli, director of business and innovation development, per il tema della “smarter town”.

Data Manager: Come giudica il processo di innovazione intrapreso della Pa?

Linzi: La Pubblica amministrazione è un’organizzazione molto complessa, che richiede un’attenzione particolare data la diversificata possibilità di intervento.

In questo momento di riforme si può notare un cambiamento di paradigma fondamentale. Da un’insieme di luoghi fisici, dove il cittadino si recava per svolgere le varie pratiche, penso per esempio agli uffici comunali, oppure agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate, ma anche alle sedi Inps, la nuova Pa digitale si trasformerà in una serie di servizi online integrati, più facilmente accessibili e sempre a disposizione.

Come può essere sintetizzata la strategia di IBM nei confronti di questa Pa che cambia?

Linzi: Anche in questo caso la risposta dovrebbe essere più analitica e differenziata.

In funzione della tematica da affrontare, possono essere comunque individuati due orientamenti principali. Da un lato bisogna considerare l’aspetto strutturale della Pa. In questo caso parliamo di “smart work”, che comprende soluzioni per il ridisegno dei processi organizzativi e per la razionalizzazione dei costi.

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Sull’altro versante vediamo tutte le componenti che sono coinvolte nei sistemi di rapporto tra lo Stato e i suoi utenti, siano essi privati cittadini oppure imprese.

Ma praticamente come interviene IBM nei vari ambiti? Quali sono le vostre proposte per quanto riguarda i servizi al cittadino?

Linzi: Forse è più facile spiegarlo con un esempio. Dopo l’installazione del telesportello, avvenuta presso la nostra sede centrale di Segrate, e la convenzione firmata con il Comune di Milano per l’avvio della fase sperimentale, IBM è ormai entrata a pieno titolo nel progetto “Reti amiche on the job”, promosso l’anno scorso dal ministero per la Funzione Pubblica.

Mentre stiamo valutando l’estensione dei servizi, coinvolgendo anche le altre sedi nazionali, lo strumento si sta rivelando una versatile soluzione per lo sviluppo delle “smarter town”, iniziativa con cui diverse amministrazioni pubbliche locali hanno avviato progetti innovativi di gestione dei servizi sul territorio e di dialogo efficiente con la cittadinanza.

È possibile fare qualche esempio di smarter town?

Farioli: Gli esempi sono ormai numerosi, tra questi Reggio Emilia, Salerno, Venezia, Bolzano, Pisa e altri ancora, che toccano differenti tematiche.

Qual è l’ultima smarter town realizzata e come si articola?

Farioli: Parma, l’esempio più avanzato. Lo sportello multifunzione, che viene identificato come elemento di una azione strategica più ampia, denominata “Parma 2.0”, ha l’obiettivo di rivoluzionare i rapporti con il cittadino, a cui la Pubblica amministrazione va incontro “fisicamente”. Adottato come vero e proprio “bancomat dei certificati”, il nostro Virtual Teller viene posizionato nei luoghi pubblici in cui il cittadino vive, lavora e passa il tempo libero.

Il servizio, disponibile sia in modalità self-service sia virtuale, ha caratteristiche di rapidità, grazie alle connessioni in banda larga, e di versatilità, perché può già erogare sedici tipi di certificati, provvisti di timbro digitale a norma.

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Alle prime installazioni, una negli spazi del più grande centro commerciale di Parma, con un passaggio medio settimanale di 70mila persone, e l’altra all’esterno della direzione uffici comunali, prossimamente si affiancherà quello presso una grande azienda locale, mentre verso la fine dell’anno anche il Tribunale potrà contare su un proprio telesportello.

Quali altre aree interessano la starter town?

Linzi: Numerose, oltre al telesportello. Pensiamo al traffico e ai trasporti, alla sicurezza per i cittadini, alla risorsa acqua e al “green” energetico, alla formazione, alla sanità e ai servizi sociali. Tutti i risparmi così ottenuti potranno finanziare ulteriori progetti di innovazione, verso una vera smarter town.